
Dopo Comandante e George W. Bush sarà la volta del politico italiano più discusso degli ultimi 150 anni a diventare l’oggetto di un film con la regia di Oliver Stone, che per l’occasione sembra si avvarrà del supporto niente meno che della Dreamworks.
Le prime indiscrezioni captate in rete sostengono che il progetto voglia raccontare tutti i retroscena dell’irresistibile ascesa al potere di Silvio Berlusconi. Grandi effetti speciali quindi per un progetto che punterà i riflettori negli angoli bui dove nessuno in Italia ha ancora osato? Nemmeno Nanni Moretti?
Oliver Stone ci ha abituato a progetti di questo genere, anche con punti di vista decisamente discutibili. Possiamo però immaginare che essere avvicinato a Geoge W. Bush farà piacere al Presidente del Consiglio, ma come la mettiamo con Castro?
Fonte: Dreamworks
Update - Difficile farvi cadere in trappola, lo scherzo è stato ordito da un amico blogger, ma in realtà tempo fa si era vociferato di un film del genere, smentito da Stone quando a Venezia presentò il documentario su Hugo Chavez!
Taxi to the dark side (Taxi to the dark side) di Alex Gibney
Il documentarista Alex Gibney ricostruisce la drammatica vicenda accaduta a Dilawar, un giovane tassista afgano scambiato per un terrorista e portato nel centro di detenzione di Abu Grahib, luogo da cui non a più fatto ritorno, nonostante la sua presunta innocenza. Attraverso la storia di Dilawar, Gibney cerca di raccontare i segreti nascosti della guerra al terrorismo intrapresa dagli Stati Uniti in risposta all’attentato alle Torri Gemelle del 2001. Gibney, che in passato aveva realizzato Enron: The Smartest Guys in the Room, candidato all’Oscar nel 2006, persegue la tesi che, a fronte degli attentati del 2001, gli Stati Uniti abbiano sentito il dovere, moralmente legittimo ma politicamente non lecito, di autoproclamarsi paladini della giustizia e dispensatori della democrazia. Il problema di fondo, secondo Gibney è che ne machiavellico piano per combattere il terrorismo, gli stessi Stati Uniti si siano posti al di sopra delle convenzioni di guerra, ignorando le regole di ingaggio e utilizzando strategie e tecniche che gli Usa stessi dovrebbero combattere.
Il mondo è rimasto scioccato dalle durissime fotografie con cui i soldati americani hanno immortalato le brutalità a cui sono stati sottoposti i detenuti del carcere di Abu Grahib. Nessuno mette in dubbio che fra quelle persone ci fossero alcuni dei più sanguinari terroristi al mondo, ma quelle immagini stridono evidentemente con le dichiarazioni dell’ex presidente George W. Bush che ha dichiarato come l’esercito statunitense abbia formalmente bandito l’utilizzo della tortura. Gibney ha scelto invece di mostrare le immagini, anche quelle censurate dai media internazionali perché troppo forti, in modo da offrire uno sguardo non filtrato su ciò che è veramente accaduto.
Torture fisiche, vessazioni sessuali, umiliazioni, stremanti somministrazioni di musica ad altissimo volume sono solo alcuni degli strumenti di umiliazione fisica e psicologica con cui carcerieri, con compiti esclusivamente di custodia, vessavano i detenuti. Sono diverse migliaia i prigionieri accusati di terrorismo detenuti dagli Usa e solo poche decine quelli che, ai tempi in cui è stato girato il documentario, hanno avuto un regolare processo, assai di più sono invece i morti per incidenti o cause naturali che vengono dimenticati nel computo di questa guerra. Taxi to the dark side è infatti un grido di denuncia dedicato a oltre cento morti misteriose avvenute nei centri di detenzione, delle quali solo un terzo delle quali è stato classificato come omicidio.
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George W. Bush lascerà la Casa Bianca domani con il 22% di popolarità. Al suo posto entrerà ufficialmente Barack Obama. La7 dedica alla vigilia dell’Obama-Day una serata speciale: alle 20.30 appuntamento con Otto e mezzo con Oliver Stone in collegamento da Los Angeles, e alle 21.10 via a W..
Come molti ormai sapranno, l’ultimo film di Stone, film d’apertura del Torino Film Festival 26, ha nel nostro paese una distribuzione curiosa. Uscito a metà dicembre in una sala a Roma, la distribuzione si è allargata a qualche sala digitale con successi deludenti, vista anche la poca pubblicità e la poca attenzione dei media.
A questo punto W. “rinasce” in tv, a pochi giorni dalla sua “data ufficiale” di distribuzione nelle sale cinematografiche. Un evento curioso per un film curioso, al di là dell’apprezzamento della critica (come saprete, la nostra recensione in anteprima non decantava troppo le lodi del film). Comunque sia, un film senz’altro da vedere, e visto il regista anche da non perdere.
Alzi la mano chi è riuscito a vedere o ha voluto ad ogni costo vedere W. di Oliver Stone! Pare infatti che il film, uscito in pochissime sale venerdì scorso, abbia incassato neanche 1000 euro. A questo punto tutte le speranze della distribuzione sono nelle mani di La7, che trasmetterà la pellicola in prima serata il 19 gennaio, in occasione del passaggio di testimone da Bush a Obama.
Presentato fuori concorso al secondo e ultimo (per ora) Torino Film Festival di Moretti, con tutte le polemiche del caso, W. tratta della figura di Bush junior dalla vita nelle confraternite al college fino alla Casa Bianca, tracciando il ritratto di una persona che all’epoca non aveva voglia di buttarsi in politica, bensì allenare una squadra di baseball, e che ha dovuto abbassare la testa nei confronti di un padre che lo voleva assolutamente come “erede”.
Nel ricco e brillante cast troviamo Josh Brolin, Elizabeth Banks, Ioan Gruffudd, Thandie Newton, Ellen Burstyn, Jeffrey Wright e Richard Dreyfuss. Qui trovate la nostra recensione, mentre dopo il salto trovate il trailer in italiano del film, montato in occasione del passaggio televisivo del film.
Continua a leggere: W.: il trailer italiano del nuovo Oliver Stone in onda il 19 gennaio su La7
W. (W., USA, 2008) di Oliver Stone; con Josh Brolin, Elizabeth Banks, Ioan Gruffudd, Thandie Newton, Ellen Burstyn, Jeffrey Wright, Richard Dreyfuss, James Cromwell, Scott Glenn, Jesse Bradford.
Il film che Oliver Stone dedica a George W. Bush arriva giusto subito dopo il film più distrutto del regista, ovvero World Trade Center: quasi Stone volesse prendere due piccioni con una fava. Innanzitutto cogliere la palla al balzo per tracciare la sua terza figura di Presidente americano, approfittando anche della sua inevitabile “partenza” dalla Casa Bianca, e poi rispondere alle accuse di patriottismo ricevute col precedente film.
Sin dall’annuncio della produzione, in molti giustamente abbiamo pensato ad un ritratto al vetriolo, e con pochi sconti, verso Bush jr., e tuttavia forse abbiamo dimenticato che la figura di Nixon nel secondo “capitolo” della presunta trilogia sui presidenti americani era descritto con una (tra l’altro riuscita) inedita umanità, non senza affondare il coltello quando ce n’era bisogno.
Come abbiamo detto all’epoca nelle nostre rassegne giornaliere sui film visti al Torino Film Festival, dove W. è stato il discusso film d’apertura, e comunque un grande colpo per la seconda edizione targata Moretti e Martini, è interessante incominciare a notare i diversi stili utilizzati da Stone per parlarci di tre figure che hanno lasciato il segno nella Storia americana e non solo.
Continua a leggere: W. - di Oliver Stone: recensione in anteprima

Il 2008 sta per finire, e noi in redazione stiamo già ripensando a quest’annata cinematografica. Film del cuore, film da buttare, tendenze, stili, riflessioni, film poco calcolati, mal distribuiti o distribuiti troppo. Se c’è qualcosa che però si può dire subito è che il 2008 verrà ricordato come l’anno in cui due autori, i cui lavori sono sempre stati regolarmente distribuiti in sala, si sono trovati nel nostro paese relegati in un angolino.
E - attenzione - si sta parlando di due registi americani importanti, che piaccia o meno: Oliver Stone e Brian De Palma. I loro due ultimi lavori sono due opere “strane”, per diversi motivi l’uno dall’altro, e due film a loro modo importanti. W. è il terzo film che Stone dedica, dopo i riusciti JFK - Un caso ancora aperto e Gli intrighi del potere - Nixon, ad un presidente americano, ossia George W. Bush; Redacted è il secondo film “di guerra” di De Palma, vicino per soggetto al precedente Vittime di guerra ma lontano nello stile e nelle intenzioni.
Una commedia sull’ormai ex-presidente repubblicano e un film teorico, quindi. Redacted, Leone d’Argento a Venezia nel 2007, è uscito a pagamento a marzo su Sky Prima Fila e dal 3 dicembre è uscito in dvd. W., film d’apertura all’ultimo Torino Film Festival, è stato acquistato da Barbara Dall’Angelo, presidente della Dall’Angelo Pictures, che lo distribuirà direttamente in homevideo, ma dopo un passaggio su La7.
Continua a leggere: W. di Stone su La7 e Redacted di De Palma su Sky: il cinema direttamente in tv
W. (W. Usa 2008) di Oliver Stone con Josh Brolin, Elizabeth Banks, David Born, Dennis Boutsikaris, Jesse Bradford, James Cromwell, Ellen Burstyn, Thandie Newton, Sayed Badreya, Jonathan Breck, Wes Chatham, Ioan Gruffudd.
Oliver Stone completa la sua (presunta) trilogia sui presidenti americani con W., film d’apertura del Torino Film Festival 26. E’ curioso innanzitutto notare come nei tre diversi film le tre figure da Stone analizzate siano raccontate con stili diversi: in JFK - Un caso ancora aperto Kennedy non si vedeva mai se non attraverso immagini di repertorio, anche perché il film è a tutti gli effetti una pellicola d’inchiesta sul mistero che ha sempre avvolto l’omicidio del presidente; in Gli intrighi del potere - Nixon il presidente c’è, e la sua storia è narrata soprattutto nell’attività politica, focalizzandosi ovviamente sul caso Watergate.
W. narra la vita di George W. Bush dall’adolescenza fino al presente (presente pre-Obama, of course), cercando di tracciare un percorso più umano rispetto a quel che si poteva pensare quando il film fu annunciato, avvicinandosi decisamente più a Nixon che a JFK come modalità di descrizione del personaggio.
Prosegue il Torino Film Festival dove, questa mattina, Oliver Stone ha incontrato i giornalisti presso l’Hotel Principe di Piemeonte, sito nel cuore della citta, vicinissimo a piazza CLN, dove Dario Argento girò parte del suo Profondo Rosso. Noi eravamo presenti e le foto vi attendono dopo il salto.
Nel corso della conferenza, il regista ha parlato del suo W. (scelto come pellicola d’apertura di questa 26a edizione del festival, ma che ancora non ha trovato una distribuzione italiana) precisando che non si tratta di un film storico nè di una commedia, nè tanto meno ha aspirazioni da documentario. E’ stato pensato come un film satirico e come tale il regista vorrebbe che il pubblico lo giudicasse. Il lavoro di documentazione per la stesura dello script è durato più di un anno e tutti i dialoghi sono stati estrapolati da documenti reali, che possono essere visionati sul sito www.wthefilm.com
Stone, sorridente e disponibile, ha elogiato tutti gli interpreti del film, Josh Brolin in particolare, che con George W. Bush ha in comune molte esperienze personali ma - a differenza dell’ex presidente - è una persona brillante e di grande intelligenza. “State in guardia” ci avverte Stone. “Non sottovalutate Bush, non pensate di esservene liberati. E’ facile che, come il fantasma del padre di Amleto, resti in circolazione ancora per 20 o 30 anni“. Parola di Oliver Stone.
Torino Film Festival - la conferenza stampa di Oliver Stone
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Atteso a Torino e premiato dal boxoffice Usa, W. ci regala oggi un’interessante clip presentata dallo stesso Oliver Stone. Costato 25 milioni di dollari, il film metterà sotto la lente d’ingrandimento proprio il 43esimo presidente degli Stati Uniti d’America, ovvero George W. Bush, scomodo inquilino della Casa Bianca ormai solo per le prossime due settimane.
Josh Brolin veste i panni del presidente, affiancato da Elizabeth Banks, trasformata in Laura Bush, James Cromwell, ovvero George H.W. Bush, Ellen Burstyn, ovvero Barbara Bush, Thandie Newton, nei panni di Condoleezza Rice, Jeffrey Wright, in quelli di Colin Powell, Scott Glenn, chiamato ad interpretare Donald Rumsfeld, Richard Dreyfuss, perfetto Dick Cheney e Ioan Gruffudd, che veste i panni di Tony Blair.
Aspettando notizie sulla distribuzione italiana della pellicola, godetevi pure uno splendido Josh Brolin in versione George W. Bush dopo il saltino, con tanto di prefazione di… Oliver Stone!
Continua a leggere: Una clip in arrivo da W., con presentazione di Oliver Stone

Torino Film Festival, edizione numero 26, ma seconda per Nanni Moretti come direttore artistico. Dopo il buon successo dell’edizione numero 25, questo nuovo anno sembra già partire col piede giusto, aggiudicandosi il film che il “nuovo” Festival di Roma non ha voluto.
La coppia Moretti - Martini si è infatti aggiudicata l’anteprima italiana dell’attesissimo W., biopic su George W. Bush e terzo ritratto di un Presidente degli USA per Oliver Stone, in attesa di riscatto da World Trade Center.
Il regista, tra l’altro, sarà presente a Torino: per i fan e il pubblico un appuntamento da non perdere. Il film d’apertura è deciso, aspettiamo il 21 novembre per vederlo. Ricordandovi che si sanno ormai da mesi anche le tre retrospettive (su Roman Polanski, su Jean-Pierre Melville e sulla British Renaissance: un gran terzetto), aspettiamo il 7 novembre per la conferenza stampa del festival, grazie alla quale sapremo il programma definitivo.
Fonte: Torino Film Festival