Torniamo a parlare dell’adattamento di Cell, romanzo di Stephen King che si è tentato di portare al cinema già dal 2006. Andiamo a riepilogare brevemente i fatti, per chi si fosse perso nel tempo le tappe principali del progetto. Tre anni fa, appunto, Eli Roth dichiara di essere interessato a portare al cinema il romanzo di King, omaggio ad Io sono leggenda di Matheson.
Due anni dopo, nel giugno 2008, quando Roth ha già diretto Hostel: Parte II ed ha lavorato a Grindhouse col fake trailer Thanksgiving, il regista dichiara di non voler dirigere un terzo capitolo di Hostel, ma di pensare ancora alla versione cinematografica di Cell. Un paio di mesi fa invece Roth ha già in mente i suoi nuovi progetti: sono Endangered Species, film catastrofico ad alto budget, e la versione lungometraggio di Thanksgiving, al contrario un film a basso budget.
Di Cell, neanche una piccola dichiarazione. E infatti Eli Roth ha abbandonato definitivamente il progetto, che si trascinava senza concludersi da ormai tre anni. Ma la Weinstein Company decide di continuare il progetto, modifincandone però le “basi”: Cell non sarà più un film per il cinema, ma diventerà una miniserie per la tv. A scrivere il copione è stato chiamato John Harrison, regista e sceneggiatore dell’adattamento televisivo di Dune. Alla fine, la miniserie durerà 4 ore. Aspettiamo ora nuove notizie.
Le condizioni affinché Hostel: Parte III sia uno straight-to-video si stanno delineando. Quando due giorni fa vi abbiamo confermato che il terzo capitolo della saga horror si sarebbe fatto abbiamo anche dichiarato che non si sapeva nulla del coinvolgimento di Eli Roth, il regista dei precedenti capitoli, nel progetto.
Scopriamo oggi che è confermata la voce che Roth non avrà nulla a che fare con Hostel 3, abbandonando così i suoi personaggi e le sue idee in mano di altri sceneggiatori e di un altro regista ancora da definire. Le motivazioni le sappiamo: Hostel 2 non ha guadagnato quanto sperato, e questo avrebbe fatto tornare Roth sui suoi passi nonostante una promessa fatta ai fan (”se lo vorranno, digirerò il terzo capitolo”).
Intanto il giovane regista dovrebbe ancora iniziare a lavorare ad un altro progetto che si sta trascinando da un bel pezzo, ossia Cell, tratto dal romanzo di Stephen King. Anche qui però si procede in alto mare: la scheda su Imdb dà ancora il film come “announced”…
Segnaliamo questo interessante articolo su Yahoo!Movies dove si fa notare che la moda dell’horror a base di torture (Hostel, giusto per citarne uno) hanno già stancato il pubblico che inizia a disertare le sale *di tortura*.
L’articolo prende in esame gli ultimi insuccessi come Hostel 2 e lo stesso 28 Settimane Dopo (che in usa ha guadagnato la miserrima cifra di 28 milioni di Dollari) abbiano deluso non poco le aspettative dei rispettivi produttori, che magari speravano di farsi una piscina nuova facendovi subire indignianti torture visive.
E invece il pubblico ha voltato le spalle e ora Hollywood si ritrova con Captivity, Saw IV e All the Boys Love Mandy Lane, film che probabilmente nessuno vorrà vedere.

Secondo weekend consecutivo in testa al boxoffice nazionale per i Fantastici 4 e Silver Surfer, che arrivano a sfiorare i 4 milioni e mezzo di euro, mantenendosi ancora su buoni, e obiettivamente insperati, livelli d’incasso.
Al secondo posto si conferma Ocean’s Thirteen, che supera i 4 milioni di euro, mentre esordisce malissimo Hostel 2, con appena 311.492,20 euro incassati, confermando il trend negativo già fatto registrare negli states e le pesanti critiche piovute un po da tutte le parti, compreso il sottoscritto.
Da queste si è allontanato il nostro Gabriele che ha apprezzato e difeso la pellicola con un bel post d’introspezione quasi sociologica, confermando per la miliardesima volta come il cinema sia maledettamente, e fortunatamente aggiungerei, soggettivo.
Crollano anche in Italia i Pirati dei Caraibi, che si arenano ai 16 milioni di euro, mentre chi riesce a fare peggio di Hostel 2 al suo esordio al botteghino è Alatriste- Il destino di un Cavaliere, che si deve accontentare di 196.756,05 miseri euro.
Ma la gara al ribasso per le new entry è stata davvero avvincente, considerando l’incasso ancor più spicciolo fatto registrare dalle Tartarughe Ninja, probabilmente sconosciute alla nuova generazioni, e troppo infantili per quelle vecchie che l’avevano vissute in prima persona negli anni 80, capaci di raccimolare appena 124.371,35 euro, mentre va pure peggio al francese Priceless , trasformato ignobilmente in italiano in Ti va di Pagare? , proiettato però in davvero pochissime sale, che porta a casa 73.318,15 euro.
In conclusione un weekend magro, dove tutte le new entry hanno fortemente deluso, in attesa del prossimo, quando a scannarsi in sala arriveranno i Transformers di Bay, FlyBoys e The Messengers!

Costato la folle cifra di 175 milioni di dollari, Un’impresa da Dio esordisce in testa al boxoffice americano, incassando però molto ma molto meno di quanto si potesse pensare.
Il sequel di Una settimana da Dio, con Steve Carrell chiamato a dover sostituire Jim Carrey, incassa 32,112,000 dollari, con una media per sala pari a 8,910 dollari, ovvero meno della metà del capitolo precedente, che al suo esordio sbancò il boxoffice con 85 milioni di dollari, diventati poi negli states 242 a fine corsa.
A questo punto già è tanto se questo secondo episodio riuscirà a toccare quota 100, a meno di clamorosi positivi passaparola che rivitalizzino il film. Certamente una bella ridimensionata anche per Carrell, fino ad oggi quasi sempre mattatore al boxoffice americano.
Al secondo posto si piazza l’horror 1408, che incassa benino, con 20 milioni di dollari e una media per sala pari a 7,533 dollari, mentre crollano al 3°posto, perdendo oltre il 65% degli incassi, I fantastici 4 e Silver Surfer, che sfiorano i 100 milioni di dollari, fermandosi ai 97. Anche in questo caso il secondo capitolo è in debito con il primo di circa 3 milioni di dollari.
Tocca quota 91 milioni Ocean’s Thirteen, mentre continua a volare Knocked Up, che raggiunge i 108,982,000 dollari.
Arrivano ai 287 milioni di dollari I pirati dei Caraibi, crollati nelle ultime settimane, ai 47 Surf’s Up, ai 308 Shrek Terzo, sparisce Hostel 2. che si arena ai 17 milioni, mentre esordisce maluccio A mighty Heart, con Angelina Jolie, con appena 4 milioni di dollari incassati, e una media per sala pari a 2,956 dollari.
Da sottolineare il 26° posto del nostro Crialese, con Nuovomondo, che tocca i 377,000 dollari incassati, e l’ottima performance de La via en Rose, che arriva ai 3,881,000 dollari dopo 3 settimane di programmazione.
In conclusione un boxoffice in debito d’ossigeno, il più basso delle ultime sei settimane, dopo la scorpacciata pazzesca di blockbuster fatta registrare, anche se nessuno di questi è riuscito a fare meglio dei capitolo che l’aveva preceduto.
Ma non c’è tempo per rilassarsi in america, la prossima settimana torna John McLane con Die Hard 4 e ci si aggiunge anche il cartoon pixar Ratatouille, per un’estate davvero infinita!
Hostel:part 2 (Hostel:Part 2, Usa, 2007) di Eli Roth; con Lauren German, Bijou Phillips, Roger Bart, Richard Burgi, Vera Jordanova, Heather Matarazzo, Stanislav Ianevski, Milan Knazko, Jay Hernandez, Edwige Fenech, Ruggero Deodato.
Tre giovani americane partono da Roma per un fine settimana in un luogo esotico con terme naturali, dove potersi rilassare, rinvigorirsi e divertirsi, il tutto perchè invogliate da un’affacinante, brillante e raffinata slovacca, che finirà per far loro da cicerone, nascondendo ovviamente qualche piccolo segreto…
Un anno e mezzo dopo il primo sanguinolento capitolo, torna Eli Roth con il suo giocattolo preferito, quell’Hostel che nel 2006 sbancò i botteghini di mezzo mondo.
La pellicola parte esattamente da dove si era concluso il primo capitolo, con quel Paxton che era riuscito a fuggire dalla fabbrica del terrore, ancora combattuto da incubi notturni che lo attanagliano e lo terrorizzano, finendo poi ovviamente per diventare realtà!
Due anni fa il primo capitolo giocò la carta dell’effetto sorpresa, che contribuì e non poco al successo della pellicola, effetto che in questo secondo capitolo sfuma immediatamente, con un continuo rimando di citazioni al primo capitolo, obiettivamente inutili e controproducenti.
Ritroviamo così lo stesso ostello, lo stesso Tarantino in onda sulla televisione della hall, lo stesso portiere, la stessa banda di ragazzini psicopatici e violenti, la stessa fabbrica, e i soliti stessi ricchi uomini d’affari pronti a trasformarsi in maniaci masochisti per arrivare a soddisfare le proprie morbose pulsioni.