
Roma. Dopo Londra, Barcellona e Parigi, è il turno per Woody Allen di fare un salto nella capitale italiana. Lo fa con To Rome with Love, un film corale, formato da quattro storie: il risultato ha diviso nettamente la critica, tra chi si è divertito e chi lo ritiene tra i risultati meno felici della carriera del grande regista americano. Restando in tema autoriale, esce oggi anche Il primo uomo, il nuovo film di Gianni Amelio presentato all’ultimo Festival di Toronto e vincitore del Fipresci. Una curiosità: il regista ha vuotato il sacco sul perché non era a Venezia. Dice che il film era prima stato selezionato proprio nel concorso, e all’ultimo momento “tagliato fuori”… I “maligni” credono per far posto a Quando la notte della Comencini. Ma sono voci.
Giunge in Italia con i favori di un Premo della Critica Internazionale in quel di Toronto Il Primo Uomo di Gianni Amelio. Siffatta considerazione per evidenziare quanto quest’ultimo lavoro del regista calabrese sia piaciuto all’estero, anche alla luce di alcune recensioni lusinghiere. Le premesse, peraltro, sono davvero altisonanti, dato che il film si basa su un romanzo incompiuto di Albert Camus.
C’è di più. In realtà, oltre a non essere stato completato, non si tratta nemmeno di un romanzo a conti fatti. Il Primo Uomo era il titolo dell’autobiografia che Camus stava ultimando prima della propria dipartita. Riesumata tra le lamiere dell’auto su cui lo scrittore morì nel 1960, fu sua figlia a dare una definitiva coerenza all’opera. In quelle pagine, ci dice Amelio, “ho ritrovato le tracce della mia Calabria nel secondo dopoguerra“. Questa empatia con l’opera originale ha permesso al regista di immedesimarsi, quasi in tutto e per tutto, con le vicende in essa contenute.
Siamo ad Algeri, dove lo scrittore Jean Cormery torna a distanza di anni, in quella terra Terra che gli ha dato i natali. Il suo è un viaggio oramai necessario, visto che in realtà non ha mai dimenticato l’Algeria. Quali che fossero le sue intenzioni prima di partire, quel soggiorno rappresenterà un’occasione, l’unica, per ritrovare sé stesso. O meglio, quella parte di lui che è rimasta lì, ossia colui che potrebbe benissimo essere il vero “primo uomo”.
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Sarà distribuito da 01 a partire da questo venerdì, 20 Aprile, l’ultimo film di Gianni Amelio, Il Primo Uomo. Premio Fipresci della critica internazionale all’ultimo Festival di Toronto, la pellicola del regista di origini calabresi tornerà in Italia e vedremo se riuscirà ad affermarsi come in Canada. Nel cast troviamo Jacques Gamblin, Catherine Sola, Maya Sansa, Denis Podalydès e Ulla Baugué. A breve la nostra recensione in anteprima.
Nel desiderio di ritrovare il ricordo del padre morto nella prima guerra mondiale, lo scrittore Jean Cormery torna in Algeria per incontrare chi l’aveva conosciuto e ripercorre parte della propria vita: l’infanzia povera, le amicizie, le tradizioni, i sogni vissuti in “un anonimato dove non esiste né passato né avvenire”, dai quali emerge la figura di un uomo ideale, quel “primo uomo” che forse potrebbe essere in ciascuno di noi.

Si è conclusa ieri la 36. edizione del Toronto Film Festival, iniziata lo scorso 8 settembre. Il festival canadese non è competitivo, ma ogni anno viene assegnato il Cadillac People’s Choice Award, ovvero il Premio del pubblico per il miglior film in cartellone. Quest’anno se lo è aggiudicato Where do we go now?, opera seconda di Nadine Labaki, la regista di Caramel che con questa sua nuova fatica aveva già raccolto consensi sulla Croisette nell’Un Certain Regard.
Where do we go now? narra le vicende di alcune donne divise dalla religione (alcune sono musulmane, altre cristiane), ma unite da una causa comune, contro tutto e tutti, contro una guerra che ha portato via i loro mariti per sempre, e unite dall’amicizia. Le donne tentano con forza di mantenere salda l’integrità del loro villaggio contro le tensioni religiose e della guerra, finché gli eventi non si fanno man mano sempre più tragici… L’anno scorso il Premio del pubblico andò a Il discorso del Re, e abbiamo visto tutti com’è finita. Il film della Labaki rappresenterà il Libano agli Oscar: si fa sempre più probabile la possibilità di vederlo nella cinquina in corsa per il Miglior film straniero.
Grande, grandissima soddisfazione anche per Gianni Amelio, che ha deciso assieme ai produttori di saltare il circuito italiano dei festival, a partire da Venezia, e approdare direttamente a Toronto per presentare il suo nuovo film, Il primo uomo. L’opera ha vinto il Fipresci della critica internazionale: una vittoria non da poco, anzi. Lo stesso premio è andato, nella sezione Discovery (opere prime e seconde), al thriller svedese Avalon di Axel Petersén.
Tra gli altri riconoscimenti troviamo Monsieur Lazhar di Philippe Falardeau, miglior film canadese, e Edwin Boyd di Nathan Morlando, miglior opera prima canadese. The Island President di Jon Shenk fa compagnia alla Labaki e vince il Premio del pubblico per il miglior documentario, mentre l’indonesiano The Raid di Gareth Evans ha vinto il premio della sezione Midnight Madness.

Il nuovo film di Gianni Amelio, l’atteso Il primo uomo, sarà al Toronto Film Festival. Ed è un’anteprima mondiale. Oggi, dopo qualche rumor negli ultimi giorni, è arrivata la conferma. Il film ha come protagonisti Jacques Gamblin, Maya Sansa e Denis Podalydès.
È il primo lungometraggio in lingua francese di Amelio, che porta sul grande schermo l’ultimo romanzo di Albert Camus, pubblicato postumo nel 1994. L’azione si svolge sul finire degli anni ‘50 con il protagonista Jacques Cormery, alter-ego di Camus, che fa ritorno in Algeria e ricorda gli anni della propria infanzia.
Il primo uomo salterà così due appuntamenti italiani, ovvero sia la Mostra del cinema di Venezia sia il Festival di Roma (anche se qui potrebbe essere ancora proiettato, visto che Roma non punta su anteprime mondiali). Una scelta “strana”, in controtendenza rispetto ai film italiani particolarmente attesi che vengono completati in tempo per la stagione dei festival nostrani: chissà come mai Amelio ha optato per un’anteprima mondiale estera? Forse è vero che il Lido viene sempre più visto come il posto in cui i critici hanno i fucili puntati contro i titoli italiani, o c’è dell’altro? L’ultimo suo film, La stella che non c’è, era in concorso al Lido nel 2006.
L’adattamento dell’opera postuma di Albert Camus, Il Primo Uomo, prenderà vita sullo schermo grazie al regista Gianni Amelio ed agli interpreti Jacques Gamblin, Denis Podalydes e Claudia Cardinale. Le riprese sono previste per il mese di aprile, fra la Francia ed il Nord Africa.
Gianni Amelio, direttore artistico della prossima edizione del Torino Film Festival, è al suo primo lungometraggio in lingua francese, di cui sta curando anche la complessa sceneggiatura (impegno che, ha assicurato, non interferirà con quello organizzativo della kermesse torinese). Luca Bigazzi sarà il direttore della fotografia, mentre Cattleya e la Gaul di Bruno Pesery si occuperanno degli aspetti produttivi.
L’azione scenica si svolgerà sul finire degli anni ‘50 con il protagonista Jacques Cormery, alter-ego di Camus, che fa ritorno in Algeria e ricorda gli anni della propria infanzia. Alla Cardinale è stato affidato il ruolo di sua madre, bellissima e sorda.
Fonte: Variety