INLAND EMPIRE a qualcuno non è piaciuto. Sentiamo il parere di Luca:
L’ho visto.
L’ho visto qualche giorno fa, in compagnia di un amico, in un cinema di Milano colmo (evidentemente) di adepti. Alla fine la sala e risuonata di applausi, di sospiri e di esclamazioni, quasi sempre tradotte in moti di ammirazione, a volte di noia, ma mai di sdegno.
Dopo “Eraserhead” e “Dune”, dopo “Elephant man” e “Cuore selvaggio” e “Twin Peaks”, dopo “Velluto Blu” e “Mullholland Drive”, ecco “Inland Enpire”. L’ultimo, il collossale, il definitivo, l’”opus magnum”. Insomma… il film-feticcio di David Lynch. Io conosco Lynch dai tempi di “Elephant man” (1981). Ho amato i suoi eccessi, crticato le sue scelte, a volte invidiato il suo talento (io sono da anni un mediocre film-maker). Mi sento perciò autorizzato a dire la mia su questa sua ultima polluzione diurna.
E questo è il parere di Valerio, il penultimo.
Finalmente sono riuscito a vedere INLAND EMPIRE devo dire che aver blindato i set e non aver fatto trapelare informazioni sul film film non sia servito
a niente!! questo capolavoro lynchiano non a spiegazione e tra “film dentro
film” finte risate, conigli giganti e chi piu ne ha piu ne metta e davvero inspiegabile e contorto per un risultato davvero ottimo! ho perso la cognizione del tempo tre ore di film che sono sembrate un giorno e che sono sembrati 10 minuti un film davvero “ai confini della realtà” in vero stile lynch non consiglio questo film a tutti ma hai fan di lynch e agli appassionati di cinema sicuramente è un film impegnativo anche se alla fine bisogna fermarsi e farsi travolgere da esso senza piu farsi domande e cercare spiegazioni, una fotografia eccellente riprese davvero fuori dal comune ed interpreationi molto azzeccate anche se Laura Dern nn mi è piaciuta poi tanto invece simpaticissima e originale l’intepretazione e il personaggio di Harry Dean Stanton, comunque per concludere consiglio vivamente ai fan di lynch di vederlo al piu presto anche a costo di fare 100 km ed a tutti gli altri non andate al cinema se non amate lynch perchè altrimenti uscire dopo 30 minuti di film.
Ps. L’iniziativa è chiusa. Non accettiamo più nessuna mail, altrimenti rischiamo di esagerare parlando solo di questo film…
Siamo quasi giunti alla fine di questi pareri arrivati dai lettori. Oggi tocca ad Elisa:
Voglio provarci, quantomeno a buttare giù delle idee e capire se riesco a convincermi di qualcosa che possa essere lievemente più certo riguardo a questo film, che ha tutto di irreale ad eccezione di quello che lascia nelle esperienza di chi lo vede.
Impossibile trovare un tema unitario che può legarlo insieme, quindi accettando di poterne cogliere solo alcuni frammenti cerco di tirare le somme e capire cosa viene fuori da questo puzzel in cui mancano tanti pezzi.
Parto dal tema del tempo: relativo.
Parto dal tema del messaggio: ogni lato ha il rovescio della medaglia, sentimenti contrapposti e immagini esattamente opposte, come guardare la caricatura della protagonista in una risata deformante, come andare dalle stelle della ricchezza e della fama, al ruolo di prostituta uccisa.
E’ arrivato anche il parere di Claudio. Eccolo:
Il meritatissimo leone alla carriera della 63 mostra del cinema a Venezia,il maestro David Lynch, si presenta con questo nuovo sogno onirico che inizia e finisce in un
lussuoso salotto del quartiere residenziale di Inland Empire. Deve amare molto los angeles lui che é nato a philadelfia, ma questo non gli ha impedito di creare gli ultimi due capolavori, mulholland drive e quest’ultimo nella citta’ dove il cielo e’ sempre limpido. Inland Empire e’ il FILM dove come al solito il regista ci permette di viaggiare da seduti una poltrona, e ci permette di continuare a farlo anche il giorno dopo ripensandoci continuamente, cosa che solo pochi registi al mondo possono fare. Come tutti i grandi registi Lynch si ama o si odia, lui non e’ il migliore, ma sicuramente ancora una volta non tradisce i suoi fans che nn possono che ammettere che con lui non si guarda a quello che farai domani, ma a quello che hai fatto ieri!!!
Siamo arrivati quasi alla fine di questa iniziativa. Ringraziamo oggi Alberto che scrive la sua sul film di David Lynch:
Quando si valuta un film di solito la cosa che si tende a tenere maggiormente in considerazione è la trama: se la sceneggiatura è solida, ben costruita e scorrevole molto probabilmente ci troveremo di fronte ad un buon lavoro, al contrario di fronte ad una sceneggiatura disunita e frammentaria difficilmente il regista riuscirà a proporre allo spettatore un grande film.
Bene, nel valutare la maggior parte dei film di David Lynch la succitata affermazione perde di significato.
La premessa è doverosa, perché questo INLAND EMPIRE (tutto in maiuscolo) può essere considerato la summa artistica dell’opera Lynciana, la massima espressione del cinema inteso alla maniera dell’acclamato cineasta americano. Ossessioni, visioni surreali, sogni realistici, realtà oniriche, spazi angusti e conigli giganti sono tutti elementi ricorrenti nella filmografia del regista che in questo suo ultimo lavoro ritornano e si rincorrono tra loro a ritmo serratissimo con il risultato di lasciare lo spettatore attonito e confuso mentre cerca di trovare un filo logico che possa fargli capire quello che sta succedendo davanti ai sui occhi. Tutto inutile, anche il cinefilo più scaltro e navigato deve arrendersi all’evidente mancanza di un interpretazione completa ed univoca, di un “senso” nell’accezione più comune del termine ed è costretto a lasciarsi trasportare in un viaggio introspettivo lungo tre ore.

Ed ecco la recensione di Daniele sul film di David Lynch!
Ebbene si! Per tutti gli appassionati, per tutti i curiosi è arrivato al cinema il tanto criticato Inland Empire di David Lynch. Il regista, ormai uomo di culto tra i cinefili, è stato premiato con il leone d’oro alla carriera, e, proprio in questa occasione, ha presentato il suo ultimo film.
Inland Empire è tanto contorto quanto affascinante e Mullholland Dr. in confronto è un cartoon Disney. La storia non ha trama e se questo vi può sembrare assurdo è solo perché non conoscete da vicino Lynch, ma comunque si può fare un tentativo per raccontarvela.
Una prostituta lacrimante è stata portata in una camera d’albergo e distrutta osserva quello che accade nello schermo Tv. Un’attrice ha finalmente ottenuto il ruolo in uno dei film più importanti di Hollywood, ma il suo compagno è geloso dell’affascinante e latin lover co-protagonista. Parallelamente un’altra donna in povertà cerca di riscattarsi dalla situazione sociale in cui si è ritrovata e, convinta che qualcuno stia per ucciderla, si rifugia in un night in cui incontra uno strano uomo molto interessato al suo passato. Questa è la trama che in apparenza potrebbe anche sembrare un semplice film a puntate se non fosse che i vari elementi sono intramezzati dalla piccola storia di una famiglia di uomini con la testa a forma di coniglio.
Devo dire che l’idea di farsi mandare le recensioni di INLAND EMPIRE dai lettori è stata accolta molto bene. Ecco il parere di Alberto:
Quando si valuta un film di solito la cosa che si tende a tenere maggiormente in considerazione è la trama: se la sceneggiatura è solida, ben costruita e scorrevole molto probabilmente ci troveremo di fronte ad un buon lavoro, al contrario di fronte ad una sceneggiatura disunita e frammentaria difficilmente il regista riuscirà a proporre allo spettatore un grande film.
Bene, nel valutare la maggior parte dei film di David Lynch la succitata affermazione perde di significato.
La premessa è doverosa, perché questo INLAND EMPIRE (tutto in maiuscolo) può essere considerato la summa artistica dell’opera Lynciana, la massima espressione del cinema inteso alla maniera dell’acclamato cineasta americano. Ossessioni, visioni surreali, sogni realistici, realtà oniriche, spazi angusti e conigli giganti sono tutti elementi ricorrenti nella filmografia del regista che in questo suo ultimo lavoro ritornano e si rincorrono tra loro a ritmo serratissimo con il risultato di lasciare lo spettatore attonito e confuso mentre cerca di trovare un filo logico che possa fargli capire quello che sta succedendo davanti ai sui occhi. Tutto inutile, anche il cinefilo più scaltro e navigato deve arrendersi all’evidente mancanza di un interpretazione completa ed univoca, di un “senso” nell’accezione più comune del termine ed è costretto a lasciarsi trasportare in un viaggio introspettivo lungo tre ore.
Ed ecco che INLAND EMPIRE ha trovato anche una critica negativa (ben venga!) da parte di Stefania che scrive:
Non ho trovato lo spazio per i commenti su altri siti, così ne approfitto per sfogarmi qui. Preciso dunque che questo vuole essere semplicemente uno sfogo personale su un film che ho trovato semplicemente noioso, eccessivo, vuoto, inguardabile. Una contemplazione del proprio ombelico chiusi nel bagno che si protrae per tre ore e che passa addosso senza lasciare tracce: il Nulla, un’accozzaglia di temi buttati lì a casaccio, con Laura Dern che già dopo un’ora ti vien evoglia di darle un cazzotto con quella faccia dall’espressione persa e perennemente a bocca aperta.E pensare che è la protagonista di Cuore Selvaggio,un film che adoro…
Come immaginavo, da quello che leggo in rete Inland Empire ha fornito un ingente quantità di materiale su cui farsi ricche pippe mentali filo damsiane.
Ormai lynch è finito, ha già dato, trovo insopportabile il fatto che qualsiasi cosa faccia debba essere considerato un genio, quando ormai è un cuoco provetto di aria fritta. Mi sento presa in giro da questo film e vi posso assicurare che non sono l’unica.
La sola stroncatura in cui sono incappata è questa di Luca Persiani, con cui mi trovo in sintonia…
Ed ecco la quarta recensione di un nostro lettore: Roberto.
Parlare dell’ultimo film di Lynch dopo nemmeno dodici ore che l’ho visto.
Parlare dell’ultimo film di Lynch tra 10 anni.
Stessa cosa.
Lo spazio e il tempo si fondono e si aprono nuovi e inaspettati scenari che la mia mente non aveva mai osato immaginare.
Grazie al cielo.
Si aprono porte che dietro nascondono muri. O spazi sconfinati.
E’ un’oscuro scrutare, fra le irregolarità del volto/mostrificato di Laura Dern.
Si gode della performance nella performance di un’attrice (una donna!) strabiliante!
Forse un uomo (attore) non potrà mai arrivare a certi livelli di espressività.
Il volto di una donna radiografato, sezionato e infine rivelato/liberato.
La trama, cari amici, ovviamente non è riproducibile a parole.
Un viaggio all’interno di Laura Dern e all’interno di se stessi.
Un film “inconsigliabile”.
Un film che per esser visto Necessita dell’esigenza di volerlo vedere; chi non lo sente, ovviamente lasci perdere.
Lynch recentemente ha dichiarato che continua a fare cinema solo ed esclusivamente perchè questo è il mezzo che meglio riesce a rappresentarlo. Tutto qui.
Spero che continui a lungo.
Resta il fatto che Lynch non potrà mai essere ignorato, almeno da me.
Roberto
P.s. I titoli di coda sono una vera chicca-parte integrante dell’uscita dall’incubo con la partecipazione straordinaria di alcune “vecchie amiche” del buon David.
INLAND EMPIRE (INLAND EMPIRE, USA/Polonia/Francia, 2006) di David Lynch; con Laura Dern, Jeremy Irons, Justin Theroux, Harry Dean Stanton, Julia Ormond, Diane Ledd.
Metafisico, onirico, surreale, grottesco, psichedelico, conturbante, straniante, affascinante, angosciante, ironico, visionario, folle, geniale, anti convenzionale, lucido, inspiegabile, emozionante, ipnotico, irrazionale, intuitivo, semplicemente un Capolavoro, semplicemente David Lynch!