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Tutti gli articoli con tag jafar panahi

This is Not a Film, un trailer per Jafar Panahi

pubblicato da carloprevosti

This is Not a Film, questo è il titolo del documentariodiretto da Jafar Panahi in collaborazione con Mojtaba Mirtahmasb, di cui possiamo vedere il trailer, un lavoro (non chiamatelo film) che è stato definito un modo per trasformare la censura in arte.

Un documentario clandestino, realizzato in parte con un telefono cellulare e presentato in anteprima allo scorso Festival di Venezia. In Italia sarà distribuito all’Istituto Luce.

La vita del regista Jafar Panahi, giorno dopo giorno, durante il suo periodo di arresti domiciliari nel suo appartamento di Tehran. Scontando l’assurda sentenza definitiva, 6 anni di prigione e 20 anni di interdizione dal filmmaking, Panahi ci regala una singolare riflessione sull’arte del cinema. Il film sarà distribuito dal 29 febbraio 2012.

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Cannes 2011: in concorso anche Hazanavicius, nuovi film fuori concorso e in Un Certain Regard

pubblicato da Gabriele C.

Cannes 2011: in concorso anche Hazanavicius, nuovi film fuori concorso e in Un Certain Regard

A due giorni dall’inizio ufficiale del 64. Festival di Cannes, che si terrà dall’11 al 22 maggio, ecco le ultimissime novità della selezione ufficiale, che oggi è davvero completa. Iniziamo dalla prima notizia, ovvero l’aggiunta all’ultimo minuto di un nuovo film in concorso, The Artist, nuovo lavoro del regista francese Michel Hazanavicius. Il progetto è di quelli che affascinano solo a leggerli: si tratta di un film muto in bianco e nero che racconta la storia, ambientata nel ‘27, di un attore del cinema muto in declino e di un’attrice in ascesa nel periodo in cui il sonoro sta prendendo l’avvento. The Artist è interpretato da John Goodman, Missi Pyle, Penelope Ann Miller, James Cromwell e Beth Grant.

Cannes “ruba” poi al Lido anche Elena, nuova fatica del regista russo Andrey Zuyagintsev. Sarà presentato il 21 maggio nell’Un Certain Regard, giorno di chiusura della sezione. La storia è quella di una donna anziana che tenta di salvare la sua famiglia caduta in disgrazia e soprattutto il figlio alcolizzato. A sorpresa poi si sono aggiunti da poche ore altri due titoli nel programma ufficiale del festival, ovvero due nuove opere firmate da Jafar Panahi e Mohammad Rasoulof, entrambi in stato di arresto. Vi ricordiamo che Panahi verrà già omaggiato dalla Quinzaine des Réalisateurs con la Carrosse d’or.

I film, girati in situazione semi-clandestina, sono Good Bye, diretto da Mohammad Rasoulof, e This is not a Film, diretto a quattro mani da Jafar Panahi e Mojtaba Mirtahmas. Il primo sarà presentato nell’Un Certain Regard il 14 maggio, e tratta la storia di un avvocato di Teheran in cerca di un permesso per lasciare il paese. Il secondo sarà presentato come Proiezione Speciale fuori concorso il 20 maggio, e ci narra i giorni in cui Panahi ha atteso la decisione della corte d’appello riguardo il suo arresto: ne esce fuori anche un ritratto dell’attuale cinema iraniano. Quattro titoli imperdibili, insomma, per un programma sempre più ricco.

Fonti: Independent e Mubi

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The Accordion: ecco l'ultimo cortometraggio di Jafar Panahi

pubblicato da Gabriele C.

È di ieri la notizia che Jafar Panahi verrà premiato al prossimo Festival di Cannes nell’ambito della Quinzaine des Réalisateurs con la Carrosse d’or, premio assegnato ad un regista per le sue qualità innovative, il coraggio e lo spirito indipendente dei suoi lavori. Un ulteriore, significativo ed importante segnale da parte del mondo del cinema verso il lavoro di un regista a cui è successa la cosa più terribile che possa accadere ad un artista: la censura, l’impossibilità di esprimere le proprie idee, di narrare le proprie storie. Incarcerato per 6 anni, censurato e impossibilitato a lasciare l’Iran per 20.

Oggi nel suo piccolo Cineblog vuole contribuire alla causa e vi presenta The Accordion, un cortometraggio che è l’ultima opera firmata da Panahi prima che venisse arrestato assieme alla famiglia e alla troupe (la prima volta: è stato poi rilasciato e imprigionato in seguito un’altra volta). Presentato in anteprima alle Giornate degli Autori dell’ultima Mostra del cinema di Venezia, è perfetto per mandare un sacrosanto messaggio di tolleranza ad un paese che è ostile a questa stessa idea, ma anche un messaggio per il mondo intero.

La trama sembra uscita direttamente da uno dei bellissimi progetti degli anni d’oro del Kanun, l’Istituto per l’educazione e la formazione dell’infanzia che ha formato registi come Abbas Kiarostami, Amir Naderi e Bahram Beizai e ci ha regalato alcuni film splendidi: due bambini mendicanti che fanno un po’ di soldi suonando in giro con una fisarmonica si vedono rubare il loro prezioso oggetto da un uomo. Decidono di rincorrerlo e riprendersi la fisarmonica… Prendetevi 8 minuti e guardate The Accordion: la confezione tradisce il budget limitato e la velocità della produzione, ma in questi 8 minuti ci sono un cuore enorme ed un’attualità che toccano cuore e cervello.

Il video è sottotitolato in francese, ma i dialoghi sono pochi e la storia, nella sua semplicità, si capisce benissimo.

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Cannes 2011: Jafar Panahi premiato con la Carrosse d’or alla Quinzaine des Réalisateurs

pubblicato da Gabriele C.

Cannes 2011: Jafar Panahi premiato con la Carrosse d�or alla Quinzaine des Réalisateurs

Il mondo del cinema non vuole dimenticare neanche per un attimo, giustamente, Jafar Panahi, e oggi arriva un nuovo segnale da parte del circuito dei festival. La 43. Quinzaine des Réalisateurs, che si terrà dal 12 al 22 maggio come sezione parallela del Festival di Cannes, ha infatti deciso di assegnare la Carrosse d’or a Panahi.

Il premio viene annualmente assegnato ad un regista per le sue qualità innovative, il coraggio e lo spirito indipendente dei suoi lavori. Un tributo doveroso quindi verso il regista iraniano, dopo i vergognosi fatti avvenuti a fine 2010. Panahi infatti è stato condannato a 6 anni di prigione (attualmente sta scontando la “pena”), e per 20 non potrà né scrivere né dirigere film. In più non potrà lasciare il paese.

Panahi è molto legato alla storia della Croisette: ha debuttato proprio a Cannes nel 1995 con il suo primo lungometraggio, Il palloncino bianco, con il quale vinse la Camera d’Or. Il festival terrà una sedia vuota al centro dell’orchestra del Théâtre Croisette, sede abituale della programmazione della Quinzaine des Réalisateurs. Un anno fa era stato riservato a Panahi un posto vuoto in giuria, cosa che Berlino ha ripetuto qualche mese fa.

La Carrosse d’or, ispirata al film omonimo di Jean Renoir, è un premio nato nel 2002 ed è stato assegnato a Jacques Rozier, Clint Eastwood, Nanni Moretti, Sembene Ousmane, David Cronenberg, Alain Cavalier, Jim Jarmusch, Naomie Kawase e Agnès Varda.

Fonte: Dear Cinema

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Offside - La recensione in anteprima

pubblicato da carloprevosti

OffsideOffside (Offside). Regia di Jafar Panahi. Con Sima Mobarak Shahi, Safar Samandar, Shayesteh Irani, Ida Sadeghi, Ayda Sadeqi, Golnaz Farmani, Mahnaz Zabihi, Nazanin Sediq-zadeh, Melika Shafahi, Safdar Samandar, Mohammad Kheir-abadi, Masoud Kheymeh-kabood, Mohammed-Reza Gharebaghi, Hadi Saeedi, Masoud Gheyas-vand, Ali Baradari, Ali Roshan, Mohsen Tabandeh, Reza Khayeri, Karim Khodabandeh.

Ci sono passioni riscaldano gli animi e che rendono inaspettatamente più vicini popoli che all’apparenza sembrano molto lontani, non solo per distanze geografiche ma soprattutto per questioni culturali. Una fra queste è il tifo calcistico, una febbre che contagia nazioni di ogni continente con la medesima virulenza, nonostante la qualità del gioco e i risultati ottenuti dalle squadre locali. Siamo alla vigilia dei Campionati del Mondo di Calcio del 2006, la nazionale dell’Iran scende in campo per affrontare la rappresentativa del Bahrain, una partita che vale il biglietto per i mondiali che si terranno in Germania, la cui sola partecipazione rappresenta un evento che per uno stato come l’Iran che storicamente ama il calcio ma che non ha mai ottenuto risultati prestigiosi in campo intercontinentale. La febbre dello stadio però non è una malattia che contagia a seconda del sesso dei tifosi ma, a causa dei divieti imposti dallo stato islamico, teocratico e autoritario, alle donne non è concesso entrare nello stadio. La passione per lo sport e l’idea di assistere a uno storico momento per la propria Nazionale spinge numerose ragazzine a vestirsi con abiti maschili per tentare di aggirare i controlli che le escluderebbero l’ingresso al campo di gioco.

Una ragazzina caparbia e testarda, inseguita da un padre apprensivo e tradizionalista, riesce a superare il primo sbarramento ma a pochi passi dalla tribuna viene arrestata dai militari e rinchiusa in un recinto con altre “infiltrate”. Al termine della partita saranno consegnate alla polizia della buoncostume, ma quei novanta minuti saranno per loro la peggiore delle torture nella consapevolezza di essere allo stadio e non poter vedere la partita coi propri occhi.

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Offside, il trailer dell'ultimo film di Jafar Panahi

pubblicato da carloprevosti

Arriverà il giorno 8 aprile nei cinema italiani, con ben cinque anni di ritardo (la premiere mondiale risale al 56° Festival di Berlino) il film Offside, firmato da Jafar Panahi, regista iraniano apertamente schierato contro il regime teocratico e recentemente arrestato proprio per le sue posizioni politiche nei confronti del potere.

Il film racconta come la passione per il calcio spinga alcune ragazze a fingersi maschi pur di entrare nello stadio per vedere la partita, cosa assolutamente vietata (come del resto molte altre cose che sembrano assurde ai nostri occhi) per le donne. Se poi la partita è quella che permetterà alla nazionale di ottenere la qualificazione ai mondiali, allora la febbre sale ancora di più!

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Berlino 2011: Jafar Panahi in giuria, The Turin Horse di Béla Tarr in anteprima mondiale

pubblicato da Gabriele C.

Berlino 2011: Jafar Panahi in giuria, The Turin Horse di Béla Tarr in anteprima mondiale

Il 61° Festival di Berlino si va definendo, e tra pochi giorni ci sarà la serata inaugurale con un bel pezzo da novanta come Il Grinta dei fratelli Coen, film d’apertura fuori concorso in anteprima europea. Ma la Berlinale di quest’anno è piena di novità che faranno sicuramente contenti critica e pubblico presenti dal 10 al 20 febbraio.

Iniziamo innanzitutto dalla Giuria, che sarà presieduta da Isabella Rossellini. Come fece il Festival di Cannes durante la sua ultima edizione, anche Berlino lancia un suo forte segnale in favore di Jafar Panahi dopo l’ennesimo arresto e la vergognosa condanna: sicuramente non potrà fare parte della giuria, ma un posto per lui esiste a prescindere. Gli altri componenti della Giuria saranno la produttrice australiana Jan Chapman, l’attrice tedesca Nina Hoss, la star di Bollywood Aamir Khan, il regista canadese Guy Maddin e la costumista inglese Sandy Powell.

Tra i film in concorso c’è la prima grande novità di quest’edizione, che vede un film di cui i cinefili parlano da tempo, spesso dato dai rumor per certo ad altri festival come Cannes e Venezia, e finalmente ultimato. Si tratta di The Turin Horse del grande Béla Tarr, che finalmente si farà vedere in prima mondiale. Accanto a lui altri film attesi, come The Forgiveness Of Blood di Joshua Marston e Coriolanus di Ralph Fiennes.

Berlino prova a dire la sua anche sul 3D. In concorso ci sarà il film d’animazione Les contes de la nuit di Michel Ocelot, mentre fuori concorso Wim Wenders presenterà il suo dance movie stereoscopico Pina. In anteprima europea, infine, si potrà vedere anche il nuovo documentario di Werner Herzog, Cave Of Forgotten Dreams.

Tra gli altri film, fuori concorso è atteso Unknown di Jaume Collet-Serra con Liam Neeson, mentre nella sezione Berlinale Special Gala si vedranno in anteprima tedesca Il discorso del Re, in prima internazionale Gianni e le donne di Gianni di Gregorio e Sacrifice di Chen Kaige. Completano il quadro generale una retrospettiva su Ingmar Bergman e la proiezione speciale de Il marchese del grillo di Mario Monicelli, Orso d’Argento nel 1982.

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Jafar Panahi torna in carcere: l'Iran lo condanna a 6 anni di prigione e per 20 non potrà girare film

pubblicato da Gabriele C.

Jafar Panahi torna in carcere: l'Iran lo condanna a 6 anni di prigione e per 20 non potrà girare film

La news è di quelle che lasciano a bocca aperta. Jafar Panahi, uno dei registi iraniani più celebri ed acclamati del cinema persiano contemporaneo, è stato nuovamente arrestato in Iran e condannato a 6 anni di prigione. Ma non è tutto: per 20′anni il regista non potrà assolutamente scrivere sceneggiature e girare film. Il tutto è reso ancora più grave dal divieto di lasciare il paese in questo eterno lasso di tempo.

Le vicende riguardanti Panahi sono ormai note a tutti. Arrestato già l’estate del 2009 per aver partecipato alla commemorazione per Neda Agha Soltan, la giovane donna uccisa durante le proteste per le elezioni di giugno, il regista è poi stato nuovamente arrestato a marzo mentre girava un film a Teheran. Il mondo del cinema in toto si era mobilitato, ad iniziare dal Festival di Cannes, che virtualmente aveva messo il nome del regista fra i giurati della competizione ufficiale. Durante la conferenza stampa di Copia conforme del collega Kiarostami, proprio a Cannes, era stata data la notizia che Panahi aveva iniziato in carcere lo sciopero della fame.

Le lacrime di Juliette Binoche, protagonista del film, avevano fatto il giro del mondo. Anche durante la premiazione dell’attrice, che portava in mano un cartello col nome di Panahi, queste immagini avevano fatto nuovamente parlare del regista. Non si sa quanto ciò possa aver influito sulla liberazione del regista, avvenuta pochi giorni dopo il 25 maggio. Fatto sta che Jafar Panahi avrebbe dovuto essere uno dei giurati ufficiali del Festival di Berlino il prossimo febbraio, questa volta fisicamente presente per davvero, ma è stato nuovamente incarcerato dal regime di Ahmadinejad.

A settembre Panahi aveva presentato alla Mostra di Venezia il suo ultimo corto, The Accordion, il lavoro a cui aveva lavorato prima di essere arrestato a marzo. Ovviamente già in quel momento Panahi non poteva essere al Lido, costretto a non poter lasciare il suo paese.

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Festival di Cannes 2010 - Jafar Panahi, liberato (anche) grazie all'appello dalla Croiesette

pubblicato da carloprevosti

Panahi liberatoIl Festival di Cannes 2010 registra un successo anche alcuni giorni dopo la sua chiusura ufficiale. Tra i mille festeggiamenti della scorsa settimana, il carrozzone della Croiesette si era però idealmente stretta attorno al regista iraniano Jafar Panahi, arrestato dal regime iraniano per aver realizzato un documentario critico proprio nei confronti del governo teocratico dell’Iran.

Il regista, da sempre schierato contro Ahmadinejad, era stato arrestato a Teheran all’inizio dello scorso marzo. Panahi avrebbe dovuto partecipare al festival di Cannes nella giuria ufficiale. La sua assenza ha sollevato l’opinione pubblica quasi quanto le lacrime dell’attrice francese Juliette Binoche e dalle dure parole del connazionale Abbas Kiarostami.

Le notizie in arrivo dall’Iran confermano che Jafar Panahi è stato rilasciato dietro il pagamento di una cauzione.

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Festival di Cannes 2010: Palma d'Oro a Uncle Boonmee Who Can Recall His Past Lives di Apichatpong Weerasethakul, Elio Germano migliore attore assieme a Javier Bardem - Tutti i premi

pubblicato da Gabriele C.

Festival di Cannes 2010: Palma d'Oro a Uncle Boonmee Who Can Recall His Past Lives di Apichatpong Weerasethakul, Elio Germano migliore attore assieme a Javier Bardem - Tutti i premi

Il verdetto del 63. Festival di Cannes conferma il peso del Presidente della Giuria, se ce ne fosse stato bisogno: da giorni si diceva che Uncle Boonmee Who Can Recall His Past Lives di Apichatpong Weerasethakul avesse le carte in regola e le atmosfere giuste per far impazzire Tim Burton. Ed ecco fatto: a lui va la Palma d’Oro.

Confermato il premio importante per Des hommes et des dieux di Xavier Beauvois, Gran Premio della Giuria. Assente assoluto invece il Mike Leigh di Another Year, dato fra i favoriti fino a pochi minuti prima. Juliette Binoche è la miglior attrice per Copia Conforme di Abbas Kiarostami, e commossa ricorda ancora una volta Jafar Panahi, come ha fatto l’elegantissima madrina Kristin Scott Thomas all’inizio della cerimonia di chiusura.

Ex-aequo per la miglior interpretazione maschile: da una parte Javier Bardem per Biutiful di Alejandro González Iñárritu e dall’altra Elio Germano per La nostra vita di Daniele Luchetti. L’attore italiano dedica il premio “all’Italia e agli italiani che fanno di tutto per rendere il paese migliore nonostante la loro classe dirigente”. Bondi colpito e affondato. Emozionante il momento della premiazione di Mathieu Amalric, miglior regista con il suo Tournée: contento, si scioglie tra lacrime e sorrisi circondato dalle sue ballerine New Burlesque. La sceneggiatura va a Lee Chang-dong per Poetry, e il Premio della Giuria a Un homme qui crie di Mahamat-Saleh Haroun, che nessuno dava in lizza per un premio. La sincerità del lavoro avrà invece colpito la giuria.

Dopo il salto trovate tutti i premi del 63. Festival di Cannes.

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