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Tutti gli articoli con tag joan chen

1911 - un nuovo trailer e un sacco di locandine per il film storico diretto da Jackie Chan

pubblicato da Simona


1911, nuovo film diretto da Jackie Chan (a quattro mani con Li Zhang) non è il 100esimo film interpretato dall’attore nel corso della sua carriera, come viene riportato su una delle locandine (secondo IMdb.com, Chan dovrebbe essere già a quota 109 titoli) ma di sicuro arriva nel centenario della nascita della Repubblica Popolare Cinese, con la sconfitta dell’ultima dinastia imperiale per mano delle forze nazionaliste guidate da Sun Yat-sen. E’ quindi un titolo epico e decisamente impegnativo, pronto a debuttare in patria questo venerdì 23 settembre, per poi approdare sugli schermi americani il 7 ottobre e partecipare al Tokyo International Film Festival ill 22 del mese (qui il trailer nipponico).

Siamo all’inizio del 20° secolo: la Cina versa in uno stato di crisi. Il Paese è diviso in diverse fazioni in lotta fra loro, i cittadini muoiono di fame e le recenti riforme politiche hanno peggiorato le cose anziché migliorarle. Al potere c’è la dinastia Qing, che ha completamente perso il contatto con la realtà, dopo 250 anni di potere indiscusso. Sul trono un imperatore-bambino di sette anni e sua madre, l’imperatrice vedova Longyu (Joan Chen), donna senza scrupoli. Quando i cittadini cominciano a ribellarsi apertamente, la dinastia Qing crea un potente esercito moderno per reprimere ogni ribellione. Ma le armi sono costose e, alla disperata ricerca di denaro contante, i leader della dinastia Qing cercano di vendere o barattare all’estero tutto quello su cui riescono a mettere le mani… compresa l’intera Cina. Chan veste i panni di Huang Xing, il primo comandante in capo dell’esercito della Repubblica Popolare Cinese, il braccio destro di Sun Yat-Sen (interpretato da Winston Chao). Nel cast anche la bella Li Bing Bing.

1911 - un nuovo trailer e un sacco di locandine per il film storico diretto da Jackie Chan

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Mao's last Dancer - trailer, locandine ed immagini

pubblicato da Simona

Mao's last Dancer - trailer, locandine ed immagini

Dopo un passaggio al Toronto Film Festival dello scorso settembre, debutterà quest’estate sugli schermi americani (fra novembre e dicembre anche in alcuni Paesi Europei, ma non si hanno notizie di un’eventuale distribuzione italiana) il nuovo film di Bruce Beresford, Mao’s Last Dancer.

Tratto dall’autobiografia di Li Cunxin e sceneggiato da Jan Sardi, il film racconta la drammatica storia dell’etoile della danza, iniziata quando - nel 1972, all’età di 11 anni - Li Cunxin, nato povero in una famiglia di contadini della cina rurale, viene prelevato per conto dell’ultima moglie di Mao e portato a Pechino per studiare balletto. Grazie al suo straordinario talento, il ragazzo si qualifica per un programma di scambio culturale con gli Stati Uniti. Una volta in America inizia ad aprire gli occhi sul regime maoista, si innamora di una giovane ballerina e la sposa per poter rimanere negli States. Ma il governo cinese non è d’accordo e l’ambasciata di Houston lo trattiene in fermo, scatenando un caso internazionale. Li Cunxin è poi diventato primo ballerino allo Huston Ballet come artista principale del balletto australiano.

Nel cast Bruce Greenwood, Kyle MacLachlan, Amanda Schull, Joan Chen, Jack Thompson, Alice Parkinson; oltre a Wen Bin Huang, Chengwu Guo, Chi Cao nel ruolo del protagonista bambino, adolescente ed adulto. Cliccate su continua per dare un’occhiata alle foto, alle locandine ed al trailer. Che ne dite?

Mao’s last Dancer - trailer, locandine ed immagini

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Torino Film Festival 2008: 24 City di Jia Zhang-ke; Rumba di Dominique Abel, Fiona Gordon e Bruno Roy

pubblicato da Gabriele C.

24 City - Torino 26Ultima giornata e ultime pellicole al Torino Film Festival, di cui sappiamo i vincitori di tutti i premi da poche ore. Mentre è stato presentato il film di chiusura, The Edge of Love di John Maybury con Keira Knightley nei panni di Vera Phillips, il pubblico e gli accreditati superstiti hanno potuto recuperare in replica qualche film passato nelle precedenti giornate.

Il sottoscritto è ben contento di essere riuscito a vedere l’ultimo film di Jia Zhang-ke, in concorso all’ultimo Festival di Cannes: perché 24 City è semplicemente un film bellissimo. E non solo perché dimostra che lo stile di Jia, dopo il bellissimo Still Life, continua a funzionare, ma soprattutto perché continua a smuovere gli animi, a commuovere. E va bene anche che il regista è tecnicamente preparato e ci offre un film ben confezionato, con qualche movimento di macchina utilizzato meravigliosamente ai fini della costruzione del film, ma ciò che colpisce sono soprattutto le testimonianze delle persone.

Spaccati di vite umilissime, di dolori, di ricordi, e una continua dicotomia della Cina divisa tra passato e futuro, tradizione e progresso: cosa scegliere? La vecchia fabbrica o il nuovo complesso residenziale 24 City? La risposta la si può non dare, tanto la fabbrica verrà smantellata e 24 City si farà: spazzando via i ricordi di tutti. Si dicevano che le testimonianze degli operai sono toccanti: ma è ancora più toccante la voglia di Jia di mischiare a queste interviste delle false testimozianze di grande forza. Non a caso le storie sono lasciate in mano a tre donne: Joan Chen (davvero bella la sua storia, oltre che originale nel richiamare un film dell’attrice), Tao Zhao (l’attrice feticcio di Jia) e Liping Lu. Tre donne che offrono una marcia in più ad un film già emozionante di per sé.

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Festival di Cannes 2008: 24 City di Jia Zhang-Ke

pubblicato da Gabriele C.

24 City - Jia Zhang-KeIl cinema di Jia Zhang-Ke è un cinema personalissimo, e come ogni cinema di registi personali non può avere presa su tutti. Se il grande pubblico ovviamente non può conoscerlo, è proprio sui cinefili che il regista fa presa in modo alterno. Consacrato nel tempo grazie alle costanti presenze al Festival di Venezia, dove nel 2006 vinse con il bellissimo Still Life (dove più che far arrabbiare gli accreditati, la sua vittoria passò abbastanza inosservata: infatti ingiustamente non se lo filò nessuno), Jia ha presentato all’ultima mostra il documentario Useless, vincendo nella categoria Orizzonti.

Quest’anno ha deciso di concedersi a Cannes, dove ha già presentato in concorso 24 City, a metà strada tra documentario e fiction. Per chi conosce almeno Still Life, non sarà di certo una novità; ma 24 City sembra anche più radicale nella scelta dell’uso di entrambi i registri. Certo, il Leone d’Oro del 2006 era reso magico dalla fusione perfetta di realtà e finzione, e chissà che nel nuovo film questo sguardo unico venga meno: noi non ce lo auguriamo. Il percorso di Jia Zhang-Ke è una riflessione continua sulla Cina, costantemente in bilico tra veloce progresso e smantellamento di lunghe tradizioni (lo era anche in Useless, bella riflessione sulla moda).

Siamo a Chengdu: una fabbrica adibita alla costruzione di pezzi per aerei sta per essere distrutta; al suo posto verrà costruito un quartiere pieno di moderni edifici, chiamato appunto 24 City. Tra vere interviste e monologhi di finzione narrati da tre donne (tra cui Joan Chen), il regista ripercorre la “vita” della e nella fabbrica, attraverso tre diverse generazioni. Quasi un corollario, non a caso, di Still Life: che qualche pia casa di distrubuzione ce lo faccia vedere, please.

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Lussuria - Seduzione e tradimento: recensione in anteprima

pubblicato da Gabriele C.

Lussuria - Seduzione e tradimento Ang LeeLussuria - Seduzione e tradimento (Se, Jie, Taiwan, 2007) di Ang Lee; con Tang Wei, Tony Leung Chiu-Wai, Joan Chen, Wang Lee-Hom, Kao Ying-hsien.

Aveva diretto una storia d’amore impossibile in terra di western ed avevano scambiato all’inizio il film per un western. Ora dirige una storia d’amore impossibile in terra di spionaggio e lo scambiano per un film di spionaggio. Non c’è pace per Ang Lee, che comunque continua a fare il suo cinema, di cui si dice che tutte le opere siano diverse l’una dall’altra, indi il regista non ha stile.

Ai tempi di Brokeback Mountain avevo detto che l’unione fra i film di Ang Lee la si trova nei personaggi: mai banali e scontati, con alcune sfumature notevoli. Con Lussuria - Seduzione e tradimento (ovvero Lust, Caution: lussuria, attenzione) aggiungo che i personaggi continuano a non essere bidimensionali, e che si nota ancora come il regista “venduto ad Hollywood”, come è ormai conosciuto dai suoi detrattori, sappia regalarci relazioni appassionate ed appassionanti.

La storia d’amore fra l’esordiente Tang Wei e il sempre ottimo Tony Leung si evolve in 156 lunghi minuti, e passa da un rapporto quasi sadomaso all’amore, appunto impossibile. Ritornassimo a Venezia 64, si parlerebbe delle scene di sesso: lasciamo stare perché ce ne abbiamo fin sopra i capelli, basti sapere che sono coerenti col contesto e con il progredire della narrazione. E che, al contrario di ciò che si può leggere in giro, Lussuria non è un film hard (sic!).

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Lussuria di Ang Lee: il trailer italiano

pubblicato da Gabriele C.

Ok, il pubblico e la critica volevano che il Leone d’Oro all’ultimo Festival di Venezia andasse o a Cous cous (La Graine et le Mulet) o ad Io non sono qui (I’m not there). E’ vero, anche Redacted. Sicuramente neanche noi del Cineblog, che abbiamo apprezzato questo Lussuria (Lust, Caution), ci saremmo aspettati quel verdetto, e a qualche mese di distanza l’astio verso il nuovo film di Ang Lee è ancora forte.

La pellicola aveva già diviso alla sua presentazione, ma il guaio è venuto quando il regista di Taiwan ha stretto tra le mani il suo secondo Leone d’Oro, dopo quello per I segreti di Brokeback Mountain, entrando nella storia della Mostra. Lussuria avrà sicuramente battuto temibili (e migliori) concorrenti, avrà sfondato ai Golden Horse Awards di Taiwan, vincendo ben sette premi, ma porterà ad Ang Lee un odio (personalmente abbastanza ingiustificato) da parte del pubblico che lo marchierà forse non poco.

Spy story ambientata nella Shangai occupata dal Giappone nel ‘40, il film narra la storia d’amore e passione che non può non nascere tra una ragazzina cinese (interpretata dall’esordiente e deliziosa Tang Wei) e l’uomo che quest’ultima deve uccidere, un funzionario politico che ha tradito la patria per dare informazioni segrete al governo nemico (un grande Tony Leung). Nel cast troviamo anche Joan Chen. La pellicola ha subito censure in patria, e negli USA, nonostante la distribuzione ridicola e il gravissimo NC-17 per le scene di sesso “estreme”, ha convinto la critica e il pubblico che l’ha potuto vedere.

Lussuria - Seduzione e tradimento esce in sala il 4 gennaio (esattamente ad una settimana di distanza dal suo “nemico” Cous cous, in uscita l’11 gennaio), distribuito dalla Bim. Dopo il salto trovate il trailer in italiano.

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Eric Bana premiato come Australia's Best Actor per Romulus, My Father

pubblicato da dr. apocalypse

EricBanaFotoTrionfo per Eric Bana agli Aussie Oscar, gli Oscar australiani.
Bana ha vinto il premio di Best Actor per l’interpretazione in Romulus, My Father, premiato anche come Best Film, prima pellicola diretta da Richard Roxburgh, attore visto in decine e decine di pellicole.

Se a Bana è andato il premio di Best Actor, quello di Best Actress è andato a Joan Chen, la mitica e indimenticabile Josie Packard di Twin Peaks, premiata per The Home Song Stories, film diretto da Tony Ayres, premiato a sua volta come Best Director.

Due film che narrano storie di emigrati, per una nazione popolata da ben 21 milioni di persone nate su terre diverse, che probabilmente qui in Italia mai riusciremo a vedere in sala…
Fonte:Cinematical

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Torino Film Festival: i vincitori, Garage sbaraglia tutti

pubblicato da Carla Cigognini

Garage Lenny Abrahamson

Il Torino Film Festival ha chiuso i battenti ed ha proclamato i suoi vincitori del 2007. Garage di Lenny Abrahamson si è aggiudicato il primo come miglior lungometraggio di questa 25 esima edizione.

Il film racconta la storia di Josie, che gestisce una stazione di servizio e che diventa amico di un liceale.

Ma vediamo tutti gli altri premiati:
- Premio speciale della giuria: The elephant and the sea di Woo Ming Jin
- Miglior attrice: Joan Chen per The home song stories di Tony Ayres
- Miglior attore: Kim Kang-Woo per Gyeongui seon / The railroad di Park Heung-sik.

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La locandina americana di Lust, Caution

pubblicato da Carla Cigognini

Lust, caution (Se jie) è il nuovo film di Ang Lee con Tony Leung Chiu Wai, Joan Chen (nella foto), Anupam Kher, Lee-Hom Wang, Wei Tang, Johnson Yuen, Chih-ying Chu.

La pellicola è ambientata a Shanghai, nel periodo della seconda guerra mondiale. Una giovane agente che lavora per il governo coinvolge un funzionario in un omicidio con l’antica arma della seduzione. Ma il rischio porterà…

Su continua la bellissima locandina americana.

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