Our Idiot Brother arriva nelle sale italiane dal 4 luglio con il titolo Quell’idiota di nostro fratello e con la regia di Jesse Peretz. Ecco la trama:
Ned Rochlin (Paul Rudd) è un uomo fuori dal comune. Dopo essere stato arrestato per aver tentato di vendere fumo ad un poliziotto in uniforme, viene cacciato dalla fattoria che condivideva con la sua ragazza. Senza sapere dove andare, decide di rivolgersi alle sue tre sorelle, mandando all’aria tutte le loro quotidiane abitudini…
Nel cast: Paul Rudd, Elizabeth Banks, Zooey Deschanel, Emily Mortimer, Steve Coogan, Nick Sullivan, Francesca Papalia, Bob Stephenson, Peter Hermann, Adam Scott, Kelly Briter, Rashida Jones. E dopo aver visto il simpatico trailer italiano, ecco la galleria con 24 foto.
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Uscirà il 4 luglio nei cinema tricolori Our Idiot Brother, diventato per il nostro mercato Quell’idiota di mio Fratello. Raccolti ben 25 milioni di dollari sul suolo americano, dopo esserne costati solo 5, il film si concede quest’oggi il primo trailer in italiano, da vedere e commentare insieme a noi. Diretto da Jesse Peretz, e con Zooey Deschanel, Rashida Jones, Steve Coogan, Emily Mortimer ed Elizabeth Banks al fianco di Paul Rudd, assoluto protagonista, Our Idiot Brother ha raccolto non pochi consensi all’ultimo Sundance Film Festival.
Al centro della pellicola Ned Rochlin, coltivatore biologico che finisce al gabbio per aver venduto della marijuana ad un poliziotto. Persa l’azienda agricola, Ned inizia un viaggio alla scoperta della propria famiglia, composta da tre sorelle ambiziose (Banche, Deschanel, Mortimer), e una madre prepotente (Knight), portando scompiglio nelle loro vite.
Allora, avete visto Hunger Games? Oggi dedichiamo al film un post con alcuni stralci di recensioni straniere ed italiane. Nel ricordarvi la nostra recensione vi rimando però anche al vostro giudizio. E vi segnalo che (mentre scrivo) la percentuale del tomatometer su RottenTomatoes è dell’84%.
- Roger Moore - McClatchy-Tribune News Service: Gary Ross, che ha diretto Seabiscuit, riesce ad arrivare al traguardo senza grandi errori, ma senza molti termini di ispirazione.
- Peter Rainer - Christian Science Monitor: il regista riesce a mantenere il ritmo molto veloce.
- Amy Biancolli - San Francisco Chronicle: Il film è dotato di un’immaginazione creativa. La sua stella, Jennifer Lawrence, porta la sua solita durezza e la trasparenza emotiva all’arciere-eroina Katniss.
- Wesley Lovell - Oscar Guy: Un blockbuster che ha qualcosa da dire sul mondo. A differenza di Twilight questo film ha in realtà un significato più profondo e filosofico.
- Rob Humanick - Projection Booth: Per chi non conosce il romanzo, il film è narrativamente insoddisfacente; per non parlare dell’aspetto visivamente statico.
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Perso per strada Gary Ross, in casa Lionsgate hanno finalmente trovato un regista per Catching Fire, sequel di Hunger Games. Sarà infatti Francis Lawrence a riportare in sala la saga partorita da Suzanne Collins. Regista di Constantine, Io sono leggenda e Come l’acqua per gli elefanti, Lawrence ha così battuto l’agguerrita concorrenza, per un capitolo 2 che vedremo al cinema a partire dal 22 novembre del 2013.
Ovviamente confermatissimi tutti i protagonisti, da Jennifer Lawrence a Josh Hutcherson, passando per Liam Hemsworth, Woody Harrelson, Stanley Tucci ed Elizabeth Banks, per una scelta, quella di Lawrence, che soddisfa la produttrice Nina Jacobson.
“La nostra priorità era quella di rimanere fedeli al cuore della storia ideata da Suzanne. So che Francis sarà un ottimo collaboratore per me e per la Collins. La sua passione per Catching Fire e le interessanti idee che ci ha proposto per un adattamento più che fedele fanno di lui il regista perfetto per questo film. Non vedo l’ora di iniziare”.
A stretto giro, ovviamente, le parole dello stesso regista:
“E’ un onore e un privilegio portare in sala il secondo capitolo della trilogia di Suzanne. Mi sono innamorato dei personaggi, dei temi e del mondo da lei creato. Questa secondo capitolo approfondisce tutti questi elementi in un thriller emozionante e sorprendente”.
Questa la sinossi breve di Catching Fire: Passato un anno dai Games, Katniss ha paura: corrono voci di ribellione ispirate da lei, e il presidente Snow in persona, sempre più vampirico, le fa “sottilmente” intendere di non essere, diciamo, al sicuro. E altre voci giungono sull’esistenza del Distretto 13, che i libri di storia vorrebbero annichilito durante la rivolta, e verso cui si concentrano invece le speranze dei nuovi ribelli che iniziano a sollevarsi ovunque su Panem. Ma Katniss è interessata solo a sopravvivere e proteggere la sua famiglia: anche se sfuggire al destino di simbolo di una rivolta potrebbe essere più difficile di quanto pensi.
Fonte foto: TMnews
Un successo commerciale roboante negli States, a fronte di una critica di gran lunga più tiepida. Con queste premesse approderà nelle nostre sale Hunger Games, primo e molto probabilmente non ultimo capitolo della nuova trilogia tratta dall’omonima opera di Suzanne Collins. Best Seller sulle pagine del New York Times, USA Today e Wall Street Journal, insignito di un cospicuo numero di riconoscimenti e già assurto a vero e proprio caso letterario da almeno due anni. Insomma, un fenomeno reale, la cui trasposizione sul grande schermo altro non rappresenta che il naturale sbocco.
Tra speranze e perplessità, in parte fondate e in parte dovute a comprensibili pregiudizi, l’accostamento con Twilight sembra altrettanto scontato. Piacciano o meno, la due penne (quella della Collins e quella della Meyer) calcano andamenti diversi, illustrando due universi che nemmeno si toccano - a giudicare da questo primo episodio, neanche in ambito cinematografico. Un soggetto davvero intrigante, dai contenuti senz’altro più forti e maturi, quello su cui poggia Hunger Games.
E poi… beh, poi c’è una Jennifer Lawrence in stato di grazia, a cui viene affidato il compito praticamente di trainare questa pellicola. Di carne al fuoco, dunque, si può pure dire che non ne manchi. Vedremo di seguito se saremo in grado di dirimere certi dubbi che attanagliano curiosi e non, nel tentativo quantomeno di comprendere cosa ci sia di buono o meno buono in un progetto che, già lo sappiamo, spaccherà nettamente in due il giudizio sia di critica che di pubblico.
Uno spot dal taglio drammatico/romantico, per una pellicola che ambisce a far sua la palma di ‘nuovo Twilight’. Manca poco meno di un mese all’uscita di Huger Games, trasposizione cinematografica del primo libro della trilogia di romanzi scritta da Suzanne Collins. A dirigere il film, che ci regala quest’oggi l’ennesimo trailer inedito, Gary Ross, regista dell’indimenticato Pleasentville, per un titolo che punta a sbancare i box office di mezzo mondo. Protagonisti sul set Jennifer Lawrence, nei panni di Katniss, Liam Hemsworth, Josh Hutcherson, Stanley Tucci, Woody Harrelson ed Elizabeth Banks.
In un futuro non molto distante, gli Stati Uniti d’America sono definitivamente crollati sotto i colpi di carestie, siccità, guerre e disgrazie di ogni tipo. Dalle ceneri di ciò che è rimasto sorgerà un nuovo Paese, Panem, diviso in dodici distretti. Ogni anno, mediante una lotteria, due giovani ragazzi di ogni distretto sono scelti per partecipare a dei giochi che prendono il nome di Hunger Games. Lo scopo è quello di eliminarsi a vicenda, con la restante popolazione costretta ad assistere a tutto quanto attraverso i loro teleschermi.
Fonte: Kino
E naturalmente ecco l’immancabile festa organizzata da Vanity Fair per festeggiare gli Oscar 2012 (ecco la lista dei vincitori di quest’anno). Cineblog vi regala 65 foto dal party esclusivo con attori, attrici e registi ma anche con la presenza di personalità come David Beckham e Victoria Beckham. Se state attenti noterete che qualche attrice si è cambiata d’abito (Jennifer Lopez, per dirne una) mentre Gwyneth Paltrow ha tenuto lo stesso vestito bianco che aveva sul red carpet. Una nota di affetto particolare per Michael Douglas (in buona forma dopo il tumore) e il padre Kirk Douglas che a 96 anni (!!!) si diverte ancora alle feste! La nostra stima.
Foto: TMNews
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Un produttore di ‘peso’ come Lorenzo di Bonaventura, padre dei Transformers e di G.I. Joe, un quasi sconosciuto figlio d’arte in cabina di regia, il documentarista danese Asger Leth, gli sceneggiatori dell’ottimo Red ed un divo in ascesa come Sam Worthington. Le premesse per rendere almeno ‘curioso’ un titolo come Man on a Ledge, brutalmente diventato 40 carati per il mercato nostrano, c’erano tutte. Ed in parte, ma senza esagerare, sono state rispettate.
Perché il film della Summit Entertainment riesce con la giusta dose di spericolatezza a rendere intrigante il tutt’altro che esaltante plot, inizialmente misterioso per poi dipanarsi con il passare dei minuti. Al centro della trama c’è infatti un uomo sul cornicione di un grattacielo, che minaccia di suicidarsi. Tutto qui? Tutto qui, se non fosse che il passato e soprattutto il ‘reale’ presente di quest’uomo riescano a tenere lo spettatore incollato alla poltrona, grazie ad una buona dose di action, con arguzia soppesata a ’svolte’ narrative innegabilmente tutt’altro che sorprendenti ma sicuramente funzionali e ben congegnate.
Nella New York impazzita di oggi, in perenne caccia di ’scoop’ sensazionalistici da cullare e dare in pasto ai telegiornali che ci bombardano news 24 ore su 24, trova spazio anche un aspirante suicida ‘incitato’ dalla folla a buttarsi da un cornicione, in modo da poter soddisfare la mostruosa gioia di riprendere con il videofonino il volo a planare sull’asfalto. Shakerando con maestria i vari ingredienti a disposizione, Asger Leth produce un film godibile, ricco di evidenti ‘baggianate’, ma non per questo meritevole di bocciatura.
Continua a leggere: 40 carati (Man on a ledge) - Recensione in Anteprima
Un nuovo lungo trailer, per un titolo chiamato a dover lanciare un ricco franchise. News in casa Hunger Games, atteso nei cinema americani a partire dal prossimo 23 marzo e in Italia dal 1° maggio. Diretta da Gary Ross, regista dell’indimenticato Pleasentville, la pellicola, costata 75 milioni di dollari, porta in sala il primo libro della trilogia di romanzi scritta da Suzanne Collins. Protagonisti sul set Jennifer Lawrence, nei panni di Katniss, Liam Hemsworth, Josh Hutcherson, Stanley Tucci, Woody Harrelson ed Elizabeth Banks.
In un futuro non molto distante, gli Stati Uniti d’America sono definitivamente crollati sotto i colpi di carestie, siccità, guerre e disgrazie di ogni tipo. Dalle ceneri di ciò che è rimasto sorgerà un nuovo Paese, Panem, diviso in dodici distretti. Ogni anno, mediante una lotteria, due giovani ragazzi di ogni distretto sono scelti per partecipare a dei giochi che prendono il nome di Hunger Games. Lo scopo è quello di eliminarsi a vicenda, con la restante popolazione costretta ad assistere a tutto quanto attraverso i loro teleschermi.
Negli States debutterà l’11 maggio, in tempo per la Festa della Mamma. Il pubblico italiano potrà vederlo sugli schermi il mese successivo, a partire dal 6 giugno. Parliamo di What to Expect when you’re Expecting (letteralmente Cosa aspettarsi quando sei in attesa), commedia corale sulla gravidanza e sulla genitorialità.
Tratto dal bestseller omonimo di Heidi Murkoff, rimasto per ben 9 anni nella classifica del New York Times, diretto da Kirk Jones sulla base dello script di Shauna Cross ed Heather Hach; il film è uno sguardo esilarante e sincero alle vicessitudini di 5 coppie, la cui vita viene messa sottosopra dalle sfide imposte loro dall’imminente nascita del primo figlio.
Nel variegato cast troviamo Elizabeth Banks, Cameron Diaz, Chace Crawford, Brooklyn Decker, Joe Manganiello, Ben Falcone, Anna Kendrick, Dennis Quaid, Matthew Morrison, Chris Rock, Jennifer Lopez e Rodrigo Santoro.