
Dopo il clamoroso successo al festival di Berlino, dove è stato venduto in 15 Paesi, Mine Vaganti di Ferzan Ozpetek entra in competizione nella principale sezione del Tribeca, il prestigioso festival fondato a New York da Bob De Niro con la produttrice Jane Rosenthal all’indomani dell’attentato alle torri gemelle, arrivato alla sua 9° edizione e pronto ad aprire il prossimo 21 aprile.
Unico film italiano selezionato per il concorso che comprende dodici titoli internazionali, Mine Vaganti sarà in lizza per i premi al migliore film, al migliore attore e alla migliore attrice. Da domani al cinema in oltre 500 copie, 10 delle quali sottotitolate in italiano per i sordomuti, il film da noi già recensito, porta in sala Riccardo Scamarcio, Alessandro Preziosi, Lunetta Savino, Ennio Fantastichini, Elena Sofia Ricci e Carolina Crescentini.
C’è molta attesa per il ritorno di Tommaso, che ha lasciato da tempo la Puglia per trasferirsi a Roma. La mamma Stefania, il padre Vincenzo, la nonna, gli zii, la sorella e gli amici, vorrebbero tutti che Tommaso tornasse al paese ed affiancasse il fratello Antonio nella gestione del pastificio di famiglia. Non mancano però sorprendenti rivelazioni e colpi di scena. Ed anche per questo il soggiorno di Tommaso dovrà protrarsi ben più a lungo del previsto…
Oggi vogliamo presentarvi con orgoglio un film italiano e indipendente, Eaters, che riporta nel nostro paese quella bramosia di cervelli che un tempo non fu solo cara a Romero ma che trovò nel nostro paese un terreno fertile per la caccia agli umani.
Luca Boni e Marco Ristori (le due menti dietro la Extreme Video) sono entrambi accreditati come registi e postproduttori e hanno realizzato uno zombie movie dove due umani sopravvissuti all’apocalisse vanno in giro per il mondo contaminato ed incontrano (quando non devono massacrare nonmorti) brandelli di umanità e freaks durante il loro cammino, il tutto tenuto assieme da una buona dose di ironia.
Ma piuttosto che parlare io vi lascio al trailer e alla loro intervista (dopo il salto) dove spiegano per benino tutti i vari aspetti della produzione. A metterci il nome davanti il film c’è anche Uwe Boll, che qui fa un po’ quello che Tarantino fa per Eli Roth, il che è bello e triste allo stesso tempo. Bello perchè Uwe Boll, malgrado le apparenze da burbero, si conferma uno dei cineasti più sensibili alle difficoltà del cinema indipendente. Brutto perchè nessuno in Italia ha fatto quello che Boll ha fatto per la Extreme.
Vi lasciamo intanto col sito ufficiale www.extremevideo.it e il myspace.com/stayextreme.
Abbiamo già visto un primo trailer e la locandina del film La prima cosa bella, il nuovo lavoro di Paolo Virzì con Valerio Mastandrea, Micaela Ramazzotti e Stefania Sandrelli. Ma di cosa parla il film? Ecco qui di seguito la sinossi ufficiale del film, che uscirà nei cinema il 15 gennaio, unica pellicola a sfidare l’invasione di Avatar.
Anna Nigiotti nel Settantuno era una giovane e bellissima mamma proclamata Miss del più popolare stabilimento balneare di Livorno, ignara di suscitare le attenzioni maliziose della popolazione maschile, i sospetti rabbiosi del marito Mario e la vergogna del primogenito Bruno.
Oggi, ricoverata alle cure palliative, Anna sbalordisce i medici con la sua irresistibile e contagiosa vitalità e fa innamorare i degenti terminali.
Bruno invece, ha ormai tagliato i ponti con la sua città, la sua famiglia, il suo passato. Insegna senza entusiasmo in un Istituto Alberghiero e conduce un’esistenza cocciutamente anaffettiva.
Ma la sorella Valeria lo convince a venire a salutare la madre per l’ultima volta, e Bruno torna malvolentieri a Livorno. L’incontro, dopo tanti anni, con quella mamma esplosiva, ancora bella e vivacissima, che a dispetto delle prognosi mediche sembra non aver nessuna intenzione di morire, costringe Bruno a rievocare le vicissitudini familiari che aveva voluto a tutti i costi dimenticare. Il vagabondare di quelle notti e di quei giorni di tanti anni fa in cerca di una sistemazione, lui e la sorella Valeria, all’epoca dolce, ignara e piagnucolosa, cacciati di casa dal babbo accecato dalla gelosia, ma sempre rincuorati dall’incrollabile ottimismo di quella loro mamma allegra e incosciente.
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Arriverà nelle sale il 10 dicembre 2009 la commedia romantica italo-russa Dieci inverni diretta da Valerio Mieli ed interpretata da Luca Avagliano, Glen Blackhall, Francesca Cuttica, Isabella Ragonese, Michele Riondino, Liuba Zaizeva, Sergei Zhigunov.
Il film si intitola Dieci Inverni perché racconta una storia d’amore attraverso gli inverni che scorrono. I protagonisti sono Camilla (Isabella Ragonese) e Silvestro (Michele Riondino) che si incontrano a Venezia e che si amano (tra alti e bassi) per dieci anni.
Il regista Valerio Mieli ha vinto il Premio Fice Autore Esordiente nell’ambito degli Incontri del Cinema d’Essai di Mantova; il film è stato accolto con grande successo all’ultima Mostra del Cinema di Venezia e selezionato al Festival di Tokio (in concorso) e al Festival di Pusan. Nella galleria le prime foto della pellicola.
Dieci inverni: le prime foto del film di Valerio Mieli




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La doppia ora (id. - thriller - Italia 2009) Regia di Giuseppe Capotondi, con Ksenia Rappoport, Filippo Timi, Antonia Truppo, Gaetano Bruno, Fausto Russo Alesi, Michele Di Mauro, Lorenzo Gioielli, Lidia Vitale, Giampiero Iudica, Roberto Accornero, Lucia Poli, Giorgio Colangeli.
Sonia viene da Lubiana e fa la cameriera in un hotel. Guido è un ex poliziotto e lavora come custode in una villa fuori città. Si incontrano in uno speed date. Lui è un cliente fisso. Per lei è la prima volta, e si vede. Poche parole, un’istintiva attrazione. In pochi giorni imparano a conoscersi, ad aprirsi, a svelare le proprie ferite. Sono sul punto di innamorarsi… quando Guido muore. Improvvisamente, durante una rapina nella villa che dovrebbe custodire. Sonia si ritrova da sola a elaborare un lutto di cui non riesce a trovare il senso. E di cui alcuni addirittura la ritengono responsabile. Mentre il passato di Sonia ritorna, con tutti i suoi nodi non risolti, la realtà che la circonda comincia a collassare, fino a crollarle addosso. Tutto inizia a cambiare, ogni certezza si sgretola e nessuno è più lo stesso. Nemmeno Sonia. Chi è veramente? E soprattutto, è davvero Guido quello che lei continua a vedere, al di là di ogni plausibile logica, o è solo la sua mente che vacilla? E cosa farà quando le verrà offerta una seconda occasione? Le risposte arrivano solo alla fine, in un continuo capovolgimento di eventi.
A Venezia, l’opera prima di Giuseppe Capotondi è stata accolta molto positivamente tanto dal pubblico quanto dalla critica, rastrellando molte soddisfazioni e qualche premio (Coppa Volpi alla protagonista Ksenia Rappoport; Premio Pasinetti dei Giornalisti SNGCI a Filippo Timi per la migliore interpretazione maschile; Miglior Film Italiano a Venezia, secondo la giuria di Arca Cinema Giovani). La Doppia Ora è una pellicola riuscita, originale (alleluja!) e molto interessante, che gioca con diversi stili cinematografici e riesce a tenere alta l’attenzione dello spettatore fino alla fine pur mantenendo un ritmo pacato e senza puntare tutto su un montaggio troppo sincopato ed artificioso.
Roberto Castelli contro Baaria. A pochi giorni dall’annuncio di Baaria come film italiano candidato agli Oscar, l’attuale Viceministro presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, leghista, polemizza con la scelta dell’l’Anica (Associazione nazionale della industrie cinematografiche, audiovisive e multimediali).
Queste le sue parole: “non si capisce perche’ la Commissione dell’Anica non abbia aspettato fino a domani per decidere quale fosse il film italiano candidato all’Oscar, visto che proprio domani verra’ presentato ‘Barbarossa’ di Renzo Martinelli?. “Il film su ‘Barbarossa’, che domani sarà presentato al Castello Sforzesco a Milano, promette di essere uno dei piu’ grandi kolossal mai realizzato in Italia e quindi sicuramente degno di essere giudicato tra i film meritevoli di rappresentare il Paese nella gara dei premi Oscar. I casi sono due: o vi era una scadenza da rispettare e allora nulla quaestio oppure tutta questa fretta appare sospetta e una trovata meramente commerciale“.
Che qualcuno spieghi a Castelli che un grande sforzo produttivo non è sempre sinonimo di qualità, e per questo “meritevole di rappresentare il Paese nella gara dei premi Oscar“. Detto ciò, a voi i commenti.
Premio FIPRESCI
miglior film Venezia 66 a Lourdes di Jessica Hausner
miglior film Orizzonti e Settimana Internazionale della Critica a Choi Voi di Bui Thac Chuyen
Premio SIGNIS
a Lourdes di Jessica Hausner
menzione speciale a Lebanon di Samuel Maoz
Premio Settimana Internazionale della Critica “Regione del Veneto per il cinema di qualità”a Tehroun di Takmil Homayoun Nader

Riportare tutto quanto è stato detto nel corso della conferenza stampa de La Doppia Ora, così come parlare troppo diffusamente dell’interessantissimo incontro di approfondimento con il regista ed il cast, sarebbe fare un torto alla pellicola di Giuseppe Capotondi. Sarebbe inevitabile, infatti, svelare alcuni particolari che non andrebbero affatto svelati, rovinando l’effetto sorpresa ed il piacere di gustarsi il film nel buio della sala. Non stupitevi quindi, se in questo post non troverete riferimenti troppo diretti alla storia raccontata ed ai suoi personaggi: li abbiamo volutamente omessi. Ci sarà occasione di parlarne dopo l’uscita del film nelle sale, distribuito da Medusa in 430 copie, a partire dal prossimo 9 ottobre.
In attesa dell’annuncio dei premi ufficiali, questa sera, ci fa piacere annunciarvi che La Doppia Ora ha già conquistato alcuni del premi collaterali: Miglior Film Italiano a Venezia, assegnato dalla giuria di Arca Cinema Giovani, “per la struttura narrativa, capace di ribaltare le convenzioni del genere viaggiando con un ritmo incalzante, su due binari paralleli. Per l’intensità dell’interpretazione che riesce a restituire le varie sfaccettature della complessità dei personaggi. Per essere un’opera prima che si distingue dal panorama “lagunare” del cinema italiano contemporaneo.” A Filippo Timi va il Premio Pasinetti dei Giornalisti SNGCI come Migliore Attore.
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La sessantaseiesima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia è stata ufficialmente inaugurata questa sera con la proiezione di Baaria di Giuseppe Tornatore; primo film italiano ad aprire il Festival dopo vent’anni.
Vi regaliamo una ricchissima fotogallery dedicata proprio a Tornatore, ai protagonisti del suo film (sono tantissimi! Francesco Scianna, Margareth Madè, Aldo Baglio, Beppe Fiorello, Enrico Lo Verso, Laura Chiatti, Leo Gullotta, Luigi Lo Cascio, Nicole Grimaudo, Nino Frassica, Raoul Bova, Vincenzo Salemme, Giorgio Faletti…) al Maestro Ennio Morricone ed a tutti gli altri volti noti che questa sera hanno animato il red carpet. Fra gli altri, Mario Monicelli, Eva Mendes, Luciano Ligabue e Todd Haynes.
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Cartoline da Venezia 66 - Giuseppe Tornatore inaugura la Mostra della Laguna
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Siamo di fronte alla rinascita del cinema di serie B all’italiana? Con Smile salgono a tre le pellicole realizzate negli ultimi mesi di forte stampo horror (con Imago Mortis e Visions), che sia un inizio di ritorno al film di genere che non pretende di essere considerato “d’autore”, quello che ha contribuito a fare grande il cinema italiano?
Smile è l’opera prima di Francesco Gasperoni e racconta la tragica vacanza sui monti marocchini dell’Altante di un gruppo di ragazzi alla ricerca di emozioni forti. Ecco le prime foto dal film e dal set. Smile uscirà nelle sale il 28 agosto.
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