La M2 Pictures ha finalmente messo on-line il trailer italiano di Warrior, dramma sportivo firmato dal regista Gavin O’Connor (Pride and Glory) che vede Tom Hardy e Joel Edgerton scontrarsi sul ring delle MMA. Il distributore ha anche pubblicato la sinossi ufficiale del film che uscirà a novembre nelle sale nostrane.
“Il marine Tommy Conlon (Hardy), tormentato da un tragico passato, torna a casa dopo quattordici anni per chiedere a suo padre (Nick Nolte) di aiutarlo ad allenarsi per partecipare a Sparta, la più grande competizione di arti marziali della storia. Da ex-prodigio del Wrestling, Tommy si qualifica brillantemente, mentre il fratello Brendan (Edgerton), ex-lottatore diventato professore di liceo, ritorna al ring in un tentativo disperato di salvare la sua famiglia dalla rovina finanziaria. Ma quando lo sfavoritissimo Brendan arriva a confrontarsi con l’inarrestabile Tommy, vedremo una sfida tra fratelli in un climax tra i più avvincenti mai visti sul grande schermo”.
E se ve lo siete perso:
- Curiosità e foto di Tom Hardy

La rubrica Il CercaFilm non va mai in vacanza, questa volta corre in aiuto a Valerio che è alla ricerca di un film dal sapore sportivo, anche se un po’ differente da quello che ci si può aspettare rispetto al solito film di surf:
Il film in questione dovrebbe essere circa dei primi anni 90. Trattava di un gruppo di ragazzi con la passione per il surf, uno dei ragazzi si ammala di cancro, persi i lunghi capelli a causa della chemioterapia, i suoi amici si rasano a zero anche loro, mentre fanno una piccola rimpatriata in spiaggia con l’amico malato. Verso la fine del film questo ragazzo muore e i suoi amici abbandonano il suo corpo e la sua tavola nell’oceano.
Riuscite a ricordare il titolo di questo film per aiutare il nostro Valerio?

La Weinstein Company ha acquisito i diritti di un prossimo adattamento per il grande schermo di The Boys in the Boat, romanzo di Daniel James Brown (di cui al momento esistono solo poche pagine), ambientato negli anni ‘30 e basato sulla vera storia del team di canottaggio dell’Università di Washington. Gli otto studenti riuscirono, nel 1936, a sbaragliare la concorrenza ed a presentarsi alle Olimpiadi di Berlino, dove diedero del filo da torcere perfino agli imbattibili sportivi della squadra tedesca.
Per dirigere il film è già stato messo sotto contratto Kenneth Branagh (che il prossimo 15 aprile sarà a Roma, in compagnia di Chris Hemsworth, per l’anteprima di Thor). Branagh ha dichiarato:
“The Boys in The Boat è epico. Sono rimasto completamente affascinato dai personaggi, dall’epoca, e dai sogni di una generazione ha vissuto momenti magnifici e profondamente drammatici”.
Fonte: Variety
Soul Surfer non è un film sul surf come ce ne sono tanti, ma racconta la storia di una delle più famose surfiste al mondo dalla vicenda realmente incredibile. Il film diretto da Sean McNamara è infatti basato sulla biografia omonima di Bethany Hamilton.
Bethany all’età di 13 anni, quando già era una giovanissima promessa del surf, è stata attaccata da uno squalo che le ha divorato un braccio. Nonostante la menomazione, ha continuato a lottare e non solo è sopravvissuta riprendendosi perfettamente dal giorno dell’incidente, am è poi tornata a cavalcare le onde diventando una fonte di ispirazione per tutti quegli sportivi (e non solo) che hanno avuto disgrazie che sembravano minare la loro passione. Il film è ispirato dalla autobiografia di Bethany che ha lo stesso titolo del film.
Dopo lo stop alle riprese imposto lo scorso anno dalla Columbia (che non era soddisfatta della sceneggiatura firmata da Steve Zaillian e Steven Soderbergh), lo script di Moneyball è stato riscritto da Aaron Sorkin; e Bennett Miller è pronto a prendere posto in cabina di regia al posto di Soderbergh.
Philip Seymour Hoffman (che è già stato diretto da Miller in Capote, portandosi a casa l’Oscar per la miglior interpretazione maschile) e Robin Wright Penn sono attualmente in trattative per entrare nel cast, di cui fanno già parte Jonah Hill e Brad Pitt nei panni del protagonista Billy Beane, general manager dell’Oakland A, che riuscì a mettere insieme una squadra di baseball con un budget bassissimo grazie all’impiego di un sofisticato software in grado di analizzare le caratteristiche dei giocatori.
Le riprese della pellicola, tratta dal bestseller Moneyball: The Art of Winning an Unfair Game, dovrebbero prendere l’avvio il prossimo mese di luglio a Los Angeles.
Fonte: Variety
Ancora una volta, qualcuno si è arrogato il diritto di decidere cosa possiamo vedere al cinema e cosa no. The Blind Side, sceneggiato e diretto da John Lee Hancock, ha collezionato un ragguardevole numero di nominations e premi. Sandra Bullock, meravigliosa protagonista del film, è stata incoronata Miglior Attrice dell’anno ai Golden Globes ed ai SAG Awards, infilando la tripletta agli Oscar. Eppure, al pubblico del nostro Paese verrà negata la possibilità di godere della visione del film sul grande schermo, nel buio di una sala cinematografica.
La Warner Bros. Italia ha giudicato The Blind Side “un titolo troppo difficile per il pubblico italiano” (?) ed ha deciso di preservarlo da una probabile delusione al botteghino destinadolo direttamente al mercato dell’home video (sarà in vendita a partire dall’8 giugno). Unica “vetrina” concessa alla pellicola, un passaggio sul piccolo schermo: il 18 maggio su Premium Cinema HD, sulla piattaforma del digitale terrestre di Mediaset.
Noi faremo in modo di recensire in ogni caso il film, vero e proprio caso cinematografico dell’anno negli USA, ma non possiamo fare a meno di commentare la deprecabile scelta attuata dalla Warner. Il pubblico italiano non è composto esclusivamente dai fruitori di cinepanettoni, cinecocomeri e megaproduzioni multimiliardarie. C’è una (vasta) fetta di pubblico che rivendica il proprio diritto - troppo spesso negato - a vedere anche pellicole più impegnate, magari indipendenti, produzioni minori…soprattutto quando queste vengono ricoperte di premi e recensioni entusiastiche, come nel caso specifico di The Blind Side.
Fonte: Ciak di maggio, attualmente in edicola.
La Disney ha diffuso la prime tre immagini promozionali ed il primo lungo trailer del biopic sportivo Secretariat, basato sull’incredibile storia vera Penny Chenery e del suo cavallo, vincitore della Triple Crown nel 1973 (nessun altro c’è riuscito dopo di lui). Diretta da Randall Wallace, la pellicola arriverà nei cinema a stelle e strisce l’8 di ottobre. Ora cliccate su continua e diteci: cosa ve ne sembra?
Diane Lane dà corpo ed anima a Penny Chenery, una donna che negli anni ‘60 si trasformò - dopo aver ereditato la fattoria paterna in Virginia - da casalinga completamente ignorante in fatto di cavalli, a regina delle corse. Nel 1973 il suo cavallo Secretariat vinse il Kentucky Derby, il Preakness Stakes ed il Belmont Stakes. Dylan Walsh veste i panni del marito della protagonista, un avvocato di successo, abituato ad avere una moglie sottomessa e pronta ad esaudire ogni suo desiderio; Scott Glenn quelli di un aristocratico del Sud che perde il proprio cavallo a testa o croce. John Malkovich è un carismatico allenatore che sottovaluta, in principio, la potenza di Secretariat.
Primo lungo trailer e qualche foto per Secretariat
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Invictus di Clint Eastwood (lo abbiamo recensito in anteprima per voi) si appresta finalmente ad arrivare nei cinema nostrani e lo potremo vedere nelle sale da questo venerdì 26 febbraio. Di seguito e dopo il salto vi attendono ben 65 foto del film. Il trailer italiano è qui, lo avevate visto?
La pellicola non è altro che un adattamento, voluto da Morgan Freeman, del romanzo The Human Factor: Nelson Mandela and the Game that Changed the World di John Carlin (in Italia è stato pubblicato con il titolo Ama il tuo Nemico). Nel film Matt Damon vestirà i panni della star del rugby Francois Pienaar che, insieme a Nelson Mandela, ha dato tanto ai bianchi quanto ai neri una causa comune da perseguire nel periodo in cui il Sud Africa stava cercando di lenire le ferite provocate dall’apartheid: vincere la Coppa del Mondo nel 1985.
Invictus - la fotogallery del film
Le foto sono di Keith Bernstein.
Invictus (id., drammatico, USA 2009) Regia di Clint Eastwood, con Morgan Freeman, Matt Damon, Tony Kgoroge, Patrick Mofokeng, Matt Stern, Julian Lewis Jones, Bonnie Henna, Grant Roberts, Langley Kirkwood, Robert Hobbs.
Invictus racconta la vera storia di come Nelson Mandela ed il capitano della squadra degli Springboks, Francois Pienaar, unirono le forze per la pacificazione del loro Paese. Per l’occasione vennero coniati slogan quali ‘The Rainbow Nation’ e ‘Una squadra, un Paese’. Il neo eletto presidente Mandela (rimasto in carica dal 1994 al 1999) è consapevole che la sua nazione è divisa dall’apartheid e, sperando di poter riunire il suo popolo con il linguaggio universale dello sport, sprona la nazionale di rugby del Sud Africa alla vittoria del Campionato del Mondo del 1995. Il titolo avrebbe dovuto inizialmente essere, il perchè ci sembra chiaro, The Human Factor (Il fattore umano). Invictus (proviene dal latino e significa invitto ovvero mai sconfitto), fa invece riferimento ad un poemetto scritto da William Ernest Henley del 1875, fonte di ispirazione di Mandela durante gli anni trascorsi in prigione.
L’appellativo di invitto, imbattuto ed imbattibile, potrebbe essere facilmente associato anche al nome di Clint Eastwood, che il prossimo 30 maggio compirà 80 primavere e che non sbaglia un colpo dai tempi de Gli Spietati. Ben lungi dall’idea di andare in pensione, anzichè rallentare il ritmo della propria produzione cinematografica, da qualche stagione a questa parte il cineasta ha cominciato a sfornare capolavori al ritmo di due all’anno. Chiariamolo subito: Invictus non arriva a toccare i livelli di perfezione raggiunti con Gran Torino; non è appassionante come Changeling nè toccante come Million Dollar Baby. Si tratta comunque di un ottimo film, girato con la maestria e la sensibilità tipica di Eastwood, un prodotto in tutto e per tutto ben al di sopra della qualità media offertaci da Hollywood di questi tempi.
Dylan Walsh, John Malkovich e Scott Glenn affiancheranno Diane Lane nel biopic Secretariat, dedicato al popolare cavallo da corsa che nel 1973 conquistò la Triple Crown. Le riprese del film prenderanno l’avvio nei prossimi giorni in Louisiana e in Kentucky per la regia di Randall Wallace.
Diane Lane darà corpo ed anima a Penny Chenery, una donna che negli anni ‘60 si trasformò - dopo aver ereditato la fattoria paterna in Virginia - da casalinga e madre di famiglia, completamente ignorante in fatto di cavalli, a regina delle corse. Nel 1973 il suo cavallo Secretariat vinse il Kentucky Derby, il Preakness Stakes ed il Belmont Stakes.
Dylan Walsh vestirà panni del marito della protagonista, un avvocato di successo, abituato ad avere una moglie sottomessa e pronta ad esaudire ogni suo desiderio; Scott Glenn quelli di un aristocratico del Sud che perde il proprio cavallo a testa o croce. John Malkovich avrà invece il ruolo di un carismatico allenatore che sottovaluta, in principio, la potenza di Secretariat.
Fonte: Hollywood Reporter