
Dopo aver visto il primo entusiasmante e coinvolgente trailer, torniamo a parlarvi dell’attesissimo L’Uomo Lupo, rifacimento targato Universal del classico di George Waggner. Finalmente in uscita il prossimo 12 febbraio 2010, dopo svariati spostamenti (che hanno fatto infuriare e non poco i fan), il film ci regala oggi 10 affascinanti foto, da vedere e commentare insieme a noi dopo il saltino.
Diretto da Joe Johnston, regista di Jurassic Park 3, Hidalgo e Jumanji, il film, costato ben 85 milioni di dollari, ambisce a rilanciare in pompa magna il mitico personaggio dell’Uomo Lupo, i cui ‘peli’ in quest’occasione saranno indossati da un trasformato Benicio Del Toro. Al suo fianco un cast stellare, composto da Emily Blunt, Hugo Weaving, Anthony Hopkins e Geraldine Chaplin.
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Valérie, diario di una ninfomane (Diario de una ninfomana) di Christian Molina, con B Belén Fabra, Leonardo Sbaraglia, Geraldine Chaplin, Angela Molina, Llum Barrera, Pedro Gutiérrez, Judith Diakhate, David Vert, José Chaves, Jorge Yaman, Antonio Garrido, Jaume García Arija, Xavi Corominas, Natasha Yarovenko, Óscar García, Ferran Lahoz, Laura De Pedro, Mariona Tena, Yanik Parra, Carlota Frisón, Mariana Espósito, Alba Ribas, Bastian Ckateau, Santi Monreal, Nilo Mur, Juan Carlos Claros, Ester Aira, Laura Gil, Miko Jarry, Carlos Olalla, Chesu Puente, Jemi Paretas, Félix Mata.
Valérie è una bella donna proveniente da una colta e di buona famiglia. Attraverso il suo diario riesce a esprimere il mondo di sensazioni e di pulsioni che il suo corpo le comunica. Solo a quelle pagine riesce a raccontare le sue esperienze, la scoperta del sesso, il suo tormentato rapporto con gli anni e la presa di consapevolezza che la porta a sperimentare attimi sempre più estremi senza inibizioni. I rapporti occasionali con sconosciuti diventano per Valérie qualcosa tra un’ossessione e una necessità. Il più grande rischio che può correre una donna come Valérie è quella di innamora dell’uomo sbagliato.
Valérie e il sesso, si potrebbe scrivere mutuando l’espressione da una recente pellicola erotica spagnola, perché proprio la sessualità è per la protagonista l’unico motore delle sue pulsioni e dei suoi pensieri. Solo attraverso il contatto fisico con l’altro sesso, Valérie riesce a comunicare realmente, tanto da percepire che il suo non è altro che un caso clinico di ninfomania. Consapevole del problema la donna sceglie di soddisfare i suoi desideri ma quando sembra aver trovato l’uomo perfetto, ecco che questo nasconde una doppia faccia che la getta nel baratro. Valérie pur di ritrovare le sensazioni che il suo corpo necessita sceglie di diventare una prostituta in una casa di appuntamenti dove i rapporti coi clienti non sono sempre semplici.
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Hanno poi deciso di intitolarlo Valérie - Diario di una ninfomane, il film scandalo firmato da Christian Molina ed interpretato da Geraldine Chaplin, Leonardo Sbaraglia, Ángela Molina, Belén Fabra, Judith Diakhate, Natasha Yarovenko, Ferran Lahoz, Llum Barrera, David Vert, Pedro Gutiérrez.
La pellicola (ne parlammo qui per lo scandalo suscitato dalla locandina) racconta la storia di Valerie (Belén Fabra) che scopre il sesso e che da subito ne rimane affascinata e ossessionata.
Il film è tratto dal romanzo omonimo (e autobiografico?) di Valérie Tasso. Il film sarà nelle nostre sale dal 30 aprile, qui le foto, dopo il salto il trailer italiano.
Continua a leggere: Valerie Diario di una ninfomane: il trailer italiano e la locandina
Imago Mortis (Imago Mortis, Italia, Spagna, Irlanda, 2008) di Stefano Bessoni. Con Alberto Amarilla, Oona Chaplin, Leticia Dolera, Geraldine Chaplin, Alex Angulo, Francesco Carnelutti, Silvia De Santis, Francesco Martino, Kenji Kohashi, Jun Ichikawa, Paolo De Vita, Matteo Danese, Franco Pistoni, Anna Cuculo, Lorenzo Pedrotti, Fabiola Palmas, Gioele Calorio, Alessia Cardella.
Quattro secoli dopo esser stata inventata, la Thanatografia ricompare nelle sinistre ed inquietanti stanze di una scuola di cinema. Ad incrociarne la strada Bruno, ragazzo spagnolo dal passato tormentato, ipersensibile e visionario, a tal punto da percepire strane apparizioni, che lo porteranno verso una verità fatta di morti, fantasmi e misteri…
Se gli spagnoli son riusciti a reinventare il cinema d’orrore degli ultimi anni, con Amenabàr, Balagueró o lo stesso Del Toro, perchè non provarci anche noi italiani? Questo avrà pensato, e purtroppo gli avranno fatto pensare, l’esordiente Stefano Bessoni, reo di aver realizzato un film troppo pretenzioso, basato su un’idea interessante, con qualche buono spunto, ma mal sceneggiato, montato e soprattutto recitato…
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Ha suscitato la nostra e la vostra curiosità. Sul web se ne parla già da un po’, così abbiamo colto la palla al balzo e abbiamo intervistato Stefano Bessoni, regista dell’horror Imago Mortis, in uscita nelle nostre sale il 16 gennaio grazie a Medusa. E così gli abbiamo chiesto qualcosa di più sul film, ma anche sui suoi gusti cinematografici, sulla situazione del cinema in Italia, soprattutto di quello di genere…
Chi è Stefano Bessoni? E da dove nasce la storia di Imago Mortis?
Sono una persona che è ossessionata dalle immagini e che per trasformare questa patologia in qualcosa di costruttivo altra scelta non ha avuto del dedicarsi al cinema. Ho trascorso anni a disegnare e a produrre film indipendenti, prima di approdare, dopo tanti sacrifici, alla realizzazione del mio primo progetto importante: Imago Mortis.
Imago mortis è nato dal desiderio di costruire una favola nera incentrata proprio sull’ossessione per le immagini, una fiaba gotica popolata di spettri terribili, di ragazzi indifesi che cercano di sfuggire ad un gioco sanguinario, di anime candide che, dopo un’esistenza tormentata, non esitano a sacrificarsi nel nome del bene.
In molti abbiamo pensato, leggendo la trama del film e lo spunto della Thanatografia, a 4 mosche di velluto grigio di Argento: è a suo modo anche una citazione? Come ti poni con la sua filmografia?
Sinceramente non amo particolarmente il cinema di Dario Argento. Non era quindi mia intenzione fare citazioni dirette ed ogni riferimento è puramente casuale. Però ha partecipato ad una delle innumerevoli stesure dello script Richard Stanley, collaboratore ed estimatore di Argento, che ha messo dentro piccoli riferimenti, come il nome della signora “Nicolodi”. Certo, in 4 mosche di velluto grigio si parla di persistenza retinica e di immagini catturate dopo la morte, ma quello che mi interessa è il lato scientifico e gli studi fatti attorno a questo fenomeno, non certamente la personale lettura proposta da tale film.
Continua a leggere: Intervista a Stefano Bessoni, regista di Imago Mortis
C’è evidentemente chi continua a crederci e sperarci, e così il 2009 ci riserva subito un film di genere italiano. Parliamo di Imago Mortis, che ha suscitato curiosità fra gli appassionati di horror (tant’è che abbiamo ricevuto varie segnalazioni riguardo alla pubblicazione on line del trailer del film).
Diretto da Stefano Bessoni, Imago Mortis tratta di Thanatografia, una tecnica scoperta nel 1600 da Girolamo Fumagalli, che uccideva persone per rimuovere loro la retina sulla quale era impressa l’ultima immagine vista prima di morire. Così lo scienziato riusciva ad imprimere l’immagine su stampa. Ai giorni nostri, la stessa brutale tecnica viene usata da qualcuno in una scuola di cinema di Roma, e Bruno e Arianna si troveranno a dover capire di chi si tratta…
Il film, una co-produzione Italia-Spagna, è interpretato da Alberto Amarilla, Oona Chaplin, Geraldine Chaplin, Leticia Dolera, Álex Angulo, Jun Ichikawa, Silvia De Santis, Francesco Carnelutti, Lorenzo Pedrotti e Kenji Kohashi. Imago Mortis sbarcherà nelle nostre sale dal 16 gennaio 2009 con etichetta Medusa. Dopo il salto trovate il trailer.
Continua a leggere: Imago Mortis: il trailer dell'horror italiano di Stefano Bessoni
Non si sa ancora la data di uscita ma Diario di una ninfomane (Diario de una ninfomana) fa già parlare di sé. Il film spagnolo, diretto da Christian Molina ed interpretato da Geraldine Chaplin, Belén Fabra, Leonardo Sbaraglia, Ángela Molina, Llum Barrera, è tratto dal libro omonimo di Valérie Tasso e racconta le vere vicende di Val, una donna francese un po’ particolare:
“Questa sono io. Amo scrivere. Ogni giorno scrivo sul mio diario. Il sesso è l’altra mia passione. Faccio anche quello quotidianamente… in diversi posti. Anche questa sono io. Amo una bella scopata. Non sono una scrittrice. Sono una puttana.”
In Spagna il film è già un caso tanto che la locandina è stata censurata (la potete vedere qui insieme ad un teaser trailer). Val è interpretata da Belén Fabra. Dopo il salto trovate alcune foto. Niente di scandaloso…
Come ho fatto ieri, anche questo resoconto del secondo giorno dei film visti al Science+Fiction vorrei iniziarlo con qualche frase spesa per un film di una retrospettiva (in questo caso la sezione Asteroids). Si tratta del mitico The Day the Earth Stood Still, da noi Ultimatum alla Terra, di cui tra qualche settimana vedremo il remake con Keanu Reeves e Jennifer Connelly. Diretto dal grande Robert Wise, genio della suspense, del musical, e anche della fantascienza, Ultimatum alla Terra nel 1951 rivoluziona il panorama del genere e anticipa addirittura l’idea dell’alieno pacifista di Spielberg.
Se l’alieno è il diverso, ossia colui che viene da un posto lontano, quindi non si conosce e può portare qualsiasi tremendo pericolo, allora è il rosso. Ma in piena Guerra Fredda Wise annienta le barriere del bipolarismo e mette tutti nello stesso, realista calderone: il vero pericolo è l’uomo in sé, che non dialoga e, se continua così, si annienterà da solo. Anzi, gli alieni hanno addirittura paura che la nostra follia possa mettere in pericolo i pianeti vicini. La frase “klaatu barada nikto” è entrata nella storia del genere, tanto da essere citata da Raimi ne L’armata delle tenebre, dove Ash non riesce mai a ricordarla…
Ricominciamo coi film in concorso e parliamo di The Dead Outside, horror scozzese che ha almeno un motivo per essere interessante: è diretto da una donna, Kerry Anne Mullaney, tra l’altro giovane. Che sceglie di raccontare la “solita” storia dell’epidemia che trasforma gli uomini in infetti attraverso un approccio più intimo, scegliendo due personaggi (da metà film sono tre) e mettendoli in una sperduta fattoria, dove tenteranno di nascondersi e proteggersi.
Continua a leggere: Science+Fiction - Giorno 2: The Dead Outside, Chemical Wedding, The Orphanage

Arriva finalmente in Italia l’horror The Orphanage (recensito qui per voi in anteprima) diretto da Juan Antonio Bayona ed interpretato da Belén Rueda, Fernando Cayo, Geraldine Chaplin, Montserrat Carulla, Mabel Rivera, Andrés Gertrúdix, Roger Príncep, Edgar Vivar, Alejandro Campos, Oscar Guillermo Garretón.
Laura è stata adottata ed ora, adulta, decide di trasformare, insieme a suo marito Carlos, il vecchio orfanotrofio in un residence per bimbi bisognosi. Il figlio adottivo Simon dice di giocare con amici invisibili ma i genitori non danno peso a queste storie. Finché il giorno dell’inaugurazione del residence… Simon scompare…
La pellicola sarà nelle nostre sale il 14 novembre, dopo il salto trovate il trailer italiano e due locandine. Produce Guillermo del Toro.
Continua a leggere: The Orphanage - il trailer italiano e due locandine
Parlami d’amore (Italia, 2008) di Silvio Muccino; con Silvio Muccino, Carolina Crescentini, Aitana Sánchez-Gijón, Geraldine Chaplin, Luciana Fuzetti, Giorgio Sgobbi.
Non è il fatto che si parli di un Muccino a far sì che si possa tranquillamente bocciare Parlami d’amore. Nessuna presa di posizione, nessun tentativo di odiare un film che nasce per far accorrere al cinema un certo tipo di pubblico più che per raccontare davvero qualcosa sull’amore (che non sia già stato detto).
Non sono tanto i dialoghi, risaputi quanto a volte teatrali, un po’ fuori luogo (per non usare l’abusato termine imbarazzanti). Non sono poi tanto neanche le situazioni che il film narra. Forse non è neanche Silvio Muccino attore a far sì che il pollice del giudizio sia nettamente verso il basso, anche se è costantemente in scena e sembra cercare il profilo migliore e la luce giusta per apparire più carino.
Non è neanche l’aspetto tecnico a rendere ufficialmente brutto Parlami d’amore: due-tre movimenti di macchina ci sono pure, i cambi di fotografia potrebbero far pensare che Silvio si sia messo d’impegno nel fuggire dalla piattezza. E manco la colonna sonora, alla fine: tanto Skin sui titoli di coda non manca, e ci sono pure i Chemical (ma nient’altro).