Si può dare un Oscar a Andy Serkis per la sua interpretazione del ruolo di Cesare nel film L’alba del pianeta delle scimmie? Dopo aver visto il video qui sopra probabilmente la vostra risposta alla domanda sarà sì: si tratta di un nuovo dietro le quinte del film diretto da Rupert Wyatt, all’interno del quale viene appunto mostrata la tecnica di cattura usata per l’attore.
Un’interpretazione tanto impressionante quanto l’abilità di Weta Digital di portare poi tutto su schermo come chi ha visto il film sicuramente ricorderà: si tratta infatti della scena dove Cesare viene lasciato da Will e Caroline al rifugio per primati. Ricordiamo che L’alba del pianeta delle scimmie è uscito nel 2011: all’interno del cast James Franco, Freida Pinto, John Lithgow, Brian Cox, David Oyelowo, Tom Felton e ovviamente un grande Andy Serkis. Qui la nostra recensione.
Via | Collider.com
Entrare in mondi oramai sommersi e farsi travolgere dalla loro forza: questa è sempre stata l’aspirazione di Jean-Jacques Annaud. Che si tratti dell’Africa all’epoca della Prima Guerra Mondiale (Bianco e nero a colori), di un’Abbazia benedettina nel Medioevo (Il nome della rosa), oppure ancora di un grizzly nelle zone montuose del Canada di fine ‘800 (L’orso), il comune denominatore che lega la maggior parte delle sue opere è il tentativo di immergere in un contesto.
Il Principe del Deserto non esula da tali premesse. Tratto da un romanzo di Hans Ruesch, Paese delle ombre corte, il film si svolge a cavallo tra gli anni ‘20 e ‘30 del secolo scorso. Siamo in un’Arabia ancora divisa tra molte fazioni. Due, in particolare, quella di Nesib (emiro di Hobeika) e quella di Amar (sultano di Salmaah), si contendono la cosiddetta Striscia Gialla. Zona di confine e terra di nessuno, più che di una contesa è bene parlare di differenti vedute.
Per colmare questo gap, appianando ogni incomprensione, l’accordo raggiunto dai due sovrani è il seguente: Amar (Mark Strong) consegna i propri figli in custodia permanente a Nesib (Antonio Banderas). Quest’ultimo, in cambio, s’impegna a non fare guerra per l’appropriazione di questa sconfinata distesa di terra. I due crescono senza alcun problema, ognuno assecondando la propria indole. Saleeh anela alla vita da guerriero, mentre il fratello più piccolo, Auda, coltiva velleità da studioso. Finché la loro gabbia dorata non muta in ciò che è realmente: una prigione politica.
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Ritorno dietro la macchina da presa per il regista Jean-Jacques Annaud, arriverà nei cinema italiani il 23 dicembre Black Gold (qui il trailer). La pellicola, sceneggiata da Menno Meyjes – e tratta dal romanzo La sete nera pubblicato nel 1957 dallo scrittore svizzero Hans Ruesch – vede protagonisti Antonio Banderas, Freida Pinto, Mark Strong, Riz Ahmed, Liya Kebede e Tahar Rahim, attore rivelazione ne Un Prophète di Jacques Audiard.
Inizio del ventesimo secolo - Arabia. Sotto il sole spietato del deserto, due sultani si incontrano faccia a faccia. Tutto attorno, sul campo di battaglia, i corpi dei loro combattenti. Il vincitore Nesib, emiro di Hobeika, detta le condizioni di pace al suo rivale Amar, sultano di Salmaah. Nessuno potrà mai più reclamare i diritti della cosiddetta terra di nessuno, denominata “La Striscia Gialla”. Secondo il costume tribale Nesib “tiene in ostaggio”, adottandoli, i due figli maschi di Amar, Saleeh e Auda a garanzia del trattato. Diversi anni dopo: Saleeh è un guerriero ansioso di fuggire dalla gabbia dorata e tornare nella terra del padre, mentre ad Auda interessano solo i libri e la ricerca della conoscenza. Un giorno il padre adottivo, Nesib, riceve la visita di un petroliere texano, che lo informa: il suo territorio è benedetto dal petrolio. Nesib sogna già un regno con strade, scuole ed ospedali, tutto pagato dall’oro nero che è sotto l’arida sabbia. Ma c’è un problema: il petrolio si trova nella zona di “La Striscia Gialla”. Mentre Saleeh viene ucciso durante un tentativo di fuga per tornare dal padre, tutto il peso del trattato ricade sul giovane Auda. Nesib orchestra il matrimonio di sua figlia, la principessa Leyla con Auda, per opportunismo politico, ma per i due giovani il matrimonio è simbolo di un nuovo inizio. Il loro è un amore nato quando erano bambini e ora vogliono cambiare il mondo. Ma quando incontra il suo vero padre, scopre un nuovo senso della vita basato su devozione, pietà ed umiltà. Il padre gli affida un incarico che sembra impossibile: attraversare Il Deserto di Allah, il deserto proibito. Nel corso dell’avventura, costellata di battaglie spettacolari, oltre a liberare la bella e giovane schiava Aicha, Auda si trasforma da timido ragazzo di biblioteca in leader carismatico. Lo scenario ora è pronto per lo scontro epico che porterà al controllo della “Striscia Gialla” , dei due regni e del futuro.
La presunzione di un uomo che definisce un suo film come un incontro tra Caravaggio che incontra Fight Club può essere considerata una caratteristica anche divina; non a caso gli dei della Grecia antica erano capaci di concentrare nel loro essere tanto le doti positive quanto quelle negative, trasformandosi in iperboliche raffigurazioni dell’animo umano.
Non sembra quindi possibile che altro regista al di fuori del visionario Tarsem Singh potesse riportare in vita miti sepolti da secoli nella memoria collettiva per attualizzarli in un film d’azione girato con le tecniche più attuali, compreso la vituperata terza dimensione. I guerrieri ellenici si iniettano una dose di steroidi sotto il peplum e tornano a brandire le lance dopo il gaio machismo di 300 e la sbandierata ignoranza di Scontro tra Titani.
Re Iperione, violento e sanguinario, semina morte e distruzione in tutta la Grecia con le armi del suo esercito, dove i suoi uomini passano restano solo macerie e sofferenza. La distruzione della cultura ellenica non è il solo obiettivo del malvagio sovrano, Iperione brama così tanto potere da poter sconfiggere anche gli dei dell’Olimpo. Per arrivare a tanto c’è un oggetto che deve essere ritrovato, l’arco di Epiro: una formidabile arma in grado di uccidere gli esseri divini e liberare dalla loro prigione i terribili Titani. Niente sembra essere in gradi di fermare il progetto di Iperione ma c’è un piccolo uomo, nato senza padre, a cui Zeus padre degli dei, guarda con fiducia: Teseo, che spinto dal giuramento di vendicare la morte della madre e aiutato da Fedra l’Oracolo della Sibilla, sarà l’ultima speranza per il genere umano.
Se la nostra recensione (tutt’altra che positiva) è in arrivo, Immortals si prepara ad assaltare il botteghino. Mancano infatti pochi giorni allo sbarco in sala dell’atteso film diretto da Tarsem Singh, quest’oggi ‘anticipato’ da una cruenta clip, particolarmente violenta e vietata ai minori. Ma le novità non finiscono qui, perché direttamente dal Lucca Comics & Games 2011, ovvero la più importante rassegna italiana dedicata al fumetto, all’animazione, ai giochi , ai videogiochi e all’immaginario fantasy e fantascientifico, ecco arrivare l’urlo di Immortals, da scovare dopo il saltino.
Henry Cavill, Freida Pinto, Mickey Rourke, Kellan Lutz, Isabel Lucas, Luke Evans, John Hurt, Stephen Dorff, Joseph Morgan, Corey Sevier, Steve Byers, Alan Van Sprang, Luccio Romano Orzari, Robert Maillet e Daniel Sharman i protagonisti, per un titolo chiamato a replicare il boom di 300. I produttori, d’altronde, sono gli stessi.
In uno scenario mitologico dominato da forze ancestrali, il titano Iperione setaccia la Grecia alla ricerca del leggendario Arco di Epiro, creato da Ares per liberare i Titani dalla prigionia degli Dei e annientare l’umanità. Una sacerdotessa di nome Fedra e un contadino scelto da Zeus per proteggere la patria, Teseo, si cimentano in un’avventura da cui dipenderanno le sorti del mondo.
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Tarsem Singh porta sugli schermi la battaglia di Teseo contro i Titani. Il film si intitola Immortals (in 3D) e sarà nelle nostre sale dall’11 novembre 2011. Nel cast in prima linea c’è il muscoloso Henry Cavill che presta il corpo e la tartaruga al ruolo di Teseo e lo vedremo l’anno prossimo nei panni di Superman: Man Of Steel.
Con lui nel cast: Luke Evans (Zeus), Mickey Rourke (Re Iperione), John Hurt (il vecchio Zeus), Kellan Lutz (Poseidone), Freida Pinto (Fedra), Stephen Dorff (Stavros), Isabel Lucas (Athena), Joseph Morgan (Lysander), Corey Sevier (Apollo).
Oggi Cineblog vi regala 7 Character posters made in Italy in esclusiva. Chi di voi andrà a vedere Immortals? Avete visto il trailer italiano in HD?
Basto sul bestseller The Great Thirst (La grande sete, traduzione letterale) di Hans Reusch, arriva nei cinema americani Black Gold con Antonio Banderas, Mark Strong e Freida Pinto. Qui sopra possiamo vedere il primo trailer.
Stati arabi, anni 30. Inizia il boom dell’estrazione di petrolio. Un gioane principe arabo (Tahar Rahim) si ribella al padre dall’animo conservatore (Strong) e preferisce seguire le idee moderne e liberali del suocero (Banderas).
Il film è diretto dal francese Jean-Jacques Annaud (quello di Sette anni in Tibet) ed è stato scritto da Menno Meyjes (autore di Indiana Jones e l’ultima Crociata). Per ora sembra certa una distribuzione europea del film (non ancora le date), mentre non ci sono notizie per quella sul suolo americano.
Incassati 350 milioni di dollari, e con un sequel ormai praticamente certo, L’Alba Del Pianeta delle Scimmie il prossimo 23 settembre uscirà anche nei cinema italiani. Da noi già recensito, il film della Fox torna quest’oggi a far sua la nostra attenzione grazie ad una lunga ed interessante featurette sulla WETA, sottotitolata in italiano, in cui i realizzatori spiegano alcune curiosità, in particolare sulle tecniche utilizzate per rendere credibili gli incredibili effetti speciali.
Diretto da Rupert Wyatt, e in uscita negli States il 5 agosto 2011, il film ha come protagonisti James Franco, Freida Pinto, John Lithgow, Brian Cox, Tom Felton ed Andy Serkis.
Non ci troviamo dinanzi ad un remake, come detto, bensì ad un reboot/prequel, che riporta la storia ai giorni nostri. Alcuni esperimenti dello scienziato Will Rodman, interpretato da James Franco, in cerca di una cura per l’alzheimer e l’evoluzione delle scimmie, scatenano una guerra tra scimmie e umani. Quest’ultime guidate da una scimmia evoluta di nome Caesar.
L’attesa per L’Alba del Pianeta delle Scimmie si è già consumata negli States, mentre da noi la miccia si esaurirà il mese prossimo, quando questo atteso prequel uscirà nelle sale della Penisola. Quello che un tempo fu uno dei fenomeni di fantascienza più acclamati, torna oggi a riaffacciarsi al grande pubblico, addirittura con una pellicola che mostra quanto successo precedentemente agli eventi narrati nel primo Il Pianeta delle Scimmie, del 1968.
Nello specifico, questo prequel ripercorre la genesi di quel mondo andato in rovina - a causa dell’uomo stesso, secondo quanto esplicitamente espresso in chiusura dell’opera capostipite della saga. D’altra parte è questo il messaggio che s’intende far filtrare: l’uomo non si è dimostrato all’altezza di “governare” il mondo, così, in maniera del tutto spontanea e quasi naturale, ecco l’avvicendamento con le scimmie.
D’altro canto è un errore prettamente umano quello che ha portato all’estinzione dell’Uomo inteso come specie. Il dottor Will Rodman (James Franco) è un brillante scienziato che ha votato la propria esistenza ad una sola missione: trovare una cura definitiva per l’Alzheimer. E non è un caso se ha consacrato sé stesso alla causa. Suo padre (John Lithgow) è affetto da questo morbo, che lo ha reso agli occhi del figlio un malato senza speranze. Ma quest’ultimo non intende arrendersi, e si adopera con tutte le proprie forze al fine di trovare il modo di curarlo.
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Una giornata ricca di news. Pioggia di materiale inedito in arrivo da L’alba del pianeta delle Scimmie, reboot made in Fox della celebre saga. Diretto da Rupert Wyatt, e in uscita negli States il 5 agosto 2011, il film, che ha come protagonisti James Franco, Freida Pinto, John Lithgow, Brian Cox, Tom Felton ed Andy Serkis, ci regala infatti 5 splendidi concept art, una nuova locandina un interessante saggio su una delle tematiche che fanno da sfondo al film, ovvero l’evoluzione delle scimmie. Ad occuparsi degli effetti speciali la WETA de Il Signore degli Anelli, King Kong ed Avatar, per una pellicola che arriverà in Italia il prossimo 23 settembre.
Non ci troviamo dinanzi ad un remake, come detto, bensì ad un reboot/prequel, che riporta la storia ai giorni nostri. Alcuni esperimenti dello scienziato Will Rodman, interpretato da James Franco, in cerca di una cura per l’alzheimer e l’evoluzione delle scimmie, scatenano una guerra tra scimmie e umani. Quest’ultime guidate da una scimmia evoluta di nome Caesar.
Dove poter leggere il saggio di Joe Utichi? Dopo il saltino.