Arriverà nelle sale il prossimo 18 giugno L’imbroglio nel lenzuolo, produzione italo-spagnola diretta da Alfonso Arau, con Maria Grazia Cucinotta, Primo Reggiani, Anne Parillaud, Ernesto Mahieux e Geraldine Chaplin.
Tratto dal romanzo omonimo di Francesco Costa e sceneggiato a più mani (dallo stesso Costa insieme a Maria Grazia Cucinotta, Romina Nardozi, Giovanna Cucinotta e Chiara Clini); il film racconta di Marianna, che è sopravvissuta al tifo ed abita in una grotta - nella provincia napoletana del 1905 - insieme alla sorellina. Un giorno, nel piccolo paese arriva un giovane regista intenzionato a realizzare un film. Marianna diventa inconsapevolmente protagonista della pellicola, facendo scoppiare un vero scandalo quando il film viene proiettato in piazza.
Cliccate su continua per vedere la locandina in maggiore risoluzione ed il primo breve trailer della pellicola. Che ve ne sembra?
Se qualche anno fa mi avessero detto che Robert Downey Jr. e Mickey Rourke avrebbero recitato insieme in un film di supereroi (sto parlando naturalmente di Iron Man 2) non ci avrei creduto. Eppure… Entrambi, caduti in rovina dopo un periodo di grande splendore, hanno recentemente riconquistato pubblico e critica. Oggi parliamo di Robert Downey Jr. che nel 1992 ha recitato nel film Charlot, pellicola con cui ha ricevuto la nomination Oscar come miglior attore (quell’anno vinse Al Pacino per Scent of a Woman) e per cui ha vinto il premio Bafta 1993.
Charlot (Chaplin, Gran Bretagna - 1992) di Richard Attenborough con Robert Downey Jr., Geraldine Chaplin, Paul Rhys, John Thaw, Moira Kelly, Anthony Hopkins, Dan Aykroyd, Marisa Tomei, James Woods, Penelope Ann Miller, Kevin Kline, David Duchovny.
Il film racconta ovviamente la vita di Charlie Chaplin, attraverso due libri: La mia vita, autobiografia e Chaplin: la sua vita e l’arte dello scrittore David Robinson.
L’interpretazione di Robert Downey Jr. è magistrale, se avete visto il film sapete di cosa sto parlando. Non si infila semplicemente i panni di Chaplin, diventa Chaplin. La regia di Richard Attenborough fa il resto creando un omaggio affettuoso al grande attore e regista. Oggi vi regaliamo delle foto della pellicola, il trailer originale e alcune clip.
Charlot: quando Robert Downey Jr. era Charlie Chaplin - foto, trailer e video








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Wolfman (The Wolfman, USA, Gran Bretagna 2010) di Joe Johnston; con Benicio Del Toro, Anthony Hopkins, Emily Blunt, Hugo Weaving, Art Malik, Kiran Shah, Elizabeth Croft, David Sterne, Sam Hazeldine, Olga Fedori, Branko Tomovic, Michael Cronin, Nicholas Day, Bridgette Millar, Richard James, Anthony Debaeck, Emily Parr, Cristina Contes, Andy Gathergood, Simon Merrells, Dianne Pilkington, Solana Talbot, Shaun Smith, Geraldine Chaplin.
69 anni dopo la sua prima apparizione torna in sala l’Uomo Lupo, ovviamente non più nei panni del trasformista ed indimenticato Lon Chaney Jr. bensì in quelli di Benicio Del Toro, che da anni voleva fortemente rifare il classico di George Waggner. Peccato che questo ‘remake’, che ne ha passate di tutti i colori, tra registi sostituiti, scene rigirate, tagli assassini e rinvii continui, deluda.
Particolarmente fedele all’originale, l’Uomo Lupo di Joe Johnston è violento, cupo, a tratti quasi pulp, ma non convince nello script, ricco di buchi, nel montaggio, palesemente rimaneggiato, nella fluidità della storia e, incredibile ma vero, nel make up di Rick Baker, mostro sacro del trucco, sei volte Premio Oscar e ‘creatore’ di quella che, ad oggi, resta la migliore trasformazione licantropa della storia del cinema: Un lupo Mannaro Americano a Londra di John Landis, da quasi 30 anni “mostro sacro”del genere.

Dopo aver visto il primo entusiasmante e coinvolgente trailer, torniamo a parlarvi dell’attesissimo L’Uomo Lupo, rifacimento targato Universal del classico di George Waggner. Finalmente in uscita il prossimo 12 febbraio 2010, dopo svariati spostamenti (che hanno fatto infuriare e non poco i fan), il film ci regala oggi 10 affascinanti foto, da vedere e commentare insieme a noi dopo il saltino.
Diretto da Joe Johnston, regista di Jurassic Park 3, Hidalgo e Jumanji, il film, costato ben 85 milioni di dollari, ambisce a rilanciare in pompa magna il mitico personaggio dell’Uomo Lupo, i cui ‘peli’ in quest’occasione saranno indossati da un trasformato Benicio Del Toro. Al suo fianco un cast stellare, composto da Emily Blunt, Hugo Weaving, Anthony Hopkins e Geraldine Chaplin.
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Valérie, diario di una ninfomane (Diario de una ninfomana) di Christian Molina, con B Belén Fabra, Leonardo Sbaraglia, Geraldine Chaplin, Angela Molina, Llum Barrera, Pedro Gutiérrez, Judith Diakhate, David Vert, José Chaves, Jorge Yaman, Antonio Garrido, Jaume García Arija, Xavi Corominas, Natasha Yarovenko, Óscar García, Ferran Lahoz, Laura De Pedro, Mariona Tena, Yanik Parra, Carlota Frisón, Mariana Espósito, Alba Ribas, Bastian Ckateau, Santi Monreal, Nilo Mur, Juan Carlos Claros, Ester Aira, Laura Gil, Miko Jarry, Carlos Olalla, Chesu Puente, Jemi Paretas, Félix Mata.
Valérie è una bella donna proveniente da una colta e di buona famiglia. Attraverso il suo diario riesce a esprimere il mondo di sensazioni e di pulsioni che il suo corpo le comunica. Solo a quelle pagine riesce a raccontare le sue esperienze, la scoperta del sesso, il suo tormentato rapporto con gli anni e la presa di consapevolezza che la porta a sperimentare attimi sempre più estremi senza inibizioni. I rapporti occasionali con sconosciuti diventano per Valérie qualcosa tra un’ossessione e una necessità. Il più grande rischio che può correre una donna come Valérie è quella di innamora dell’uomo sbagliato.
Valérie e il sesso, si potrebbe scrivere mutuando l’espressione da una recente pellicola erotica spagnola, perché proprio la sessualità è per la protagonista l’unico motore delle sue pulsioni e dei suoi pensieri. Solo attraverso il contatto fisico con l’altro sesso, Valérie riesce a comunicare realmente, tanto da percepire che il suo non è altro che un caso clinico di ninfomania. Consapevole del problema la donna sceglie di soddisfare i suoi desideri ma quando sembra aver trovato l’uomo perfetto, ecco che questo nasconde una doppia faccia che la getta nel baratro. Valérie pur di ritrovare le sensazioni che il suo corpo necessita sceglie di diventare una prostituta in una casa di appuntamenti dove i rapporti coi clienti non sono sempre semplici.
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Hanno poi deciso di intitolarlo Valérie - Diario di una ninfomane, il film scandalo firmato da Christian Molina ed interpretato da Geraldine Chaplin, Leonardo Sbaraglia, Ángela Molina, Belén Fabra, Judith Diakhate, Natasha Yarovenko, Ferran Lahoz, Llum Barrera, David Vert, Pedro Gutiérrez.
La pellicola (ne parlammo qui per lo scandalo suscitato dalla locandina) racconta la storia di Valerie (Belén Fabra) che scopre il sesso e che da subito ne rimane affascinata e ossessionata.
Il film è tratto dal romanzo omonimo (e autobiografico?) di Valérie Tasso. Il film sarà nelle nostre sale dal 30 aprile, qui le foto, dopo il salto il trailer italiano.
Continua a leggere: Valerie Diario di una ninfomane: il trailer italiano e la locandina
Imago Mortis (Imago Mortis, Italia, Spagna, Irlanda, 2008) di Stefano Bessoni. Con Alberto Amarilla, Oona Chaplin, Leticia Dolera, Geraldine Chaplin, Alex Angulo, Francesco Carnelutti, Silvia De Santis, Francesco Martino, Kenji Kohashi, Jun Ichikawa, Paolo De Vita, Matteo Danese, Franco Pistoni, Anna Cuculo, Lorenzo Pedrotti, Fabiola Palmas, Gioele Calorio, Alessia Cardella.
Quattro secoli dopo esser stata inventata, la Thanatografia ricompare nelle sinistre ed inquietanti stanze di una scuola di cinema. Ad incrociarne la strada Bruno, ragazzo spagnolo dal passato tormentato, ipersensibile e visionario, a tal punto da percepire strane apparizioni, che lo porteranno verso una verità fatta di morti, fantasmi e misteri…
Se gli spagnoli son riusciti a reinventare il cinema d’orrore degli ultimi anni, con Amenabàr, Balagueró o lo stesso Del Toro, perchè non provarci anche noi italiani? Questo avrà pensato, e purtroppo gli avranno fatto pensare, l’esordiente Stefano Bessoni, reo di aver realizzato un film troppo pretenzioso, basato su un’idea interessante, con qualche buono spunto, ma mal sceneggiato, montato e soprattutto recitato…
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Ha suscitato la nostra e la vostra curiosità. Sul web se ne parla già da un po’, così abbiamo colto la palla al balzo e abbiamo intervistato Stefano Bessoni, regista dell’horror Imago Mortis, in uscita nelle nostre sale il 16 gennaio grazie a Medusa. E così gli abbiamo chiesto qualcosa di più sul film, ma anche sui suoi gusti cinematografici, sulla situazione del cinema in Italia, soprattutto di quello di genere…
Chi è Stefano Bessoni? E da dove nasce la storia di Imago Mortis?
Sono una persona che è ossessionata dalle immagini e che per trasformare questa patologia in qualcosa di costruttivo altra scelta non ha avuto del dedicarsi al cinema. Ho trascorso anni a disegnare e a produrre film indipendenti, prima di approdare, dopo tanti sacrifici, alla realizzazione del mio primo progetto importante: Imago Mortis.
Imago mortis è nato dal desiderio di costruire una favola nera incentrata proprio sull’ossessione per le immagini, una fiaba gotica popolata di spettri terribili, di ragazzi indifesi che cercano di sfuggire ad un gioco sanguinario, di anime candide che, dopo un’esistenza tormentata, non esitano a sacrificarsi nel nome del bene.
In molti abbiamo pensato, leggendo la trama del film e lo spunto della Thanatografia, a 4 mosche di velluto grigio di Argento: è a suo modo anche una citazione? Come ti poni con la sua filmografia?
Sinceramente non amo particolarmente il cinema di Dario Argento. Non era quindi mia intenzione fare citazioni dirette ed ogni riferimento è puramente casuale. Però ha partecipato ad una delle innumerevoli stesure dello script Richard Stanley, collaboratore ed estimatore di Argento, che ha messo dentro piccoli riferimenti, come il nome della signora “Nicolodi”. Certo, in 4 mosche di velluto grigio si parla di persistenza retinica e di immagini catturate dopo la morte, ma quello che mi interessa è il lato scientifico e gli studi fatti attorno a questo fenomeno, non certamente la personale lettura proposta da tale film.
Continua a leggere: Intervista a Stefano Bessoni, regista di Imago Mortis
C’è evidentemente chi continua a crederci e sperarci, e così il 2009 ci riserva subito un film di genere italiano. Parliamo di Imago Mortis, che ha suscitato curiosità fra gli appassionati di horror (tant’è che abbiamo ricevuto varie segnalazioni riguardo alla pubblicazione on line del trailer del film).
Diretto da Stefano Bessoni, Imago Mortis tratta di Thanatografia, una tecnica scoperta nel 1600 da Girolamo Fumagalli, che uccideva persone per rimuovere loro la retina sulla quale era impressa l’ultima immagine vista prima di morire. Così lo scienziato riusciva ad imprimere l’immagine su stampa. Ai giorni nostri, la stessa brutale tecnica viene usata da qualcuno in una scuola di cinema di Roma, e Bruno e Arianna si troveranno a dover capire di chi si tratta…
Il film, una co-produzione Italia-Spagna, è interpretato da Alberto Amarilla, Oona Chaplin, Geraldine Chaplin, Leticia Dolera, Álex Angulo, Jun Ichikawa, Silvia De Santis, Francesco Carnelutti, Lorenzo Pedrotti e Kenji Kohashi. Imago Mortis sbarcherà nelle nostre sale dal 16 gennaio 2009 con etichetta Medusa. Dopo il salto trovate il trailer.
Continua a leggere: Imago Mortis: il trailer dell'horror italiano di Stefano Bessoni
Non si sa ancora la data di uscita ma Diario di una ninfomane (Diario de una ninfomana) fa già parlare di sé. Il film spagnolo, diretto da Christian Molina ed interpretato da Geraldine Chaplin, Belén Fabra, Leonardo Sbaraglia, Ángela Molina, Llum Barrera, è tratto dal libro omonimo di Valérie Tasso e racconta le vere vicende di Val, una donna francese un po’ particolare:
“Questa sono io. Amo scrivere. Ogni giorno scrivo sul mio diario. Il sesso è l’altra mia passione. Faccio anche quello quotidianamente… in diversi posti. Anche questa sono io. Amo una bella scopata. Non sono una scrittrice. Sono una puttana.”
In Spagna il film è già un caso tanto che la locandina è stata censurata (la potete vedere qui insieme ad un teaser trailer). Val è interpretata da Belén Fabra. Dopo il salto trovate alcune foto. Niente di scandaloso…