La storia di Hushpuppy, una bambina di sei anni che vive con il padre Wink nella comunità soprannominata Bathtub (vasca da bagno), su un delta del sud. Wink, severo ma affettuoso nei confronti della figlia, la prepara a vivere nell’universo, prima che lui non ci sia più a proteggerla. Ad un certo punto Wink prende una misteriosa malattia, le temperature si impennano, il ghiaccio si scioglie e viene scoperto un gruppo di creature preistoriche: gli uri, antenati estinti dei bovini. Le acque si alzano, gli uri arrivano, la salute di Wink sbiadisce: ed Hushpuppy parte quindi alla ricerca di sua madre, di cui ha perso le tracce…
Ci sono film che, sin dal prologo, o forse addirittura sin dalla primissima inquadratura, ti entrano dentro e difficilmente ti abbandonano più. Sarà sicuramente per un insieme di cose. Restando sul versamente puramente cinematografico, si tratta ovviamente di quello che viene inquadrato, del modo in cui lo si inquadra, e della musica. Beasts of the Southern Wild, nel suo prologo, è una letterale esplosione di fuochi di artificio, di vita, di brividi che ti scuotono le ossa. E si tratta di una pellicola ambientata in una zona dell’America che più povera non si può.
Di coming-of-age rurali nel cinema indipendente americano ce ne sono tanti, e spesso sono molto interessanti. Fanno quasi un sottogenere a sé, da quando il folgorante George Washington di David Gordon Green ha conquistato tutti nel 2000. L’anno scorso è stato il turno degli ottimi The Dynamiter e Jess + Moss, e quest’anno tocca all’opera prima del giovane Benh Zeitlin, consacrato dall’ultimo Sundance e ora “confermato” dalla sua presenza nell’Un Certain Regard cannense.
Continua a leggere: Cannes 2012 - Recensioni dei bellissimi Beasts of the Southern Wild e No

7 anni dopo l’ultimo Zorro firmato Martin Campbell, in casa Fox si sono decisi a riavviare il franchise. Perché ormai ad Hollywood non si sa fare altro. Remake, reboot, prequel, sequel. Non se ne esce. Dimenticato Antonio Banderas, ecco arrivare il ‘colpo di genio’, ovvero portare in sala uno Zorro giovane, alle prime armi. Una sorta di Zorro Begins, con Gael Garcia Bernal protagonista.
A firmare la sceneggiatura Glenn Gers, Lee Shipman e Brian McGreevy, per un titolo che vedrà Bernal vestire i panni di un vero e proprio ‘vigliante assetato di vendetta’. Niente regista, per il momento, per un ritorno tanto poco atteso quanto sinceramente scontato. Perché Zorro ha sempre incassato al cinema, con 400 milioni di dollari complessivamente raccolti dagli ultimi due capitoli, tanto da meritarsi l’ennesimo ritorno. Dopo Douglas Fairbanks, Guy Williams e Antonio Banderas, toccherà quindi a Gael Garcia Bernal impugnare la celebre spada. Ma ne sarà all’altezza?
Sono apparse in rete due nuove locandine per la commedia americana Casa de mi Padre, attesa sugli schermi statunitensi il prossimo 16 marzo; mentre in Italia dovrebbe arrivare a settembre.
La pellicola, sceneggiata da Andrew Steele e diretta da Matt Piedmont, vedrà protagonista Will Ferrell, affiancato da Gael García Bernal, Diego Luna, Nick Offerman, Genesis Rodriguez, Efren Ramirez, Mariann Gavelo, Adrian Martinez, Pedro Armendariz Jr., Louis Carazo e Alejandro Patino. Cliccate sulle immagini in calce per visualizzare i due poster in maggiore risoluzione. Vi piacciono? Lo stile è decisamente ‘vintage’…
Armando Alvarez ha vissuto e lavorato nel ranch del padre in Messico, per tutta la vita. Quando il ranch si trova in difficoltà finanziarie, il fratello Raul si impegna a saldare tutti i debiti. Ma Armando si innamora di Sonia, la fidanzata di Raul… La prima locandina ed il trailer li potete vedere qui.
Casa de Mi Padre - due poster alternativi per la commedia con Will Ferrell

Il 18 novembre approderà sugli schermi delle nostre città Il mio angolo di Paradiso (A Little Bit of Heaven, precedententemente conosciuto con il titolo Earthbound), dramma romantico diretto da Nicole Kassell con Kate Hudson e Gael Garcia Bernal. Abbiamo già avuto modo di guardare insieme il trailer italiano, oggi possiamo dare un’occhiata a più di 20 foto ufficiali del film (qui invece ci sono le locandine originali)
La sceneggiatura di Gren Wells racconta di Marley Corbett: è giovane, bella e divertente, ma ha paura di aprirsi al vero amore e di impegnarsi seriamente. Marley ricorre al suo humor per evitare che le sue relazioni diventino serie, ma basta un incontro con il suo dottore per cambiarle la vita e catapultare entrambi in un’avventura di scoperta reciproca che gli farà conoscere cose che fino ad allora avevano ritenuto impossibili. Kathy Bates e Whoopi Goldberg completano il cast.
Il mio angolo di Paradiso - tutte le foto del film con Kate Hudson e Gael Garcìa Bernal
Gael Garcia Bernal (anche protagonista) e Diego Luna sono i produttori di Miss Bala, un thriller messicano che sembra stia ottenendo ottime recensioni oltre oceano.
La storia è quella di una bella donna di nome Laura Guerrero (Stephanie Sigman) e il suo tentativo di diventare una reginetta di un concorso di bellezza, ne Messico dominato da crimine organizzato.
Il film è scritto e diretto dal messicano Gerardo Naranjo. Presentato allo scorso festival di Cannes, è stato acquistato per la distribuzione americana da 20th Century Fox e sarà nei cinema dal 14 di ottobre.

Johnny Depp ha abbandonato - a causa dei troppi impegni che sono andati accumulandosi nella sua agenda dei prossimi mesi - il cast del nuovo film di Emir Kusturica, basato sulla vita dell’eroe popolare della rivoluzione messicana Pancho Villa e tornato ad intitolarsi Seven Friends of Pancho Villa and the Woman with Six Fingers, dopo che lo scorso anno era stato annunciato un cambio del titolo, che sarebbe dovuto diventare Wild Roses, Tender Roses.
A contendersi il ruolo del protagonista, accanto alla bella Salma Hayek ci sono ora Gael Garcia Bernal e Benicio Del Toro. Il regista serbo li incontrerà entro breve a Cuba e farà poi la propria scelta. Per un curioso caso del destino, entrambi gli attori hanno recentemente fatto rivivere sul grande schermo un altro rivoluzionario ormai entrato nell’immaginario collettivo: Ernesto Che Guevara.
Voi chi dei due vorreste vedere sullo schermo?
Fonte: BlicOnline
Arriva nelle sale cinematografiche americane il giorno 28 febbraio 2011 Even thh Rain (titolo originale Tambien la lluvia), produzione spagnola, che sarà proiettato nelle sale cinematografiche americane.
Even the rain racconta la storia di Sebastian, un regista cinematografico che vuole realizzare un film sulla conquista spagnola del Centro e Sud America, ambientandolo nel cuore della Bolivia. Nel momento in cui il set è pronto e le riprese stanno per incominciare, scopre che il paese è nel peno della crisi dell’acqua di Cochamamba.
La regia del film è Iciar Bollain, nel cast ci sono Gael Garcia Bernal, Juan Carlos Aduviri e Luis Tosar. Già dalle prime immagini del trailer appare ovvio che i punti di riferimento sono alti, come Aguirre la furia di Dio di Werner Herzog, ma anche un po’ meno come Apocalypto di Mel Gibson. Dopo il continua potete vedere il trailer.
Continua a leggere: Even The Rain - Locandina e trailer per l'uscita americana

Gael Garcia Bernal sarà il pugile panamense Roberto Duran nel biopic Hands of Stone. Si dice che Al Pacino sia in trattative per il ruolo di Ray Arcel, allenatore di Duran. Con un budget di 15 milioni di dollari, la pellicol averrà girata in gran parte a Panama durante la prossima primavera.
Duran ha combattuto sul ring dai 16 (1968) ai 50 anni (2002) con il soprannome di “Manos de Piedra” (mani di pietra), ed ha vinto 5 titoli mondiali in quattro differenti categorie di peso. E’ celebre nel mondo sportivo l’incontro del “No Más”, ovvero il match contro Sugar Ray Leonard, disputato nel 1980, abbandonato da Duran all’ottavo round. Qualcuno dice che la causa del suo abbandono sia da attribuire a forti crampi allo stomaco, altri dicono che il pugile fosse infastidito dalla boxe irritante di Leonard. Hands of Stone, promette il regista, sceneggiatore e produttore Jonathan Jakubowicz, farà luce anche su questo punto.
Fonte: Variety
Earthbound, dramma romantico diretto da Nicole Kassell, con Kate Hudson e Gael Garcia Bernal, cambia titolo e diventa A Little Bit of Heaven. Ecco le prime locandine del film (purtroppo non molto più belle del primissimo teaser poster, apparso in rete un annetto fa…)
La sceneggiatura di Gren Wells racconta di Marley Corbett; donna realizzata dalla promettente carriera professionale, piena di amici, dotata di intelligenza e senso dell’umorismo. Eppure, nonostante la vita le abbia dato tutto, Marley non riesce a lasciarsi andare in amore e preferisce avere delle avventure senza impegni piuttosto che una storia seria.
Julian Goldstein è un medico di successo, che - trovandosi spesso ad essere latore di cattive notizie - ha imparato negli anni a tenere a distanza il resto del mondo e a trincerarsi dietro un’apparenza dura e fredda. E’ lui a diagnosticare una brutta malattia a Marley. Dall’incontro dei due nascerà l’amore.
A Little Bit of Heaven - i poster del film con Gael Garcia Bernal e Kate Hudson
Letters to Juliet (Letters to Juliet) Regia di Gary Winick, con Amanda Seyfried, Christopher Egan, Gael Garcia Bernal, Vanessa Redgrave, Milena Vukotic, Marina Massironi, Valentina Cervi, Franco Nero.
Sophie sogna di scrivere per il celebre rotocalco New Yorker, ma lavora solo come “verificatrice” di fatti, nomi e date con un capo che non ha grande fiducia nei suoi mezzi. Il suo fidanzato Victor è uno chef entusiasta del suo lavoro che si sta preparando per la grande apertura del suo primo ristorante. Il loro rapporto sembra andare a gonfie vele, così decisono di partire per l’ultima volta come fidanzati alla volta di Verona, la città di Giulietta e Romeo e capitale degli innamorati. Sophie sogna un viaggio romantico, ma si scontra con la realtà che vede Victor più interessato ai segreti culinari italiani e a scoprire nuovi fornitori per il suo ristorante. Sophie, sola per Verona, scopre che il Comune cittadino ha dato l’incarico a quattro donne di rispondere a tutte le lettere lasciate sotto il mitico balcone. Scoperta per caso una lettera scritta quasi 50 anni prima, Sophie decide di rispondere di suo pugno alla missiva. Si troverà presto a tu per tu con la donna che la scrisse che all’insegna del “mai è troppo tardi quando si parla di amore”, tornerà in Toscana alla ricerca di Lorenzo, il suo grande amore perduto. Sophie accompagnerà la donna nella sua ricerca, insieme allo spocchioso nipote Charlie.
Il cinema americano spesso vive di stereotipi e luoghi comuni. Quando però è a finire nel tritacarne è una porzione del nostro patrimonio culturale (fosse solo sotto il profilo enogastronomico o paesaggistico) allora diventa tutto più evidente. E’ questo il caso di Letters to Juliet, commediola romantica che trasforma Verona, la capitale degli innamorati grazie a Giulietta e Romeo, in una cittadina leziosa fatta di viuzze costellate da balconi e la Toscana in un luogo verde dove le strade sono tutte sterrate, contornate da cipressi e da abitazioni rustiche appena ristrutturate. Ben venga un’immagine da cartolina per alcuni dei luoghi italiani più amati dagli stranieri per i loro viaggi, gli enti locali e le strutture ricettive possono fregarsi le mani per una possibile ondata di visitatori incuriositi da ciò che il cinema gli ha fatto sognare. E pure siamo felici che questa volta il product placement non sia legato al giubbotto di Tom Cruise o all’orologio di Pierce Brosnan, ma ad alcuni dei prodotti più nobili della nostra tavola come il Brunello di Montalcino. Il problema è che tra tutto questo quello che manca è il cinema e una sceneggiatura che possa rendere tutto una storia.
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