Il regista etiope (e statunitense) Haile Gerima, autore del film africano più premiato nella storia, Teza, Premio Speciale della Giuria alla Mostra di Venezia dello scorso anno; e il maestro del cinema indipendente spagnolo Pere Portabella, autore dello straordinario Il silenzio prima di Bach (Die Stille vor Bach), presentato nel 2007 a Venezia e divenuto uno dei più grandi successi del circuito europeo d’essai, saranno, alla 66. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dal 2 al 12 settembre 2009, i presidenti delle Giurie internazionali del Premio Venezia Opera Prima e della sezione Orizzonti.
Ricordiamo che, a presiedere la Giuria Internazionale del Concorso, ci sarà quest’anno il due volte Leone d’oro Ang Lee.
Fonte: La Biennale
Teza (Teza, Etiopia / Germania, 2008) di Hailé Gerima; con Aron Arefe, Abiye Tedla, Takelech Beyene.
Anberbe, un uomo che da giovane ha lasciato il suo paese natale per trasferirsi in Germania a studiare medicina, fa il suo ritorno in Etiopia. Ha vissuto gli anni ‘70, si è appassionato di politica ed è diventato attivista, e da lì il suo percorso è stato soprattutto ideologico e politico. Fino al ritorno a casa, dove la situazione di dittatura di Mengistu ha sfigurato il ricordo di fanciullo che aveva della sua patria: i segni che si porta addosso sono una gamba mutilata e tanti fantasmi che lo tormentano…
Dopo Venezia, dove vinse il Premio della Giuria e l’Osella per la sceneggiatura, se n’era persa traccia. Ed invece la coraggiosa Ripley’s Film lo distribuisce in sala, dentro al suo sorprendente cartellone. E di questo Teza, del regista ed intellettuale Hailé Gerima, è sicuramente la punta di diamante. Perché rappresenta una delle visioni più interessanti e stimolanti di quest’anno cinematografico.
Teza è un film trino, che dentro di sé ha più argomenti e stili e decide di fonderli, restituendo l’affresco di un paese in modo appassionante e sincero. Sono tre i livelli del tempo: tra passato e presente, infatti, c’è anche quello della mente del protagonista (un bravissimo Aron Arefe), che ricorda e non riesce ad esorcizzare i suoi fantasmi. E poi c’è la Storia si lega fortemente alla storia di Anberbe, anche qui composta da tre parti: infanzia, il momento in Germania e il ritorno a casa.
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Presentato con successo di critica alla 65ma edizione del Festival di Venezia (dove ha vinto il Gran Premio della giuria e il premio Osella per la sceneggiatura), Teza è uno di quei rari casi di film africano che riesce a ottenere una distribuzione anche in Italia, grazie soprattutto alla forza che esprime in ogni sua inquadraura e al panorama storico a cui fa riferimento, tanto che qualcuno lo ha paragonato a La meglio gioventù, in chiave etiope.
Il regista Haile Gerima racconta la storia di un africano che ritorna alla sua terra di origine dopo aver vissuto da emigrante in Europa. Amberber ha lasciato l’Etiopia negli anni Settanta per studiare medicina in Germania, il suo desiderio è quello di tornare per lavorare a favore del suo popolo. Venticinque anni dopo, il ritorno si rivela però ben più difficile di quello che avrebbe potuto immaginare.
Tra presente, passato e una dimensione temporale onirica, Gerima offre uno spaccato della storia contemporanea dell’Africa, mettendo in luce le contraddizioni legate alla politica estera europea, alle difficoltà interne dell’Etiopia dilaniata dalla guerra civile e da sanguinose faide tribali e, infine, anche allo scontro delle culture impiantante dal colonialismo come il cristianesimo e il comunismo marxista.
Il film uscirà in sala il 27 marzo. Dopo il continua trovate un’intervista al regista Gerima con alcune sequenze del film e il trailer italiano.
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