News senza fine per la 67. Mostra del Cinema di Venezia. Dopo il colpaccio del Presidente della Giuria dei film in concorso, ovvero Quentin Tarantino, ecco a pochi giorni di distanza due novità: gli annunci dei presidenti delle giurie della sezione Orizzonti e del premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”.
Ad elleggere i migliori film di Orizzonti (tra l’altro la sezione più rinnovata di questa edizione, aperta a tutte le opere “fuori formato” e con quattro premi da distribuire) sarà l’’artista e regista iraniana Shirin Neshat, prima Leone d’oro alla 48. Biennale Arte 1999, e poi Leone d’Argento per la miglior regia all’ultima Mostra per il suo Donne senza uomini.
Ad eleggere invece la miglior opera prima tra tutte le sezioni della Mostra sarà il regista tedesco di origine turca Fatih Akin, ormai internazionalmente consacrato grazie ai suoi ultimi film, tutti premiati a Berlino (La sposa turca, Orso d’Oro), Cannes (Ai confini del paradiso, miglior sceneggiatura) ed infine proprio Venezia l’anno scorso che gli ha dato il Premio Speciale della Giuria per il suo Soul Kitchen.
Fonte: Comunicato La Biennale
Soul Kitchen (Soul Kitchen, Germania, 2009) di Fatih Akin; con Adam Bousdoukos, Moritz Bleibtreu, Birol Ünel, Wotan Wilke Möhring, Jan Fedder, Peter Lohmeyer, Dorka Gryllus, Lukas Gregorowicz, Maria Ketikidou, Catrin Striebeck, Marc Hosemann.
ll giovane Zinos, proprietario di un ristorante, non naviga in buone acque. La fidanzata Nadine si è trasferita a Shanghai, i clienti del suo “Soul Kitchen” stanno boicottando la cucina del nuovo cuoco e Zinos soffre anche di mal di schiena. Per il locale, le cose iniziano a girare nel verso giusto quando l’innovativo stile culinario comincia a venire apprezzato da un pubblico alla moda. Zinos, invece, continua a soffrire per amore. Decide quindi di andare a trovare Nadine in Cina, lasciando il ristorante in mano all’inaffidabile fratello Illias, ex-detenuto…
Non è la prima volta che Fatih Akin dimostra di saperci fare con la commedia. Certo, Soul Kitchen a suo modo è una rivelazione, un film che è una commedia tout court, ma basta vedere il film per cui il regista di origini turche è diventato famoso nel mondo cinefilo per rendersi conto che l’energia e il controllo del genere appartengono già al dna del regista. Si tratta de La sposa turca, Orso d’Oro a Berlino, bel melò che però ha una prima parte divertente, travolgente ed energica. Proprio come tutto Soul Kitchen.
Certo, poi c’è stata la conferma di talento con un’altra storia drammatica, l’altrettanto bello e forte Ai confini del paradiso, premio per la sceneggiatura a Cannes. Il tutto per dire che, qualunque storia racconti e qualunque stile narrativo decida di adottare per raccontare le storie dei suoi personaggi, Fatih Akin resta una forza della natura, a tratti esagerata, e per questo davvero godibile e a tratti liberatorio.
Continua a leggere: Soul Kitchen - di Fatih Akin: recensione in anteprima
Il 2010 inizia con le risate d’autore di Soul Kitchen, la nuova commedia firmata dal turco-tedesco Fatih Akin, notevole regista de La sposa turca e Ai confini del paradiso. Presentato in concorso a Venezia, dove ha vinto il Gran Premio della Giuria, Soul Kitchen uscirà nelle nostre sale l’8 gennaio.
Vi ricordiamo la trama: il giovane Zinos, proprietario di un ristorante, non naviga in buone acque. La fidanzata Nadine si è trasferita a Shanghai, i clienti del suo “Soul Kitchen” stanno boicottando la cucina del nuovo cuoco e Zinos soffre anche di mal di schiena. Per il locale, le cose iniziano a girare nel verso giusto quando l’innovativo stile culinario comincia a venire apprezzato da un pubblico alla moda. Zinos, invece, continua a soffrire per amore. Decide quindi di andare a trovare Nadine in Cina, lasciando il ristorante in mano all’inaffidabile fratello Illias, ex-detenuto…
In attesa della nostra recensione in anteprima, potete leggere due nostri commenti a caldo sul film (qui e qui). Dopo il salto invece potete trovare il trailer e due clip in italiano.
Continua a leggere: Soul Kitchen: trailer italiano e 2 clip del film premiato a Venezia
Soul Kitchen è firmato da Fatih Akin ed interpretato da Adam Bousdoukos, Moritz Bleibtreu, Birol Ünel, Wotan Wilke Möhring, Jan Fedder, Peter Lohmeyer, Dorka Gryllus, Lukas Gregorowicz, Catrin Striebeck.
Il giovane Zinos ha un ristorante ma il locale non fa buoni affari. Ad un certo punto tutto cambia e i clienti aumentano. Zinos però sente la mancanza della fidanzata che si è trasferita. Decide di partire per starle vicino e lascia il ristorante al fratello Illias…
Il film sarà nelle sale dall’8 gennaio 2010, qui trovate il trailer.
Caso strano: arriva in concorso a Venezia 66 una commedia ben fatta, e una parte della critica si sente in dovere di mettere le mani avanti. Non è che in mezzo alla solita, intellettuale e “faticosa” full immersion una divertente commedia appaia come una manna dal cielo, più bella in fin dei conti di quello che davvero è? In realtà è una domanda lecita, e si dice che Fatih Akin abbia fatto esplicita richiesta a Müller addirittura di essere inserito fra le ultime proiezioni. Hai capito Akin?
Ma detto ciò, e dopo essersi ben posti la questione, è strano che alcuni non abbiano riconosciuto a Soul Kitchen i suoi meriti: primo fra tutti, quello di essere una vera furia travolgente. L’autore de La sposa turca e Ai confini del paradiso conferma (e non rivela!) il suo talento di narratore e anche di commediante. Non ha paura di sporcarsi e allo stesso tempo di mostrare raffinatezze (e certe “coreografie” in cucina fanno a gara con Mangiare bere uomo donna di Ang Lee). Ben venga il Gran Premio della Giuria.
Il giovane Zinos, proprietario di un ristorante, non naviga in buone acque. La fidanzata Nadine si è trasferita a Shanghai, i clienti del suo “Soul Kitchen” stanno boicottando la cucina del nuovo cuoco e Zinos soffre anche di mal di schiena. Per il locale, le cose iniziano a girare nel verso giusto quando l’innovativo stile culinario comincia a venire apprezzato da un pubblico alla moda. Zinos, invece, continua a soffrire per amore. Decide quindi di andare a trovare Nadine in Cina, lasciando il ristorante in mano all’inaffidabile fratello Illias, ex-detenuto… Guai in vista, tutti da scoprire da noi l’8 gennaio 2010 grazie alla Bim. In attesa, dopo il salto, trovate il trailer originale.
Continua a leggere: Soul Kitchen: il trailer della commedia firmata da Fatih Akin premiata a Venezia
Premio FIPRESCI
miglior film Venezia 66 a Lourdes di Jessica Hausner
miglior film Orizzonti e Settimana Internazionale della Critica a Choi Voi di Bui Thac Chuyen
Premio SIGNIS
a Lourdes di Jessica Hausner
menzione speciale a Lebanon di Samuel Maoz
Premio Settimana Internazionale della Critica “Regione del Veneto per il cinema di qualità”a Tehroun di Takmil Homayoun Nader
Si sono spente le luci ed è calato il sipario sulla 66esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Qui l’elenco di tutti i premi ed i premiati. In quest’ultima fotogallery Veneziana, vi offriamo le immagini di tutti i vincitori, degli ospiti in passerella e di Sylvester Stallone, presente al Lido per ritirare il premio Jager Le Coutre “Glory to the Filmmaker Award”.
Cliccate su continua e diteci: siete soddisfatti del lavoro svolto dalle giurie? Oppure avreste voluto assegnare i premi a qualcun’altro?
Cartoline da Venezia 66 - tutti i vincitori. A Stallone il Glory to the Filmmaker Award

Vincono la voglia di pace e la voglia di convivenza in una democrazia degna di tal nome. E’ questo il verdetto della Giuria Internazionale della 66. Mostra del Cinema di Venezia. Il Leone d’Oro al bellissimo e forte Lebanon guarda alla memoria dei soldati che sono sopravvissuti alla guerra ma continuano a ricordare immagini terribili, traumi mai sorpassati.
Il Leone d’Argento a Shirin Neshat per la sua elegantissima regia di Women Without Men dà l’occasione all’artista di poter ribadire ancora la pace e la convivenza con il suo popolo, l’Iran, con un film di urgente attualità. Anche il Premio della Giuria al folle e divertentissimo Soul Kitchen di Fatih Akin alla fine porta in senso lato un messaggio che si può riportare alla convivenza e alla felicità: solo volendo e credendoci si possono ottenere risultati impensati.
Colin Firth vince meritatamente la Coppa Volpi per la sua misurata e commovente interpretazione nella sorpresa A single man di Tom Ford; faranno discutere invece - possiamo immaginare - la Coppa Volpi a Ksenia Rappoport (in realtà davvero brava) per La doppia ora e il Premio Mastroianni a Jasmine Trinca per Il Grande Sogno, che rivelazione fu forse ancora con La stanza del figlio e La meglio gioventù.
Continua a leggere: Venezia 66: Leone d'Oro a Lebanon di Samuel Maoz - Tutti i premi del festival

Mr. Nobody - di Jaco Van Dormael (Concorso)
Quello di Van Dormael è senza dubbio il film più strano visto dalla sottoscritta qui in Laguna quest’anno. Tanto strano che ha spaccato a metà l’opinione dei presenti alla proiezione stampa di ieri sera. Da una parte chi fischiava, dall’altra chi applaudiva entusiasta. Auspico che una seconda visione possa chiarire le idee anche agli indecisi. Alcune scelte cromatiche e registiche sono molto azzeccate, ma il film risente di eccessiva lunghezza
Il film, un po’ troppo pretenzioso, mescola fantascienza, filosofia esistenziale e romanticismo, portando in scena la storia di Nemo Nobody in una sorta di Sliding Doors caleidoscopico. Se a Gwyneth Paltrow, perdendo la metropolitana, veniva offerta la possibilità di dare un differente corso alla propria vita, a Nemo Nobody vengono offerte possibilità quasi infinite, almeno due per ciascuna scelta che il protagonista deve prendere nel corso della propria esistenza. La macchina da presa esplora ognuna di esse, seguendo tre filoni principali, le tre vite che Nemo avrebbe potuto vivere accanto ad Anna, Elise e Jeanne. Ma chi è veramente Mr. Nobody, quali delle tante possibili vite ha veramente vissuto? Buone le prove attoriali di Jared Leto, Sarah Polley, Diane Kruger, Rhys Ifans e Juno Temple…ma non basta. Una piccola nota per i Potteriani: Toby Regbo (Nemo a 16 anni) è attualmente impegnato nelle riprese di Harry Potter e i Doni della Morte, nel ruolo di Silente da giovane.
Continua a leggere: Giorno 8 a Venezia - Mr. Nobody, Soul Kitchen
Soul Kitchen - di Fatih Akin (Concorso)
C’è poco da fare: Fatih Akin è una vera forza della natura. Il mondo cinefilo lo ha imparato definitivamente ad apprezzare con i bellissimi La sposa turca e Ai confini del paradiso, rispettivamente Orso d’Oro a Berlino e premio della sceneggiatura a Cannes. Per la prima volta a Venezia, il regista di origini turche (ri)dimostra che con la commedia ci sa fare alla grande.
Infatti non è la prima volta che Akin usa il tono da commedia: basta rivedersi tutta la prima parte de La sposa turca, una commedia bellissima e a tratti esagerata che poi cede il passo ad un doloroso mèlo. Invece Soul Kitchen è tutta una vivace, brillante, divertentissima commedia.
Una commedia sugli affetti, sulla fatica che bisogna fare per tenere in piedi un progetto, sulle seconde possibilità che difficilmente bisogna negare alle persone. E poi sull’amore, sul cibo, sul sesso, sull’amicizia. Un film vitale sulla vita. Diretto magistralmente, con tante idee registiche da parte di Akin che mantengono interessante la pellicola sempre, fino al bel finale. Da applausi tutto il cast, di cui alcuni componenti ovviamente tornano alcuni attori-feticcio di Akin. Da segnalare il montaggio, soprattutto quello “coreografico” delle ricette culinarie. Da non perdere.
Continua a leggere: Giorno 9 a Venezia 2009: Soul Kitchen - Lola - Crush