Disponibile in versione home-video da giovedì 3 Maggio, Il Principe del Deserto, ultima pellicola di Jean-Jacques Annaud, torna a far capolino su queste pagine proprio in relazione alle edizioni DVD e Blu-Ray del film. Da noi recensito a suo tempo, dopo il salto trovate tutti i dettagli inerenti alla proposta, che porterà in dote anche una Movie Map del Qatar, luogo dove si sono svolte le riprese. Di seguito la sinossi.
Anni Trenta, Arabia. Con la scoperta del petrolio i regni confinanti di due emiri entrano in rotta di collisione: da una parte c’è il rigido e conservatore Amar (Mark Strong, Robin Hood), dall’altra l’illuminato e liberale Nesib (Antonio Banderas, La pelle che abito). Il principe Auda (Tahar Rahim, Il profeta), figlio di Amar e genero di Nesib deve fare i conti con l’amore per la sua sposa, la principessa Layla (Freida Pinto, Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni) e la durezza di suo padre. Grandioso affresco storico, il film è tratto dal romanzo “Il paese dalle ombre corte” di Hans Ruesch.
Edizione DVD. CARATTERISTICHE TECNICHE
Formato video: 2.35:1
Lingue: Italiano 5.1 Dolby Digital, Inglese 5.1 Dolby Digital
Sottotitoli: Italiano
Durata: 125 min
Contenuti Speciali: Making of – Interviste – Trailer - Credits
Gadget: Movie Map del Qatar
Packaging: Prestigiosa Ocard
Il Principe del Deserto disponibile in DVD e Blu-Ray



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Animazione. Orfani quest’anno di un film Disney o Pixar, sono due i film d’animazione che troveremo sotto l’albero. Si conclude la saga dei Minimei di Luc Besson con Arthur e la guerra dei due Mondi, in arrivo in sala con un po’ di ritardo, ma è soprattutto il turno de Il figlio di Babbo Natale, film della Aardman Animations accolto benissimo dalla critica, e perfetto film di Natale. Senz’altro, sono due valide alternative a quella tortura del nuovo lavoro di Marshall, Capodanno a New York, con cast all star buttato alle ortiche. Il cinepanettone è ovunque. E poi c’è sempre tempo per recuperare Il gatto con gli stivali.
Di seguito trovate le trame di tutti i film, i trailer italiani e le nostre recensioni.
Entrare in mondi oramai sommersi e farsi travolgere dalla loro forza: questa è sempre stata l’aspirazione di Jean-Jacques Annaud. Che si tratti dell’Africa all’epoca della Prima Guerra Mondiale (Bianco e nero a colori), di un’Abbazia benedettina nel Medioevo (Il nome della rosa), oppure ancora di un grizzly nelle zone montuose del Canada di fine ‘800 (L’orso), il comune denominatore che lega la maggior parte delle sue opere è il tentativo di immergere in un contesto.
Il Principe del Deserto non esula da tali premesse. Tratto da un romanzo di Hans Ruesch, Paese delle ombre corte, il film si svolge a cavallo tra gli anni ‘20 e ‘30 del secolo scorso. Siamo in un’Arabia ancora divisa tra molte fazioni. Due, in particolare, quella di Nesib (emiro di Hobeika) e quella di Amar (sultano di Salmaah), si contendono la cosiddetta Striscia Gialla. Zona di confine e terra di nessuno, più che di una contesa è bene parlare di differenti vedute.
Per colmare questo gap, appianando ogni incomprensione, l’accordo raggiunto dai due sovrani è il seguente: Amar (Mark Strong) consegna i propri figli in custodia permanente a Nesib (Antonio Banderas). Quest’ultimo, in cambio, s’impegna a non fare guerra per l’appropriazione di questa sconfinata distesa di terra. I due crescono senza alcun problema, ognuno assecondando la propria indole. Saleeh anela alla vita da guerriero, mentre il fratello più piccolo, Auda, coltiva velleità da studioso. Finché la loro gabbia dorata non muta in ciò che è realmente: una prigione politica.
Continua a leggere: Il Principe del Deserto: recensione in anteprima del film di Jean-Jacques Annaud
Quattro anni dopo Sa Majesté Minor, Jean-Jacques Annaud torna finalmente in sala con Black Gold, diventato per i cinema nostrani Il Principe del Deserto. A distribuire la pellicola, nelle nostre sale a partire dal prossimo 23 dicembre, la Eagle Pictures, con il primo trailer nella nostra lingua quest’oggi finalmente disponibile.
Interpretato da Tahar Rahim, Antonio Banderas, Mark Strong e Freida Pinto, Il Principe del Deserto ci conduce all’inizio del ventesimo secolo, in Arabia. Qui, sotto il sole spietato del deserto, due sultani si incontrano faccia a faccia. Tutto attorno, sul campo di battaglia, i corpi dei loro combattenti. Il vincitore Nesib, emiro di Hobeika (Antonio Banderas), detta le condizioni di pace al suo rivale Amar, sultano di Salmaah (Mark Strong). Nessuno potrà mai più reclamare i diritti della cosiddetta terra di nessuno, denominata “La Striscia Gialla”. Secondo il costume tribale Nesib “tiene in ostaggio”, adottandoli, i due figli maschi di Amar, Saleeh (Akin Gazi) e Auda (Tahar Rahim) a garanzia del trattato. Diversi anni dopo: Saleeh è un guerriero ansioso di fuggire dalla gabbia dorata e tornare nella terra del padre, mentre ad Auda interessano solo i libri e la ricerca della conoscenza. Un giorno il padre adottivo, Nesib, riceve la visita di un petroliere texano (Corey Johnson), che lo informa: il suo territorio è benedetto dal petrolio.
Nesib sogna già un regno con strade, scuole ed ospedali, tutto pagato dall’oro nero che è sotto l’arida sabbia. Ma c’è un problema: il petrolio si trova nella zona de “La Striscia Gialla”.
Ritorno dietro la macchina da presa per il regista Jean-Jacques Annaud, arriverà nei cinema italiani il 23 dicembre Black Gold (qui il trailer). La pellicola, sceneggiata da Menno Meyjes – e tratta dal romanzo La sete nera pubblicato nel 1957 dallo scrittore svizzero Hans Ruesch – vede protagonisti Antonio Banderas, Freida Pinto, Mark Strong, Riz Ahmed, Liya Kebede e Tahar Rahim, attore rivelazione ne Un Prophète di Jacques Audiard.
Inizio del ventesimo secolo - Arabia. Sotto il sole spietato del deserto, due sultani si incontrano faccia a faccia. Tutto attorno, sul campo di battaglia, i corpi dei loro combattenti. Il vincitore Nesib, emiro di Hobeika, detta le condizioni di pace al suo rivale Amar, sultano di Salmaah. Nessuno potrà mai più reclamare i diritti della cosiddetta terra di nessuno, denominata “La Striscia Gialla”. Secondo il costume tribale Nesib “tiene in ostaggio”, adottandoli, i due figli maschi di Amar, Saleeh e Auda a garanzia del trattato. Diversi anni dopo: Saleeh è un guerriero ansioso di fuggire dalla gabbia dorata e tornare nella terra del padre, mentre ad Auda interessano solo i libri e la ricerca della conoscenza. Un giorno il padre adottivo, Nesib, riceve la visita di un petroliere texano, che lo informa: il suo territorio è benedetto dal petrolio. Nesib sogna già un regno con strade, scuole ed ospedali, tutto pagato dall’oro nero che è sotto l’arida sabbia. Ma c’è un problema: il petrolio si trova nella zona di “La Striscia Gialla”. Mentre Saleeh viene ucciso durante un tentativo di fuga per tornare dal padre, tutto il peso del trattato ricade sul giovane Auda. Nesib orchestra il matrimonio di sua figlia, la principessa Leyla con Auda, per opportunismo politico, ma per i due giovani il matrimonio è simbolo di un nuovo inizio. Il loro è un amore nato quando erano bambini e ora vogliono cambiare il mondo. Ma quando incontra il suo vero padre, scopre un nuovo senso della vita basato su devozione, pietà ed umiltà. Il padre gli affida un incarico che sembra impossibile: attraversare Il Deserto di Allah, il deserto proibito. Nel corso dell’avventura, costellata di battaglie spettacolari, oltre a liberare la bella e giovane schiava Aicha, Auda si trasforma da timido ragazzo di biblioteca in leader carismatico. Lo scenario ora è pronto per lo scontro epico che porterà al controllo della “Striscia Gialla” , dei due regni e del futuro.