
“It’s a dream. Only a dream”
Neil Young
Juan vive assieme alla sua piccola famiglia di città nella campagna del Messico. Qui vivono le gioie e le sofferenze di un mondo che concepisce la vita in un modo diverso. Juan si chiede se questi mondi siano complementari o se, in realtà, si combattano per eliminarsi a vicenda…
Ci sono film ai festival che nascono per dividere. Non solo per mera provocazione, ma perché è la loro natura di cinema diverso, forse ostile, a far sì che le reazioni del pubblico (e soprattutto della critica) siano diametralmente opposte. Di sicuro Carlos Reygadas è un provocatore, ancora di più del secondo provocatore del concorso, Ulrich Seidl, e il suo film segue la scia di pellicole “differenti” del concorso come Paradies: Liebe o Holy Motors.
La sequenza iniziale è di bellezza straniante. Una bimba corre e gioca in un campo pieno di animali (mucche, cavalli, cani…). Con un’estetica che a tratti ricorda certi movimenti di macchina e certi colori dei film di Terrence Malick, vediamo semplicemente questa bambina in mezzo alla natura. Il formato è 4:3, ed alcune inquadrature sono messe a fuoco solo nella parte centrale delimitata da un cerchio, mentre i bordi sono sfocati, creando una strana ed inquieta sensazione.
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Georges e Anne, una coppia sposata, hanno circa ottant’anni. Sono entrambi due raffinati insegnanti di musica in pensione. La loro figlia, anche lei musicista, vive all’estero assieme alla sua famiglia. Un giorno, Anne ha una specie di infarto che la lascia ammutolita e paralizzata, senza che, dopo essersi ripresa, possa ricordarsi di cosa le è accaduto. Il legame d’amore della coppia da questo momento viene messo alla prova, dal momento che Georges decide di prendersi cura personalmente della moglie…
Tra i tanti habituè di questo concorso cannense, uno dei più “forti” è senza dubbio Michael Haneke. Fosse per il palmarès, Haneke potrebbe già prenotare un premio: è la sua sesta partecipazione in concorso, e si è portato a casa un Gran Premio della Giuria (La pianista), il premio per la miglior regia (Niente da nascondere), e la Palma d’Oro (Il nastro bianco). Senza contare i premi minori. Fosse solo per il film in sé, beh… Haneke rischia comunque davvero di vincere la sua seconda Palma d’Oro.
Un gruppo di pompieri irrompe in una casa. C’è un cattivo odore. Una porta è chiusa e bloccata con del nastro adesivo. I pompieri la buttano giù, e dentro trovano il cadavere di una signora anziana sdraiato sul letto, circondato da fiori. Inizia così, Amour, per poi continuare con la storia di Georges e Anne. Una coppia che si ama ancora, dopo tanti anni. Una coppia di cui lui, ancora oggi, dopo essere tornati da un concerto, dice alla moglie che è bellissima.
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Dopo la Palma d’oro vinta nel 2009 con Il nastro bianco, Michael Haneke torna a Cannes con il suo ultimo film, Amour. Interpretato da Emanuelle Riva, Jean-Louis Trintignant, Alexandre Tharaud ed Isabelle Huppert, la prossima pellicola del regista austriaco si mostra per la prima volta su queste pagine con il trailer francese.
Amour racconta la storia di due ottantenni colti, Georges e Anne, professori di musica in pensione. La figlia, anche lei musicista, vive all’estero con la sua famiglia. Un giorno Anne resta vittima di un piccolo ictus, da cui ne esce parzialmente paralizzata. Questo incidente metterà alla prova l’amore che unisce la coppia.
Lei vive con suo figlio e suo marito in un appartamento prestigioso di fronte agli eleganti Giardini del Lussemburgo… Lui vive con suo figlio nel retro di un furgone. Lei dirige una importante fondazione per l’arte contemporanea… lui sbarca il lunario con lavoretti saltuari e con i sussidi dell’assistenza sociale. Lei ha fatto 7 anni di università… lui 7 di galera. Lei ha rapporti stretti con il Ministero della Cultura e delle Arti… lui ha rapporti stretti con ogni singola bevanda alcolica che gli capiti a tiro. A lei piace il dibattito intellettuale… a lui piace il sesso occasionale con donne dai grossi seni. Sono agli antipodi… e non sopportano la vista l’uno dell’altro. Per di più non avrebbero mai dovuto incontrarsi, ma i loro figli sono inseparabili… Alla fine, capiranno una volta per tutte il perché…
Questa clip e la trama non lasciano molti dubbi sul grado di ilarità che promette di dispensare la commedia francese Il mio migliore incubo (Mon Pire Cauchemar) diretta da Anne Fontaine, con tutta la verve di Isabelle Huppert e Benoît Poelvoorde, André Dussollier e Virginie Efira, da venerdì 30 marzo anche nelle nostre sale.
Se li avete persi potete approfittare anche:
- La nostra recensione in anteprima dall’ultimo Festival Internazionale del Film di Roma
- Il trailer italiano
- Tre clip
- La locandina italiana e le foto ufficiali
Manca poco più di una settimana all’uscita di Il mio migliore incubo, prossima delle numerose commedie francesi che stanno imperversando nei nostri cinema in questo periodo e nel prossimo. Certo, sarà dura eguagliare i consensi di critica e botteghino riscossi dall’ottimo Quasi Amici, tuttavia questa pellicola di Anne Fontaine pare avere un suo perché.
Da noi recensito in occasione dell’ultimo Festival di Roma, oggi Il mio migliore incubo torna sulle nostre pagine con ben tre nuove clip tratte dal film. Nel cast troviamo Isabelle Huppert, Benoît Poelvoorde e André Dussollier. L’uscita nelle sale è prevista per il 30 Marzo. Di seguito la sinossi e dopo il salto le clip rimanenti.
Lei vive con suo figlio e suo marito in un appartamento prestigioso di fronte agli eleganti Giardini del Lussemburgo… Lui vive con suo figlio nel retro di un furgone. Lei dirige una importante fondazione per l’arte contemporanea… lui sbarca il lunario con lavoretti saltuari e con i sussidi dell’assistenza sociale. Lei ha fatto 7 anni di università… lui 7 di galera. Lei ha rapporti stretti con il Ministero della Cultura e delle Arti… lui ha rapporti stretti con ogni singola bevanda alcolica che gli capiti a tiro. A lei piace il dibattito intellettuale… a lui piace il sesso occasionale con donne dai grossi seni. Sono agli antipodi… e non sopportano la vista l’uno dell’altro. Per di più non avrebbero mai dovuto incontrarsi, ma i loro figli sono inseparabili… Alla fine, capiranno una volta per tutte il perché…
Continua a leggere: Il mio migliore incubo: tre clip in anteprima
Presentato e da noi recensito in anteprima al Festival Internazionale del Film di Roma, Il mio migliore incubo (Mon pire cauchemar in originale) approderà nelle nostre sale il 30 Marzo. Commedia francese diretta da Anne Fontaine, il cast vede in veste di protagonista l’elegante Isabelle Huppert, insieme a Benoît Poelvoorde e André Dussollier. In apertura trovate il trailer italiano, mentre di seguito vi riportiamo la sinossi del film.
Lei vive con suo figlio e suo marito in un appartamento prestigioso di fronte agli eleganti Giardini del Lussemburgo… Lui vive con suo figlio nel retro di un furgone. Lei dirige una importante fondazione per l’arte contemporanea… lui sbarca il lunario con lavoretti saltuari e con i sussidi dell’assistenza sociale. Lei ha fatto 7 anni di università… lui 7 di galera. Lei ha rapporti stretti con il Ministero della Cultura e delle Arti… lui ha rapporti stretti con ogni singola bevanda alcolica che gli capiti a tiro. A lei piace il dibattito intellettuale… a lui piace il sesso occasionale con donne dai grossi seni. Sono agli antipodi… e non sopportano la vista l’uno dell’altro. Per di più non avrebbero mai dovuto incontrarsi, ma i loro figli sono inseparabili… Alla fine, capiranno una volta per tutte il perché…
Update: il titolo attuale è Il Mio Migliore Incubo ma tempo fa ne avevamo parlato usando Il Mio Peggior Incubo perché così c’era scritto sulla locandina. Ora la locandina ha un altro titolo anche se in originale si chiama Mon pire cauchemar: Il Mio Peggior Incubo. Mah.
Fino ad ora c’è stato solo un momento da brivido nella Berlinale. Parlo ovviamente della sezione ufficiale, quella che seguo quotidianamente. Mi riferisco al film Captive del filippino Brillante Mendoza con l’attrice francese Isabelle Huppert.
Negli ultimi anni, i principali festival del cinema non fanno che contendersi la presenza di questo regista che ha letteralmente imposto, più che presentato, a Cannes i suoi “Serbis” e “Kinatay” e che è poi stato anche a Venezia con “Lola”. Il film che ha presentato negli scorsi giorni a Berlino è la sua opera più ambiziosa, e anche più “convenzionale”, almeno in termini di soggetto e svolgimento cronologico.
Si tratta della storia, realmente accaduta, di un gruppo di stranieri che vengono rapiti da fondamentalisti islamici su di un isola nelle Filippine. Il sequestro assume presto la forma di una lunga marcia nella giungla che dura più di un anno tra il 2001 e il 2002. I numerosi tentativi di riscatto intrapresi dai militari mandati dal governo si trasformano sempre in carneficine in cui rimangono a terra tanto terroristi come sequestrati senza distinzione. La marcia è scandita da una serie di tappe tra cui c’è una sequenza infinita in un ospedale e l’incontro in una scuola.
Normalmente un habitué di Cannes, e dopo aver “provato” l’esperienza di Venezia, il filippino Brillante Mendoza torna al Festival di Berlino per presentare il suo atteso Captive, in concorso. Basato su una storia avvenuta nel 2001, il film è stato girato come sempre da Mendoza con uno stile molto realistico e crudo, usando ambientazioni reali. Del film si sapeva poco o nulla, ma oggi possiamo dirvi la trama ufficiale grazie alla sua presenza alla Berlinale.
Un gruppo di uomini mascherati ed armati, appartenenti al gruppo islamico Abu Sayyaf, irrompe in un hotel di un villaggio turistico e rapisce dodici pensionanti stranieri. L’attacco doveva essere ai danni di alcuni dipendenti della Banca Mondiale, ma questi hanno già lasciato il villaggio. I sequestrati, turisti e missionari cristiani, vengono forzati ad intraprendere un’estenuante marcia attraverso la giungla filippina. Assieme, ostaggi e rapitori si trovano a dover fare i conti con le difficoltà della natura; man mano, il clima di paura, pregiudizio e odio si trasforma in una strana relazione simbiotica. I contorni si sfumano, le certezze vengono meno. Nulla è più lo stesso…
Il cast è composto quasi interamente da attori non professionisti, a parte Isabelle Huppert e Rustica Carpio, già col regista in Lola. Dopo avervi detto la trama ufficiale, oggi possiamo anche farvi vedere ben tre clip del film. La prima la trovate qui sopra, le altre due dopo il salto. E come potete ben vedere, Mendoza sembra essere tornato alle atmosfere senza speranza di Kinatay…
Fonte: Twitch Film
Continua a leggere: Berlino 2012: tre clip da Captive di Brillante Mendoza
Isabelle Huppert goes to Far East, avevamo detto a luglio 2011, quando avevamo annunciato la presenza dell’attrice nel nuovo film di Hong Sang-soo. Tra pochi giorni ci sarà la prima mondiale di Captive, il film che Brillante Mendoza ha portato in concorso al Festival di Berlino e in cui l’attrice interpreta una donna in ostaggio. E dopo la passerella di Berlino, la Huppert potrebbe calcare anche quella di Cannes: in predicato ci sono infatti Amour di Michael Haneke e proprio In Another Country, il film diretto da Hong, il suo secondo lavoro “orientale” dell’anno.
All’epoca, l’attrice aveva detto di aver accettato ad occhi chiusi la parte, vista l’ammirazione per Hong: “L’unica cosa che so del film è che lo gireremo in una piccola stazione balneare a tre ore di distanza da Seoul, e che ci saranno cinque personaggi”. Oggi si sa qualcosa di più, perché la Huppert interpreterà ben tre personaggi, tre donne tutte chiamate Anne: una dopo l’altra visitano la piccola stazione balneare, e dormono nello stesso piccolo hotel sulla costa. Incontreranno, tra l’altro, sempre le stesse persone, tra cui un bagnino che continua a camminare avanti indietro per la spiaggia…
Bizzarro? Non per Hong Sang-soo, che già nel precedente The Day He Arrives aveva fatto recitare due personaggi all’attrice Kim Bo-kyeong. Nel film assieme alla Huppert vedremo Yu Jun-Sang, col regista già nel premiato Hahaha - potete vedere l’attore nella prima foto ufficiale della pellicola qui sopra -, e poi Moon So-ri, Yoon Yeo-jeong, Jeong Yu-mi e Moon Seong-geun. Attualmente in post-produzione, In Another Country come si diceva è atteso a Cannes, dove Hong è ormai di casa.
Fonte: The Playlist
Già visto e recensito in anteprima per voi in occasione del Festival Internazionale del Film di Roma, approderà presto nelle sale italiane Il mio Peggior Incubo. Della divertente commedia francese, diretta da Anne Fontaine (già regista di Coco Avant Chanel), ci regala oggi il proprio poster italiano ed una manciata di foto. Cliccate sulle anteprime per visualizzare le immagini in maggiore risoluzione. Isabelle Huppert, Benoît Poelvoorde, André Dussollier e Virginie Efira vestono i panni dei protagonisti.
Lei vive con suo figlio e suo marito in un appartamento prestigioso di fronte agli eleganti Giardini del Lussemburgo… Lui vive con suo figlio nel retro di un furgone. Lei dirige una importante fondazione per l’arte contemporanea… lui sbarca il lunario con lavoretti saltuari e con i sussidi dell’assistenza sociale. Lei ha fatto 7 anni di università… lui 7 di galera. Lei ha rapporti stretti con il Ministero della Cultura e delle Arti… lui ha rapporti stretti con ogni singola bevanda alcolica che gli capiti a tiro. A lei piace il dibattito intellettuale… a lui piace il sesso occasionale con donne dai grossi seni. Sono agli antipodi… e non sopportano la vista l’uno dell’altro. Per di più non avrebbero mai dovuto incontrarsi, ma i loro figli sono inseparabili… Alla fine, capiranno una volta per tutte il perché…
Dal 30 marzo 2012 nei cinema. Qui il trailer italiano.
Update: il film uscirà in Italia con il titolo Il Mio Migliore Incubo.