La commedia italiana alla conquista dei mercati esteri. Ex di Fausto Brizzi da un paio di settimane è sbarcato in Spagna, riempendo di cartelloni pubblicitari, ad esempio, città come Barcellona. L’esordio nei cimema spagnoli è avvenuto il 24 luglio, all’8° posto, con 158 copie e 219,819 euro portati a casa. Con il 2° weekend il film è sceso al 10° posto, perdendo solo il 25.4% degli incassi e aggiungendo altri 164,054 euro, per un totale di 539,110 euro.
In quest’ultimo fine settimana, con una riduzione sostanziosa delle copie a disposizione, il film ha perso solo il 15% degli incassi, arrivando così a quota 620.000 euro. Una conferma per Brizzi e per il suo ottimo Ex, autentica sorpresa romantica del cinema italiano di quest’ultima stagione. Da sottolineare, infine, anche l’uscita di Imago Mortis, co-produzione italo-spagnola. Dopo aver floppato da noi, il film ha esordito al 5° posto il 24 luglio scorso, portandosi a casa 318,701 euro, diventati più di 700,000 dopo quest’ultimo weekend, che ha visto la pellicola scivolare via frettolosamente dalla top10.
Smile di Francesco Gasperoni, con Robert Capelli Jr., Harriet MacMasters-Green, Antonio Cupo, Manuela Zanier, Mourad Zaoui.
Un gruppetto di sette amici parte per una vacanza di puro relax alla scoperta della natura del Marocco. I ricordi del viaggio vengono immortalati da una piccola macchina fotogradica che ha però qualcosa di misterioso. Dal primo scatto la spensierata vacanza tra ragazzi si trasforma in un incubo. Qualcosa di oscuro insegue i ragazzi nella radura si sono accampati e la fuga sembra l’unica via di salvezza. Una presenza li assale e il gruppo diventa preda di un essere assetato di sangue e di vendetta. Tornare a casa vivi diventa così il loro principale desiderio.
Titoli di testa. La prima cosa che viene da chiedersi, quando il buio scende in sala e il proiettore inizia a lanciare il fascio di luce sullo schermo, è come abbia fatto un film (che sulla carta promette di essere un tradizionalissimo horror estivo, senza grandi pretese) ad aver ricevuto i contributi del Ministero perché riconosciuto di interesse culturale. Il dilemma rimane insoluto fino al termine dei titoli di coda e lascia solo un’insaziabile desiderio di comprendere quali siano i metri di valutazione con cui vengono esaminati i progetti dalla commissione che ne decide le sorti.
Flash back. In attesa dell’inizio delle proiezioni, sfogliando il press book consegnato ai giornalisti presenti, non si può fare a meno che notare alcune perle riferite al regista esordiente, ma non certo di primo pelo. Francesco Gasperoni, parlando di ispirazioni e di registi preferiti, dichiara che come sogna di diventare un mix tra Sergio Leone e Sergio Marchionne. Rimango ammutolito. Proseguo per leggere la biografia del regista e scopro che Gasperoni si laurea in Scienze politiche e inizia a lavorare come aiuto regista. Non pago del pezzo di carta si laurea anche in Farmacia, diventa anche assistente in università nei laboratori di analisi clinica e di biochimica applicata e si iscrive anche alla facoltà di Fisica. Chissà come poi diventa amministratore di un parco divertimenti nei pressi di Viareggio, a cui collabora anche Carlo Rambaldi.

Vagando per la rete non è difficile trovare qualcosa di interessante che riguardi tutto l’immenso mondo del sommerso cinematografico, di quelle piccole produzioni indipendenti che non vedranno mai la luce dei canali distributivi principali. A titillare l’attenzione dei naviganti, in questi giorni, si candida il trailer di The Hunt, un horror-splatter indipendente. Non capita di vedere tutti i giorni una produzione italiana realizzata in inglese e sottotitolata, e questo tende decisamente ad attirare l’attenzione.
Andando a informarsi meglio (sul sito ufficiale della produzione www.thehunt.it) si scopre che il trailer riguarda un film scritto e diretto dal romano Andrea Iannone, classe 1988, regista e critico cinematografico fortemente appassionato di horror e splatter e qui al suo esordio con un lungometraggio. Il sito, inoltre, riporta come data di presentazione ufficiale della pellicola all’interno del circuito off romano il 31 ottobre 2009. The Hunt racconta la storia del perfido Aldous il quale tiene prigioniero un mostro in cantina finché un giorno la bestia imprigionata scappa dalle grinfie del carceriere. Comincia la caccia che dà il titolo al film e che vede coinvolti lo stesso Aldous, il cacciatore di mostri Markus e un detective americano di nome Mitchell.
L’horror, è risaputo, in Italia ha sempre avuto un trattamento particolare: amato alla follia da uno zoccolo duro di appassionati, il genere è sempre stato più o meno snobbato da produttori, distributori e dalla maggior parte della critica “nobile”. Eppure in Italia, storicamente, hanno fatto capolino alcuni dei più grandi esecutori del genere, da Freda ad Argento, passando per il grandissimo Mario Bava. Ultimamente, con il claudicante ritorno di Dario Argento e la produzione di Imago Mortis, l’horror, sulla scia di un paese come la Spagna dove il genere è ampiamente rispettato e ottiene grossi risultati, sembra essere tornato in auge agli occhi del grande pubblico generalista. Con chiari esempi come quello di The Hunt, in ogni caso, possiamo dirci sicuri che lo zoccolo duro di appassionati osservatori e realizzatori di horror non verrà mai meno. Dopo il salto il trailer di The Hunt. Che ne pensate?
Continua a leggere: Il trailer di The Hunt, horror indipendente italiano

Morto e defunto. L’horror in Italia non tira davvero più. Possiamo metterci definitivamente una croce sopra? Probabilmente, e a malincuore, sì, possiamo. Da anni ormai il genere vivacchia, tira avanti, raccogliendo spesso autentiche briciole al botteghino. Non solo l’horror italiano, scomparso ormai da decenni, ma tutto il genere evidenza segni di stanchezza e di un clamoroso disinteresse.
Vero è che in moltissimi casi la maggior parte dei titoli vengono letteralmente buttati allo sbaraglio, in balia della concorrenza, con poche copie a disposizione se non addirittura in periodi sicuramente non cinematografici, come l’estate. Ma è anche vero che film capaci di incassare cifre da capogiro ovunque qui in Italia incassino poco o nulla.
Non ci credete? Leggende metropolitane? Perfetto, cliccate su continua allora. Partendo dall’ultimissimo caso, quello di Venerdì 13, vi dimostreremo, con i numeri, il disastro di 37 titoli “horror” usciti negli ultimi 5 anni. C’è da avere paura solo a leggerli…
Continua a leggere: Inchiesta Box Office: l'horror in Italia è definitivamente morto?

Un vero e proprio caso comico. Continua a volare Paul Blart: Mall Cop al box office Usa, con altri 21 milioni di dollari e mezzo raccolti nel weekend appena trascorso. Sono 65 per ora i milioni di dollari incassati dal film, costatone appena 26, che lancia definitivamente la stella Kevin James, pronto a dar vita ad un’autentica saga. Solo secondo, ma sicuramente “felice”, Underworld: La ribellione dei Lycans. Il terzo capitolo dell’eterna guerra tra vampiri e licantropi conferma l’amore dei fan nei confronti della saga, con oltre 20 milioni di dollari incassati. Ne è costati 35, potrebbe chiudere a quota 50. Sicuramente un ritorno positivo…
Chi non molla il podio è il mitico Clint Eastwood. Il suo Gran Torino, snobbatissimo dagli Oscar, è ormai una conferma. Sono 97 i milioni di dollari incassati dal film, autentica sorpresa di questo gennaio 2009. Chi delude, invece, è il fantasy Inkheart - La leggenda di Cuore d’Inchiostro. Il film incassa meno di 8 milioni di dollari, con una media per sala inferiore ai 3000 dollari. Difficilmente arriverà ai 20 milioni di dollari. Cali contenuti invece per Hotel Bau e My Bloody Valentine 3-D, che arrivano ai 37 milioni di dollari, mentre approfitta della pioggia di nomination agli Oscar The Millionaire, che balza dal 10° al 5° posto, all’11° settimana di programmazione, arrivando aai 56 milioni di dollari.
Arriva ai 48 milioni di dollari Bride Wars, ai 111 Il curioso caso di Benjamin Button, mentre deludono due uscite particolarmente attese. Autentico flop Outlander, con una media per sala di 657 dollari, così come Killshot, con una media per sala di poco superiore ai 2000 dollari. Ed in Italia? Quanto sarà riuscito ad incassare Italians? Andiamolo a scoprire insieme…

Alla faccia della crisi economica. Terzo weekend con segno +, rispetto all’anno scorso, per il box office Usa di questo 2009, sommerso di bei dollaroni sonanti. A trionfare, in quello che è stato il Martin Luther King Weekend, la commedia Sony Paul Blart: Mall Cop. Prodotto da Adam Sandler ed interpretato da Kevin James, il film ha sbancato il botteghino, sfiorando i 34 milioni di dollari d’incasso, con una media per sala di 10,751 dollari. Costato appena 26 milioni di dollari, è facile che possa anche avvicinarsi ai 100 milioni, per un personaggio che, statene certi, rivedremo in uno scontato sequel…
Dietro James troviamo l’inossidabile Clint Eastwood con il suo Gran Torino. Non molla la presa il vecchio Clint, arrivato all’incredibile cifra di 73 milioni di dollari, dopo esserne costati 33. Il film di Eastwood che più ha incassato negli States è il mitico Gli Spietati, che arrivò ai 101 milioni di dollari nel 1992. Riuscirà Gran Torino ad abbatterlo? Probabilmente sì. Interessanti anche i dati per le altre new entry del weekend. E’ ottimo l’esordio per My Bloody Valentine 3-D, che sfiora i 22 milioni di dollai, così come quello di Notorious, strepitoso con 21 milioni di dollari e mezzo e la più alta media per sala della top10, superiore ai 13000 dollari, e Hotel Bau, che brinda con quasi 18 milioni di dollari.
Dietro i magnifici 5, tutti più o meno felici, troviamo La mia Miglior Nemica, arrivato ai 38 milioni di dollari, Il mai Nato, arrivato ai 31 milioni, Defiance, che risale arrivando ai 10, The Millionaire, che approfitta dei Golden Globes, arrivando ai 47 milioni, Io & Marley, arrivato ai 133 milioni, Il Curioso caso di Benjamin Button, fermatosi ai 102, e Sette Anime, che saluta tutti con 70 milioni di dollari in tasca. E in Italia? Australia sarà riuscito a spodestare Muccino? Andiamolo a scoprire…
Grandi uscite attendono i cinefili da questo venerdì in sala, e c’è addirittura l’imbarazzo della scelta. In ordine alfabetico, ecco ciò che subito bisogna segnarsi in agenda: Ed Harris che torna in cabina di regia con Appaloosa, western che ha scatenato applausi a Roma; Australia, che è di Luhrmann e questo basta a farci entrare in sala, nonostante le critiche; l’horror italiano Imago Mortis, vista la curiosità che ha scatenato; Tony Manero, grande vincitore a Torino 26; il “piccolo” Vuoti a rendere, film ceco che è stato accolto decisamente bene.
Non vi bastano cinque film? Potete scatenarvi anche con Chihuahua parlanti e un avventuroso per famiglie da gustarsi in tre dimensioni. Trovate tutte le recensioni dei film in uscita questa settimana di seguito.
Appaloosa: New Mexico, 1882. Virgil Cole ed Everett Hitch sono due pistoleri chiamati dagli abitanti di Appaloosa per fermare i soprusi di Randall Bragg, spietato ranchero che perseguita la città. A complicare il tutto sarà l’arrivo di una bella vedova, capaci di mettere in pericolo l’inossidabile amicizia dei due. Seconda regia di Ed Harris, che torna dietro la macchina da presa con un western. Nel cast, oltre allo stesso Harris, anche Viggo Mortensen, Renée Zellweger e Jeremy Irons. Presentato al Festival di Roma. Qui la nostra recensione.
Australia: Australia, 1939. Lady Sarah Ashley, nobildonna dal matrimonio infelice, è in cerca del proprio marito da riportare a casa. Peccato che una volta arrivata la donna si ritrovi catapultata in un impensabile avventura. Improvvisamente vedova e con una mandria di 1500 capi di bestiame da portare immediatamente in città, Lady Ashley dovrà combattere contro il barone del bestiame King Carney, che vuole la sua proprietà, ed il suo terribile tirapiedi. Ad aiutarla un magico bambino meticcio ed uno scontroso e rude Mandriano, che la porterà lungo le sperdute ed immense lande dell’amore… Dopo anni e anni di assenza, finalmente Baz Luhrmann porta il suo quarto film (il film della vita) al cinema. Con Nicole Kidman, Hugh Jackman, David Wenham e Bryan Brown. Qui la nostra recensione.
Il film horror italiano Imago Mortis arriva il 16 gennaio nelle sale italiane (qui la nostra recensione in anteprima) e in alcuni cinema potrete anche voi sperimentare la simpatica Cabina della Morte e farvi scattare una terrificante foto tessera. Non ci hanno detto cosa succede nella cabina quindi non ci prendiamo la responsabilità della vostra esistenza.
Ecco dove troverete il prossimo fine settimana la Cabina Mortis:
- venerdì 16 gennaio, UCI Bicocca, Milano – dalle ore 17 alle 23;
- sabato 17 gennaio, Medusa Cinema Cerro Maggiore – dalle ore 17 alle 23;
- domenica 18 gennaio, Medusa Cinema Rozzano – dalle ore 16 alle 22.
Qui potete leggere l’intervista al regista Stefano Bessoni mentre qui potete vedere il trailer del film.
Entrate anche voi nella cabina di Imago Mortis



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Imago Mortis (Imago Mortis, Italia, Spagna, Irlanda, 2008) di Stefano Bessoni. Con Alberto Amarilla, Oona Chaplin, Leticia Dolera, Geraldine Chaplin, Alex Angulo, Francesco Carnelutti, Silvia De Santis, Francesco Martino, Kenji Kohashi, Jun Ichikawa, Paolo De Vita, Matteo Danese, Franco Pistoni, Anna Cuculo, Lorenzo Pedrotti, Fabiola Palmas, Gioele Calorio, Alessia Cardella.
Quattro secoli dopo esser stata inventata, la Thanatografia ricompare nelle sinistre ed inquietanti stanze di una scuola di cinema. Ad incrociarne la strada Bruno, ragazzo spagnolo dal passato tormentato, ipersensibile e visionario, a tal punto da percepire strane apparizioni, che lo porteranno verso una verità fatta di morti, fantasmi e misteri…
Se gli spagnoli son riusciti a reinventare il cinema d’orrore degli ultimi anni, con Amenabàr, Balagueró o lo stesso Del Toro, perchè non provarci anche noi italiani? Questo avrà pensato, e purtroppo gli avranno fatto pensare, l’esordiente Stefano Bessoni, reo di aver realizzato un film troppo pretenzioso, basato su un’idea interessante, con qualche buono spunto, ma mal sceneggiato, montato e soprattutto recitato…
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Ha suscitato la nostra e la vostra curiosità. Sul web se ne parla già da un po’, così abbiamo colto la palla al balzo e abbiamo intervistato Stefano Bessoni, regista dell’horror Imago Mortis, in uscita nelle nostre sale il 16 gennaio grazie a Medusa. E così gli abbiamo chiesto qualcosa di più sul film, ma anche sui suoi gusti cinematografici, sulla situazione del cinema in Italia, soprattutto di quello di genere…
Chi è Stefano Bessoni? E da dove nasce la storia di Imago Mortis?
Sono una persona che è ossessionata dalle immagini e che per trasformare questa patologia in qualcosa di costruttivo altra scelta non ha avuto del dedicarsi al cinema. Ho trascorso anni a disegnare e a produrre film indipendenti, prima di approdare, dopo tanti sacrifici, alla realizzazione del mio primo progetto importante: Imago Mortis.
Imago mortis è nato dal desiderio di costruire una favola nera incentrata proprio sull’ossessione per le immagini, una fiaba gotica popolata di spettri terribili, di ragazzi indifesi che cercano di sfuggire ad un gioco sanguinario, di anime candide che, dopo un’esistenza tormentata, non esitano a sacrificarsi nel nome del bene.
In molti abbiamo pensato, leggendo la trama del film e lo spunto della Thanatografia, a 4 mosche di velluto grigio di Argento: è a suo modo anche una citazione? Come ti poni con la sua filmografia?
Sinceramente non amo particolarmente il cinema di Dario Argento. Non era quindi mia intenzione fare citazioni dirette ed ogni riferimento è puramente casuale. Però ha partecipato ad una delle innumerevoli stesure dello script Richard Stanley, collaboratore ed estimatore di Argento, che ha messo dentro piccoli riferimenti, come il nome della signora “Nicolodi”. Certo, in 4 mosche di velluto grigio si parla di persistenza retinica e di immagini catturate dopo la morte, ma quello che mi interessa è il lato scientifico e gli studi fatti attorno a questo fenomeno, non certamente la personale lettura proposta da tale film.
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