Aspettando il Sole (Ita, 2009) di Ago Panini; con Raoul Bova, Claudio Santamaria, Claudia Gerini, Vanessa Incontrada, Bebo Storti, Michele Venitucci, Rolando Ravello, Alessandro Tiberi, Sergio Albelli, Giuseppe Cederna, Massimo De Lorenzo, Corrado Fortuna, Gabriel Garko, Raiz, Thomas Trabacchi.
Nell’Italia che festeggia i Mondiali di Calcio vinti nel 1982, c’è un hotel fuori mano, il Bellevue Hotel, dove si intrecciano le vite di tanti assurdi personaggi. Ognuno con la propria storia, con i propri segreti, le proprie manie e debolezze, in qualche modo tutte legate ed intrecciate tra di loro, dietro le porte delle stanze che li ospitano, aspettando il sorgere del sole…
Presentato come Evento Speciale alla Festa del cinema di Roma, arriva finalmente in sala Aspettando il Sole, interessantissima opera prima di Ago Panini. Cupa, noir, surreale, grottesca, paradossale ed interpretata da un cast invidiabile, la pellicola rappresenta perfettamente quella piccola parte di Cinema Italiano che si è stufato di “aspettare”, arrivando finalmente ad osare…
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A quanto pare Terry Gilliam è seriamente intenzionato a riprovare a fare un film su Don Chischiotte, e senza usare la facile metafora dei mulini a vento direi che ci vuole tutto il suo coraggio e la sua visionarietà.
Il progetto era entrato in produzione nel 2000 e si era inabissato in mille problemi, problemi documentati poi nel documentario Lost in La Mancha. Fattostà che di quel film adesso ne rimangono solo 6 minuti.
Ma Terry Gilliam non è certo persona da farsi scoraggiare, sicchè ha riacquistato i diritti del film, rimesso mano alla sceneggiatura e ora sembra sia pronto per partire di nuovo; anche Johnny Depp sembra deciso a seguirlo di nuovo.
Buona fortuna, ne avrete bisogno.
Fonte: Fristshowing

Guardando i due trailer (che vi aspettano dopo il salto) si pensa subito ad uno di quei film Blaxploitation degli anni ‘70. Quel filone che anche Quentin Tarantino ha voluto omaggiare con il suo Jackie Brown, poco più di dieci anni fa. Invece no: le riprese di Black Dynamite sono state appena completate e il film debutterà al Sundance Film Festival, in programma dal 15 al 25 gennaio 2009.
Il protagonista è Michael Jai White, che nel 1970 di anni ne aveva tre. A metà anni 90 interpretò Mike Tyson in un film per la TV, l’anti-eroe della Image Comics Spawn ed è presente, in ruoli minori anche in La colazione dei Campioni e Il Cavaliere Oscuro. Un applauso quindi al regista Scott Sanders e al direttore della fotografia, Shawn Maurer, per come sono riusciti a ricreare le atmosfere, i clichè, i colori e le luci tipici di quegli anni.
La trama è semplice: Black Dynamite è un ex agente della CIA. Suo fratello viene ucciso da The Man, lo stesso tizio che fa circolare la droga negli orfanotrofi locali e che ha messo in commercio un liquore adulterato. A Black Dynamite il compito di fare pulizia…
Il ritorno di Cagliostro (id. - Commedia, Italia 2003) Regia di Daniele Ciprì e Franco Maresco, con Robert Englund, Luigi Maria Burruano e Franco Vito Gaiezza.
Questa notte su Rai 3 alle 3.15
Il rinvenimento fortuito delle pizze del film “Il ritorno di Cagliostro” è il pretesto per narrare la storia dei fratelli La Marca e della loro casa di produzione cinematografica Trinachia, nata nel 1947 per far concorrenza a Cinecittà e dar vita a una “Little Hollywood siciliana”. Dopo alcuni solenni fiaschi e sull’orlo della bancarotta, i due fratelli riescono a trovare i finanziatori per un kolossal, Il ritorno di Cagliostro. Ingaggiando come regista il fallito Pino Grisanti, e come protagonista Errol Douglas, un divo di Hollywood alcolizzato ed in netto declino…
Presentato alla 60a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove ha raccolto molte critiche positive, questo film targato Ciprì e Maresco conserva molta parte della loro cinica e graffiante ironia ma non raggiunge i livelli di Totò che visse due volte. E’ un film cinefilo, che si apre come un finto documentario e non risparmia frecciate velenose al mondo del cinema italiano. Grottesco e surreale, blasfemo, trash e sgangherato, interamente parlato in dialetto palermitano strettissimo, il film coinvolge e diverte, ma si sfilaccia un po’ nella parte finale.
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