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Adrien Brody: "Il Pianista è un film che mi spaventa"

pubblicato da Carla Cigognini

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L’attore Adrien Brody si confida a Panorama Icon:

“Il Pianista? Quel film mi spaventa. Mi disturba. E in un certo senso mi distrugge. Dopo averlo girato non ho mangiato per mesi. Non lo vedo da dieci anni, da quando fu presentato a Cannes. (…) Come regista mi piacerebbe girare un film intimo, una storia di famiglia incentrata sulla complessità delle relazioni umane e che abbia sullo sfondo un forte tema di rilevanza sociale. (…) Mi sono fratturato il naso due volte, sul set di Summer of Sam e facendo sport. Il bello è che c’è gente convinta che mi sia rifiutato di aggiustarlo per ottenere una faccia più interessante. La verità è che mi sono semplicemente accettato nella nuova versione cubista”.

Il pianista (The Pianist) è un film del 2002 diretto da Roman Polanski, tratto dal romanzo autobiografico omonimo di Władysław Szpilman. La pellicola vinse tre Oscar: film sceneggiatura, regia, miglior attore Adrien Brody.

Cineblog Consiglia - Il pianista

pubblicato da carloprevosti

Il pianistaIl pianista di Roman Polanski, con Adrien Brody, Thomas Kretschmann, Frank Finlay, Emilia Fox.

In onda su Rete 4, questa sera (26 gennaio) alle ore 21.10

Il 27 gennaio è il Giorno della Memoria, una ricorrenza istituita nel 2000 dal Parlamento italiano che ha voluto dedicare questa giornata alla commemorazione delle vittime del nazismo e del fascismo, dell’Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.

Rete 4 anticipa la concorrenza (chissà poi perché) proponendo una serata intera dedicata alla Shoa con Il pianista, capolavoro (in parte autobiografico) di Roman Polanski che visse in prima persona la terribile esperienza della guerra e del rischio di essere deportato nella Germania nazista.

Il film, che valse a Polanski la Palma d’Oro a Cannes nel 2002 a tre premio Oscar, racconta la vera storia del pianista ebreo Władysław Szpilman e la sua epopea che lo vide sopravvivere all’invasione della Polonia da parte delle truppe tedesche, l’occupazione di Varsavia, la creazione del ghetto, la vita e la sopravvivenza nel ghetto e la sua fuga e sopravvivenza fuori dal ghetto, fino alla liberazione della città da parte dell’Armata Rossa.

Nei panni del protagonista uno straordinario Adrien Brody, qui alla sua consacrazione (anche se poi si è perso un po’ via), capace di lavorare sul suo corpo e di scavarlo per dimostrare quanto la sofferenza della lunga segregazione abbia segnato l’anima e il fisico dei sopravvissuti. Władysław non è un eroe e nella sua fuga si riduce a regredire da essere umano a topo nascosto nella sua tana. La vita è l’unico bene che può essere salvaguardato.

Lo scopo della giornata della memoria è quello di non dimenticare, anche il cinema da questo punto di vista può fare la sua parte. Per questo vi segnalo il Cult de sac su questo tema, pubblicato in questi giorni lo scorso anno.