Distribuito dalla Lucky Red, domani arriva nelle sale italiane anche Polisse, il toccante e coinvolgente ritratto della quotidianità di una squadra della Brigata Protezione Minori di Parigi, scritto, diretto e interpretato da una Maïwenn (Le Besco) fotografa per il Ministero, sposata con Riccardo Scamarcio, infatuata di un carismatico Joeystarr…
Per ingannare l’attesa del film già premio della Giuria al Festival di Cannes, aggiungo alla recensione, alla clip e al trailer italiano, anche un paio di clip che sbirciano la routine della squadra fuori dall’orario di lavoro, e riprendono il discorso già intrapreso nella recensione.
Tra i film che arrivano nelle nostre sale italiane venerdì 3 febbraio c’è Polisse di Maïwenn (Le Besco), già Premio della Giuria al Festival di Cannes per l’intenso ritratto realizzato su una squadra di agenti della Brigata Protezione Minori di Parigi (Brigade de Protection des Mineurs), alle prese con la quotidianità logorante e viscerale di un adulto che ha scelto di difendere i minori da ogni genere di abuso.
Un ritratto convincente e coinvolgente anche se un po’ discontinuo, impietoso con la natura umana, che non si concede moralismi e che la regista ha vissuto, scritto, diretto e interpretato (la fotografa Melissa) continuando a condividere storie di servizio e pause private con agenti veri, ritagliandosi il ruolo di chi guarda e fotografa gli altri senza riuscire ad essere distaccata.
Anche il titolo “Polisse”, è frutto dell’errore grammaticale di un bambino, il figlio di Maïwenn, ribadito con la grafia infantile nella locandina, il titolo perfetto per un film che guarda in faccia la routine di una violenza che convive con le grida di bambini strappati alle madri, il silenzio delle vittime e le bugie dei colpevoli.