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Tutti gli articoli con tag inland empire

CineBlog consiglia: Mulholland Drive

pubblicato da Gabriele C.

Mulholland DriveMulholland Drive (Mulholland Drive, USA, 2001) di David Lynch; con Laura Elena Harring, Naomi Watts, Justin Theroux, Ann Miller, Dan Hedaya.

Stasera, 23.30, Rete 4

Rita ha perso la memoria dopo un incidente sulla Mulholland Drive; Betty, aspirante attrice, l’aiuta nella ricerca della sua identità. Nello stesso tempo un regista viene costretto da un gruppo di mafiosi a prendere una ragazza per il suo film. Rita e Betty si innamorano, finché un giorno Rita non trova una scatola cubica blu: prova a inserire la chiave che ha avuto sempre con sé e la scatola si apre…

Da questo momento la m.d.p. di Lynch entra letteralmente nel buio della scatola, e nulla sarà mai più come prima. I ruoli si scambiano, il buio prende il sopravvento, e il delirio inizia a fare davvero paura. Mulholland Drive è un altro tassello nel percorso del grande regista verso la scoperta delle inquietudini e delle possibilità del sogno e del cinema, dopo Strade perdute e prima di INLAND EMPIRE.

Per chi scrive, si tratta del suo miglior film, e di un capolavoro assoluto, tra i più belli degli ultimi anni (e non solo). Le luci, i suoni, le musiche (di Badalamenti, sempre bravo) avvolgono lo spettatore in un incubo incomprensibile alla prima visione, ma di grande lucidità alla seconda. Consiglio per chi lo vedrà la prima volta: le inquietudini che Mulholland Drive regala nei suoi 145 minuti sono tante, lasciatevi affascinare. Le teorie sulla trama (che c’è, e in fondo paradossalmente non è proprio complicata) ve le farete dopo e le delucidazioni arriveranno. Sognate con Naomi Watts, e percorrete con lei il suo folle percorso. Ma mi raccomando, fatelo in silencio.

Cinebloggers Connection: il meglio del 2007

pubblicato da Gabriele C.

Ratatouille - Io non sono qui - Lettere da Iwo Jima

Ormai da due mesetti ci siamo lasciati il 2007 alle spalle, ed un nuovo anno (cinematografico) è iniziato, con grandi film del calibro di Into the Wild, Cous cous, Il petroliere e Non è un paese per vecchi. Noi abbiamo detto la nostra, con le classifiche della redazione dei migliori dell’anno e dei peggiori, e anche voi vi siete espressi.

E’ il momento, anche per dare la possibilità a chi si è perso qualche pellicola e magari vorrebbe recuperarla, di andare a vedere la classifica dei blogger cinefili di Cinebloggers Connection (tra cui c’è il nostro Infamous), che hanno votato i film lungo l’anno e li hanno recensiti nei loro personali blog. Visto che ne abbiamo la possibilità, le precedenti sei posizioni, dall’11 al 16, alla top ten vedono INLAND EMPIRE, Hot Fuzz, Breakfast on Pluto, Soffio, L’arte del sogno e Grindhouse - A prova di morte.

Iniziamo dalle prime tre posizioni; dopo il salto potrete leggere gli altri sette nomi:

1. Ratatouille di Brad Bird

2. Io non sono qui di Todd Haynes

3. Lettere da Iwo Jima di Clint Eastwood

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The Unknown David Lynch Parte 1

pubblicato da Mario B.

lynch unknownIl museo più importante di Los Angeles, che è poi anche fondazione per la diffusione della cultura in ogni sua forma, ovvero il Los Angeles County Museum of Art (meglio conosciuto con l’acronimo LACMA), ha dedicato una intensa rassegna-evento di due giorni ad uno dei registi/autori/artisti più significativi (ed al tempo stesso discussi) non solo del nostro tempo, ma dell’intera storia della settima arte (e non solo): David Lynch.

Scopo principale degli organizzatori è stato mostrare il volto meno conosciuto di Lynch, esulando una volta tanto dalla banale messa in schermo dei suoi capolavori ormai mandati a memoria da ogni esegeta della macchina da presa che si rispetti. Il tutto si è svolto in tre sezioni principali, incastonate in modo perfetto per essere fruite in sequenza. La prima parte, di cui parlerò in quest’articolo/recensione, è stata dedicata alla proiezione del famoso per quanto invisibile David Lynch Documentary.

David Lynch Documentary (blackANDwhite, 2007): Realizzato nel 2007, e filmato da un regista sotto pseudonimo blackANDwhite (le voci si sono rincorse numerose, da chi diceva fosse in realtà Lynch stesso a chi azzardava altri registi più o meno famosi, Spielberg e Cronenberg su tutti), questo progetto sperimentale, girato in un mix di bianco/nero e sporadici schizzi di colore, mira a rimandarci un’immagine più calda di un regista misterioso e geniale.

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I film peggiori e migliori 2007 secondo i lettori di Cineblog

pubblicato da Carla Cigognini

cinema mdpE dopo aver postato i film preferiti del 2007 della redazione di Cineblog, dopo avervi fatto andare in escandescenza con i peggiorieccoci a voi. Ai vostri film amati ed odiati, alla vostra classifica del meglio e del peggio del cinema 2007.

C’è di tutto, devo dire. Parecchio citati sono La promessa dell’assassino di David Cronenberg, 300 (sia per i migliori che per i peggiori) e Across The Universe, amatissimo Ratatouille, sbeffeggiato Ho voglia di te; ma naturalmente ci sono anche Grindhouse, Transformers ed i Simpsons.

Ma inutile stare qui a fare il riassunto, lasciamo la parola a voi. Ora scannatevi pure. Questo post è tutto vostro.

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I peggiori film del 2007 secondo Cineblog

pubblicato da Carla Cigognini

peggiori film 2007E dopo aver postato i migliori film del 2007 eccoci con i più brutti. A volte parliamo di pellicole che veramente ci hanno raccapricciato, a volte si tratta di ’semplici’ delusioni ma che sempre hanno lasciato l’amaro in bocca.

Fate caso a Grindhouse e a INLAND EMPIRE, sono in entrambe le classifiche. Mistero del cinema. Non vediamo l’ora di leggere i vostri film odiati ed amati. Ne vedremo delle belle.

Ed ora sotto con i nostri film peggiori. Voi siete d’accordo, gente? Avete visto roba più brutta? Ma soprattutto: INLAND EMPIRE e Grindhouse come li considerate? In o Out?

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I migliori film del 2007 secondo Cineblog

pubblicato da Carla Cigognini

cinema popcornE anche questo 2007 è finito. Chiudiamo l’anno con la nostra personale classifica dei migliori film visti al cinema. Ne abbiamo scelti 5 a testa (anche meno a volte) con una mini recensione che spiega la nostra motivazione. Domani pubblicheremo i nostri peggiori e come vedrete anche noi della redazione abbiamo pareri discordanti.

Film che sono stati amati da qualcuno ed inseriti qui sono anche nella lista dei peggiori per qualcun altro. Come si dice allora? Anche al cinema i gusti non si discutono.

Vi ricordiamo che avete ancora tempo per mandare i vostri pareri su questo anno cinematografico. Cliccate qui per sapere come. Il 2 gennaio pubblicheremo le vostre classifiche. Non mancate.

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Le colonne sonore del 2007 da non perdere

pubblicato da Gabriele C.

L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert FordSe dovessi pensare alla colonna sonora che più mi ha colpito in questo 2007 direi senza dubbio quella de L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford. Se poi dovessi pensare a quale continuo ripetutamente ad ascoltare, senza annoiarmi mai, direi quella di Grindhouse - A prova di morte, magari intervallata da qualche brano di Planet Terror, soprattutto il suo Main Titles (in realtà anche il vero tema principale dell’intero progetto Grindhouse).

Per quanto riguarda le musiche dei film, il 2007 è un anno tutto da ascoltare e riscoprire. Non basterà certo un nostro post per riassumere tutte le soundtrack più belle dell’anno, però è uno spunto, una libera visione per ripercorrere l’anno cinematografico dal punto di vista delle note. Quelle che leggerete subito qui sotto sono le scelte di una persona sola, non di tutta la redazione, e non sono per questo oggettivamente le più rappresentative del 2007: anche perché molti film non li ho visti e alcune colonne sonore non le ho sentite. Ecco quindi le 15 colonne sonore da non perdere.

L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford di Andrew Dominik - Musiche di Nick Cave e Warren Ellis
La soundtrack più emozionante dell’anno. Nel bel film di Dominik, la parte tecnica è inattaccabile. La cosa migliore, comunque, resta la musica: provare per credere con il brano Song for Jesse, sospeso quasi in un limbo onirico, o Rather Lovely Thing, la prima traccia del cd. Ma il momento più alto resta What Must Be Done, che conquista chi ha visto il film, chi l’ha amato, chi l’ha odiato e chi non sapeva della sua esistenza. Non manca qualche brano più energico, ma il clima resta quello della malinconia.

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Il cinema d'essai: diatriba su Il Manifesto

pubblicato da Carla Cigognini

Ci arriva la segnalazione di una diatriba cinematografica insorta sulle pagine de Il Manifesto. Vediamo di raccontarvela dall’inizio. Dunque, prima di tutto riportiamo le parole di Cesare Petrillo della Teodora film distribuzione:

Cari amici, venerdi 28 settembre, in occasione della proiezione seguita dalla conferenza stampa di Angel, ho fatto una breve introduzione in cui lamentavo la quasi sparizione del cinema d’essai in Italia. Dicevo infatti che a parte i film americani a budget miliardario, e alcune produzioni italiane della Medusa e di Rai Cinema, il resto sta scomparendo. Ancora qualche anno fa vedevamo grazie allo sforzo di tante compagnie film mediorientali, scandinavi, sudamericani, orientali, spagnoli, tedeschi francesi eccetera. Da qui a Natale, a parte Ozon, Denis Arcand, Ai confini del paradiso, Irina Palm e il libanese Caramel il cinema d’essai è finito. Il manifesto del giorno dopo mi chiedeva di spiegarne le cause. Tra queste, sostenevo la mancanza di interesse di Sky che in situazione di monopolio tende a comprare esclusivamente alle grandi compagnie e comunque cinema da grandi numeri, avendo quasi azzerato il metodo Tele+ di programmare sia Vacanze di Natale di De Laurentis che Rosetta dei Dardenne.

Questa mia dichiarazione non è affatto piaciuta a Sky (mentre tutti gli altri, non sentendosi in colpa, mi hanno ignorato). Con gran coda di paglia, il responsabile comunicazione di Sky Tullio Caviglieri ieri sullo stesso manifesto mi ha preso per il culo, asserendo che mi piacerebbe vedere instaurato un sistema di quote per cui in discoteca si ascolta anche musica azera e caucasica e le sale si dovrebbero riempire di film africani. A questo attacco grossolano e razzista, ho risposto oggi sul manifesto. Inoltro a tutti questa “amorosa” corrispondenza sperando che qualcuno che ancora crede ai diritti delle minoranze, alla libertà di pensiero e di parola, alla diffusione di tutta la cultura e l’arte oltre a quella dominante, si decida a schierarsi contro il regime di monopolio. Per fortuna ancora siamo in democrazia.

Per dare a tutti voi la possibilità di capire riportiamo di seguito i tre articoli e vi invitiamo ad una (pacata) discussione sul Cineblog.

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INLAND EMPIRE secondo Lucio

pubblicato da Carla Cigognini

Vi prego perdonatemi, vi avevo promesso che l’iniziativa legata ad INLAND EMPIRE era chiusa ma ci siamo persi la mail di Lucio e non possiamo non pubblicare anche il suo parere. Questa è l’ultima, giuro.

C’è un omicidio, in questo film?
Nella stanza (verde) dei conigli ce ne sono tre apparentemente, anche se le ombre proiettate sul muro – a un certo momento – sono quattro: due donne e un uomo, un triangolo quindi.
Una donna-coniglio veste una vestaglia rosa e sembra intenta a preparare qualcosa da mangiare (o a stirare?) in quella che una cucina non è, gli altri due sono seduti sul divano: parlano e ogni loro frase è accompagnata da applausi e risate finte.
La donna-coniglio seduta sul divano ha una minigonna che lascia vedere le sue lunghe (attraenti?) gambe ricoperte di pelo marrone, l’uomo-coniglio è appena tornato a casa e deve sorbirsi tutta una serie di lamentele; forse quindi la donna-coniglio in vestaglia rosa non è altri che la madre di uno dei due, forse dell’uomo, e in questi casi il triangolo è ancora più pericoloso, perché di natura incestuosa e quindi portatore di un amore ancora più forte, e devastante.
Ora sarebbe assai stupido sentire paragoni, fare richiami, a Donnie Darko, film che metteva al centro di sé un non meglio identificato essere-feticcio dalle grottesche sembianze di un gigantesco coniglio(-uomo) nero et inquietante, film che doveva molto a Lynch, peraltro; certo non è da escludere che il buon David, anche se non nuovo ai rabbits, nel mettere su questa grottesca sit-com conigliesca abbia voluto in un certo senso anche, chissà, un po’ “deridere” quel film-culto/generazionale che non sembrava altro che un episodio dilatato del suo serial più famoso: Twin Peaks. Ma ovviamente queste supposizioni lasciano il tempo che trovano.
Certo è che, anche, in quest’ultimo, dilatatissimo, film del maestro ritornano molte di quelle fredde atmosfere in cui ci aveva avvolto quella strana cittadina montana, e non solo perché alcune facce non risultano nuove: l’immobilità, l’inquietudine, è proprio quella.
Non accade nulla, eppure i fantasmi sono sempre gli stessi.

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INLAND EMPIRE secondo Mauro

pubblicato da Carla Cigognini

E concludiamo l’iniziativa legata ad INLAND EMPIRE con la mail di Massimo che ci scrive:

Ciao a voi tutti di Cineblog…
dopo aver visto INLAND EMPIRE domenica, ho scritto qualche riga a proposito della trama.
La mia vuole essere solo una tra le tante interpretazioni possibili, sia molto molto chiaro.
Ve la mando anche se non si può strettamente considerare una recensione…
Il mio avvertimento è: leggetela solo dopo aver visto il film!
Saluti
Mauro

Per questo abbiamo deciso di mettere tutto il suo scritto dopo “continua”. Leggete a vostro rischio e pericolo… Ringraziamo tutti per aver partecipato, i gadget in premio arriveranno a due persone: a Luca per la sua recensione negativa e all’analisi di Massimo… complimenti! Ed ora via con “l’interpretazione ragionata” di Mauro…

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