Classe 1922, Francesco Rosi è uno degli ultimi maestri del cinema italiano ancora sono in grado di testimoniare i momenti d’oro di Cinecittà. Autore di film importanti come Salvatore Giuliano, Le mani sulla città e Il caso Mattei, ha deciso di abbandonare il cinema nel 1997 dopo il film La Tregua ispirato dalla vita di Primo Levi. Oggi Rosi riceve dal direttore del Festival del Cinema di Locarno un meritatissimo riconoscimento alla sua lunga carriera, iniziata nel 1952 con il film Camicie Rosse.
Francesco Rosi riceverà il premio questa sera in Piazza Grande, dove in seconda serata sarà proiettato il suo celebre Uomini Contro (di cui vedete una sequenza qui sopra).
Prende il via oggi con l’inaugurazione ufficiale la 63ma edizione del Festival del Film di Locarno, la kermesse svizzera che porterà sulle sponde del Lago Maggiore il mondo del cinema. Il 2010 segna l’inizio di un nuovo corso, quello della direzione di Oliviere Père giovane critico cinematografico e giornalista che promette di dare nuova linfa al Festival.
Sulla carta il menù sembra decisamente ghiotto. Il concorso internazionale, come di consueto, sarà al centro dell’attenzione in vista della proclamazione del Pardo d’Oro. Tra le numerose manifestazioni collaterali ricordiamo il premio alla carriera che sarà consegnato a Francesco Rosi e la splendida retrospettiva (completa!) dedicata a Ernst Lubitsch.
La giornata di oggi sarà focalizzata sulla prima serata in Piazza Grande, il cinema open-air più grande d’Europa, con la proiezion e di Au fon des bois. Il concorso inizia domani con i primi due film, Songs of Love and Hate della svizzera Katalin Gödrös e il chiacchieratissimo L.A. Zombie di Bruce LaBruce.
Compie oggi 90 anni Tonino Guerra. Forse i più giovani oggi lo riconoscono come un testimonial televisivo che inneggiava all’ottimismo. Tonino, classe 1920, iniziò la sua carriera come poeta dialettale negli anni quaranta e come romanziere nel 1952. In pochi anni si trasferisce a Roma dove mette la sua penna al sevizio del cinema lavorano con registi del calibro di Federico Fellini, Michelangelo Antonioni, Francesco Rosi e i fratelli Taviani.
Nella sua filmografia ci sono titoli fondamentali per la storia del cinema italiano, come L’avventura (1960) e Zabriskie Point (1970) di Michelangelo Antonioni, Matrimonio all’italiana (1964) di Vittorio De Sica oltre che al celeberrimo Amarcord (1973) di Federico Fellini, con cui lavorò anche per E la nave va (1983).
Tanti auguri Tonino! Dopo il continua trovate una recente intervista
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Come per la Settimana della critica, anche il programma della 6a edizione delle Giornate degli Autori - Venice Days, sezione collaterale della Mostra del Cinema di Venezia sul modello della Quinzaine des Réalisateurs cannense, è interessante e pieno di film da scoprire. Sezione non competitiva, dà però ovviamente la possibilità alle opere prime del cartellone, in questo caso 4, di partecipare al premio Leone del Futuro (miglior opera prima di tutte le sezioni).
E’ un programma in continua evoluzione, del quale solo tra qualche giorno si saprà il cartellone definitivo, ma la maggioranza dei titoli sono già ufficiali. Va forte la Spagna con due film che potrebbero essere due ottime carte della sezione collaterale, ovvero il prison-movie Celda 211 e l’irriverente commedia Gordos con alcuni personaggi extra-large. Attesa anche per l’horror francese La Horde, in cui una squadra di polizia dovrà fare i conti con gangster, immigrati clandestini e… zombie! E c’è spazio per parlare di diritti delle donne, dello stato di salute del cinema italiano (attenzione a Di me cosa ne sai di Valerio Jalongo, che raccoglie 5 anni di interviste sul nostro cinema), d’immigrazione. Bei colpi i ritorni di Goran Paskaljevic e Claude Miller.
Molti gli eventi speciali italiani, a cominciare dal corto Mille Giorni di Vito sulla situazione dei figli delle detenute nelle carceri, liberati a tre anni. E si parla anche dell’amore omosessuale nella nostra società. Spazio anche ai ritratti: della poetessa e fotografa Antonia Pozzi, morta suicida nel ‘38 all’indomani delle leggi razziali, a un gruppo di donne che negli anni ‘60 partecipò al Movimento femminista, passando per un documentario su Vittorio De Sica.
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Complici del silenzio (id. - drammatico, Italia 2009) Regia di Stefano Incerti, con Alessio Boni, Giuseppe Battiston, Jorge Marrale, Florencia Raggi, Juan Leyrado, Rita Terrenova, Daniele Tedeschi.
Il 1978 in Italia è l’anno del rapimento e della morte dell’onorevole Aldo Moro e della fine del fenomeno delle brigate rosse. Ma nel mondo il 1978 è l’anno dei Mondiali di calcio in Argentina. Maurizio Gallo ed il suo collega Ugo, si recano dall’Italia a Buenos Aires per seguire, in veste di inviati del giornale per il quale lavorano, l’evento sportivo. Il campionato mondiale, su cui si stanno accendendo i riflettori di tutto il mondo, è l’occasione per il Governo militare Argentino, di far cadere nell’ombra le gravissime violazioni dei diritti umani che va perpetrando, i sequestri, le brutali torture e gli omicidi che ogni giorno si consumano. Maurizio, ospite di alcuni parenti emigrati in Argentina da alcuni decenni, si innamora della misteriosa e bellissima Ana, alla quale ha il compito di recapitare una somma di denaro da parte dell’ex marito italiano. Inconsapevolmente, viene coinvolto in un’intricata vicenda politico-militare che gli farà scoprire un’atroce verità e metterà in pericolo molte vite.
I Complici del Silenzio citati nel titolo, sono i media (carta stampata, giornali e televisioni) che per troppo tempo hanno taciuto sull’orrore consumatosi in Argentina fra il 1976 ed il 1983: più di 30.000 desaparecidos in soli 6 anni. E’ lo Stato italiano di allora, colpevolmente cieco e sordo per preservare gli accordi economici e commerciali esistenti con l’Argentina. Il film, una coproduzione italo-argentina sostenuta da Sky Cinema, uscirà in Italia in 50 copie.
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Se abitate dalle parti di Napoli vi segnalo un appuntamento con il regista Francesco Rosi che incontrerà gli spettatori dopo la proiezione del film La Tregua.
L’appuntamento è previsto per oggi, 8 maggio, al cinema Pierrot di Napoli. Alle 16.00 il film, alle 18.00 incontro con Rosi. Il tutto coordinato dalla Biblioteca Universitaria di Napoli e dall’Arci Movie, associazione culturale che da anni svolge un intenso lavoro per l’educazione e la cultura a Ponticelli. Ingresso libero, fino ad esaurimento posti. Per informazioni cliccare qui.