
Il Festival di Locarno è noto come il più piccolo dei grandi festival o il più grande dei piccoli proprio per la sua storica attenzione a un cinema diverso e innovativo, che spesso difficilmente riesce a trovare spazio nelle kermesse più grandi. Per questo motivo anche gli esperti chiamati a glidicare i film in concorso sono sempre persone che conoscono bene il mondo del cinema, ma che qualche volta non sono troppo note al grande pubblico.
Ecco quindi la composizione della giuria del Concorso internazionale per l’edizione 2010. Il compito di presidente toccherà dal regista di Singapore Eric Khoo (My Magic, 2008). Al suo fianco nel compito di eleggere l’ambito Pardo d’oro tra una ventina di lungometraggi, saranno l’attrice iraniana Golshifteh Farahani (Nessuna verità di Ridley Scott, 2008; ), l’attore francese Melvil Poupaud (Le temps qui reste di François Ozon, 2005), il regista svizzero Lionel Baier (Un autre homme, 2008) e il regista statunitense Joshua Safdie (Go Get Some Rosemary, 2009).
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Daddy Longlegs, ovvero Papà Gambalunga (ma non è un remake di più celebre omonimo), è stato presentato al recente Sundance Film Festival (sebbene il titolo di lavoro era Go Get Some Rosemary, come era stato presentato invece a Cannes), per la regia di Benny Safdie, con Ronald Bronstein, Sage Ranaldo e Frey Ranaldo.
Lenny, padre divorziato, dopo aver trascorso un lungo periodo di solitudine lontano dai suoi due figli. Ogni anno Lenny riesce a trascorrere con Sage e Frey solo due settimane. Lui vorrebbe portarli con se più spesso e diventare loro amico, oltre che loro padre, ma con così poco tempo a disposizione è un lavoro molto duro. In quindici giorni dovrà dimostrare a loro, ma sopratutto a se stesso di essere in grado di farlo. Un film che racconta la fine delle scuse e dell’irresponsabilità di un uomo, un’esperienza che lo trasformerà definitivamente in un uomo.
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Un colpo di scena che sembra congegnato così bene solo per lasciare a bocca aperta tutti. Qualche giorno fa Francis Ford Coppola declinava l’invito dei selezionatori del Festival di Cannes: Tetro non era stato pensato di certo per un concorso, e soprattutto il fuori concorso è risultato troppo “impegnativo” per un’opera indipendente, auto-finanziata e auto-prodotta.
Giovedì 24 aprile, giornata dell’annuncio del cartellone cannense, Coppola non appariva infatti né in concorso né fuori concorso. Eppure Tetro a Cannes ci sarà, e aprirà la ricca proposta della Quinzaine des Réalisateurs, sezione parallela a quella ufficiale che partirà il 14 maggio. Questa scelta conferma la nuova strada che ha preso Coppola dopo il “nuovo inizio” con il discusso Un’altra giovinezza dopo nove anni di assenza dal grande schermo.
Francis Ford Coppola si è rimesso in gioco, evidentemente è cambiato, ed ha accettato una nuova sfida. Un passo indietro forse umile, che è sintomo di una voglia di ricominciare a raccontare, dopo aver metabolizzato una carriera ricca di capolavori e grandi film. Accanto al suo Tetro, nella Quinzaine si vedranno altre 23 pellicole (più una proiezione speciale, il francese Montparnasse di Mikhael Hers) provenienti da USA, Francia e Canada (le prime due nazioni con 4 titoli, la terza con 3), e poi Messico, Bulgaria, Singapore, Corea del Sud (il nuovo Hong!), Malesia, Cile, e via dicendo. Tra le pellicole statunitensi facciamo notare la presenza di I Love You Phillip Morris, che ha non poche difficoltà di distribuzione.
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