Ma come fa a floppare? Dinanzi ad un romanzo riuscito a vendere oltre 5 milioni di copie in tutto il mondo, rimasto per 23 settimane nella classifica di vendite del New York Times, definito da Oprah ‘l’inno nazionale delle madri lavoratrici’, qui adattato per il grande schermo da Aline Brosh McKenna, sceneggiatrice de Il Diavolo Veste Prada, portato in sala dal regista dell’ottimo Emma ed interpretato da colei che per un decennio ha ‘rappresentato’ le donne d’America in tv, si rimane di sasso nel constatare l’autentico disastro al botteghino a cui è andato incontro Ma come fa a far tutto?. Costato 24 milioni di dollari, il film della Weinstein Company ne ha incassati meno di 5 all’esordio, ottenendo inoltre un fiume di stroncature da parte della stampa americana.
Risultati impensabili alla vigilia, viste le buone premesse, e sinceramente immeritati, per non dire ingiustificati. Perché Ma come fa a far tutto? non sarà Il Diavolo Veste Prada, ne’ una di quelle commedie che rimarranno negli annali della storia del cinema, ma si fa guardare, strappando risate e consensi, soprattutto da un pubblico decisamente femminile. L’impressione, ormai concreta, è che i critici d’America si accaniscano quasi per partito preso contro Sarah Jessica Parker, indimenticata Carrie Bradshow per anni celebrata e premiata ( 4 Golden Globes vinti), e improvvisamente quasi ‘odiata’, se non vista con disprezzo. Ingiustamente. Perché se le sue ultime due fatiche, Sex and the City 2 e soprattutto Ma che fine hanno fatto i Morgan?, meritarono tutte le stroncature del caso, questo I Don’t Know How She Does andrebbe rivisto con maggiore distacco, e probabilmente rivalutato.
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Un esordio più che soddisfacente. Contagion di Steven Soderbergh ha fatto suo il box office statunitense, incassando circa 23 milioni di dollari in 72 ore (7,180 dollari la media per sala), come indovinato dal 19% di voi al Fantaboxoffice. Ci troviamo dinanzi al terzo miglior esordio americano per un film del regista, che torna così a far cassa dopo alcuni titoli alquanto deludenti. Costata 60 milioni, la pellicola della Warner dovrebbe facilmente recuperare le spese di produzione, grazie ad un cast a dir poco intrigante agli occhi del grande pubblico. Dopo quasi un mese di incredibile ed inatteso dominio scivola così in seconda posizione The Help, arrivato ai 137 milioni di dollari, dopo esserne costati 25. Un successo clamoroso. Terza posizione per un’altra new entry, ovvero Warrior. Costato 25 milioni di dollari, il film della Lionsgate ne ha incassati poco meno di 6, con una media per sala di 3,000 dollari. Le buone recensioni ottenute potrebbero comunque aumentare la vita distributiva della pellicola, chiamata ad incassi maggiori e più consistenti.
Quarta piazza e calo importante (-50.5%) per The Debt, arrivato ai 22 milioni di dollari, dopo esserne costati 20, con Colombiana della Sony ad un passo dai 30 milioni (ne è costati 40), e l’Alba del Pianeta delle Scimmie arrivato ai 168 milioni. Crollo pesante (-58.0%) per Shark Night 3D, arrivato ai 15 milioni, dopo esserne costati 25, e soprattutto per Apollo 18 (-66.5%), arrivato ai 15 milioni, dopo esserne costati solo 5. Sono invece 21 i milioni di dollari raccolti da Our Idiot Brother, che ne è costati 5, con la versione cinematografica dello show Laugh at my Pain della Codeblack Entertainment, con Kevin Hart mattatore, riuscito a raccogliere ben 2 milioni di dollari, e con appena 97 sale a disposizione, tanto da far sua la miglior media per sala, pari a 20,619 dollari. Dicono invece addio alla Top10 Spy Kids 4, con 35 milioni di dollari in tasca, dopo esserne costati 27, e Don’t Be Afraid of the Dark, con 22 milioni di dollari incassati, dopo esserne costati 25. Disastroso, infine, l’esordio di Bucky Larson: Born to Be a Star, commedia R-Rated della Sony con Christina Ricci protagonista riuscita ad incassare poco meno di 1 milione e mezzo di dollari in 72 ore, dopo esserne costati 10, e con una media per sala di appena 967 dollari.
Fine settimana variegato il prossimo, grazie alle uscite di Straw Dogs, thriller della Sony / Screen Gems, Ma come fa a far tutto?, con Sarah Jessica Parker, Il Re Leone 3D, incredibilmente lanciato in oltre 2000 cinema, e l’acclamato Drive, vincitore al Festival di Cannes.

Sembrano decisamente infreddoliti Pierce Brosnan e Sarah Jessica Parker sul set newyorkese della commedia diretta da Douglas McGrath I Don’t Know How She Does It. Tratto dall’omonimo romanzo di Allison Pearson (pubblicato in Italia con il titolo Ma come fa a far tutto?) e sceneggiato da Aline Brosh McKenna, il film approderà sugli schermi nel 2012. Del cast fanno parte anche Christina Hendricks, Olivia Munn, e Kelsey Grammer.
Questa la trama (da ibs libri) Come si fa a conciliare il lavoro in una società finanziaria, un marito talvolta noioso, due bambini piccoli e bisognosi di cure, senza dimenticare un amante online? Sono questi i crucci in cui si dibatte quotidianamente Kate Reddy, trentacinquenne in carriera che conta i minuti come le altre donne contano le calorie, costretta a destreggiarsi tra appuntamenti di lavoro, impegni familiari, massaggi, sedute dal dentista e mille altre faccende. E tutto lascia presagire che, prima o poi, la situazione non potrà che precipitare. Ma Kate è una donna che non si abbatte facilmente e ha dalla sua un’arma assolutamente invidiabile: l’ironia.
Pierce Brosnan e Sarah Jessica Parker sul set di I Don’t Know How She Does It
Fonte: Zimbio
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