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Festival di Roma 2012: vince Marco Muller, indignato Gianni Amelio

pubblicato da dr. apocalypse

Festival di Roma 2012: vince Marco Muller - indignato Gianni AmelioFinalmente è ufficiale. La settima edizione del Festival di Roma si terrà dal 9 al 17 novembre. Ma non è tutto. Perché Marco Müller sarà il Direttore Artistico del Festival per i prossimi 3 anni. Compenso? 120,000 euro l’anno, ovvero la stessa cifra percepita da Piera Detassis, Presidente uscente. Dopo infinita attesa, il cda della Fondazione Cinema per Roma ha approvato il progetto presentato dall’ex Direttore del Festival di Venezia. La verifica del budget di spesa del Festival è stata spostata a giugno, mentre la sede dell’evento sarà l’Auditorium Parco della Musica, da sempre ‘casa’ della manifestazione. Immancabili, ovviamente, le polemiche nei confronti del Festival di Torino, che partirà 7 giorni dopo la chiusura del Festival romano. A parlarne, finalmente, anche i due direttori, ovvero Muller e Amelio.

”Non credo ci fosse bisogno dell’incontro con il Ministero. Esistono tante situazioni in cui due festival possono tranquillamente convivere. La più eclatante? Montreal finisce il 3 settembre e Toronto inizia il 6”. ”Sulle date è chiaro che si è deciso così da un lato per la disponibilità delle sale dell’Auditorium e dall’altro per l’impossibilità di sovrapporci completamente all’American Film Market. Sono due ragioni forti. Ai primi di febbraio ho cercato sia Emanuela Martini che Gianni Amelio perchè ci sono imperativi che ci fanno presenti i produttori, i venditori e i distributori internazionali. Ho cercato fin da subito di segnalare che ci sarebbe stato bisogno di armonizzazione, e non ho fatto mai dichiarazioni contro il Festival di Torino. Anzi ho sempre pensato che se i Festival si mettono insieme si può valorizzare il sistema cinema”. ”Se Roma si consoliderà e sarà più forte allora avremo contribuito a consolidare un sistema cinema, che è molto di più di un semplice sistema dei festival. Inoltre se avessimo confermato le date di ottobre, saremmo andati contro il Festival di Pordenone, che è il secondo festival italiano e lo dimostra la sua rassegna stampa internazionale, assolutamente straordinaria. La cultura cinematografica del mondo sarebbe più povera se si ignorasse il lavoro straordinario che sta facendo Pordenone”.

Prevedibile, a stretto giro, la risposta indignata di Gianni Amelio, direttore del Festival di Torino, in programma dal 23 novembre all’1 dicembre:

“La prima sensazione spiacevole era che noi andavamo a chiedere un favore a loro, cioè ai nostri invasori. Abbiamo chiesto se potevano anticipare almeno di una settimana, fare il festival dal 3 al 10 novembre. Hanno accolto la proposta con serenità e buon senso, hanno detto che era ottima e che non avrebbe causato nessun danno. Poi hanno aggiunto che bisognava sentire l’Auditorium, capire le disponibilità. A quel punto è stato tutto chiaro: avrebbero detto che il cattivissimo Auditorium non gli permetteva di spostare le date. Mi sono sentito preso per i fondelli. Siamo stati presi in giro senza meritarlo. Avrebbero potuto dire prima al Ministero che le loro decisioni erano quelle. Non mi pento di essere stato gentile ed educato, ma sono davvero desolato per l’arroganza e la mancanza assoluta di voglia di ragionare”.

E l’infinita polemica tra Festival, ovviamente, prosegue.

Fonte: E-Duesse
Fonte foto: TMnews

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Festival di Roma vs. Festival di Torino: niente accordo sulle date

pubblicato da dr. apocalypse

Festival di Roma vs. Festival di Torino: niente accordo sulle date

Nubi cariche di pioggia si stanno da giorni ‘accartocciando’ sui cieli di Roma. Perché il Festival del Cinema capitolino sta vivendo giorni decisivi per il suo immediato futuro. Solo 48 ore fa il Cda ha ufficializzato le nuove date della manifestazione, volute da Marco Muller, dando così vita ad un’inedita polemica con il Festival di Torino. Perché la settima edizione del Festival romano partirà il 9 novembre, ovvero a ridosso della manifestazione diretta da Gianni Amelio.

Nella giornata di ieri gli organizzatori dei due Festival si sono incontrati per un’ora e mezza circa, senza arrivare a quella ‘pace’ da molti sperata. Da una parte Marco Müller e Paolo Ferrari, dall’altra Ugo Nespolo, presidente del Museo Nazionale di Cinema di Torino, e il direttore artistico Gianni Amelio. L’incontro è avvenuto per volontà del Ministro Lorenzo Ornaghi, a dir poco ’sorpreso’, per non dire ‘adirato’, dalle novità degli ultimi giorni. Peccato che la fumata bianca non sia arrivata, almeno non ufficialmente.

“Non bisogna esporsi al ridicolo. Due rassegne cinematografiche di questo rilievo a una settimana di distanza non si giustificano”. “Sette giorni sono un intervallo troppo ristretto e insufficiente a garantire il pieno successo di entrambe le kermesse. Chiediamo si ritorni alle date originali o in subordine per il Festival di Roma si scelga una data più distanziata perché non ci sia una sovrapposizione che sarebbe un danno per una rassegna che quest’anno compie trent’anni”.

Queste le parole del Sindaco di Torino Piero Fassino, a cui ha risposto a stretto giro Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma inizialmente contrario alla nomina romana di Marco Muller:

“Anticipiamo di almeno una settimana l’inizio dello svolgimento della Festa del Cinema di Roma. In questo modo eviteremo di sovrapporci al Festival di Torino. Non dividiamo il cinema, in questo momento è importante restare uniti. Roma deve dimostrare, soprattutto adesso, di essere davvero la Capitale del Paese”.

Il tutto contro tutti, nel caos più totale di date ed organizzazione, procede quindi a vista. Mentre sia Gianni Amelio che Marco Muller, almeno per ora, preferiscono tacere.

Fonte: TMnews

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Il Primo Uomo: Recensione in Anteprima del film di Gianni Amelio

pubblicato da Antonio

Giunge in Italia con i favori di un Premo della Critica Internazionale in quel di Toronto Il Primo Uomo di Gianni Amelio. Siffatta considerazione per evidenziare quanto quest’ultimo lavoro del regista calabrese sia piaciuto all’estero, anche alla luce di alcune recensioni lusinghiere. Le premesse, peraltro, sono davvero altisonanti, dato che il film si basa su un romanzo incompiuto di Albert Camus.

C’è di più. In realtà, oltre a non essere stato completato, non si tratta nemmeno di un romanzo a conti fatti. Il Primo Uomo era il titolo dell’autobiografia che Camus stava ultimando prima della propria dipartita. Riesumata tra le lamiere dell’auto su cui lo scrittore morì nel 1960, fu sua figlia a dare una definitiva coerenza all’opera. In quelle pagine, ci dice Amelio, “ho ritrovato le tracce della mia Calabria nel secondo dopoguerra“. Questa empatia con l’opera originale ha permesso al regista di immedesimarsi, quasi in tutto e per tutto, con le vicende in essa contenute.

Siamo ad Algeri, dove lo scrittore Jean Cormery torna a distanza di anni, in quella terra Terra che gli ha dato i natali. Il suo è un viaggio oramai necessario, visto che in realtà non ha mai dimenticato l’Algeria. Quali che fossero le sue intenzioni prima di partire, quel soggiorno rappresenterà un’occasione, l’unica, per ritrovare sé stesso. O meglio, quella parte di lui che è rimasta lì, ossia colui che potrebbe benissimo essere il vero “primo uomo”.

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Il Primo Uomo: trailer ufficiale e sinossi del film di Gianni Amelio

pubblicato da Antonio

Sarà distribuito da 01 a partire da questo venerdì, 20 Aprile, l’ultimo film di Gianni Amelio, Il Primo Uomo. Premio Fipresci della critica internazionale all’ultimo Festival di Toronto, la pellicola del regista di origini calabresi tornerà in Italia e vedremo se riuscirà ad affermarsi come in Canada. Nel cast troviamo Jacques Gamblin, Catherine Sola, Maya Sansa, Denis Podalydès e Ulla Baugué. A breve la nostra recensione in anteprima.

Nel desiderio di ritrovare il ricordo del padre morto nella prima guerra mondiale, lo scrittore Jean Cormery torna in Algeria per incontrare chi l’aveva conosciuto e ripercorre parte della propria vita: l’infanzia povera, le amicizie, le tradizioni, i sogni vissuti in “un anonimato dove non esiste né passato né avvenire”, dai quali emerge la figura di un uomo ideale, quel “primo uomo” che forse potrebbe essere in ciascuno di noi.

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Toronto Film Festival: Where do we go now? di Nadine Labaki vince il Premio del pubblico, Gianni Amelio vince il Fipresci

pubblicato da Gabriele C.

Toronto Film Festival: Where do we go now? di Nadine Labaki vince il Premio del pubblico, Gianni Amelio vince il Fipresci

Si è conclusa ieri la 36. edizione del Toronto Film Festival, iniziata lo scorso 8 settembre. Il festival canadese non è competitivo, ma ogni anno viene assegnato il Cadillac People’s Choice Award, ovvero il Premio del pubblico per il miglior film in cartellone. Quest’anno se lo è aggiudicato Where do we go now?, opera seconda di Nadine Labaki, la regista di Caramel che con questa sua nuova fatica aveva già raccolto consensi sulla Croisette nell’Un Certain Regard.

Where do we go now? narra le vicende di alcune donne divise dalla religione (alcune sono musulmane, altre cristiane), ma unite da una causa comune, contro tutto e tutti, contro una guerra che ha portato via i loro mariti per sempre, e unite dall’amicizia. Le donne tentano con forza di mantenere salda l’integrità del loro villaggio contro le tensioni religiose e della guerra, finché gli eventi non si fanno man mano sempre più tragici… L’anno scorso il Premio del pubblico andò a Il discorso del Re, e abbiamo visto tutti com’è finita. Il film della Labaki rappresenterà il Libano agli Oscar: si fa sempre più probabile la possibilità di vederlo nella cinquina in corsa per il Miglior film straniero.

Grande, grandissima soddisfazione anche per Gianni Amelio, che ha deciso assieme ai produttori di saltare il circuito italiano dei festival, a partire da Venezia, e approdare direttamente a Toronto per presentare il suo nuovo film, Il primo uomo. L’opera ha vinto il Fipresci della critica internazionale: una vittoria non da poco, anzi. Lo stesso premio è andato, nella sezione Discovery (opere prime e seconde), al thriller svedese Avalon di Axel Petersén.

Tra gli altri riconoscimenti troviamo Monsieur Lazhar di Philippe Falardeau, miglior film canadese, e Edwin Boyd di Nathan Morlando, miglior opera prima canadese. The Island President di Jon Shenk fa compagnia alla Labaki e vince il Premio del pubblico per il miglior documentario, mentre l’indonesiano The Raid di Gareth Evans ha vinto il premio della sezione Midnight Madness.

Il primo uomo di Gianni Amelio in anteprima mondiale al Toronto Film Festival

pubblicato da Gabriele C.

Il primo uomo di Gianni Amelio in anteprima mondiale al Toronto Film Festival

Il nuovo film di Gianni Amelio, l’atteso Il primo uomo, sarà al Toronto Film Festival. Ed è un’anteprima mondiale. Oggi, dopo qualche rumor negli ultimi giorni, è arrivata la conferma. Il film ha come protagonisti Jacques Gamblin, Maya Sansa e Denis Podalydès.

È il primo lungometraggio in lingua francese di Amelio, che porta sul grande schermo l’ultimo romanzo di Albert Camus, pubblicato postumo nel 1994. L’azione si svolge sul finire degli anni ‘50 con il protagonista Jacques Cormery, alter-ego di Camus, che fa ritorno in Algeria e ricorda gli anni della propria infanzia.

Il primo uomo salterà così due appuntamenti italiani, ovvero sia la Mostra del cinema di Venezia sia il Festival di Roma (anche se qui potrebbe essere ancora proiettato, visto che Roma non punta su anteprime mondiali). Una scelta “strana”, in controtendenza rispetto ai film italiani particolarmente attesi che vengono completati in tempo per la stagione dei festival nostrani: chissà come mai Amelio ha optato per un’anteprima mondiale estera? Forse è vero che il Lido viene sempre più visto come il posto in cui i critici hanno i fucili puntati contro i titoli italiani, o c’è dell’altro? L’ultimo suo film, La stella che non c’è, era in concorso al Lido nel 2006.

Gianni Amelio accanto a Johnny Depp per Emir Kusturica?

pubblicato da Simona

Johnny Depp Emir Kusturica Gianni Amelio

Ecco un accostamento davvero inedito e potenzialmente interessante: Johnny Depp sullo schermo affiancato da Gianni Amelio - per la prima volta in veste di attore - per la regia del bosniaco Emir Kusturica. Sembra quasi un pesce d’aprile fuori stagione, eppure è vero. In occasione della presentazione della versione integrale (sette ore) di Underground (trionfatore al Festival di Cannes nel 1992) al Torino Film Festival la scorsa settimana, Kusturica ha proposto ad Amelio, neo direttore del Festival, di fare parte del suo film.

“Ve ne racconto una – dichiara Amelio sulle pagine de La Stampa - alla fine della grande festa di sabato sera, per la chiusura del TFF, Kusturica mi ha preso sotto braccio per farmi una proposta che non mi sarei mai aspettato: mi ha offerto una parte nel suo film su Pancho Villa, a fianco del protagonista Johnny Depp. Ma si rende conto? Alla mia età, dopo 45 anni trascorsi dietro la macchina da presa, mi propongono di fare l’attore! Le confesso che la cosa mi tenta non poco, Emir è un grande regista, certo è che non saprei da dove cominciare!” chiosa il regista.

Le riprese di Seven Friends of Pancho Villa and the Woman with Six Fingers - questo il titolo del film - non prenderanno il via prima del 2011, vista l’agenda fitta di impegni cinematografici di Johnny Depp, quindi Gianni Amelio potrà prendersi tutto il tempo di cui ha bisogno per maturare una decisione e dare una risposta al collega Kusturica.

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Torino Film Festival 27: ecco il programma

pubblicato da Gabriele C.

Torino Film Festival 27: ecco il programma

Al solito, leggendo il programma del Torino Film Festival ci si può perdere. In questo caso, è solamente un bene. La direzione passa da Nanni Moretti a Gianni Amelio, ma lo spirito (forse perché la squadra è sempre quella, capitanata da Emanuela Martini) resta uguale a quello delle passate edizioni. Dal 13 al 21 novembre il pubblico a Torino potrà godersi nove giorni di cinema, tra grandi anteprime e film piccolissimi, per un totale di più di 200 film.

Nei 16 film in concorso tornano in gara gli italiani, dopo l’assenza delle precedenti edizioni, con Pietro Marcello (regista del documentario Il passaggio della linea, visto a Venezia e poi acclamato in tutta Italia) che presenta La bocca del lupo, e Gioberto Pignatelli, che presenta Santina. Dagli Usa alle Filippine, dalla Romania alla Norvegia, dal Cile alla Francia, passando per l’estremo Oriente: il concorso della 27a edizione del Torino Film Festival è tutto da scoprire, in attesa di poter giudicare in prima persona le pellicole.

La nostra attenzione va a focalizzarsi infine tra i grandi titoli e i grandi autori di questa edizione. Qualche nome sparso: Fantastic Mr. Fox - Una volpe troppo furba, nuovo atteso film di Wes Anderson; Gigante di Adrián Biniez, Orso d’Argento a Berlino; Kinatay, il penultimo film del regista filippino Brillante Mendoza, ormai sdoganato da Cannes (ha vinto il premio per la regia proprio con Kinatay) e Venezia (dove ha presentato il bellissimo Lola); torna Shane Meadows, molto amato da Torino, con Le Donk & Scor-zay-zee; si continua poi con i nuovi Jonathan Demme, François Ozon, Christophe Honoré, Julien Temple. E, per gli appassionati, non mancherà finalmente anche qualche bell’horror. Senza dimenticare il film di apertura, l’atteso Nowhere boy, e l’anteprima di Tetro - Segreti di famiglia di Coppola. E poi le retrospettive su Ray, Oshima e quella su Nicolas Winding Refn (autore del potente Valhalla Rising), omaggi al cinema italiano e alla Nouvelle Vague, Kusturica e le sue 6 ore di Underground

Il programma lo potete vedere sul sito ufficiale del festival; dopo il salto invece vi proponiamo le schede dei film in concorso e delle anteprima (ringraziamo Alphabet City).

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Torino Film Festival 27: Premio 8½ a Emir Kusturica e all'American Zoetrope di Francis Ford Coppola

pubblicato da Gabriele C.

Torino Film Festival 27: Premio 8½ a Emir Kusturica e all'American Zoetrope di Francis Ford CoppolaPrima novità dal Torino Film Festival 27, che si terrà quest’anno dal 13 al 21 novembre. Il neodirettore Gianni Amelio ha deciso di istituire da quest’anno un riconoscimento ai registi che, dall’emergere delle nouvelles vagues degli anni ‘60 in poi, hanno contribuito al rinnovamento del linguaggio cinematografico, alla creazione di nuovi modelli estetici, alla diffusione di nuove tendenze che sono alla base delle manifestazioni più rappresentative e interessanti del cinema contemporaneo.

Ispirato al capolavoro di Fellini, che meglio di chiunque altro ha saputo dar forma alla rappresentazione della complessità artistica, dei tormenti creativi e della fascinazione filmica, il Premio 8½ sarà assegnato a Emir Kusturica, per la qualità inventiva dei suoi film e l’assoluta originalità dello stile. Il regista riceverà il premio 8½ all’apertura del festival, nel corso del quale saranno presentati materiali inediti di Arizona Dream e Il tempo dei gitani, nonché la versione integrale di Underground, inedita in Italia, della durata di oltre otto ore!

Ma non è finita qui: un secondo Premio 8½ verrà attribuito ad una società cinematografica, l’American Zoetrope di Francis Ford Coppola, per il contributo al rinnovamento dell’industria filmica negli Stati Uniti e il prezioso ruolo di congiunzione tra cinema classico e cinema del futuro. Coppola sarà presente a Torino per ritirare il premio alla sua società e per l’anteprima italiana del suo ultimo film Tetro, distribuito da BIM. In onore di Coppola, il Festival presenterà inoltre Rusty il selvaggio e la versione restaurata di Scarpette rosse, il capolavoro di Powell e Pressburger al quale Tetro rende un commovente omaggio.

Fonte: Comunicato del TFF

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Jacques Gamblin, Denis Podalydes e Claudia Cardinale per Il Primo Uomo di Gianni Amelio

pubblicato da Simona

Gianni AmelioL’adattamento dell’opera postuma di Albert Camus, Il Primo Uomo, prenderà vita sullo schermo grazie al regista Gianni Amelio ed agli interpreti Jacques Gamblin, Denis Podalydes e Claudia Cardinale. Le riprese sono previste per il mese di aprile, fra la Francia ed il Nord Africa.

Gianni Amelio, direttore artistico della prossima edizione del Torino Film Festival, è al suo primo lungometraggio in lingua francese, di cui sta curando anche la complessa sceneggiatura (impegno che, ha assicurato, non interferirà con quello organizzativo della kermesse torinese). Luca Bigazzi sarà il direttore della fotografia, mentre Cattleya e la Gaul di Bruno Pesery si occuperanno degli aspetti produttivi.

L’azione scenica si svolgerà sul finire degli anni ‘50 con il protagonista Jacques Cormery, alter-ego di Camus, che fa ritorno in Algeria e ricorda gli anni della propria infanzia. Alla Cardinale è stato affidato il ruolo di sua madre, bellissima e sorda.

Fonte: Variety

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