
Pare che Catherine Hardwicke ed Evan Rachel Wood si troveranno ancora a lavorare assieme, a quasi una decina d’anni di distanza da Thirteen - 13 anni, il film d’esordio della prima e quello che aveva lanciato definitivamente la Wood. Lo ha dichiarato la regista stessa durante l’ultimo Sundance: il suo prossimo lavoro s’intitolerà Plush.
Il film sarà un thriller erotico che gira attorno all’industria musicale di Los Angeles. La Hardwicke ha descritto la protagonista, interpretata ovviamente dalla Wood, come una ragazza che sta superando ogni limite, e sta perdendo il controllo. Un ritorno quindi ai “racconti californiani”, dopo la natività, Twilight e la rilettura cool di Cappuccetto Rosso, per la regista: ma saremo mica in zona Basic Instinct (2)?
Che fine abbia fatto in tutto ciò Knockout, il progetto della regista su Anita Lindblom e Bosse Högberg interpretati dai coniugi Rapace, non si capisce. Però Plush sarà presentato all’European Film Market di Berlino per iniziare a venderne i diritti, quindi si farà.
Fonte: The Playlist - Foto: TM News
Presentato a Venezia e da noi qui recensito, Le idi di marzo di George Clooney impreziosirà il Natale cinematografico italiano, uscendo in sala il prossimo 16 dicembre. Scritto, interpretato, prodotto e diretto da George Clooney, il film, tratto dal lavoro teatrale di Beau Willimon “Farragut North”, si mostra quest’oggi attraverso l’atteso trailer in italiano e il poster definitivo. Ricco e variegato il cast, composto da Ryan Gosling, Philip Seymour Hoffman, Paul Giamatti, Marisa Tomei, Jeffrey Wright, Max Minghella ed Evan Rachel Wood, tutti insieme appassionatamente al fianco di Clooney.
Definito dal regista ‘un thriller politico, e non un film politicizzato‘, Le idi di marzo è ambientato nel mondo politico statunitense in un prossimo futuro, durante le primarie in Ohio per la presidenza del Partito Democratico. Racconta la vicenda di un giovane e idealista guru della comunicazione (Ryan Gosling) che lavora per un candidato alla presidenza, il governatore Mike Morris (George Clooney), e che si trova suo malgrado pericolosamente coinvolto negli inganni e nella corruzione che lo circondano.

Acclamato a Venezia ma clamorosamente tornato negli Usa a mani vuote, Le idi di Marzo di George Clooney sbarcherà nei cinema nostrani il prossimo 28 dicembre. Il Natale cinematografico tricolore sarà quindi impreziosito dal ritorno in cabina di regia del celebre attore. Il film è così andato incontro ad un inatteso ‘anticipo’, vista la data inizialmente annunciata, 13 gennaio 2012, che farà sicuramente piacere ai tanti che l’aspettano con ansia e curiosità.
Interpretato da un cast d’eccezione in cui figurano Ryan Gosling, Philip Seymour Hoffman, Paul Giamatti, Marisa Tomei, Jeffrey Wright e Evan Rachel Wood – oltre allo stesso George Clooney, il film racconta la vicenda di un giovane e idealista guru della comunicazione (Gosling) che lavora per un candidato alla presidenza, il governatore Mike Morris (Clooney), e che si trova suo malgrado pericolosamente coinvolto negli inganni e nella corruzione che lo circondano.

Oggi Evan Rachel Wood compie 24 anni. Nata il 7 settembre 1987 a Raleigh, negli Stati Uniti, Evan è figlia d’arte - entrambi i genitori attori - e la famiglia la spinge a recitare presto. A sette anni, Kirsten Dunst le “soffia” la parte della bambina di Intervista col Vampiro, era il 1994. Evan avrà modo di rifarsi ampiamente negli anni successivi. Prende parte a pellicole come Amori & incantesimi e S1m0ne, ma il successo arriva con un film che al tempo fece parecchio discutere: chi si ricorda delle ragazzine terribili di Thirteen? Era il 2003, una delle protagoniste era Evan Rachel Wood, all’epoca sedicenne.
In seguito recita in Litigi d’amore, poi in Down in the Valley e in Correndo con le forbici in mano. A lanciarla in quel periodo è anche la partecipazione al videoclip di Wake me up when september ends dei Green Day. A Evan l’ambiente musicale non deve dispiacere, e la sua relazione con Marylin Manson fa il giro del mondo. Si lasciano nel 2009. Ancora musica: nel 2007 Evan Rachel Wood appare nel beatlesiano Across the Universe, firmato alla regia da Julie Taymor. Poi un paio di non enormi successi commerciali, Alla scoperta di Charlie con Michael Douglas, e Davanti agli occhi, con Uma Thurman. Molti si innamorano di lei vedendola in The Wrestler, con Mickey Rourke. Si disse di un flirt tra i due, seccamente smentito da Evan “È troppo vecchio per me” disse a Rolling Stone.
Nel 2009 Woody Allen la prende per Basta che funzioni, e viene scritturata per la parte della regina Sophie-Anne Leclerq nella serie True Blood. Oggi è a Venezia con due film, Le Idi di marzo e la miniserie tv Mildred Pierce. Uno degli sguardi più intensi degli ultimi anni, bellezza straordinariamente gotica, fredda, Evan spiegò a Esquire nel maggio scorso di avere già preparato un testamento, di volere che sue ceneri siano disperse in giro per il mondo, e che al suo funerale si suoni Shine on you crazy diamond dei Pink Floyd. Speriamo il più tardi possibile: tanti auguri Evan.
Giornata di ordinaria follia qui al Lido, con l’arrivo del cast di A Dangerous Method di David Cronenberg: Viggo Mortensen, Michael Fassbender e Keira Knightley, accompagnati dai co-protagonisti Vincent Cassel e Sarah Gadon (qui la recensione del film). La signora Cassel, Monica Bellucci, è invece intervenuta al Festival in occasione del film di Philippe Garrel, Un etè Brulant. E’ arrivato anche Jet Li che proprio in questi minuti sta facendo il proprio ingresso in Sala Grande per la proiezione di The Sorcerer and the White Snake; mentre Kate Winslet e Evan Rachel Wood sono ancora presenti in Laguna, questa volta accompagnate da Guy Pierce, protagonista con loro della miniserie HBO Mildred Pierce, e dal regista Todd Hynes.
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Stephen è un addetto stampa che nonostante la giovanissima età si è già costruito una carriera che farebbe invidia a uomini con il doppio dei suoi anni. Nel corso delle elezioni primarie presidenziali in Ohio, la sua fulminea ascesa viene bruscamente interrotta dalle manovre politiche dietro le quinte operate da persone più esperte, e dalla sua avventura di una notte con un membro adolescente dello staff, che gli crea più problemi del previsto…
Good Night, and Good Luck è stata l’assoluta rivelazione per tutti. Prima c’era stato il riuscito Confessioni di una mente pericolosa, è vero, ma è stata la seconda prova a stupire tutti quanti. Una conferma definitiva per il regista George Clooney, tra gli attori-simbolo di Hollywood e tra i più politici. Anche il resto della carriera da attore è proseguita con titoli più o meno impegnati (Syriana, Michael Clayton, Tra le nuvole, L’uomo che fissa le capre): una scelta ben precisa di voler dire la propria dall’interno di un sistema potente e commerciale sin dalla nascita. Certo, poi c’è stato l’insipido In amore niente regole, terza prova registica, e altri film da attore meno interessanti, ma è il gioco.
Comunque Good Night, and Good Luck., si diceva. Con Grant Heslov l’attore-regista affrontava la “caccia alle streghe” del maccartismo e ci regalava una straordinaria lezione di cinema morale e di liberalismo. Pur se ambientato negli anni 50 e pur se girato buttando più di un occhio al bel cinema americano che fu, Clooney ed Heslov era chiaramente al presente (al 2005) che guardavano (l’era Bush). Oggi con Le Idi di Marzo i due ritornano a lavorare assieme e continuano a guardarsi attorno, nell’era Obama che ha fatto vincere il loro schieramento. Ma non hanno perso la voglia di raccontare storie in modo “giusto”, anche se è scomodo innanzitutto per loro: perché il governatore Morris è candidato per il Partito Democratico.
Continua a leggere: Venezia 2011: Le idi di Marzo - recensione del film di George Clooney
George Clooney è stato il mattatore indiscusso di questa prima giornata di Festival. Sempre disponibilissimo con i fan (purtroppo non altrettanto con i fotografi) si è concesso un vero e proprio bagno di folla sul taappeto rosso della serata inaugurale dell’edizione numero sessantotto della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Accanto a lui, per presentare in anteprima mondiale The Ides of March (Le Idi di Marzo), le splendide Evan Rachel Wood e Marisa Tomei; oltre a Phillip Seymour Hoffman, Paul Giamatti e Grant Heslov.
Il ricchissimo red carpet ha inoltre visto sfilare Cindy Crawford, Diane Kruger, Eli Roth, Lina Wertmuller, John Woo, Darren Aronosfky presidente di Giuria accompagnato dai colleghi giurati Alba Rohrwacher, Todd Hynes, Eija-Liisa Ahtila, David Byrne, Mario Martone e André Téchiné; Cristiana Capotondi, la Madrina Vittoria Puccini, Valeria Marini, MassimoBoldi, Violante Placido e tanti altri. Quale abito vi piace di più?
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Atteso il 31 agosto al Lido per aprire la 68. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, da pochissimo The Ides of March si è fatto vedere per la prima volta on line con il suo primissimo trailer. Quarta esperienza dietro la macchina da presa di George Clooney, il film è interpretato dallo stesso regista e da Ryan Gosling, Paul Giamatti, Marisa Tomei, Philip Seymour Hoffman ed Evan Rachel Wood.
Tratto dalla play di Beau Willimon Farragut North, The Ides of March ha come protagonista Stephen, un addetto stampa che nonostante la giovanissima età si è già costruito una carriera che farebbe invidia a uomini con il doppio dei suoi anni. Nel corso delle elezioni primarie presidenziali, la sua fulminea ascesa viene bruscamente interrotta dalle manovre politiche dietro le quinte operate da persone più esperte, e dalla sua avventura di una notte con un membro adolescente dello staff, che gli crea più problemi del previsto…
Del film abbiamo visto ieri la prima, curiosa locandina, ed oggi possiamo vedere le prime scene grazie al trailer: che ne pensate?

Atteso al Festival di Venezia come film d’apertura, Le idi di Marzo di e con George Clooney ci regala oggi la prima intrigante locandina, tanto semplice quanto particolare e d’impatto. Tratto dalla play di Beau Willimon “Farragut North”, il film, sceneggiato dallo stesso Clooney, sarà per l’attore la quarta esperienza in cabina di regia, dopo Confessioni di una mente pericolosa, il boom di Good Night Good Luck, e il passato quasi inosservato In amore niente regole. Il plot vede protagonista il personaggio di Stephen, un addetto stampa che nonostante la giovanissima età si è già costruito una carriera che farebbe invidia a uomini con il doppio dei suoi anni. Nel corso delle elezioni primarie presidenziali, la sua fulminea ascesa viene bruscamente interrotta dalle manovre politiche dietro le quinte operate da operatori più esperti, e dalla sua avventura di una notte con un membro adolescente dello staff, che gli crea più problemi del previsto.
Nel cast anche Ryan Gosling, Paul Giamatti nel ruolo di un organizzatore della campagna politica avversaria, Marisa Tomei nella parte di una giornalista del New York Times, Philip Seymour Hoffman nei panni del capo del protagonista ed Evan Rachel Wood in quelli di una ragazza dello staff, Max Minghella e Jeffrey Wright; oltre allo stesso Clooney nel ruolo di un candidato democratico alle primarie in corso nello Stato dell’Iowa.
Abraham Lincoln, 16º Presidente degli Stati Uniti d’America, e il primo ad appartenere al Partito Repubblicano, fu assassinato il 15 aprile 1865 al Ford’s Theatre di Washington, dove si era recato per assistere alla rappresentazione di Our American Cousin, una commedia musicale dello scrittore britannico Tom Taylor. Il suo omicidio scosse un intera nazione, sette uomini e una donna furono arrestati con l’accusa di cospirazione per uccidere il Presidente, nei loro piani ci sarebbe stato anche il Vice Presidente ed il segretario di Stato. L’unica donna del gruppo, Mary Surrat, era la proprietaria di una piccola pensione dove i presunti cospiratori avevano affittato delle camere per pianificare gli attacchi simultanei. In Una Washington dilaniata tra le antipatie e i rancori dei sudisti che, ormai persa la guerra civile, dovettero dire addio ai privilegi legati alla schiavitù, un giovane e inesperto avvocato, eroe di guerra ma inesperto in tribunale, si trova costretto a difendere la Surratt, civile sottoposta al ferreo tribunale militare. Presto l’uomo capisce che Mary è innocente e la sua condanna servirebbe solo come capro espiatorio per arrivare a l’unico cospiratore ancora a piede libero.
La cospirazione e l’assassinio di Lincoln sono raccontati nel breve incipit del film, immediatamente appare chiaro che nonostante l’atmosfera da film in costime siamo in presenza di un classico legal thriller di ambientazione tribunalizia. Verrebbe da chiedersi perché un personaggio come Robert Redford, dalla risaputa simpatia Democratica, abbia scelto di raccontare un momento storico apparentemente così distante dall’attualità. Redford sceglie inoltre di non apparire di fronte alla cinepresa, riservandosi un ruolo di regia che forse tende a sottolineare le scelte etiche che lo potrebbero aver spinto in direzione di questa opera.
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