Candidato maledetto (Homecoming, USA / Canada, 2005) di Joe Dante; con John Tenney, Thea Gill, Wanda Cannon, Terry David Mulligan, Robert Picardo, Beverley Breuer, Dexter Bell, Jason Diablo, Karen Austin. [Masters of Horror, stagione 1, episodio 6]
Stanotte, 01.15, RaiTre
Dopo Incubo Mortale di Carpenter, continua su Fuori Orario il ciclo dedicato ai Masters of Horror. E continua con uno degli episodi migliori, assieme al precedente, ovvero Homecoming (da noi Candidato maledetto: ma si può?) del graffiante Joe Dante, di cui attendiamo con ansia il suo The Hole.
Quando non ci sarà più spazio all’Inferno, i morti cammineranno sulla Terra, si diceva. Dante parafrasa: quando non ci sarà giustizia, i morti cammineranno sulla Terra. L’idea è semplice e geniale: i soldati morti in Iraq si rianimano per dire la propria, votando, alle prossime presidenziali. Ma la fregatura da parte dei potenti è sempre dietro l’angolo…
Voce narrante, begli effetti horror, satira acidissima con momenti intelligentissimi, e addirittura l’emozionante dolcezza di alcune sequenze: Homecoming è un piccolo grande film con alcune idee di prim’ordine. Si cita Romero, ovviamente, e anche in modo palese (nel finale, una tomba è dedicata proprio a lui!). E il discorso politico, dal regista de La seconda guerra civile americana, è antimilitarista e umanissimo.
Gran bella giornata quella di ieri al Science+Fiction. L’atteso incontro con il grande Joe Dante è stato un gran bel colpo ed ha dato il via ad una bella serie di pellicole. La mia giornata, fra l’altro, è iniziata proprio con uno dei film selezionati dal regista, ossia Small Soldiers. Che è uno dei suoi film più sottovalutati, a cui è stato detto più o meno di tutto, anche che nella sua facile satira nasconde dietro un divertimento per soli dodicenni. Se è così, sono ben felice di essere tornato dodicenne per quasi due orette!
All’epoca non lo avevo visto al cinema, quindi questa è anche una personale rivincita: vedere il film sul grande schermo e in originale ha un grande effetto. Il divertimento, per dodicenni, certo, ma non solo, è enorme, e le idee di regia e sceneggiatura sono tantissime. Che dire della scena delle terribili barbie, delle citazioni dei film di guerra, dei simpaticissimi Gorgoniti e degli odiosi (e in fondo stupidissimi) soldatini?
E’ stata un’occasione per vedere alla prova, con le loro voci originali, anche i bravissimi e giovanissimi attori principali: Kirsten Dunst si rivela ovviamente già dea e brilla di luce propria, e anche Gregory Smith (che probabilmente si ricorderà per essere “il protagonista di Everwood”) non è male. Che continuino pure a sottovalutare la pellicola, che continuino anche a credere che Dante si è fermato già un po’ di film fa, ma Small Soldiers mi diverte ed entusiasma sempre.