L’ultimo dei Templari (Season of the Witch) regia di Dominic Sena, con Nicolas Cage, Ron Perlman, Stephen Campbell Moore, Claire Foy, Stephen Graham, Ulrich Thomsen, Robert Sheehan, Christopher Lee, Peter Linka, Matt Devere, Nick Thomas-Webster.
In un medioevo che ci riporta al tempo delle crociate, due cavalieri che hanno fatto voto di proteggere la religione cristiana dagli infedeli scelgono di disertare quando si rendono conto che sono troppi gli innocenti che cadono sotto l’ombra delle croce. Nel viaggio di ritorno dalla Terra Santa, i due cavalieri si imbattono in una epidemia di pestilenza tanto devastante da sembrare opera di una strega. Almeno questa è la giustificazione che i vegliardi della Chiesa danno di tanta violenza. Accusati di tradimento, l’unica via di salvezza per i cavalieri è quella di scortare una donna accusata di essere la strega a causa di tutto questo dolore verso una città dove alcuni monaci dovranno compiere un rituale per liberare la regione dal sortilegio maligno. Nessuno può immaginare che un pericolo ben più grande si nasconde nell’anima e nel corpo della ragazza.
Spiace dover ribadire per l’ennesima volta lo stesso concetto, ci troviamo di nuovo alle prese con un titolo di un film spiega il livello di considerazione che un certo tipo di distribuzione, in Italia, ha del suo pubblico. Season of the Witch (letteralmente La stagione della strega) misteriosamente viene tradotto come L’ultimo dei Templari, cercando un disperato traino a un Nicolas Cage nella sua versione alla Indiana Jones del modesto successo de Il mistero dei Templari (unica giustificazione plausibile per un film in cui l’ordine religioso/cavalleresco non viene nemmeno citato).
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Finalmente ci siamo. Il weekend più atteso dell’estate americana è ormai alle porte. Domani gli States saranno invasi da due blockbuster decisamente differenti, ovvero L’Apprendista Stregone, made in Disney, e soprattutto lui, il kolossal di Christopher Nolan made in Warner, ovvero Inception. Una sfida straordinaria, per due pellicole che orienteranno il loro sguardo su pubblici diversi. Ma quanto riusciranno ad incassare in queste prime 72 ore di programmazione? Nolan, come ormai tutti sappiamo, è entrato nella storia di Hollywood grazie al suo magnifico Cavaliere Oscuro, capace d’incassare esattamente due anni fa 158,411,483 dollari. Riuscirà Inception a battere questo strabiliante record? Difficile, se non impossibile. Molto più complessa invece la strada che dovrà percorrere il titolo prodotto dal Re Mida di Hollywood. Da ben 3 anni Jerry Bruckheimer non riesce a piazzare un film capace d’incassare più di 40 milioni di dollari al weekend d’esordio. Ci riuscì Il Mistero dei Templari 2 nel 2007. Riuscirà lo Stregone Cage a ripetere il miracolo? La sfida tra i due titoli è impari, con Nolan che non dovrebbe avere difficoltà a schizzare in testa alla chart, ma quanto riusciranno ad incassare? A voi i pronostici e a domenica sera per i risultati. Ovviamente anche il sottoscritto si sbilancia, prevedendo… 88 milioni di dollari per Inception, 34 per L’Apprendista Stregone!
Un folle rumour ha iniziato a diffondersi nelle ultime ore in rete. Indiana Jones 5 sarebbe ormai in direttura d’arrivo! Le riprese potrebbero iniziare l’anno prossimo, con Harrison Ford in stand-by e Shia Labeouf confermatissimo nel ruolo di Indy Jr. La storia, che andrebbe a completare definitivamente il franchise, porterebbe l’archeologo più famoso del mondo nel misterioso triangolo delle Bermuda, per un blockbuster che strizzerebbe l’occhio all’azione del passato, dimenticandosi per una volta le secchiate di CGI viste nel 4° capitolo.
Lanciato il sasso, le onde hanno iniziato immediatamente a propagarsi. Speculando sul videogioco Indiana Jones e il Destino di Atlantide, uscito nel 1992, in molti hanno sottolineato come leggenda vuole che le vestigia di Atlantide si nascondano proprio nel Triangolo delle Bermuda. Peccato che anche Il Mistero dei Templari 3 sembrerebbe concentrare la propria attenzione proprio sulla mitica Atlantide. Voci che sembrano non avere un minimo di fondamento, anche perchè appare impossibile, visti gli impegni di Spielberg, che la produzione possa partire il prossimo anno.
A meno che… Steven non ci stupisca. Voi che ne pensate?

15 miliardi di dollari. A tanto ammonterebbe la somma raccimolata dai film prodotti da sua maestà Jerry Bruckheimer, tra box office, home video ed altri sfruttamenti di tipo commerciale. 64 anni compiuti ieri (tanti auguri), Bruckheimer torna nei cinema italiani questo venerdì con G-Force, ultimo titolo prodotto e capace d’incassare 170 milioni di dollari in giro per il mondo.
In bacheca per lui ci sono 39 candidature agli Oscar, 23 candidature ai Golden Globes, 69 nomination agli Emmy Award, 16 candidature ai People’s Choice Award, 11 nomination ai BAFTA, oltre a vari MTV Award, tra cui quello per il miglior film del decennio conquistato da Beverly Hills Cop – Un piedipiatti a Beverly Hills e 20 Teen Choice Award.
30enne, Jerry sbancava i box office di tutto il mondo con Marlowe, il poliziotto privato, American gigolò (22 milioni di dollari solo negli Usa) e Flashdance (92 milioni di dollari al botteghino americano), a cui è seguito un storico sodalizio produttivo con Don Simpson, trovato morto sul gabinetto della sua casa di Los Angeles nel 1996. In 10 anni i due hanno partirito classici di Hollywood come Beverly Hills Cop (234 milioni di dollari negli Usa), Top Gun (176 milioni di dollari), Beverly Hills Cop II (153 milioni di dollari), Giorni di Tuono (82 milioni di dollari), Allarme Rosso (91 milioni di dollari), Pensieri Pericolosi (85 milioni di dollari), e Bad Boys (65 milioni di dollari) che lanciò in cabina di regia l’alter ego cazzuto e americanoide di Bruckheimer, Michael Bay.

Con l’arrivo nei cinema italiani de Il Cattivo Tenente: ultima chiamata New Orleans, torniamo ad occuparci della Box Office Story, nostra nuova rubrica settimanale, puntando i riflettori su… Nicolas Cage!
Nipote di Francis Ford Coppola, Nicholas Kim Coppola il suo vero nome, Cage cambia da subito il proprio cognome, in modo da non venire mai accostato al celebre zio. Nicolas vuole sfondare per le proprie capacità e non perchè ‘nipote di Francis Ford Coppola’. Peccato che il suo primo vero ruolo arrivi nel 1983 con Rusty il selvaggio, film diretto proprio da… Francis Ford Coppola! Un ‘conflitto d’interessi’ che per Cage si ripeterà altre due volte nel giro di 3 anni, con The Cotton Club (26 milioni di dollari negli States) e Peggy Sue si è sposata (41 milioni di dollari solo negli Usa).
Dopo In gara con la luna (altri 23 milioni di dollari sul suolo americano) Nicolas incrocia la stada dei fratelli Coen con lo splendido Arizona Junior. La pellicola incassa 22 milioni di dollari, con Cage che chiude magnificamente il 1987 con un altro boom, quello di Stregata dalla Luna, che si porta a casa solo negli States ben 80 milioni di dollari. 5 anni dopo il suo ‘esordio’ cinematografico, Nicolas comincia a diventare un volto noto ad Hollywood, tanto da iniziare a camminare con le proprie gambe, distaccandosi del tutto dal celebre ed influente zio Francis.
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The Tale of Despereaux, Yes Man, Sette Anime, Il curioso Caso di Benjamin Button, Racconti Incantati, The Spirit, Valkyrie, Marley & Me. Benvenuti al Natale cinematografico americano! Questi saranno i titoli che si prenderanno a schiaffoni da qui al 31 dicembre, senza contare un altro esercito di uscite clamorose, lanciate però in un numero ristretto di sale giusto per concorrere agli Oscar, come The Wrestler e Revolutionary Road, o l’aumento di sale per titoli già usciti come Frost/Nixon, Gran Torino, The Reader e Doubt.
Quale di questi film riuscirà ad impossessarsi dello scettro del Natale 2008? Lo scorso anno fu Io sono Leggenda a battere tutti, con 206 milioni di dollari raccolti in 20 giorni, seguito dalla sorpresa Alvin Superstar, che chiuse l’anno con 153 milioni di dollari in cassaforte, ed Il mistero dei Templari 2, che arrivò ai 142.
Quest’anno la sfida sarà decisamente più aperta ed affascinante, con film che copriranno i generi più disparati, cercando di scavalcarsi l’uno con l’altro. Chi guarderà tutti dall’alto in basso il prossimo 7° gennaio, ovvero a festività concluse? Andiamo a vederlo con i nostri pronostici, dopo il saltino…
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Nicolas Cage vestirà per la terza volta i panni del cercatore di tesori Ben Gates in un nuovo episodio della saga cominciata nel 2004 con “Il Mistero dei Templari” e proseguita nel 2007 con “Il Mistero delle Pagine Perdute”. Alla regia ci sarà nuovamente Jon Turteltaub.
Ad annunciarlo è stato lo stesso Turteltaub, in occasione del lancio in DVD del secondo film della saga. Il regista prevede di poter trovare un’idea interessante e di avere una prima stesura del copione nel giro di un paio d’anni. Poi sarà il momento del casting e delle riprese, il che significa, a conti fatti, che la pellicola verrà presumibilmente realizzata nel 2011. Personalmente non ho fretta. E voi?
Fonte: CinemaBlend
Il mistero delle pagine perdute (National Treasure: Book of Secrets) di Jon Turteltaub con Nicolas Cage, Jon Voight, Harvey Keitel, Ed Harris, Diane Kruger, Justin Bartha, Helen Mirren, Bruce Greenwood.
Diamo un’occhiata alle recensioni della stampa italiana e di alcuni cinebloggers sparsi nella rete. E naturalmente aspettiamo i vostri commenti.
Claudio Carabba del Corriere della Sera Magazine: Dopo aver risolto il “mistero dei templari, il prof. Ben Gates affronta un enigma collegato a un diario perduto e all’assassinio di Lincoln. L’attentato contro un presidente è sempre appassionante: di sicuro si sa solo che è morto. Spavaldo e acrobatico, Turteltaub ha messo al lavoro eruditi sceneggiatori, ma poi non ha avuto paura di gettarsi nella girandola di colpi di scena. Forse è per questo che ci si diverte, correndo sulla corda tesa.

La vera battaglia deve ancora iniziare, ma possiamo dire che un mezzo vincitore ormai c’è.
Il classico cinepanettone firmato De Laurentiis anche quest’anno si conferma vero mattatore delle feste, riuscendo a battere tutti, critici, blockbuster, film d’autore, indipendenti e cloni nazionali, come indovinato dal 62% di voi al Fantaboxoffice della settimana.
Natale in Crociera tocca gli 8 milioni di euro, incassati in 10 giorni, con il traguardo dei 10 milioni ormai prossimo e quello dei 20 a fine corsa probabilissimo.
L’unico che riesce a resistere alla corazzata guidata da De Sica è Leonardo Pieraccioni, con la sua Moglie Bellissima, che arriva a quota 6 milioni di euro, per quello che resta un trionfo del cinema italiano, che piaccia o no…
Tra le tante new entry della settimana chi vince la sfida è Il mistero delle pagine perdute, che incassa 1 milione e 200,000 euro, mentre deludono tutte le altre: Bee Movie si accontenta di 740,000 euro, il pessimo Leoni per Agnelli, dopo il flop americano, di appena 480,000 euro, mentre L’amore ai tempi del Colera si ferma a 380,000. In sostanza i cinepanettoni nostrani hanno letteralmente lasciato le briciole a tutti gli altri, con La bussola d’Oro che a fatica arriva ai 3 milioni di euro.
Aspettandoci i fuochi d’artificio per i prossimi 5 giorni, quando gli italiani tra un pranzo e una cena invadono le sale cinematogrfiche, per sapere chi e come ha vinto la guerra del BoxOffice Usa non vi resta che cliccare su continua…
Willow, regia di: Ron Howard. Con: Warwick Davis, Val Kilmer, Jean Marsh.Avv., col. 125 minuti. - USA 1988.
Sinossi: Il nano Willow deve sconfiggere una perfida regina cattiva che vuole uccidere tutte le neonate del regno.
Non posso farci niente. Ho una grande nostalgia per il cinema degli anni ‘80, così fertile di idee che anche un regista oggi tanto imbarazzante come Howard diede il meglio di se (qui sotto l’egida del fecondo Lucas, autore del soggetto) con film come questo o Coocon, o il grazioso Splash- Una sirena a Manhattan.
Naturalmente gran parte di questi film altro non erano che rivisitazioni di generi abbondantemente scandagliati precedentemente (l’avventuroso, con All’inseguimento della pietra verde o Indiana Jones, l’horror esoterico, con Poltergeist, il fantasy con Willow ecc..), ma portati a nuova vita grazie all’amoroso sguardo nostalgico di un pugno di (allora) giovani autori: Joe Dante, John Landis, Lucas, Spielberg, Zemeckis e pochi altri. Un po’ quello che succede negli ultimi anni (per esempio con Il mistero dei Templari o La Mummia), ma senza la stessa fantasia e, soprattutto, la spregiudicatezza.
Howard non è certo un regista a cui appassionarsi; poco più di un buon mestierante del cinema, a volte stupisce e a volte no, ma di sicuro non è quello che può chiamarsi un autori (specie quando ci prova, con film terribili come A Beautiful Mind).