
La classe operaia va in paradiso, in onda su Iris questa sera (8 febbraio) alle ore 23
Lulù Massa, l’ operaio milanese con l’ulcera, è una delle figure più belle che il cinema italiano possa annoverare nei suoi annali. Un personaggio a tutto tondo, magistralmente costruito da un camaleontico Gianmaria Volonté, capace di immergersi in un ruolo complesso e giustificare una trasformazione radicale da uno stacanovista del lavoro a cottimo a capo della contestazione operaia, nonostante due famiglie da mantere.
Lulù lavora per due persone, per questo il padrone lo ama ma i compagni di catena di montaggio lo destestano. Dopo aver perso il lavoro si trova abbandonato da tutti, amici, colleghi e amante. ma grazie a una vittoria del sindacato, viene riassunto.
Elio Petri è il padre del cinema politico italiano, il suo sguardo caustico e satirico illustra un ritratto della impietoso della condizione operaia e della sua alienazione, con tutto quello che di positivo (e di negativo) si può dire a proposito. Il cinema entra con Petri per la prima volta nel mondo della fabbrica scavando nei temi che ancora oggi (purtroppo) sono di estrema attualtià, come il rapporto tra operai e macchine, le sfide politiche tra la sinistra e la destra, i pregi e i difetti dei sindacati, la repressione dei padroni e il progresso tecnologico.
Paradossalmente fu un film che provocò molte polemiche, in particolare dalla sinistra italiana, in compenso vinse niente meno che una Palma d’oro a Cannes, a ex aequo con Il caso Mattei.
Questa che vedete qui sopra è la sigla della terza edizione del Queer Lion, premio collaterale del Festival di Venezia che premierà il miglior film a tematica omosessuale tra quelli visti in tutte le sezioni. Due anni fa vinse The Speed of Life di Ed Radtke, con menzione speciale per Sleuth di Kenneth Branagh, mentre l’anno scorso vinse Un altro pianeta di Stefano Tummolini.
La giuria del 3. Queer Lion è composta dai Presidenti di Giuria Gustav Hofer e Luca Ragazzi, autori del meraviglioso Improvvisamente l’inverno scorso, e da Mark Smith (classe 1980, vice direttore della rivista mensile “Time Out Amsterdam” e collaboratore per “Style.com” e per “Dazed & Confused”), Peter Marcias (regista e sceneggiatore sardo, autore di numerosi spot, documentari e cortometraggi), Roberto Schinardi (giornalista, critico cinematografico e televisivo, collabora con il manifesto, Ciak, Ciak in Mostra, Torino Magazine, Pride ed il portale Gay.it).
Si segnalano anche quattro film di interesse queer anche nella retrospettiva Questi fantasmi 2: cinema italiano ritrovato: La nave delle donne maledette di Raffaello Matarazzo, nella versione francese non censurata e con accenni di scene lesbiche per l’epoca abbastanza espliciti; Morte di un amico di Franco Rossi, con Pasolini collaboratore in fase di sceneggiatura; Nudi per vivere di Elio Montesti (ovvero lo pseudonimo di Elio Petri, Giuliano Montaldo, Giulio Questi), in una Parigi by night dove non mancano i locali omosessuali; Il tramontana di Adriano Barbano, ambientato in un collegio maschile, tra cameratismo e qualche sguardo di troppo da parte dei frati.
Sono 14 i film ufficialmente in gara, ma la giuria potrà prendere in considerazione anche altre pellicole di tutte le sezioni (ad esempio: è strano non vedere il film di Yonfan, sempre vicino alle tematiche LGBT). Per leggere l’elenco, cliccate su continua.
Continua a leggere: Venezia 66 - Queer Lion: i film candidati della terza edizione
Live! - Ascolti record al primo colpo (Live!) di Bill Guttentag, con Eva Mendes, David Krumholtz, Eric Lively, Rob Brown, Jay Hernandez, Monet Mazur, Andre Braugher, Josue Aguirre
Eva Mendes si trasforma per un giorno in Katy, una rampante manager di un network televisivo per la trasmissione di Live! Assommando tutti i cliché del personaggio che vogliono i dirigenti delle televisioni come dei protagonisti dietro le quinte, spietati e senza alcun tipo di scrupolo, la bella Katy sta cercando l’idea che possa risollevare una volta per tutte gli ascolti del suo canale. Non si accontenta di un buon risultato, Katy vuole lo show del secolo. Ma cosa potrebbe tenere inchiodati milioni di americani alla televisione, escludendo la palla ovale del Superbowl?
L’idea folgorante è quella di mettere insieme un reality show dove un gruppo di concorrenti selezionato con un preciso casting si sfida alla roulette russa. Un proiettile d’argento nella canna di un revolver. Sei concorrenti, cinque di questi torneranno a casa con un assegno da un milione di dollari. Il tutto rigorosamente in diretta televisiva. Tutto il processo della produzione del programma viene però ripreso da un documentarista che ha stretto un accordo con Katy per girare un film-documentario sul mondo della televisione visto da dietro le quinte.
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Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto. Un film di Elio Petri. Con Gian Maria Volonté, Florinda Bolkan, Gianni Santuccio, Orazio Orlando, Sergio Tramonti, Arturo Dominici, Salvo Randone, Massimo Foschi. Genere Poliziesco colore, 118 minuti. Italia 1970.
Un alto funzionario di polizia, nello stesso giorno della sua promozione ad una carica di rilevanza politica, uccide la propria amante. Indeciso fra la salvezza e la piena confessione del suo delitto, scoprirà ben presto che il sistema non gli permetterà di scontare per quanto ha fatto.
“Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” fu il segnale di un risveglio, in grande stile, del cinema italiano rispetto ad alcuni temi per molti anni considerati tabù. Se si pensa a quanti film statunitensi hanno affrontato, spesso con ottimi risultati, i rapporti tra corruzione e potere, partendo da poliziotti violenti fino ad aggredire i centri del comando come la Casa Bianca, fa pensare che il primo film a parlare dei fini, non certo trasparenti, degli apparati di polizia (e non dalla semplice prospettiva del singolo agente corrotto) sia datato 1970. Certo, il film di Petri si inserisce, anche produttivamente, nel preciso contesto politico di un epoca in cui certe cose non potevano continuare ad essere taciute, e darà origine ad un vero e proprio filone, il cui miglior risultato è, probabilmente “Cadaveri eccellenti”, di Francesco Rosi.
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