Giovanni Galletta è il regista del film drammatico italiano Dopo quella notte con Maria Grazia Cucinotta, Serena Grandi, Enrico Lo Verso, Antonella Ponziani, Francesca Ferrazzo, Maurizio Mattioli; nelle sale dal 9 luglio.
Francesco, Elena, Roberto, Flavia, Tommaso e Virginia formano una bella compagnia di amici. Un sabato sera escono dalla discoteca e Francesco si mette alla guida nonostante sia un po’ brillo. Durante la strada muore in un incidente e il gruppo rimane sconvolto. C’è chi si chiude in casa, qualcuno desidera solo fuggire, ognuno reagisce in modo diverso…
Oggi vi regaliamo foto, locandina e trailer (dopo il salto).
Dopo quella notte: foto, locandina e trailer




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La bella società Regia di Gian Paolo Cugno, con Raoul Bova, Maria Grazia Cucinotta, Giancarlo Giannini, Enrico Lo Verso, David Coco, Marco Bocci, Simona Borioni, Anna Safroncik, Maurizio Nicolosi, Franco Interlenghi, Antonella Lualdi, Marina Pennafina, Alessandro Mallia, Pio Di Stefano, Luigi Ferro Svaluto.
Giorgio e Giuseppe sono nati nella Sicilia degli anni Sessanta. Cresciuti senza padre, morbosamente gelosi della madre di mediterranea bellezza, cercano in ogni modo di ostacolare un suo possibile rapporto con un brillante produttore cinematografico, in Sicilia per girare un film. Un incidente causato dalla polvere da sparo provoca la morte del pretendente della madre e i giovani pargoli scelgono di occultarne il cadavere e tacere per sempre l’accaduto. L’esplosione però provoca la perdita della vista di Giorgio e la felicità nell’animo di Giuseppe. Gli anni passano e grazie all’aiuto del ricco farmacista del paese, padre dell’amico Nello da sempre innamorato silenzioso della loro madre, i due ragazzi decidono di partire per Torino nella speranza che un’operazione all’avanguardia possa far ritrovare la vista a Giorgio. Sono gli anni di piombo e la situazione è tesa anche sotto la Mole.
A due passi dalla casa che li ospita viene ucciso a pistolettate un funzionario della Fiat, la sua segretaria ha visto il brigatista assassino e fuggendo si ritrova tra le braccia di Giorgio. Caterina piomba come una meteora a scardinare il rapporto tra i due fratelli, che però accettano di nasconderla nella loro casa siciliana. Intanto però gli anziani genitori del produttore morto nel tragico incidente sono ancora disperati dalla sua scomparsa e continuano a cercare un posto dove piangere il loro figlio.
La bella società vorrebbe essere un affresco storico della seconda metà del Novecento. La storia di due fratelli siciliani vorrebbe diventare il cardine attorno al quale si svolge la storia dell’Italia di questo ampio lasso di tempo. La Sicilia dovrebbe diventare protagonista di un accorato canto di amore da parte di un suo figlio che è cresciuto amando i luoghi delle sue origini. Queste sono (sulla carta) le intenzioni di Gian Paolo Cugno, originario di Pachino, paese che ha dato i natali a Vitaliano Brancati e che fu citato da Dante nella Divina Commedia, ma di cui ci si dimentica che il nome è stato reso celebre dai pomodori.
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Uscirà domani nei cinema italiani La Bella Società, film drammatico diretto da Gian Paolo Cugno, con Raoul Bova, Giancarlo Giannini, Enrico Lo Verso, Antonella Lualdi e Maria Grazia Cucinotta protagonisti. Distribuito da Medusa, il film ci mostra oggi il trailer, da vedere e commentare insieme a noi, aspettando la nostra recensione in anteprima.
La pellicola è ambientata negli anni 60 e 80 in Sicilia e a Torino, dove i protagonisti, due fratelli siciliani, si recano per unoperazione agli occhi di uno di loro. La loro vita sarà sconvolta dallincontro con una bella ragazza, coinvolta nellassassinio di un dirigente della Fiat da parte di una banda di terroristi.
Dopo Caótica Ana, presentato alla seconda Festa di Roma, torna il regista basco Julio Medem, regista di Lucía y el sexo, con un altro film che promette scandalo e bollore. Si tratta di Room in Rome (in originale Habitación en Roma), e si tratta del primo lavoro di un dittico di pellicole girate dal regista in inglese.
Girato tra Madrid e Roma, la pellicola vede per protagoniste la spagnola Alba e la russa Natasha. Le due ragazze si incontrano in un albergo a Roma ed iniziano a frequentarsi, passando le loro giornate in una camera dell’albergo, tra sesso e confessioni.
Presentato dalla Wild Bunch all’European Film Market alla Berlinale che si è appena conclusa, Room in Rome è interpretato da Elena Anaya, Natasha Yarovenko e dal nostro Enrico Lo Verso. Probabile un suo passaggio al Festival di Cannes, di cui parleremo prossimamente per quel che riguarda i papabili nomi della selezione ufficiale.
Dopo il salto trovate il lungo trailer, particolarmente “generoso”…
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Baarìa (Italia, 2009) di Giuseppe Tornatore; con Francesco Scianna, Margareth Madè, Nicole Grimaudo, Angela Molina, Lina Sastri, Salvatore Ficarra, Valentino Picone, Gaetano Aronica, Alfio Sorbello, Luigi Lo Cascio, Enrico Lo Verso, Nino Frassica, Laura Chiatti, Michele Placido, Vincenzo Salemme, Giorgio Faletti, Corrado Fortuna, Paolo Briguglia, Tony Sperandeo, Monica Bellucci, Leo Gullotta, Franco Scaldati, Gabriele Lavia, Raoul Bova, Luigi Maria Burruano, Aldo Baglio, Elena Russo, Beppe Fiorello, Marcello Mazzarella, Donatella Finocchiaro, Sebastiano Lo Monaco.
Baarìa è la storia di una famiglia siciliana dagli anni ‘30 all’inizio degli anni ‘80, attraverso tre generazioni. E questo, lo si sapeva già. Baarìa è poi la storia epica e nostalgica che Giuseppe Tornatore ha voluto dedicare alla sua terra, e lo si poteva immaginare sin da subito. Che però il kolossal italiano più costoso ed ambizioso da anni a questa parte potesse lasciare così insoddisfatti… Ci potevano certo essere dei dubbi, ma la speranza era che Tornatore tornasse a fare cinema di ampio respiro.
E’ una commedia, Baarìa. Un grande romanzone popolare pieno di “eroi” e macchiette. Ma sappiamo che in altre occasioni Tornatore non si è trovato molto a suo agio con il lato più comico e grottesco della situazione. E Baarìa non è da meno. Tutta la prima parte è una rievocazione di un felliniano Amarcord in cui il regista mette in scena situazioni strane e gag per narrare la vitalità e le contraddizioni del suo paese, ma nell’esagerazione il film perde subito l’orientamento.
Al solito, Tornatore si dimostra fin troppo abile con la macchina da presa, e coi suoi movimenti di macchina giustifica già in buona percentuale l’alto costo della sua grande produzione: dolly, gru e carrelli non mancano mai. E’ una critica che spesso è stata mossa al regista anche nei suoi lavori più riusciti, ma sembra che questa sia diventata ormai una cifra stilistica. Poco male, ma c’è anche altro.
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La sessantaseiesima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia è stata ufficialmente inaugurata questa sera con la proiezione di Baaria di Giuseppe Tornatore; primo film italiano ad aprire il Festival dopo vent’anni.
Vi regaliamo una ricchissima fotogallery dedicata proprio a Tornatore, ai protagonisti del suo film (sono tantissimi! Francesco Scianna, Margareth Madè, Aldo Baglio, Beppe Fiorello, Enrico Lo Verso, Laura Chiatti, Leo Gullotta, Luigi Lo Cascio, Nicole Grimaudo, Nino Frassica, Raoul Bova, Vincenzo Salemme, Giorgio Faletti…) al Maestro Ennio Morricone ed a tutti gli altri volti noti che questa sera hanno animato il red carpet. Fra gli altri, Mario Monicelli, Eva Mendes, Luciano Ligabue e Todd Haynes.
Cliccate su continua, le immagini della serata vi aspettano!
Cartoline da Venezia 66 - Giuseppe Tornatore inaugura la Mostra della Laguna
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Baarìa è un suono antico, una formula magica, una chiave. La sola in grado di aprire lo scrigno arrugginito in cui si nasconde il senso del mio film più personale. Una storia divertente e malinconica, di grandi amori e travolgenti utopie. Una leggenda affollata di eroi… (Giuseppe Tornatore)
In occasione della 66ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia Electa pubblica un volume fotografico (Baarìa - Autori Vari) dedicato al nuovo film di Giuseppe Tornatore (alcune immagini le potete vedere qui di seguito e dopo il salto). La pellicola dal titolo Baarìa, nome dialettale che sta per Bagheria, città siciliana in cui il regista è nato e vissuto fino all’età di 28 anni, tratta la storia di una famiglia e delle sue vicissitudini durante l’intero Novecento. Attraverso le vicende di Mannina e di Giuseppe, il film ripercorre amori, ideali e profonde delusioni di un’intera comunità vissuta tra gli anni trenta e gli anni ottanta nella provincia di Palermo. Il film è stato girato fra l’Italia e la Tunisia, dove è stato allestito un set colossale che ha permesso la ricostruzione del corso principale di Bagheria e delle maggiori vie del centro.
Nel cast, tra gli altri, Francesco Scianna, Margareth Madè, Ficarra e Picone, Beppe Fiorello, Lina Sastri, Enrico Lo Verso, Vincenzo Salemme, Leo Gullotta, Nino Frassica, Raoul Bova, e Monica Bellucci. Hanno preso parte al film oltre 35.000 comparse.
Venezia 66: Dal libro Baaria - fotogallery del nuovo film di Giuseppe Tornatore
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Uscirà questo fine settimana nelle sale cinematografiche italiane il film spagnolo Le 13 rose (di cui potete leggere la recensione in anteprima), la ricostruzione della vera storia di un gruppo di donne attive per solidarietà durante la Guerra Civile spagnola e unite da una fortissima amicizia fino alla morte, accusate di aver fatto parte di un complotto per assassinare il generale Franco.
Un film in costume, non perfetto, ma che racconta un momento storico difficile e un sacrificio di innocenti che non deve essere dimenticato. Le 13 rose è una coproduzione tra Italia e Spagna e nel cast ci sono anche i “nostri” Enrico Lo Verso e Adriano Giannini. Qui sopra potete vedere il trailer italiano del film.
Le 13 rose (Trece Rosas) Regia di Emilio Martínez Lázaro, con Fernando Pardo, Pilar López de Ayala, Veronica Sánchez, Gabriella Pession, Marta Etura, Nadia de Santiago, Teresa Hurtado de Ory, Bárbara Lennie, Alba Alonso, Cèlia Pastor, Silvia Mir, Sara Martín, María Cotiello, Miren Ibarguren, Carmen Cabrera, Adriano Giannini, Enrico Lo Verso
La fine della guerra civile spagnola è alle porte e l’esercito del generale Franco si sta avvicinando alla città di Madrid. E’ il 1939 e tredici giovani volontarie pacifiste della Brigata Socialista, organizzazione umanitaria per l’aiuto alle persone che maggiormente hanno sofferto le violenze degli scontri, vengono arrestate con una terribile accusa: avrebbero fatto parte di un complotto teso a organizzare l’assassinio di Franco. Le ragazze vengono imprigionate e fatte parlare con ogni mezzo necessario. Nonostante le torture subite, il loro legame e la loro amicizia non si rompe. La loro condanna le trasformerà in martiri per un bene superiore contro una feroce dittatura.
L’ultimo lavoro di Emilio Martínez Lázaro, ispirato a fatti storici realmente accaduti, richiama alla mente anche solo per il suo titolo le vicende di Sophie Scholl raccontante nel film La Rosa Bianca di Marc Rothemund. Racconti di giovani donne capaci di morire per un ideale e di lottare contro la dittatura nazifascista. La storia ci insegna che non fu tanto differente quello che accadde in Spagna durante la Guerra Civile e la dittatura franchista dalla realtà che si poteva vivere in Germania con l’avanzata del partito Nazional Socialista o in Italia coi fascisti di Mussolini. L’anima nera d’Europa si diffondeva con la forza attraverso il consenso forzato. Il rifiuto di un saluto romano veniva punito con la violenza, impossibile quindi esprimere solidarietà e umanità anche solo attraverso un pacifico volantinaggio.
Un programma al di sopra delle aspettative. Chiariamolo fin da subito, a scanso di equivoci: il cartellone della 66. Mostra Internazionale del Cinema di Venezia sulla carta promette un’edizione molto buona. Concentriamoci per ora sui film in concorso, e più tardi parleremo delle altre sezioni. Non preoccupatevi se vedete qualche nome mancante: è probabile che il film che cercate sia fuori concorso, ma qui le sorprese non mancano.
Confermati innanzitutto i rumors delle ultime settimane sugli italiani: ancora una volta, come l’anno scorso, i titoli nostrani del concorso ufficiale sono quattro. Si tratta ovviamente del film d’apertura Baaria di Giuseppe Tornatore, de Il Grande Sogno di Michele Placido, con Scamarcio, Trinca, Argentero, Orlando e Morante, La doppia ora, opera prima di Giuseppe Capotondi con Filippo Timi e Ksenia Rappoport, e, unico film Rai contro tre Medusa, Lo spazio bianco di Francesca Comencini, con Margherita Buy.
Sorprendente la sestina americana: dopo gli ormai sbandieratissimi Moore, Herzog, l’esordio di Tom Ford con A single man, fa piacere anche vedere confermato il nuovo Todd Solondz, The Road di Hillcoat e soprattutto -in concorso!- Survival of the Dead di zio Romero. Nella triade orientale, spunta la sopresona Tsukamoto con il suo nuovo capitolo di Tetsuo. Ottima la selezione francese, con Denis, Rivette, Chéreau confermati e la “new entry” Mr. Nobody di Jaco Van Dormael. Due lavori tedeschi (ma ovviamente Akin ha origini turche e Shirin Neshat iraniane), uno austriaco, e poi ancora Sri Lanka, Egitto e Israele. E manca ancora il film a sorpresa, per un totale di 24 film in corsa per il Leone d’Oro.
Dopo il salto, tutti i titoli del concorso ufficiale di Venezia 66.