Festival del cinema di Venezia 2009: Il Leoncino d’Oro Agiscuola per il Cinema è stato conferito al film Capitalism: A Love Story di Michael Moore con la seguente motivazione:
“Non accade spesso che un film riesca ad accumunare le opinioni di una giuria così giovane, così numerosa e con gusti cinematografici così vari; quest’anno è successo. Il pregio di questo film è stato quello di affrontare in maniera coraggiosa e diretta problemi attuali, riuscendo a strappare, nonostante gli argomenti trattati, più di una risata al pubblico. Dissacrante, pungente ma al tempo stesso impegnato, il film mette lo spettatore di fronte alla gravissima situazione in cui versa la società moderna, sollecitando una concreta presa di coscienza”.
La Segnalazione Cinema for UNICEF va invece al film Women without men di Shirin Neshat con la motivazione:
“Attraverso la narrazione di quattro storie private, rappresentate con grande poesia e sottile raffinatezza, il film racconta il dramma dell’essere umano privato dei propri diritti fondamentali. L’artista dipinge uno spaccato sociale, geograficamente e storicamente determinato, che assume il valore di una parabola universale. Esaltando il coraggio di sfidare le regole per riconquistare la propria libertà, il film dona una scintilla per un’auspicata presa di coscienza”.

Pepperminta - di Pipilotti Rist (Orizzonti)
Nonostante un fuggi-fuggi dalla sala non indifferente, un lungo applauso alla fine della proiezione c’è stato. Sarà per la presenza del cast? Può darsi, ma i battiti di mani sembravano sinceri. Non ci si può credere, scusate la franchezza.
L’irritante storia (?) del film della Rist si basa su un sacco di siocchi appuntini da mettere assieme, colorando un mondo di trovate che per alcuni saranno anche simpatiche, ma che per 80 minuti non riescono a strappare neanche mezza risata. Colpa di una regia che vuole essere libera come la sua trama ma casca nella trappola dell’inutilità e della noia.
Certe immagini fanno accapponare la pelle (vi diciamo solo che ci sono in ballo mestruazioni: la Breillat potrebbe essere invidiosa), e tutto funziona nel verso sbagliato. Scusate ancora la troppa franchezza, ma crediamo che la Mostra di Venezia, che con Orizzonti dovrebbe segnare le nuove tendenze del cinema contemporaneo, non dovrebbe scegliere un quasi amatoriale corto allungato all’infinito, sperimentale ma già vecchio. Qui foto e (delirante) trailer.
Continua a leggere: Giorno 4 a Venezia 2009: Pepperminta - Io sono l'amore

Yi ngoi (Accident) - di Soi Cheang (Concorso)
E’ un bel thriller quello di Soi Cheang, che potrebbe con questa nuova opera riscattarsi agli occhi dei fan che erano rimasti un po’ delusi dal precedente Shamo. Non sarà il suo film migliore, ma il regista di Dog Bite Dog sa quel che fa e come lo fa.
E in meno di un’ora e mezza, conciso e teso (anche se forse qualche momento sembra allungare il minutaggio), riesce a partire raccontando una trama che prende spunto da una sola accattivamente intuizione, per arrivare ad illustrarci una storia di paranoia che si avvicina alla follia, forse un po’ il tema dominante - se se ne vuole trovare uno - di Venezia 66.
Alcune scene tengono bene l’ansia e sono costruite con una geometria di cui il produttore Johnnie To andrà senz’altro fiero, mentre la seconda parte presenta, in una scena decisamente poetica e dolorosa, un colpo di scena di sicuro effetto. Promosso un po’ da tutti. Qui potete vedere il trailer.
Continua a leggere: Giorno 4 a Venezia 2009: Yi ngoi (Accident) - Persécution

Non c’è stato solo Werner Herzog nel terzo giorno della Mostra di Venezia. In concorso sono passati i primi due film orientali, che sembrano non aver però catturato il pubblico…
Tetsuo the Bullet Man - di Shinya Tsukamoto (Concorso)
Anthony è un uomo in carriera, ha una moglie, Yuriko, e un figlio, Tom. Un giorno Tom viene investato senza pietà da uno sconosciuto. La moglie pretende giustizia, ma Anthony sembra quasi freddo e distaccato. Inizia per lui una serie di scoperte sul passato di suo padre e di sua madre, morta di cancro, che lo convolgono direttamente. E inizia la sua trasformazione…
Dopo i due Nightmare Detective, Tsukamoto riprende Tetsuo per dirigerne il terzo capitolo, il primo in lingua inglese e realizzato con mezzi più moderni. Già Tetsuo II sembrava un film realizzato più per il fan che per un pubblico più vasto, con la novità comunque di voler raccontare qualcosa di più sul perché della trasformazione del protagonista, e quindi con la voglia di aggiungere qualcosa di nuovo rispetto al primo, strepitoso ed indimenticabile capitolo originale.
Continua a leggere: Giorno 3 a Venezia 2009: Tetsuo the Bullet Man - Prince of Tears

Valhalla Rising - di Nicolas Winding Refn (Fuori concorso)
Il potentissimo guerriero One-Eye è stato tenuto prigioniero per molti anni. Grazie all’aiuto di Are, un ragazzino dal quale non si dividerà più nel corso delle successive peripezie, One-Eye si libera del suo sequestratore, il capitano Barde. Ma durante il viaggio su una nave vichinga, la nebbia avvolge i personaggi, e la destinazione è una terra sconosciuta che potrebbe essere l’inferno…
Il regista della trilogia Pusher porta a Venezia quello che, in patria e in Internet, è già un cult. I motivi sono palesi sin da subito: Valhalla Rising è un film crudo, sporco, con un sonoro che fa sentire fisicamente i colpi e le botte, le ossa che si spezzano e il sangue che sprizza a fiotti. Ma è anche un film che si prende i suoi tempi, e al quale non mancano lunghi silenzi (e di dialoghi, in realtà, ce ne sono anche pochi).
Diviso in sei parti diversamente denominate, duro e allo stesso tempo “mistico”, Valhalla Rising piacerà con ogni probabilità ai fan del genere e a chi aspettava da un bel po’ il film, senza alcuna delusione. Gli altri potrebbero rimanere perplessi o turbati. Al di là di tutto, c’è da sottolineare la presenza di Mads Mikkelsen: un guerriero muto e solitario, con il quale lo spettatore deve scoprire la vera identità. Qui il trailer.
Continua a leggere: Giorno 2 a Venezia 2009: Valhalla Rising - Lourdes - Francesca