Che lo amiate o che lo odiate, non potete negare che Robert Pattinson sia uno dei giovani attori più in vista di questa stagione cinematografica. La notorietà conquistata grazie al successo di Twilight gli ha regalato la fama e lo status di rubacuori in tutto il mondo. In una lunga intervista rilasciata a Moviefone il giovane Edward Cullen parla dei progetti futuri, da Little Ashes a New Moon; del rapporto con le fan e dell’esperienza di essere costantemente al centro dell’attenzione mediatica.
“Gestire l’attuale ed improvviso status di celebrità è abbastanza stressante in un certo senso, ma solo quando sei per conto tuo. Quando ho i miei amici intorno non c’è nessuna differenza. Passo molto tempo per conto mio e avevo l’abitudine di gironzolare per il quartiere nelle varie diverse città in cui mi trovavo ma, sapete, ho cominciato a sentirmi un po’ vulnerabile, penso. Ho finito per uscire molto meno, ma continuo a ritenere ridicolo tutto questo. [….]
Ho vissuto un’esperienza proprio strana, mi trovavo in un Blockbuster e non mi ero reso conto che proprio quel giorno sarebbe stato messo in vendita il DVD di Twilight. C’erano due ragazzine - non mi hanno riconosciuto - di circa 8 anni che sono entrate nel negozio accompagnate dai genitori. Dovevano ritirare la propria copia del DVD, ordinata in anticipo e non facevano altro che piangere e tremare solo perchè avevano fra le mani il DVD. Ho pensato che fosse davvero incredibile, non avevo mai visto niente del genere prima. Voglio dire, ho visto reazioni simili in occasione di incontri di persona, piangevano perchè avevano incontrato me. Ma piangere solo per l’acquisto di un DVD mi è sembrato un po’ stupido.”
Rhys Ifans entra nel cast di Harry Potter e i doni della morte: a darne l’annuncio è stato lo stesso attore, ospite del programma Friday Night with Jonathan Ross. (Nel video dell’intervista, qui sopra, si parla del film a partire dal minuto 5.55)
L’attore non ha rivelato, purtroppo, quale ruolo interpreterà, limitandosi a raccontare della prima prova del costume di scena. Si ipotizza comunque che gli sia stato affidata la parte di Xenophilius Lovegood. Come ce lo vedreste?
Fonte: SnitchSeeker
Dopo la regia di Thor, cinefumetto Marvel su cui è attualmente al lavoro, potremmo ritrovare Kenneth Branagh impegnato nella realizzazione di un film horror. L’attore e regista ha infatti dichiarato, nel corso di un’intervista, che sarebbe interessato a riportare sugli schermi il film del 1957 Night of the Demon, basato sul racconto Casting the Runes di Montague R. James ed originariamente diretto da Jacques Tourneur.
Parlando del suo Frankenstein di Mary Shelley, l’intervistatore ha domandato all’attore e regista di origini irlandesi se fosse interessato a tornare ad esplorare il genere. Branagh ha risposto che si sta prodigando per assicurarsi i diritti del film, che in Italia porta il titolo La Notte del Demonio, con l’intenzione di attualizzarlo. “Penso che sia un film sensazionale e credo che i tempi siano maturi per un rifacimento“, ha affermato.
Tutto ciò accadrà, naturalmente, dopo il debutto nelle sale di Thor, nel 2011. Cosa ne pensate? Qui in molti (la sottoscritta per prima) pensano che Branagh sia in grado di fare (bene) pressochè tutto ciò che vuole…
Fonte: Fangoria
Ieri ve l’abbiamo recensito, intervistando anche il regista, Volfango De Biasi. Parliamo di Iago, nuova commedia in salsa giovanilistica che strizza l’occhio a William Shakespeare. Protagonisti le ’star’ Nicolas Vaporidis, Laura Chiatti ed il quasi esordiente Aurelien Gaya. Proprio con il giovane Aurelien abbiamo scambiato quattro parole, per conoscerlo meglio, partendo dal suo passato francese ad arrivando al suo futuro tutto italiano. Un futuro che, statene certi, ce lo farà rivedere più e più volte in sala…
Aurelian, raccontaci pure chi sei. Sei francese giusto?
Sì…
Di dove per la precisione?
Parigi…
Frost/Nixon - Il Duello (Frost/Nixon, Usa, 2008) di Ron Howard; con Frank Langella, Michael Sheen, Kevin Bacon, Rebecca Hall, Toby Jones, Matthew MacFadyen, Oliver Platt, Sam Rockwell, Patty McCormack, Andy Milder, Kate Jennings Grant, Gabriel Jarret, Jim Meskimen, Geoffrey Blake, Clint Howard.
Richard Nixon, il primo Presidente degli Stati Uniti d’America della storia a dimettersi dal suo incarico. David Frost, presentatore inglese di talk show. dandy, modaiolo, playboy, amante della bella vita e con una concezione tutta sua del giornalismo televisivo. 3 anni dopo lo scandalo Watergate, i due si scontrarono in un epico duello televisivo, che fermò l’America intera. L’uno contro l’altro, un solo vincitore ed una clamorosa ed inattesa confessione, che stupì il mondo, Frost, e probabilmente lo stesso ex Presidente Nixon, per la prima volta pronto ad ammettere i propri errori…
Incalzante, appassionante, ottimamente sceneggiato, magnificamente interpretato e ben diretto, Frost/Nixon risulta indubbiamente essere non solo una delle piacevoli sorprese di questa stagione cinematografica, ma soprattutto il miglior film di Ron Howard, mai così bravo e ispirato come in questa ’storica’ occasione…
Continua a leggere: Frost/Nixon - Il Duello: Recensione in Anteprima
Lo scorso venerdì, il Daily Mail pubblicava alcuni stralci di un’intervista rilasciata da Nicole Kidman ad una stazione radio di Sidney. Nell’articolo del quotidiano inglese veniva riportato che la Kidman si era sentita in grande imbarazzo la sera della premiere di Australia, che si vergognava della propria performance nel kolossal epico di Baz Luhrmann, pellicola con la quale non era mai riuscita a ‘connettersi emotivamente’; e che era scappata di fronte ai giornalisti, poichè si aspettava di ricevere delle pessime recensioni. Com’era prevedibile, la notizia ha fatto il giro del globo in poco tempo ed è apparsa anche su molti siti italiani.
Arriva quindi una decisa smentita da parte della Kidman, per mezzo della propria addetta stampa, che accusa senza mezzi termini il Daily Mail di aver completamente distorto - in mala fede - il senso delle parole di Nicole, estrapolando solo alcune piccole parti del discorso in modo che assumessero un significato differente. Nell’intervista radiofonica, infatti, l’attrice ha detto di provare sempre grande imbarazzo quando si rivede sullo schermo. Ha inoltre spiegato di non sentirsi per nulla a proprio agio alle prime dei propri film, per via dei molti complimenti e dell’adulazione che riceve dai propri fan ed appassionati di cinema. La Kidman ha aggiunto, infine, di non essere mai riuscita a ‘connettersi emotivamente’ con nessuna delle pellicole di cui è stata interprete, una volta conclusa la lavorazione.
Fonte: Celeb9

Capitano della nazionale di calcio, campione del mondo e pallone d’oro. Titoli che probabilmente hanno dato alla testa a Fabio Cannavaro, intervistato da Chi a 360°. Dopo aver detta la sua sulla politica Zapateriana, etichettandosi orgogliosamente ‘italiano’ per giustificare il suo no ai matrimoni gay, Cannavaro si è anche ‘vestito’ da critico cinematografico, dicendo la sua su Gomorra.
“Per il cinema italiano spero che “Gomorra” vinca l’Oscar. Ma non penso che gioverà all’immagine dell’Italia nel mondo. Abbiamo già tante etichette negative. È facile che un problema locale venga generalizzato. Ancora oggi un mio compagno di squadra mi ha detto: “Italiano? Mafioso“. A quanto pare il nostro Capitano preferisce l’etichetta “Italiano? Orgogliosamente Razzista!”, tanto da permettersi giudizi su un film che sta ottenendo premi e riconoscimenti ovunque.
Voi che ne dite… faceva meglio a tacere?
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Ha suscitato la nostra e la vostra curiosità. Sul web se ne parla già da un po’, così abbiamo colto la palla al balzo e abbiamo intervistato Stefano Bessoni, regista dell’horror Imago Mortis, in uscita nelle nostre sale il 16 gennaio grazie a Medusa. E così gli abbiamo chiesto qualcosa di più sul film, ma anche sui suoi gusti cinematografici, sulla situazione del cinema in Italia, soprattutto di quello di genere…
Chi è Stefano Bessoni? E da dove nasce la storia di Imago Mortis?
Sono una persona che è ossessionata dalle immagini e che per trasformare questa patologia in qualcosa di costruttivo altra scelta non ha avuto del dedicarsi al cinema. Ho trascorso anni a disegnare e a produrre film indipendenti, prima di approdare, dopo tanti sacrifici, alla realizzazione del mio primo progetto importante: Imago Mortis.
Imago mortis è nato dal desiderio di costruire una favola nera incentrata proprio sull’ossessione per le immagini, una fiaba gotica popolata di spettri terribili, di ragazzi indifesi che cercano di sfuggire ad un gioco sanguinario, di anime candide che, dopo un’esistenza tormentata, non esitano a sacrificarsi nel nome del bene.
In molti abbiamo pensato, leggendo la trama del film e lo spunto della Thanatografia, a 4 mosche di velluto grigio di Argento: è a suo modo anche una citazione? Come ti poni con la sua filmografia?
Sinceramente non amo particolarmente il cinema di Dario Argento. Non era quindi mia intenzione fare citazioni dirette ed ogni riferimento è puramente casuale. Però ha partecipato ad una delle innumerevoli stesure dello script Richard Stanley, collaboratore ed estimatore di Argento, che ha messo dentro piccoli riferimenti, come il nome della signora “Nicolodi”. Certo, in 4 mosche di velluto grigio si parla di persistenza retinica e di immagini catturate dopo la morte, ma quello che mi interessa è il lato scientifico e gli studi fatti attorno a questo fenomeno, non certamente la personale lettura proposta da tale film.
Continua a leggere: Intervista a Stefano Bessoni, regista di Imago Mortis

Oggi esce al cinema Come Dio Comanda (qui la nostra recensione) di Gabriele Salvatores. Vi rimando al bel sito ufficiale del film che riporta video, foto e persino il libro di Niccolò Ammaniti (da sfogliare e leggere), romanzo da cui è tratta la pellicola.
Sul sito anche l’intervista collettiva, di cui abbiamo parlato ieri, al regista: si parla degli attori, della storia, del libro, del rapporto con il web e la tv. Ancora grazie a Salvatores per la bella mattinata e a tutti gli altri bloggers per la compagnia.

Le voci sulla trasposizione per il cinema del capolavoro di Alan Moore, Watchmen, non sembrano finire mai, come consuetudine per i film più attesi della stagione. Quella che vorrebbe il finale della graphic novel sostituito da uno nuovo di zecca ideato dagli sceneggiatori è però davvero sconvolgente. Soprattutto perché a confermarla è il regista stesso, Zack Snyder.
Snyder sembra davvero non temere la reazione dei fan di tutto il mondo. Anche perché cambiare dei particolari marginali è un conto, ma stravolgere il finale può davvero essere letto come un’eresia. In verità pare che il problema “ending” si stia ormai protraendo da diversi mesi, con diverse opzioni sempre diverse mostrate durante i test screening utilizzati dalla produzione per tastare la reazione dei fan.
Una recente intervista del regista arriva a spegnere definitivamente tutti i rumors sul progetto: sarà eliminato del tutto l’immenso essere telepatico apparentemente extraterrestre (in realtà costruito in laboratorio) teletrasportato improvvisamente nel cuore di New York, causa scatenante di caos e morte. “L’essere non era presente già nella prima versione dello script che ho letto. Abbiamo cercato una soluzione più elegante per ovviare al problema dell’entità aliena“.
Snyder non spiega le ragioni di tale scelta né quale mai sarebbe questa soluzione “più elegante”. Resta invece aperto un inquietante interrogativo: come riuscirà il regista a mantenere la coerenza con il testo di Moore e Gibbons quando tutta la trama della graphic novel porta alla scoperta di quell’unico grande piano al cui centro c’è l’essere alieno?
Via: SplashPage MTV