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Speciale 19 marzo: i 10 papà che non vorremmo

pubblicato da Carla Cigognini

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19 marzo: Cineblog augura Buona Festa dei Papà a tutti i Papà che ci leggono. Per festeggiarli degnamente l’anno scorso abbiamo realizzato un post dei nostri Padri Preferiti ma quest’anno vi elenchiamo i Padri che non vorremmo mai avere. Ne abbiamo scelti 9 perché il decimo ce lo dovete dire voi. Pronti?

    - Harry Wormwood (Danny DeVito) di Matilda 6 mitica (Matilda - 1996): oltre al titolo italiano, è pessimo anche il genitore (e pure la mamma non scherza).
    - Jack Torrance (Jack Nicholson) di Shining (1980): dobbiamo forse dirvi il perché?
    - Darth Vader di Guerre Stellari (Star Wars - 1977, 1980, 1983): io sono tuo padre. Ma anche no, grazie.
    - Il dottor Leo Marvin (Richard Dreyfuss) di Tutte le manie di Bob (What About Bob? - 1991): lo vorreste un padre che vi psicanalizza per ogni azione?
    - Jerry Blake (Terry O’Quinn) di Il Patrigno (The Stepfather - 1987): padre psicopatico, per di più ispirato a fatti reali e alla figura di John List.
    - George Lutz (James Brolin) di Amityville Horror (1979): anche qui una storia vera, anche qui un padre poco raccomandabile.
    - Bill Maplewood (Dylan Baker) di Happiness (1998): immancabile, purtroppo, il padre con tendenze pedofile.
    - Humbert Humbert (James Mason) di Lolita (1962): un altro patrigno ma questa volta inquietante per (troppo) amore.
    - Harry Powell (Robert Mitchum) di La morte corre sul fiume (Night of the Hunter - 1955): un padre-patrigno-reverendo assassino per soldi. Vi basta?

I personaggi sono in disordine puramente casuale… ora diteci il vostro.

Perdona e dimentica - Life During Wartime - di Todd Solondz: recensione in anteprima

pubblicato da Gabriele C.

Perdona e dimentica - Life During Wartime - di Todd Solondz: recensione in anteprimaPerdona e dimentica (Life During Wartime, Usa, 2009) di Todd Solondz; con Shirley Henderson, Ciarán Hinds, Allison Janney, Michael Lerner, Chris Marquette, Rich Pecci, Charlotte Rampling, Paul Reubens, Ally Sheedy, Dylan Riley Snyder, Renée Taylor, Michael K. Williams.

Dopo i fatti accaduti nel precedente Happiness, la famiglia Jordan tenta di reagire alla depressione e alle ultime rivelazioni. E così la vita prosegue per le tre sorelle Joy, Trish e Helen, e per tutti i nuovi e vecchi personaggi del film. È il momento della resa dei conti…

Todd Solondz si cimenta col sequel, ma ovviamente non si tratta di un seguito canonico. Partiamo da un fatto: guardare Perdona e dimentica senza aver visto Happiness farebbe perdere allo spettatore una buona parte del divertimento e dei rimandi, per forza di cose. Ma Perdona e dimentica si comporta meravigliosamente bene anche come film autonomo.

Il geniale regista americano realizza così un “sequel indipendente” in tutti i sensi, e nel quale il concetto di indipendenza continua ad essere la chiave di volta per esplorare e godere dei lavori di un regista che non si è mai piegato a nulla e a nessuno e che, tra una lezione all’università e l’altra, prosegue la sua analisi della società americana, scavando nelle zone d’ombra più inquietanti dell’animo umano.

Perdona e dimentica è il titolo italiano un po’ troppo “chiarificatore” di Life During Wartime, ovvero “La vita durante la guerra”. Come leggere un bellissimo titolo come questo? La risposta va almeno in due direzioni: la vita durante la guerra in Iraq, con una buona fetta di borghesia statunitense convinta che sarebbe stato meglio avesse vinto McCain le elezioni in Usa, e la vita dopo la tempesta, in un periodo di odio in cui si tenta di dimenticare portando rancore per chi ci ha fatto del male.

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Perdona e dimentica - Life During Wartime: il trailer italiano del nuovo film di Todd Solondz

pubblicato da Gabriele C.

Perdona e dimentica - Life During Wartime: il trailer italiano del nuovo film di Todd Solondz

Come vi abbiamo detto, Life During Wartime uscirà in Italia con il titolo Perdona e dimentica. Al di là di tutto, bisogna davvero fare un applauso alla Archibald per aver avuto il coraggio di tornare a distribuire Todd Solondz nei cinema italiani, dopo il nulla nato attorno agli strepitosi Storytelling (ancora scandalosamente inedito da noi) e Palindromi (in dvd).

Tornano i personaggi di Happiness, il capolavoro del regista, ma il loro aspetto viene stravolto dal geniale regista. C’è chi ha cambiato colore della pelle, c’è chi ha cambiato età, c’è chi è cambiato fisicamente: e nessuno è interpretato dallo stesso attore precedente. In questo modo ricominciano le vicende delle tre sorelle Joy, Trish e Helen e di tutti i vecchi personaggi. È il momento della resa dei conti.

Presentato in concorso a Venezia, dove è stato premiato con l’Osella per la miglior sceneggiatura, e vincitore del primo Mouse d’Oro, Perdona e dimentica arriva da noi il 16 aprile. In attesa della nostra recensione in anteprima, il trailer italiano lo potete vedere subito dopo il salto.

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Perdona e Dimentica: il titolo italiano di Life During Wartime

pubblicato da Carla Cigognini

life_during_wartime perdona e dimentica

Daniele ci aveva scritto una mail qualche giorno fa ma non volevamo crederci. Invece è vero:

Ciao. Volevo informarvi che Life During Wartime si chiamerà in italiano Perdona e dimentica. E’ stato confermato dalla Archibald, la casa di distribuzione del film.

Già. Il film di Todd Solondz sarà nelle sale italiane il 16 di aprile e racconta il sequel di quel capolavoro cinico che è Happiness.

Qui trovate il trailer internazionale e nel cast ci sono Ciarán Hinds, Allison Janney, Shirley Henderson, Ally Sheedy, Paul Reubens, Gaby Hoffmann, Chris Marquette, Michael K. Williams, Charlotte Rampling.

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Dal 16 aprile arriva Life During Wartime di Todd Solondz: ecco il trailer e due locandine

pubblicato da Gabriele C.

Dal 16 aprile arriva Life During Wartime di Todd Solondz: ecco il trailer e due locandineCari amici cinefili doc, godete pure con noi: finalmente Life During Wartime arriva in sala. Il nuovo splendido film del geniale Todd Solondz sbarcherà nei nostri cinema a partire dal 16 aprile grazie alla piccola Archibald, che nel 2010 ci ha già regalato A Single Man.

Presentato in concorso a Venezia, dove è stato premiato con l’Osella per la miglior sceneggiatura, e vincitore del primo Mouse d’Oro, Life During Wartime è il sequel del capolavoro assoluto del regista, ovvero Happiness: ne riprende i personaggi, ma l’autore gioca con le loro età, il colore della pelle e il tempo (sono passati 10 anni dai fatti raccontati nel precedente film… ma non per tutti!). Tutti i personaggi sono quindi interpretati anche da attori diversi. Ritornano le tre sorelle Joy, Trish e Helen, e per loro e tutti i vecchi personaggi è il momento della resa dei conti…

“Festeggiamo” lo sbarco in Italia di uno dei film più belli dell’anno regalandovi ovviamente il trailer internazionale del film, la locandina ufficiale e una prima locandina italiana. Trovate tutto dopo il salto.

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Life During Wartime: video dal film di Todd Solondz premiato a Venezia

pubblicato da Gabriele C.

Life During Wartime: video dal film di Todd Solondz

Siete appassionati del cinema di Todd Solondz e non sapete che fare nell’attesa di vedere Life During Wartime al cinema? Arriviamo in soccorso noi, in attesa di sapere dalla Archibald quando l’ultima fatica del geniale regista arriverà nelle sale italiane.

Vincitore a Venezia dell’Osella per la miglior sceneggiatura, acclamato dalla critica e dal pubblico, e vincitore del Mouse d’Oro come miglior film del concorso secondo la critica on-line, Life During Wartime è il sequel-variazione di Happiness secondo la costruzione dei personaggi alla “Palindromi“, con ritorni anche da Fuga dalla scuola media, e che conferma non a caso l’unicità di Solondz come autore e “storyteller“.

Dopo Happiness, racconto corale sull’infelicità intrinseca nella natura umana, girandola depravata, frustrata e tristissima della borghesia americana, Life During Wartime è il film delle conseguenze, speculare nella narrazione rispetto al prototipo (noterete i vari rimandi ad Happiness sin dalle primissime immagini). Cambiano tutti gli attori, cambia anche l’ambientazione, cambiano anni e colori: ma Solondz resta sempre unico nel raccontare i loro destini e le loro solitudini, nell’indecisione di scegliere tra perdono, democrazia e un voto a McCain o Obama.

Mentre lo aspettiamo, godiamoci questo video che presenta interviste e finalmente i primi spezzoni della pellicola. Lo trovate dopo il salto.

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Giorno 3 a Venezia 2009 - Life During Wartime, L'Amore e Basta

pubblicato da Simona



Difficile, se non impossibile, riuscire a seguire tutti gli eventi della Mostra del Cinema e trovare anche il tempo per scriverne (a meno di non essere dotati del dono dell’ubiquità!). Nonostante ciascun film venga riproposto più di una volta, in sale ed orari diversi, anche saltando i pasti e dormendo solo 4 o 5 ore per notte, si finisce invariabilmente col vedersi costretti a rinunciare a qualcosa…è come se il Lido fosse popolato da migliaia di repliche del Bianconiglio, sempre tutti di corsa, affannati, preoccupati perchè “…è tardi, è tardi. è tardi!!”

Life During Wartime - di Todd Solondz (Concorso)

Ovvero, la vita ed il sogno americano visti attraverso gli occhi di Solondz, situazioni portate all’eccesso e fortemente venate di acido cinismo, che sconfinano nel grottesco. Eventi drammatici che diventano, volutamente ed intelligentemente, tragicomici e strappano qualche risata al pubblico in sala. Lontano dall’essere un film facilmente fruibile dal pubblico di massa, Life During Wartimes vanta una fotografia splendida e curatissima. Riemergono i temi già affrontati in Happiness, le perversioni sessuali, la pedofilia, gli psicofarmaci presi come fossero caramelle e somministrati con leggerezza anche ai più piccoli, soprattutto si parla di un grande, immenso bisogno di normalità e di perdono…da ricevere o da concedere.

Le sorelle Joy, Trish ed Helen hanno ciascuna i propri fantasmi da affrontare, alcuni quasi tangibili e tanto reali da poterci conversare; altri nascosti nei meandri nella memoria, dove a volte si cerca di relegare ciò che ci spaventa o ci fa soffrire, per non dover sopportare nuovo dolore.

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Festival di Venezia 2009: Life During Wartime di Todd Solondz - Alla ricerca dei personaggi e della trama

pubblicato da Gabriele C.

Festival di Venezia 2009: Life During Wartime di Todd Solondz - Alla ricerca di personaggi e della tramaAd oggi, Life during wartime è uno dei film più misteriosi e segreti del concorso della 66. Mostra del Cinema di Venezia. Di sicuro, è il titolo americano di cui si sa meno. Dopotutto, è lo stesso Todd Solondz che ha voluto mantenere il silenzio attorno alla sua nuova fatica, ammettendo semplicemente che si tratterà di un (folle) sequel del suo capolavoro Happiness. Se per ora non esistono immagini o trailer, possiamo comunque iniziare a tracciare una specie di trama partendo dai personaggi di Life during wartime.

Joy: interpretata in Happiness da Jane Adams e in Life during wartime da Shirley Henderson, è la trentenne frustrata e ingannata dai maschietti; oggi scappa dal marito (Allen: se non ricordate chi è… continuate a leggere!), ed è corteggiata dal fantasma dell’ex fidanzato Andy (Paul Reubens (!) al posto di Jon Lovitz), morto suicida per lei.

Trish: sorella di Joy e Helen, interpretata nel sequel da Allison Janney che sostituisce Cynthia Stevenson; in Happiness scopriva che il marito Bill era un pedofilo, spera di trovare una nuova stabilità nel rapporto con Harvey (Michael Lerner), un uomo appena divorziato.

Bill: il marito di Trish esce di prigione! In Happiness era Dylan Baker, qui Ciaran Hinds. Tornano anche i tre figli della coppia: Billy, quello ossessionato dalla masturbazione che finalmente alla fine del film riusciva a venire, con Chris Marquette che sostituisce Rufus Read; poi Timmy, da Justin Elvin a Dylan Riley Snyder, e la sorellina Chloe, da Lila Glantzman-Leib a Emma Hinz.

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Far East Film Festival: notizie da Udine parte 3

pubblicato da Beatcippe

secret poster 2Continuano, nonostante l’intralcio del mal tempo, le operazioni al Far East Film Festival di Udine. Dopo la passata, eccezionale giornata si prospettava un fisiologico calo nella qualità, che invece tarda, fortunatamente, ad arrivare. Cominciamo a pensare di doverci abituare a questo altissimo livello di qualità. Ecco, lo faremo con relativa difficoltà.

La giornata di domenica comincia prestissimo, a orari irreali per un Festival del cinema; le nove del mattino, infatti, ospitano la proiezione della pellicola d’esordio del giovane factotum taiwanese Jay Chou. Genio musicale a vent’anni, quindi popstar affermata in tutto l’universo sinofono, poi produttore musicale, recentemente l’esordio al cinema come attore, grazie al ruolo da protagonista in “Initial D” di Andrew Lau e Alan Mak (quelli della trilogia di “Infernail Affairs”, per intenderci) e oggi l’ultima mutazione di questo talento artistico eclettico, che passa dietro la macchina da presa e scrive, dirige e compone la colonna sonora di Secret, una deliziosa commedia romantica, con un tocco fantasy che, seppur assolutamente inverosimile, dona al film un’aura di particolarità e interesse.

Nel pomeriggio è il turno di Happiness, un dramma del coreano Hur Joon-ik, regista del bel “One Fine Spring Day” e cantore di storie terribilmente drammatiche e angoscianti, girate con uno stile pacatissimo e contemplativo. “Happiness” decisamente non si discosta, e commuove per un paio di ore buone.

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I 40 anni di Philip Seymour Hoffman

pubblicato da Gabriele C.


Seduto sul letto, un uomo compone, guardando la rubrica telefonica, un numero a caso; risponde una donna. La conversazione fra i due sconosciuti inizia normalmente, quando lui chiede ad un certo punto a lei che cosa abbia addosso. “Sei eccitata? Sei tutta bagnata?”, e mentre l’uomo ha raggiunto l’orgasmo finisce la scena. E’ una delle tante sequenze di Happiness, cult di Todd Solondz, che hanno fatto urlare allo scandalo, e il protagonista di quell’”imbarazzante” momento era Philip Seymour Hoffman.

Per tanti anni Hoffman ha partecipato a non pochi film, fra cui alcuni firmati da importanti registi americani. Appena lo vedevi, lo riconoscevi: è una faccia che non si scorda, paccioccosa e indelebile. Ma non riuscivi mai a dire il suo nome, forse perchè non l’avevi mai saputo. E’ una sorte che spesso e volentieri capita solo agli attori sottostimati, e anche bravi. Molto bravi. Ci sono voluti anni e anni per far sì che il grande pubblico lo notasse davvero, e poche volte l’Academy fece scelta più felice: nel 2006 Hoffman vinse l’Oscar come Migliore attore protagonista di Truman Capote, primo film (seguito l’anno successivo da Infamous) sulla figura dell’eccentrico scrittore di A sangue freddo.

Grande amico di Paul Thomas Anderson, ha una parte in tutti i quattro film diretti dal talentuoso regista (ma ahinoi non lo vedremo in There will be blood), dal primo Sydney ai bellissimi film “altmaniani” Boogie Nights e Magnolia, e anche nella commedia romantica e fuori di testa Ubriaco d’amore. E, sempre nella sua filmografia d’autore, ha partecipato negli straordinari La 25ª ora di Spike Lee e Il grande Lebowski dei Coen.

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