La moda del momento. Prendete un film ‘normale’ e riconvertitolo in terza dimensione. Dopo aver fatto danni con Alice in Wonderland e soprattutto Scontro tra Titani, Hollywood ci prova anche con L’Ultimo Dominatore dell’Aria, ritorno in sala di M. Night Shyamalan. A due mesi e mezzo dall’arrivo in sala, il film passa così alla rapida riconversione, affidata ad una compagnia teoricamente ‘capace’, la Stereo D, occupatasi della post produzione in 3D di Avatar. Peccato che i due film non possano minimamente essere paragonati, visto che il kolossal di Cameron è sttao girato e pensato per la terza dimensione, a differenza del fantasy action di M. Night Shyamalan, che ha dato il suo definitivo e fondamentale consenso affinchè si riconvertisse la sua ultima fatica.
L’Ultimo Dominatore dell’Aria è l’adattamento in live action della serie anime statunitense Avatar: The Last Airbender, trasmessa da Nickelodeon fra il 2005 ed il 2008 per un totale di 61 episodi. Nel cast del film - nelle intenzioni del regista si tratta del primo capitolo di una trilogia - ci sono Dev Patel, Noah Ringer, Nicola Peltz, Jackson Rathbone e Jessica Jade Andres. In un mondo governato dalla magia elementale e diviso in quattro nazioni (le tribù dell’acqua, il regno della terra, i nomadi dell’aria e la nazione del fuoco), un giovane ragazzo intraprende una missione mistica e pericolosa per adempiere il suo destino di Avatar (nel senso di incarnazione di una divinità: qui James Cameron non c’entra!).
Riuscirà M. Night Shyamalan a ritoccare con mano un successo di critica e di pubblico? Per riuscirci si è affidato al 3D. Scelta saggia? Lo scopriremo solo il prossimo 24 settembre, quando il film arriverà anche in Italia.
Da ieri una nuova stella brilla sulla Walk of Fame di Los Angeles. La numero 2404, quella intitolata all’australiano Russel Crowe, presente all’inaugurazione in compagnia della moglie Danielle, dei figli e di numerosi amici, fra cui Ron Howard, Kevin Durand, Scott Grimes e Brian Grazer.
Pronto a partire alla volta della Croisette per presentare al Festival di Cannes il discusso Robin Hood di Ridley Scott, l’attore ha dichiarato “Per me e’ un privilegio ricevere questo riconoscimento davanti a tanti amici e colleghi e soprattutto in presenza della mia splendida sposa, Danielle, e dei miei figli“.
Una stella per Russell Crowe sulla Hollywood Walk Of Fame
Fonte: Zimbio
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Ore 2:00 - Il countdown di Oscar.com è arrivato allo zero. Siamo al via delle danze, anche se per la cerimonia vera e propria dovremo aspettare ancora circa una mezz’ora.
Si apre quindi il sipario sul Kodak Teathre, sul palco ci saranno come padroni di casa Alec Baldwin e Steve Martin, si torna dunque a una conduzione doppia.Giocheranno a fare il poliziotto buono e quello cattivo? L’ultima conduzione multipla risale al lontano 1986, quando sul palco erano addirittura in Chevy Chase, Goldie Hawn e “mr. Crocodile Dundee” Paul Hogan.
Personalmente li presentatore che ho più amato nel corso di parecchi anni di notti in bianco per la serata degli Oscar è stato il grande Billy Crystal che per 9 volte, a partire dal 1989, è stato il mattatore della serata. Tra gli altri ricordiamo anche la presenza di David Letterman nel 1994, Whhopy Goldberg, Chris Rock, John Stewart, Hugh Jackman e la bionda Ellen DeGeneres.
Alec Baldwin è alla sua prima apparizione, anche se nel 2003 ottenne una nomination per il film The Cooler, quindi ha già partecipato almeno a una premiazione. Il bianco Steve Martini invece ha presentato l’edizione 2002?
Intanto che aspettiamo l’inizio della premiazione, quale è stato il vostro conduttore preferito? E in caso a chi fareste condurre gli Oscar 2011? Scrivetelo nei commenti!

67 anni e non sentirli. Accolto a Berlino per la prima tedesca di Extraordinary Measures, che uscira’ in Germania l’11 marzo, Harrison Ford ha confermato un rumor che da tempo circolava ad Hollywood. Lui, se Spielberg e Lucas volessero, è pronto a girare un Indiana Jones 5! L’unica condizione? Che non debba aspettare altri 20 anni prima di tornare sul set . Ford ha così confessato come sia stata raggiunta un’intesa di fondo sul soggetto iniziale tra lui, Lucas e Spielberg, e come ora tocchi solo a Lucas svilupparne una storia, prima di tornare a parlarne tutti insieme.
D’altronde come rimanere impassibili davanti ai 786,636,033 dollari incassati dal 4° capitolo? A questo punto non resta altro da fare che partorire una sceneggiatura decente e far firmare Sean Connery per il suo clamoroso ritorno. Ma sinceramente parlando… se ne sentiva davvero il bisogno?
In arrivo nei cinema italiani con la sua ultima ‘fatica’, ovvero l’osceno Che fine hanno fatto i Morgan? (qui la nostra recensione), Sarah Jessica Parker torna così a far parlare di sè a 3 mesi dall’arrivo di Sex and the City 2. Celebre e fortunata nei panni di Carrie Bradshaw (ruolo che le ha fatto vincere ben 4 Golden Globes, 2 Emmy Awards e 3 Screen Actros Guild Awards) Sarah Jessica Parker non è però mai riuscita a sfondare in sala. E pensare che l’esordio fu tutt’altro che malvagio. Nel 1984, a 19 anni, la Parker ‘esplode’ grazie al boom di Footloose, 80 milioni di dollari solo negli Usa, dopo esserne costati appena 8. Sembra solo l’inizio di una carriera ricca e brillante per l’attrice, che prosegue nel 1986 con il cult Navigator, che incassa solo negli States altri 18 milioni di dollari.
Peccato che Sarah fatichi a decollare, scegliendo ruoli con il lumicino, e spesso malamente. Passeranno così 5 anni per rivedere la Parker in sala con un film ‘di cassetta’, con Pazzi a Beverly Hills (28 milioni di dollari incassati negli Usa) a cui seguirà il divertente Mi gioco la moglie…a Las Vegas (35 milioni di dollari negli Usa) e Hocus Pocus (40 milioni di dollari raccolti negli States). Il 1994 è l’anno di Ed Wood, filmone di Tim Burton che in patria però floppa pesantemente, incassando appena 5 milioni di dollari, dopo esserne costati 18. Gli anni 90 passano così velocemente, grazie al boom di Sex and the City in tv e a film come Il club delle prime mogli (181 milioni di dollari worldwide), Appuntamento col ponte (2 milioni di dollari), Il colore del fuoco (31,000 dollari), Promesse e compromessi (5 milioni di dollari), Solo se il destino (3 milioni di dollari), Extreme measures (17 milioni di dollari) e Mars Attacks! (101 milioni di dollari worldwide), fino a Dudley Do-Right, che chiude il decennio malamente con meno di 10 milioni di dollari incassati.
Il nuovo millennio la vede in sala nel 2000 con Hollywood, Vermont (appena 9 milioni di dollari in tutto il mondo), titolo che la porta a prendersi ben 5 anni di pausa dal cinema, fino all’accoppiata La neve nel cuore/A casa con i suoi, che rilanciano la sua offuscata stella, incassando complessivamente 220 milioni di dollari worldwide. Rinata, la Parker riesce a convincere le folli compagne di Sex and the City per un capitolo cinematografico, che sbanca il botteghino, incassando ben 415 milioni di dollari in tutto il mondo, tanto da portarla (lei non solo è la protagonista, ma anche la produttrice) a partorire un sequel, ormai prossimo. Nell’attesa, fuori dal ruolo di Carrie, Sarah ha nuovamente deluso con Che fine hanno fatto i Morgan?, capace d’incassare solo 29 milioni di dollari negli Usa, salvandosi però con i mercati esteri, tanto da arrivare ai 71 milioni di dollari, dopo esserne costati 58. A conti fatti una carriera quasi trentennale, una ventina di film, un comodino bello pieno di premi, una marea di delusioni, ed un ruolo che l’ha resa un’icona. Quando si dice meglio di nulla…
Susan sarandon, come non amarla? L’attrice premio Oscar, 63 primavere portate magnificamente, è in trattative per vestire, in The Big Valley - adattamento cinematografico dell’omonima serie televisiva degli anni ‘60 - i panni che furono di Barbara Stanwyck.
In attesa di sapere se la vedremo nel ruolo di Victoria Barkley, matriarca di una famiglia di rancheros a San Joaquin Valley nel 1870, apprendiamo con grande piacere che Susan è fra gli ospiti attesi nella Capitale durante i prossimi mesi, per un incontro con il pubblico organizzato in attesa della prossima edizione del Festival del Cinema di Roma.
Da febbraio ad aprile, torna Viaggio nel cinema Americano, format a cura di Mario Sesti e Antonio Monda, che prevede incontri tra attori e registi americani con il pubblico: Susan Sarandon, Wes Anderson e Paul Schrader hanno già dato la propria disponibilità, aspettando due noti registi americani ancora top secret. Lezioni di cinema nelle scuole di Roma, Firenze e Torino per Isabella Ragonese, Alba Rorhwacher, Michele Riondino e Cristiana Capotondi, che porteranno anche un film di Ugo Tognazzi a ricordare il grande attore nel ventennale della morte. Sono queste alcune delle iniziative messe in campo dalla Fondazione Cinema per Roma, “per tenere viva l’attenzione sul grande cinema per tutto l’anno, oltre la kermesse festivaliera“, ci tiene a sottolineare Piera Detassis, direttore artistico del Festiva del Film di Roma.
Fonte: The Hollywood Reporter e Adnkronos
Ore 14:30, da Hollywood, tutti comodi sulla propria poltrona per le attesissime nomination all’Oscar 2010 (che verranno assegnati il 7 marzo)! C’è fibrillazione per le 10 candidature a Miglior Film, così come si accettano da tempo scommesse sul numero di nomination che riuscirà a portarsi a casa James Cameron con il suo Avatar, probabile dominatore incontrastato di quest’edizione. Ma attenzione all’ex moglie, che con The Hurt Locker potrebbe fargli una gran brutta sorpresa, a Tarantino, ad Up, praticamente certo tra le migliori 10 pellicole dell’anno, e ad Up in the Air. Di Italia ci sarà poco o nulla, ma ormai ci siamo abituati anche a questo. Ore 14:30, in diretta streaming anche su Cineblog.it. Buona visione!
Dopo aver visto le foto delle star di Hollywood firmate Tom Munro, oggi vi presentiamo i lavori di Michael Muller. Quale foto vi piace di più? E soprattutto: riconoscete tutti?
Gli attori fotografati da Michael Muller




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Per Gabriele Muccino è quasi ora di ripartire per Hollywood. Dopo il debutto di Baciami Ancora, nelle sale da questo venerdì, potremmo ritrovare il regista impegnato sul set di Passengers, con Keanu Reeves. Muccino, infatti, è attualmente in trattative con la Morgan Creek per prendere posto in cabina di regia per dirigere quella che viene definita come “una love story ambientata su una nave spaziale”. Le riprese dovrebbero prendere l’avvio in estate.
Lo script della pellicola - il cui progetto è stato sviluppato fin dall’inizio da Reeves e dal produttore Stephen Hamel attraverso la loro Company Films - porta la firma di Jon Spaihts, al lavoro anche sul prequel di Alien voluto da Ridley Scott. Durante un lungo viaggio interstellare verso un pianeta lontano, a causa di un errore del computer, un uomo si sveglia dal sonno criogenico 90 anni prima dell’arrivo a destinazione. Spaventato dall’idea di invecchiare e morire da solo, decide di svegliare una bellissima donna.
Fonte: Variety

Attore, regista, sceneggiatore, produttore. George Clooney ormai è tutto questo ed altro. Nel giro di un decennio è riuscito a trasformarsi da “pediatra televisivo” a talento a tutto campo, tanto da vincere un Oscar e un Golden Globe, oltre ad ottenere nomination sia per la regia che per la sceneggiatura. Rimasto a bocca asciutta agli ultimi ‘globi’, George attende gli Oscar sapendo di essere tra i favoritissimi grazie alla splendida interpretazione regalataci con Tra le Nuvole, film di Jason Raitman finalmente pronto ad approdare nei cinema italiani.
Diventata una celebrità televisiva grazie a E.R., George fa il suo esordio in sala con Dal tramonto all’alba, film di Robert Rodríguez del 1996, capace d’incassare 25 milioni di dollari solo negli Usa, dopo esserne costati 19. Passato dall’horror alla commedia romantico con Un giorno, per caso, dove affianca Michelle Pfeiffer, incassando 100 milioni di dollari worldwide, Clooney diventa addirittura Batman nello sfortunato e brutto Batman e Robin di Joel Schumacher, capace comunque di incassare 238 milioni di dollari in tutto il mondo.
Instancabile, George comincia a colonizzare le sale, tornando con The Peacemaker (110 milioni di dollari worldwide, dopo esserne costati la metà), e Out of Sight (77 milioni di dollari incassati worldwide), film che darà il via alla lunga amicizia e collaborazione con Steven Soderbergh. Preso parte allo splendido La Sottile Linea Rossa , George continua a macinare successi con Three Kings (107 milioni di dollari incassati), e La Tempesta Perfetta di Wolfgang Petersen, che lo porta a sbancare i box office, con 330 milioni di dollari raccolti. Peccato che il film svolta per George sia dietro l’angolo, arrivando nel 2000 grazie ai fratelli Coen con…Fratello, dove sei?
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