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Tutti gli articoli con tag festival internazionale del film di roma 2010

Il Padre e lo Straniero - locandina e fotogallery del nuovo film di Ricky Tognazzi

pubblicato da Simona

Il Padre e lo Straniero - locandine e fotogallery del nuovo film di Ricky Tognazzi

Il Padre e lo Straniero è un film drammatico diretto da Ricky Tognazzi e presentato allo scorso Festival Internazionale del Film di Roma 2010 (qui la nostra recensione). Con Alessandro Gassman, Amr Waked, Ksenia Rappoport, Leo Gullotta e Nadine Labaki protagonisti, il film ci regala oggi una galleria di foto e la locandina ufficiale.

Sullo sfondo di una Roma dai toni medio-orientali si dipana un giallo con protagonisti l’italiano Diego e l’arabo Walid. I due stringono una profonda amicizia, uniti dall’amore per i propri figli, purtroppo disabili. Diego, attraverso il rapporto con Walid, metterà in discussione il significato di “diverso” e “normale”. L’amicizia cambierà i due uomini, anche se Walid nasconde molti segreti in cui Diego viene inconsapevolmente coinvolto, mettendo alla prova il loro rapporto. I sentimenti di Walid sono sinceri o parte di un intrigo internazionale in cui Diego è solo una pedina? Walid infatti a un tratto scompare e Diego si ritrova ad essere indagato dai Servizi Segreti. Inizia allora una sua indagine privata per ritrovare l’arabo, attraverso una serie di colpi di scena, e capire chi sia veramente. Alla ricerca di Walid, Diego torna in quel lontano paese arabo in cui era stato con l’amico, sulla traccia di un’antica favola che Walid gli aveva narrato e là troverà l’inattesa verità, come in un mare in cui tutti i fiumi confluiscono… Il senso della favola gli apparirà chiaro: ciascuno attraverso un percorso tortuoso e difficile può arrivare a scoprire la felicità che ha sempre avuto, senza saperlo, dentro di sé. Trovate qui il trailer.

Il Padre e lo Straniero - locandina e fotogallery del nuovo film di Ricky Tognazzi

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Roma 2010: trionfa il belga Kill Me Please

pubblicato da dr. apocalypse

Roma 2010: trionfa il belga Kill Me PleaseUn trionfo. Kill Me Please, gioiellino belga vincitore ieri sera del Mouse d’Oro, Premio della critica on line, fa sua la V° Edizione del Festival Internazionale del Film di Roma. Al film di Olias Barco è infatti andato il Premio Marc’Aurelio della Giuria al miglior film, lo scorso anno assegnato al danese Brotherhood. Una scelta più che condivisibile, dal sottoscritto sperata e pronosticata, ed ora ufficializzata.

Battuta così Susanne Bier a cui sono comunque andati due premi per il suo In A Better World, ovvero il Gran Premio della Giuria Marc’Aurelio e il Premio Marc’Aurelio del Pubblico al miglior film – BNL. Inatteso e sorprendente il Premio Speciale della Giuria Marc’Aurelio assegnato al tedesco Poll, scenograficamente sontuoso ma alquanto discutibile nel suo insieme, con il nostro Toni Servillo giustamente premiato con l’annunciato Premio Marc’Aurelio della Giuria al miglior attore.

Niente Kidman e niente Watson per il Premio Marc’Aurelio della Giuria alla migliore attrice, andato a tutto il cast femminile di Las buenas hierbas, con l’iraniano Dog Sweat a cui è andato la Targa Speciale del Presidente della Repubblica Italiana al film che meglio mette in rilievo i valori umani e sociali, e l’esordio di Valeria Marini in cabina di produzione, con I Want to Be a Soldier, premiato per la Sezione Alice sotto i 12 anni. Si chiude così la V° Edizione del Festival Internazionale del Film di Roma 2010, dopo i Premi collaterali assegnati in mattinata, con tutta la sfilza di riconoscimenti che vi attendono dopo il saltino. Kill Me Please doveva vincere, Kill Me Please ha vinto, anche perché qui non c’era nessun Quentin Tarantino a dettare folli decisioni…

A domani per un commento più approfondito sull’intera edizione.

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Roma 2010: con Kill Me Please abbiamo trovato un vincitore?

pubblicato da dr. apocalypse

Roma 2010: con Kill Me Please abbiamo trovato un vincitore?E il 6° giorno arrivò il favorito. Sorpresa belga al Festival Internazionale del film di Roma 2010, con il grottesco Kill Me Please pronto a far suo quel Marc’Aurelio d’Oro lo scorso anno finito tra le mani del danese Brotherhood. A contenderglielo, in quella che secondo il sottoscritto sarà una guerra a due, e all’ultimo voto, Susanne Bier e il suo applaudito In a Better World.

Grottesco, cinico e maledettamente divertente, il film di Olias Barco si permette di ‘ridere’ della morte, andando oltre la tanto discussa eutanasia per portare in sala una clinica del suicidio. Aiutato da un fantastico bianco e nero, con una fotografia sporca, sgranata e sfocata, Barco smonta letteralmente il tabù della morte, raccontando l’incredibile storia del ‘particolare’ Dottor Kruger, a capo di una clinica praticamente ’segreta’, rintracciabile solo attraverso internet, sperduta in mezzo alle innevate montagne belghe e odiata dai cittadini del paese vicino ma incredibilmente sovvenzionata dal Governo. Perché il suicidio allo Stato costa. Quanto? Secondo uno studio canadese 850,000 dollari, da moltiplicare per un milione di suicidi l’anno, in tutto il mondo. Da qui l’idea di fondare un centro che offra assistenza a chi ha deciso di farla finita una volta per tutte. Perché un giorno sulla Costituzione, come ricorda sognante il Dottor Kruger, anche il diritto alla morte sarà presente. La sua clinica non dona pace eterna, ma studia gli impulsi che spingono all’autodistruzione, per poi provare a dominarli, lasciandosi un’ultima strada in caso di sconfitta, ovvero una morte assistita, con dignità…

Coraggioso, ironico e straordinariamente politicamente scorretto, Kill Me Please è indubbamente, almeno per chi scrive, il miglior film in Concorso visto fino ad oggi in questa V° edizione del Festival romano. Riempendo la pellicola di personaggi folli, di pazienti disturbati pronti a pagare migliaia di euro per farsi ‘uccidere’, con tanto di ultimo desiderio, Olias Barco affascina, diverte e alimenta discussioni, trattando una storia che non è neanche così fuori dal mondo, visto che in Svizzera esiste realmente una clinica simile, con quasi mille suicidi organizzati negli ultimi 12 anni.

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Roma 2010: Rabbit Hole - Recensione in Anteprima

pubblicato da dr. apocalypse

Roma 2010: Rabbit Hole - Recensione in AnteprimaRabbit Hole (Usa, 2010) di John Cameron Mitchell; con Nicole Kidman, Aaron Eckhart, Sandra Oh, Dianne Wiest, Jon Tenney, Tammy Blanchard, Giancarlo Esposito, Patricia Kalember, Mike Doyle, Julie Lauren, Phoenix List, Miles Teller, Sandi Carroll, Shoshanna Withers, Jay Wilkison, Sara Jane Blazo, Benjamin Sachs

Il dolore per un lutto e la sua complessa elaborazione tornano ad interessare Hollywood con Rabbit Hole. Nel film di John Cameron Mitchell sono Nicole Kidman, qui in veste anche di produttrice, e Aaron Eckhart a dover affrontare con forza la perdita di un figlio.

Adattato da una piéce teatrale del premio Pulitzer David Lindsay-Abaire, qui anche in cabina di sceneggiatura, Rabbit Hole conferma le doti registiche dell’indipendente e solitamente provocatorio Mitchell, in passato visto in cabina di regia con il pluripremiato Hedwig - La diva con qualcosa in più e con il trasgressivo e sottovalutato Shortbus - Dove tutto è permesso, e rilancia la carriera della Kidman, ultimamente affondata dinanzi a scelte filmiche opinabili e a prove d’attrice ben lontane dagli standard a cui ci aveva abituato.

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Roma 2010: Una Vita Tranquilla - Recensione in Anteprima

pubblicato da dr. apocalypse

Roma 2010: Una Vita Tranquilla - Recensione in AnteprimaUna Vita Tranquilla (Ita, Germania, Francia, 2010) di Claudio Cupellini; con Toni Servillo, Marco D’Amore, Francesco Di Leva, Juliane Köhler, Leonardo Sprengler, Alice Dwyer, Maurizio Donadoni, Giovanni Ludeno

Timidi applausi, in una sala gremita come poche altre volte in questo V° Festival Internazionale del Film di Roma, per il “The Tony Servillo Show”. Questo è Una Vita Tranquilla, ritorno in sala per Claudio Cupellini, tre anni dopo l’esordio con Lezioni di Cioccolata. L’attore napoletano, esploso nel 2004 con Le Conseguenze dell’Amore e diventato ormai l’interprete Principe del cinema italiano, sovrasta la pellicola con la sua immensa e ormai quasi imbarazzante bravura, qui chiamata a rattoppare le falle di un noir atipico e di una ‘tranquillità’ narrativa disarmante, tanto da non convincere.

Due anni dopo i rifiuti di Gomorra Servillo torna ad incrociare, anche se non direttamente, la spazzatura partenopea, con la strage di Duisburg, avvenuta nel 2007, che torna alla memoria dinanzi alla trama, ispiratasi a “Il Nemico dell’Acqua” di Filippo Gravino, vincitore del Premio Solinas 2003. Cupellini si affida completamente alle infinite facce di un Servillo straordinario nel vestire i panni di un latitante pluriomicida scappato in Germania, per rifarsi una vita e una famiglia, prima che il passato torni a tormentarlo, ponendo fine alla sua ritrovata tranquillità.

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Roma 2010: Il Padre e lo Straniero - Recensione in Anteprima

pubblicato da dr. apocalypse

Roma 2010: Il Padre e lo Straniero - Recensione in AnteprimaIl Padre e lo Straniero (Ita, 2010) di Ricky Tognazzi; con Alessandro Gassman, Amr waked, Ksenia Rappoport, Leo Gullotta, Nadine Labaki, Emanuele Salce, Lavinia Biagi, Emidio La Vella, Claudio Spadaro, Mohamed Zouaoui, Leonardo Della Bianca, Ilary Branco, Zohra Mouj, Widad Bouhya, Giuseppe Manfridi, Matteo Azchirvani, Adel Benmohamed Bakri, Cesare Tiriolo, Andrea Pirolli, Lia Gotti

Tratto dal romanzo di Giancarlo De Cataldo, che ha collaborato anche alla sceneggiatura, Il Padre e lo Straniero è il 2° film italiano visto al Festival Internazionale del Film di Roma, dopo La Scuola è Finita, e anche il peggiore in assoluto visto fino ad oggi, Winx escluse. La pellicola diretta da Ricky Tognazzi deraglia completamente, prendendosi incredibilmente sul serio, senza averne la forza e le capacità.

Fastidiosamente presuntuoso, il film di Tognazzi racconta in maniera terribile una storia che tanto interesse aveva suscitato in liberia, a causa di uno script, scritto ad 8 mani, a tratti incomprensibile. Maledettamente precipitoso, nei suoi eventi e nella costruzione dei personaggi, Il Padre e lo Straniero lascia sgomenti, perchè davvero ingiustificabile, in tutti i suoi aspetti…

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Roma 2010: We Want Sex - Recensione in Anteprima

pubblicato da dr. apocalypse

Roma 2010: We Want Sex - Recensione in AnteprimaWe Want Sex (Made in Dagenham, Gran Bretagna, 2010) di Nigel Cole; con Sally Hawkins, Andrea Riseborough, Jaime Winstone, Lorraine Stanley, Nicola Duffett, Geraldine James, Bob Hoskins, Matthew Aubrey, Daniel Mays, Roger Lloyd-Pack, Phil Cornwell, Karen Seacombe, Thomas Arnold, Sian Scott, Robbie Kay, Andrew Lincoln, Rosamund Pike, Joseph Mawle, Kenneth Cranham, Gina Bramhill, Rupert Graves, Marcus Hutton, Miranda Richardson, Frank Baker, Richard Schiff, John Sessions, Peter Hugo-Daly, Joseph Kloska, Miles Jupp, Matt King, Annika Hammerton, Simon Armstrong, Johnny Lynch, Cara Bamford, Ben Morris, Simone Liebman, Ronald Fernee, Jarrad Owens, Philip Perry, Matilda Cole, Romy Taylor

Dopo l’Erba di Grace e Calendar Girls, torna Nigel Cole con uno dei film più femministi degli ultimi anni, We Want Sex. Accolta senza eccessivo entusiasmo dalla stampa, la pellicola porta sullo schermo l’incredibile lotta sindacale combattuta nel 1968 da 187 donne, capaci di bloccare la produzione della fabbrica della Ford più grande d’Europa, pur di ottenere pari diritti nei confronti dei colleghi uomini.

Senza dimenticare il proprio homour, che ha caratterizzato la sua intera carriera, Cole conquista con una storia che ha fatto la ‘Storia’, ma non convince del tutto a causa di uno script troppo statico, privo di brio e per questo abbastanza didascalico nel raccontare l’evolversi degli eventi. Se la ‘vera’ protagonista, Sally Hawkins, non ammalia, il resto del cast femminile si fa apprezzare, con una Miranda Richardson, nei panni della Ministra con le palle Barbara Castle, come suo solito sugli scudi.

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Roma 2010: Animal Kingdom - Recensione in Anteprima

pubblicato da dr. apocalypse

Roma 2010: Animal Kingdom - Recensione in AnteprimaAnimal Kingdom (Australia 2009) di David Michôd; con Ben Mendelsohn, Joel Edgerton, Guy Pearce, Luke Ford, Jacki Weaver, Sullivan Stapleton, James Frecheville, Dan Wyllie, Anthony Hayes, Laura Wheelwright, Mirrah Foulkes, Justin Rosniak, Clayton Jacobson, Susan Prior, Kieran Darcy-Smith, Andy McPhee, Anna Lise Phillips, Daniel Roche, Josh Helman, Dom Phelan, Christina Azucena, Jacqueline Brennan, Michael Cody, Jack Heanly, David Michôd, Sarah Nguyen, Ben Ouwehand, Brenda Palmer, Tim PhillippsDrammatico,

Questo fottuto mondo è pazzo. Finisce così Animal Kingdom, film presentato oggi al Festival Internazionale del Film di Roma, dopo aver trionfato all’ultimo Sundance Film Festival. Accolto calorosamente dalla stampa, congelata durante la proiezione a causa di una temperatura in sala da denuncia, il film dell’esordiente David Michod ci trascina in una Melbourne mai vista prima, dove la violenza e la follia sono all’ordine del giorno, in un’autentica giungla dove l’animale più forte vince sempre contro il più debole. Al centro della trama una ‘famiglia’, di pericolosi delinquenti senza scrupoli, con una donna al comando. La ‘nonna’ Smurf, un puffo apparentemente dolce ed amorevole, dalla voce paradisiaca e dal sorriso sempre stampato sul proprio viso, in realtà caratterizzato da un ghigno di pura perfidia, di illegalità e violenza, insegnata ai suoi ‘piccoli’, ora cresciuti e chiamati a sostenerla, in qualunque modo.

Michod, non solo regista ma anche sceneggiatore del film, assolutamente low budget, disegna personaggi di una nitidezza sorprendente, partendo dal protagonista, J, minorenne apatico e apparentemente ‘ritardato’, catapultato dal giorno alla notte all’interno di una famiglia composta da rapinatori di banche, spacciatori e assassini a sangue freddo. Al suo fianco, oltre alla straordinaria nonna, interpretata da Kacji Weaver, troneggia Ben Mendelsohn, ovvero lo zio Pope, autentico psicopatico che farebbe impazzire Quentin Tarantino.

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Roma 2010: La Scuola è Finita - Recensione in Anteprima

pubblicato da dr. apocalypse

Roma 2010: La Scuola è Finita - Recensione in AnteprimaLa Scuola è Finita (Ita, 2010) di Valerio Jalongo; con Valeria Golino, Vincenzo Amato, Fulvio Forti, Antonella Ponziani, Marcello Mazzarella,Alfio Sorbello, Gianluca Belardi, Paola Pace, Silli Togni, Gea Martire, Marina Biondi, Vittoria Piancastelli, Erika Urban, Sergio Meogrossi, Paolo Giovannucci, Marco Zangardi, Anna Pititto, Cecilia Broggini, Roberta Fossile, Luciano de Luca

Primo film italiano in Concorso, La Scuola è Finita si è finalmente fatto vedere alla folta platea di giornalisti del Festival Internazionale del Film di Roma, o almeno a quelli riusciti in qualche modo a trovare la Sala Alitalia, tra le decine di poliziotti schierati e i tantissimi manifestanti che ieri sera hanno pacificamente occupato l’Auditorium tirato su da Renzo Piano.

Diretto da Valerio Jalongo, docente nella vita di tutti i giorni e da 7 anni assente dal grande schermo, La Scuola è Finita alterna pregi a difetti, mostrandosi come un film indubbiamente attuale, impegnato e sulla carta interessante, ma imperfetto. In un’Italia che quotidianamente scende in strada per difendere ciò che ne rimane della scuola pubblica, la pellicola di Jalongo ne da’ un quadro avvilente e sconfortante, in una periferia romana da brividi…

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Roma 2010: Tron Night con Tron Legacy - presentati 23 minuti in anteprima mondiale, ecco il resoconto

pubblicato da dr. apocalypse



In un Auditorium Parco della Musica praticamente militarizzato, con l’annunciata protesta dei 100autori che ha letteralmente invaso il red carpet, Tron Legacy si è fatto vedere. O almeno, 23 minuti di Tron Legacy si sono mostrati, in contemporanea al resto del mondo. Tron Night doveva essere, Tron Night è stata, con il tappeto rosso capitolino musicato dai Daft Punk ed allestito in onore al blockbuster hollywoodiano, mediaticamente oscurato dalle centinaia e centinaia di manifestanti che hanno pacificamente invaso il Festival Internazionale del Film di Roma, occupandolo.

5 le scene mostrate, la 20, la 27, la 32, la 50 e la 56, per un film che ambisce a ripetere il boom di Avatar dell’anno scorso, se non fosse che le prime crepe hanno iniziato a scricchiolare. Pensato e realizzato in 3D, il film ha mostrato una stereoscopia alquanto traballante. La prima scena, incredibile ma vero, si poteva vedere anche in 2° dimensione, con una terza dimensione concretizzatasi solo e soltanto con l’ingresso di Sam Flynn all’interno dell’universo cibernetico creato dal padre, Kevin, scomparso 20 anni prima. Ma anche in questo caso ci ritroviamo dinanzi ad un 3D che non esalta, ne’ conquista. Dobbiamo iniziare a preoccuparci?

Effetti speciali strabilianti, una colonna sonora roboante, per un titolo di fantascienza che si prepara a ripetere il boom dell’originale. Ci riuscirà? L’impressione è che l’attesa sia stata eccessivamente caricata negli ultimi 12 mesi, per una pellicola dal budget impressionante (250 milioni di dollari), che rischia di perdersi all’interno di un universo tanto incredibile ed affascinante, quanto tristemente vuoto…
SPOILER!

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