1 in Campania, 14 in Emilia Romagna, 2 in Friuli Venezia Giulia, 3 nel Lazio, 2 in Liguria, 9 in Lombardia, 2 nelle Marche, 1 in Piemonte, 4 in Sicilia, 1 in Toscana e 3 in Veneto. 42. Stiamo parlando delle copie de l’Uomo che Verrà che da oggi ‘invaderanno’ la penisola. Acclamato, per non dire idolatrato, dalla stampa nazionale, il film di Giorgio Diritti si è dovuto accontentare di un arrivo in sala a dir poco ‘ridotto’ per il suo secondo film, uscito trionfatore dal Festival Internazionale del Film di Roma 2009.
“Un Capolavoro” per Mereghetti del Corriere della Sera, mandato in sala allo sbaraglio nel momento peggiore, ovvero in concomitanza con il “mostro Avatar” (16 milioni di euro in 6 giorni al botteghino), uscito da soli 7 giorni con quasi 1000 copie a disposizione. “Non è facile vivere in tempi di Avatar“, ha risposto Diritti a chi gli chiedeva commenti su quest’uscita limitata.
Proprio perchè non facile, non si poteva attendere qualche altra settimana prima di mandare al macello un vero e proprio gioiello della cinematografia nazionale? Tra l’altro, Cuccioli - il codice Marco Polo 180 copie (incredibile ma vero) è riuscito a trovarle, anche in “tempi di Avatar”…
Visto ed applaudito al Festival Internazionale del film di Roma 2009, The Last Station di Michael Hoffman torna quest’oggi a far parlare di sè grazie all’arrivo di 5 scene inedite, da vedere e commentare insieme a noi. Protagonisti della pellicola, che non ha ancora una data d’uscita per il mercato italiano, una magnifica Helen Mirren, premiata a Roma come Migliore Attrice, e Christopher Plummer (i due hanno preso il posto di Anthony Hopkins e Meryl Streep, inizialmente prescelti), con al loro fianco Paul Giamatti, Anne-Marie Duff, Kerry Condon e James McAvoy.
Il film, elegante, intelligente e scorrevole, è incentrato sul turbolento matrimonio e sugli ultimi anni della vita di Lev Nikolaevič Tolstoj, immortale autore di Guerra e pace e Anna Karenina. Siamo nel 1910: Tolstoj ha rinunciato al suo titolo nobiliare, ai beni materiali e anche ai diritti d’autore. La moglie è sorpresa e annientata. Cerca di riprendere quel poco che le appartiene ma si scontra con Valentin Bulgakov, segretario personale di Tolstoj e con Vladimir Chertkov discepolo devoto.
Ma ora cliccate pure su continua, c’è una Helen Mirren in odore di Oscar che vi attende.

Tappeto rosso riposto in cantina. Si è chiusa ieri la 4° edizione del Festival Interazionale del Film di Roma 2009, nato tra le polemiche ed incapace di uscirne, a quattro anni dalla sua nascita. Per volere di Veltroni la kermesse nacque come “Festa”, più per il pubblico che per gli addetti ai lavori. Rondi lo scorso anno la trasformò sciaguratamente in Festival, senza capire che comunque di Festa si stava parlando. Una Festa del Cinema per la ‘gente’ normale, in una città, Roma, che ha il cinema nel proprio Dna.
Puntuali come le paste la domenica le polemiche, nella maggior parte dei casi alimentate da chi al Festival magari non è andato oltre la visione di 3 film 3, e senza mai aver vissuto 18 ore su 24 l’atmosfera dell’Auditorium. Se lo si deve (e si può giustamente fare) criticare, che lo si faccia in maniera ‘pulita’. Il sottoscritto prima di criticare un evento, qualunque esso sia, tenta di viverlo appieno. In caso contrario, taccio.
Costato poco più di 10 milioni di euro, con un incremento sostanziale dei partner pubblici e privati, saliti da 144 a 152, il Festival ha visto arrivare ben 600 mila visitatori, contro i 580,000 della passata edizione. 7.720 gli accreditati, di cui 2.656 giornalisti italiani e 2.222 stranieri, con 102,000 biglietti venduti, contro i 115,000 dello scorso anno.
Come da pronostico. I gay nazisti del danese Nicolo Donato (Brotherhood) trionfano alla 4° edizione del Festival Internazionale di Roma, vincendo il Marc’Aurelio d’Oro della Giuria al miglior film. Un Premio meritato, per un film sorprendente, tanto nella regia quanto nell’originalità della storia d’amore. Ad uscire tra gli applausi anche il cinema italiano, con il bellissimo L’Uomo che Verrà di Giorgio Diritti a cui è andato il Gran Premio della Giuria Marc’Aurelio d’argento, oltre al Premio Marc’Aurelio d’Oro del pubblico al miglior film, a sorpresa sfuggito ad Up in the Air e a Il Concerto.
Premio Marc’Aurelio d’Argento della Giuria al migliore attore per Sergio Castellitto, applauditissimo per Alza la Testa, mentre alla regale e fenomenale Helen Mirren di The Last Station è andato il Premio Marc’Aurelio d’Argento della Giuria alla migliore attrice. Per quanto riguarda la sezione Alice nella Città, il Premio Marc’Aurelio d’Argento Alice nella città sotto i 12 anni è andato a Last Ride, mentre il Premio Marc’Aurelio d’Argento Alice nella città sopra i 12 anni a Oorlogswinter / Winter in Wartime.
Il Premio Marc’Aurelio d’argento al miglior documentario per la Sezione L’Altro Cinema | Extra, che nelle ultime due edizioni aveva portato il vincitore fino agli Oscar, l’ha fatto suo Sons of Cuba, con due menzioni speciali, a Fratelli d’Italia e Severe Clear. Ricordandovi il Mouse d’Oro andato a Tra le Nuvole, dopo il saltino troverete tutti i premi collaterali.
Aspettando i vincitori ufficiali del Festival Internazionale del film di Roma 2009, che verranno annunciati questa sera alle ore 19:30, possiamo finalmente vedere il trailer del bellissimo Brotherhood - Broderskab, film che ha commosso e conquistato la platea dell’Auditorium di Roma. Si può essere nazisti e al tempo stesso omosessuali? Il danese Nicolo Donato tenta di rispondere al quesito portando in sala una splendida e sconvolgente storia d’amore, a metà tra Von Trier e Gus Van Sant. Ricordandovi la nostra recensione in anteprima, ecco a voi il trailer in lingua originale e con i sottotitoli in inglese.
Diamo alla Piera quello che è della Piera. Nata sotto i peggiori auspici, la 4° edizione del Festival Internazionale del Film di Roma 2009 ha regalato momenti di grande cinema. La Detassis, tra le risate di giubilo generale, alla presentazione ufficiale aveva difeso i titoli portati a Roma, sottolineando come fossero ‘i migliori su piazza’. Oggi, a 24 ore dalla proclamazione dei vincitori, possiamo dire che la Detassis ha davvero fatto un buonissimo lavoro di selezione. Diverse le pellicole che si contenderanno il Marc’Aurelio d’Oro finale, con la Giuria che avrà davvero un bel lavoro da svolgere.
Tre i titoli in Concorso in lizza per il premio maggiore: Tra le Nuvole, L’uomo che Verrà e Brotherhood. Tre film diversissimi tra di loro ma ugualmente splendidi, tanto da meritarsi in egual misura un riconoscimento ufficiale. Da non dimenticare anche The Last Station, con Helen Mirren per molti in odore di nomination all’Oscar, The City of Your Final Destination, con un magnifico Anthony Hopkins, o il folle Bunny and the Bull.
Tra i film non in concorso, a vincere a mani basse dovrebbe essere Il Concerto di Radu Mihaileanu, capolavoro assoluto, se non addirittura uno dei titoli più emozionanti visti in questi ultimi 12 mesi di cinema internazionale. Secondo il sottoscritto, a vincere alla fine sarà Brotherhood, con l’Uomo che Verrà a cui andrà il Gran Premio della Giuria. Miglior Attrice, sperando che la Giuria dimostri coraggio, la piccola e fenomenale Greta Zuccheri Montanari de L’uomo che Verrà, con Helen Mirren in seconda battuta. Sergio Castellitto potrebbe far suo il premio di Miglior Attore, mentre il Premio Marc’Aurelio d’Oro assegnato dal pubblico vedrà Up in the Air ed Il Concerto fronteggiarsi fino all’ultimo voto. Aspettando i vincitori, dopo il saltino troverete i voti dati dal sottoscritto ai film visti in questa 4° edizione del Festival di Roma.

Si concluderanno domani le proiezioni dei film in concorso nella Selezione Ufficiale del Festival Internazionale del Film di Roma. Venerdì 23 ottobre, alle ore 18.30, presso la Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica verranno assegnati i premi ufficiali. Alle 11, nella Sala Petrassi, i premi collaterali. Rispetto a quanto precedentemente annunciato, la giuria internazionale non si è potuta avvalere del contributo di Assja Djebar, non presente a Roma per gravi motivi familiari. La giurata non verrà sostituita e, come è noto, in caso di parità nella votazione, il voto del presidente varrà doppio.
Una giuria internazionale, composta da personalità del mondo delle arti e della cultura, che giudicherà i film in concorso nell’ambito della Selezione Ufficiale, prendendo il posto della giuria di critici di cui la manifestazione si era avvalsa lo scorso anno. Milos Forman, pluripremiato regista ceco di capolavori come Qualcuno volò sul nido del cuculo, Hair, Ragtime, Amadeus e Larry Flint, è il presidente, affiancato da Gabriele Muccino, Gae Aulenti, Jean-Loup Dabadie, Pavel Lungin e Senta Berger.
La giuria internazionale assegna il:
- Premio Marc’Aurelio d’Oro della Giuria al miglior film
- Premio Marc’Aurelio d’Argento della Giuria alla migliore attrice
- Premio Marc’Aurelio d’Argento della Giuria al migliore attore
- Gran Premio della Giuria Marc’Aurelio d’Argento
Continua a leggere: Festival Internazionale del film di Roma: Giurie al lavoro, Premi in arrivo

Concluso il weekend di deliri, tra George Clooney, la Canalis, Helen Mirren e Terry Gilliam, il Festival del cinema di Roma 2009 si appresta a vivere una nuova settimana, tra proieizioni più o meno attese. Ieri sera, in una Sala Cinema Ikea battuta dal gelido vento polare romano, il Concorso è tornato protagonista, con la proiezione dell’argentino, ed apparentemente interessante, Plan B.
Finito lo strazio pseudo omosessuale del film di Marco Berger, il Festival si è addormentato e sinceramente infastidito dinanzi alla nuova sconclusionata pellicola di Tian Zhuangzhuang, The Warrior and the Wolf, con un amore ‘licantropo’ nella Cina di 2000 anni fa! In attesa dei lupi mannari di New Moon, sicuramete un ricco antipasto. Curiosi di conoscere le prime impressioni legate a questi due titoli? Cliccate su continua, son lì che vi attendono…

Un sabato da ricordare. Al 3° giorno il Festival del cinema di Roma ha finalmente iniziato a carburare. Tre i titoli di ‘livello’, con un quarto purtroppo incompiuto. Dopo la proiezione dell’applauditissimo Up in the Air, infatti, sulla capitale sono sbarcati lo spagnolo e sorprendente After, il delizioso e a dir poco perfetto The Last Station e l’altalenante Alza la Testa, italiano in concorso partito benissimo ma ainoi proseguito malamente.
A breve, dopo la proiezione mattutina (alle ore 9 in sala, non potete capire che sonno) potrete invece conoscere le primissime impressioni su Astro Boy! Ma ora, andiamo insieme a dare un’occhiata ai tre titoli visti ieri ma ancora non passati sotto la nostra attenta, e ci auguriamo gradita, lente d’ingrandimento…
Parnassus - L’uomo che voleva ingannare il diavolo (The Imaginarium of Doctor Parnassus, Francia, Canada 2009) di Terry Gilliam. Con Heath Ledger, Johnny Depp, Colin Farrell, Jude Law, Christopher Plummer, Andrew Garfield, Verne Troyer, Lily Cole, Tom Waits, Cassandra Sawtell, Paloma Faith, Carrie Genzel, Michael Eklund, Simon Day, Johnny Harris, Richard Riddell.
Santa pazzia. Visionario, folle, immaginifico, cervellotico, fantastico, demenziale, teatrale, geniale, semplicemente Terry Gilliam. Attesissimo ovunque “grazie” ad Heath Ledger, morto prima di poter terminare le riprese, Parnassus - L’uomo che voleva ingannare il diavolo si appresta ad incantare il Festival Internazionale di Roma, dopo non aver stranamente entusiasmato la Croisette.
Stranamente perchè Pernassus è il miglior film di Gilliam da 11 anni a questa parte, ovvero da Paura e delirio a Las Vegas, con vette elevatissime alternate a veri momenti di ’stanchezza’, misti a palesi improvvisazioni in cabina di sceneggiatura. Quanto la morte di Ledger abbia influito sullo scritp, oltre ai 3 volti chiamati a sostituirlo, Depp/Law/Farrell, non lo sapremo forse mai, anche se l’impressione è che più di uno zampino alla fine ce l’abbia messa…