Venezia 65:
Il papà di Giovanna, di Pupi Avati
Il nuovo film di Pupi Avati sembra aver convinto critica e pubblico, anche se ci sono voci fuori dal coro che non sono per niente buone. Secondo me Il papà di Giovanna resta qualitativamente nella media degli ultimi film del regista.
Quindi: buone idee, buona tecnica, qualche scivolone e un po’ di superficialità. Il padre interpretato da Silvio Orlando, Michele, sembra tutto il contrario di quello interpretato da Abatantuono nel precedente La cena per farli conoscere: con la figlia Giovanna (Alba Rohrwacher) ha un rapporto strettissimo, ed è l’unico a starle seriamente vicino nel momento di maggior dolore, ovvero quando viene dichiarata insana di mente dopo aver ucciso un’amica.
Come sfondo c’è la Seconda Guerra Mondiale e del conseguente dopoguerra, e altri personaggi come l’ispettore di polizia Sergio (Ezio Greggio: troppo osannata la sua performance) e la moglie di Michele, Delia (Francesca Neri), che non si interesserà per niente alla situazione tragica della figlia.
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Venezia 65
Il papà di Giovanna, di Pupi Avati
Le speranze riposte in un leone tutto italiano si sono riaccese. Pupi Avati ci ha regalato davvero un bellissimo film! Realizzato con grande attenzione al particolare e girato con colori morbidi e seppiati come le fotografie dell’epoca, per evocare al meglio il contesto storico all’interno del quale l’azione si svolge (la seconda guerra mondiale), il film di Avati si discosta quanto più possibile da gran parte di quella che è la recente produzione cinematografica italiana, troppo vicina alle fiction televisive, e torna ad essere grande cinema d’autore.
Oltre ad una solidissima sceneggiatura, parte del merito va senz’altro riconosciuto alle straordinarie interpretazioni di Silvio Orlando e della strepitosa Alba Rohrwacher, entrambi in odore di Coppa Volpi, vere colonne portanti dell’intera pellicola. Accanto a loro Francesca Neri ed un’inedito Ezio Greggio che stupisce e dimostra di poter essere un valido interprete drammatico, se diretto da un buon regista. Ieri, durante la conferenza stampa, Greggio ha raccontato: “ho cercato, con grande umiltà, di abbandonare gli abiti del comico e di sintonizzarmi sulle onde del resto del cast per eseguire al meglio la melodia composta da un grande direttore d’orchestra com’è Pupi. A prescindere da quale tipo di storie scriverà in futuro, se Pupi mi vorrà, io ci sarò sempre.”
Belli i dialoghi, spesso sussurrati, lontani dagli stereotipi e dalle banalità. Bellissimi tutti i personaggi. Ben delineati, ben approfonditi, con caratteri sfaccettati e dinamiche complesse. Il film sarà nelle sale italiane a partire dal prossimo 12 settembre, distribuito in 250 copie. Io consiglio caldamente di andarlo a vedere, tanto per ricordarsi che il cinema italiano ha ancora molto da dire, ha solo bisogno che gli venga data fiducia.
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Mentre in molti si lamentano di avere visto svariati film pesanti quanto dei mattoni, noi un mattone vero ve lo facciamo vedere qui: si tratta della prima pietra su cui sorgerà il nuovo Palazzo del Cinema, posata dal ministro Bondi e dal sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, un paio di giorni orsono. Si è già conclusa la prima metà della 65esima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, i fan si sono fatti furbi e - anzichè bivaccare per giornate intere ai margini del red carpet - hanno studiato il sistema per occupare i posti migliori e prendersi la giornata libera.
Mentre scrivo, all’Hotel Des Bains vengono festeggiati i vincitori della sesta edizione del premio Kinéo - Diamanti al cinema. Tra i premiati di quest’anno, sono presenti al Lido: Elio Germano, Alessandro Gassman, Vittoria Puccini, Violante Placido, Micaela Ramazzotti. Un premio speciale, per il suo impegno umanitario, è stato assegnato a Natalie Portman, che nel pomeriggio ha mandato su tutte le furie giornalisti e paparazzi, rifiutandosi di farsi fotografare, riprendere o intervistare. Si spera che per domani il suo umore sia migliorato…
Altri avvistamenti della giornata: Valerio Mastandrea, reduce dal disastro/successo (dipende dai punti di vista a quanto pare) di Un giorno perfetto, una pensierosa e sfuggente Emmanuelle Beart, l’intero cast de Il papà di Giovanna e l’immancabile, divertentissimo ‘muro’ di Ridateci i Soldi, gestito da Gianni Ippoliti. Qualche messaggio lasciato da spettatori (più o meno anonimi) del Festival, lo trovate all’interno della galleria fotografica, dopo il salto.
Cartoline da Venezia 65: Diamanti al Cinema
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Sarà presentato questa sera in concorso alla 65esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia il film Il papà di Giovanna, scritto e diretto da Pupi Avati.
Avati torna ad indagare sul delicato rapporto padre-figlia, con una vicenda ricca di colpi di scena, interpretata da Silvio Orlando, Alba Rohrwacher, Francesca Neri, Ezio Greggio, Serena Grandi e Manuela Morabito.
Bologna 1938 - Michele Casali si trova a vivere una situazione disperata: Giovanna, sua figlia unica ancora adolescente, ha ucciso per gelosia la sua compagna di banco e migliore amica. Nell’ambiente borghese in cui il delitto è avvenuto la vicenda provoca forte emozione ed incredulità. Evitando il carcere, la ragazza viene ritenuta non sana di mente e perciò rinchiusa in un ospedale psichiatrico a Reggio Emilia dove rimarrà fino all’età di 24 anni (1945). Qui trovate l’interessante intervista di Cinema.it ad Alba Rohrwacher.
Caldo torrido (più del solito) oggi al Lido di Venezia, con temperature superiori ai 30 gradi ed un tasso di umidità variabile - a seconda delle ore della giornata - dal 50 al 93%… E c’è stato chi - non avendo il tempo di andare in spiaggia fra una proiezione e l’altra - ha deciso di prendere il sole e fare un pisolino sulla scalinata del Casinò. Quel che io chiamo ‘ottimizzazione dei tempi’!
E’ sbarcato all’Hotel Exelsior l’intero cast del secondo film italiano in concorso, quello di Pupi Avati che verrà presentato al pubblico domani sera: Il papà di Giovanna. Oltre ad Avati stesso, sono arrivati in laguna Francesca Neri, Silvio Orlando, Alba Rohrwacher, Ezio Greggio e Serena Grandi. Avvistato anche Joaquim de Almeida, amante di Kim Basinger in The Burning Plain.
Hanno fatto tappa alla 65esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia Eva Riccobono e Jane Alexander, mentre Takeshi Kitano ci ha salutati un’ultima volta, prima di ripartire per il natio Giappone.
Cartoline da Venezia 65: sbarcato al Lido il cast de Il papà di Giovanna di Pupi Avati
Si aprirà con il proverbiale ‘botto’ la 65esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con la proiezione di Burn After Reading dei Coen alla presenza del cast al completo, capitanato da George Clooney e Brat Pitt accompagnato da Angelina Jolie. Ma il glamour e gli eventi mondani non saranno limitati al red carpet.
Apriranno infatti i battenti tanti bei palazzi storici di Venezia, da Grassi a Cini, dal Peggy Guggenheim al Dubois. Gli eventi cominceranno il giorno prima dell’apertura ufficiale della Mostra: il 26 agosto George Clooney e Brad Pitt saranno tra i 120 ospiti della cena di beneficenza organizzata ai Granai della Giudecca per la raccolta di fondi per le popolazioni del Darfur e in contemporanea, al Palazzo Querini Dubois a Campo San Polo, festa con il pubblico per Ermanno Olmi Leone d’Oro alla carriera in occasione della proiezione della Leggenda del Santo Bevitore. E sempre dal 26 agosto al Peggy Guggenheim sarà inaugurata, all’interno di Palazzo Venier dei Leoni, un’esposizione di 7 modelli di calzature provenienti dal Museo Salvatore Ferragamo di Firenze, creati per alcune dive del cinema, tra i quali ovviamente non mancherà la scarpa che lo stilista creò proprio per Peggy Guggenheim nel 1947.
Dopo l’inaugurazione della Mostra, la festa d’inizio: si svolgerà come da tradizione sulla spiaggia dell’Hotel Excelsior dopo la proiezione della commedia dei Coen. Il 28 agosto il Valentinòs Day con doppio red carpet, doppia proiezione (al palazzo del cinema e la sera al teatro La Fenice) e party esclusivo al Peggy Guggenheim organizzato da Vogue Italia e Vanity Fair cui parteciperanno Gwyneth Paltrow e Uma Thurman e probabilmente anche Charlize Theron e Kim Basinger, protagoniste il 29 del film in concorso The Burning Plain. Il 28 è anche il giorno di un doppio evento che riguarda la città: la posa della prima pietra del nuovo Palazzo del cinema e la riapertura del Casinò di Venezia al Lido con il presidente Mauro Pizzigati.
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Pupi Avati torna in competizione a Venezia tre anni dopo aver presentato al Lido quello che è forse il suo film migliore dell’ultimo periodo, ovvero La seconda notte di nozze. Torniamo quindi a parlare de Il papà di Giovanna, film drammatico che uscirà nelle sale in contemporanea con la sua presentazione al festival il 5 settembre.
Il protagonista del film è Michele, un artista fallito, marito e padre di una piccola che si chiama Giovanna. L’uomo cerca di educare la bimba nel miglior modo possibile, ma non è così facile. Giovanna un giorno uccide la sua migliore amica, viene ritenuta malata di mente e spedita in un ospedale psichiatrico dove resterà per molti anni. La madre Delia rinnega la famiglia e la stessa Giovanna, e solo il padre le resta vicino…
Il cast è formato da Silvio Orlando, Francesca Neri, Alba Rohrwacher e Ezio Greggio.
Trovate il trailer dopo il salto.
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Finalmente sappiamo quali sono i film che vedremo alla 65a Mostra del Cinema di Venezia. L’altr’anno esordii dicendo che il programma di Venezia 64, sulla carta, lasciava un po’ d’amaro in bocca per alcuni nomi che non comprendeva. Col senno di poi mi sono dovuto ricredere: fu una grandissima edizione.
A caldo però quest’anno direi la stessa cosa, sempre pensando a quei nomi che alla fine non sono nel cartellone di quest’anno. Forse si dà troppo peso alle mancanze e troppo poco ai nomi presenti (che non mancano e sono di qualità). Per esempio manca il Milk di Van Sant, e la sua assenza si sentiva nell’aria già da un po’ di giorni. Manca lo strombazzato W. di Stone: ma la sua presenza era per il sottoscritto improbabile sin da subito. Manca Genova di Winterbottom, e manca l’Australia luhrmanniano.
Queste le mancanze più “sentite”, perché nell’aria da tempo o comunque accreditabili da molte fonti. Ma se abbiamo perso quei nomi, ci sono alcune conferme. E sorprese. Per l’America sono confermati l’esordio dello sceneggiatore Arriaga, i nuovi Demme, Bigelow, Aronofsky. Bella la selezione orientale, con il “prezzemolo” Kitano, e due grandi maestri dell’animazione quali Miyazaki e -sorpresa!- Mamoru Oshii. Quattro e non tre i film italiani: Corsicato, Avati, Özpetek e Bechis.
Dopo il salto tutti i titoli dei film in concorso di Venezia 65.

Si è conclusa a Roma, da poche manciate di minuti, la conferenza stampa di presentazione della 65. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica che avrà luogo al Lido di Venezia dal 27 agosto al 6 settembre. Il Presidente della Biennale di Venezia Paolo Baratta e il Direttore del settore Cinema Marco Müller hanno dato annuncio dei film che verranno proiettati al Festival. La selezione ufficiale comprende le sezioni: Venezia 65 - In Concorso, Fuori Concorso, Orizzonti e Corto Cortissimo.
Molte le conferme alle nostre previsioni: The Wrestler di Aronofsky; Gake no ue no Ponyio del maestro Hayao Miyazaki; The Hurt Locker di Kathryn Bigelow; The Burning Plain, esordio alla regia dello sceneggiatore Guillermo Arriaga; Akires to Kame dell’immancabile Takeshi Kitano; oltre agli italiani Il papà di Giovanna di Pupi Avati e Un giorno perfetto di Ferzan Ozpetek. In più, saranno presenti jonathan Demme con Rachel Getting Married, Oshii Mamoru (maestro dell’animazione nipponica) con The Sky Crawlers e gli italiani Pappi Corsicato e Marco Bechis con, rispettivamente, Il seme della discordia e BirdWatchers.
Molti anche i pronostici disattesi, non vedremo infatti Milk diGus Van Sant, nè il corale Crossing Over; assenti anche Genova di Winterbottom; il tanto atteso Australia; Righteous Kill dell’accoppiata Pacino-DeNiro. Da segnalare un’interessantissima chicca presente nella sezione Fuori Concorso: Orfeo 9 di Tito Schipa Jr., film del 1973 che potremmo definire come la prima vera rock-opera italiana. Per il programma completo del festival, vi rimandiamo al Sito Ufficiale.
Carlo Rossella, alla presentazione del listino Medusa per la prossima stagione cinematografica, si è lasciato sfuggire, con una piccola frase, qualche grossa news su Venezia 65: “a Venezia abbiano tre film”. Nulla di male, se la conferenza ufficiale della presentazione del cartellone veneziano non si tenesse tra circa un mese.
Il primo film in realtà è il film d’apertura della Mostra, ossia Burn after Reading dei Coen. Per quanto riguarda invece il secondo film indiscrezioni direbbero che si tratta di The Burning Plain, esordio alla regia dello sceneggiatore Guillermo Arriaga, sceneggiatore di tutti i film di Alejandro González Iñárritu. Al centro della storia c’è il rapporto difficile tra una madre (Kim Basinger) e una figlia (Charlize Theron).
Il terzo film -ma non è confermato e sicuro come il film precedente- potrebbe essere il nuovo film di Pupi Avati dopo il fiacco Il nascondiglio, Il papà di Giovanna, titolo che gira nell’aria da un po’ di giorni…