Amigo è il 17mo film del regista John Sayles, con la star filippina Joel Torre nel ruolo di Rafael, un capovillaggio che si vede costretto a difendere i suoi cittadini dal fuoco incrociato della guerra che vedeva i soldati americani invadere le Filippine.
Quando le truppe americane occupano il suo villaggio, Rafael viene sottoposto al comando di un ufficiale che vorrebbe cooperazione per combattere la guerriglia della resistenza filippina. Uno dei capi della guerriglia però è il fratello di Rafael. Chiunque collabora con gli americani viene considerato un traditore. Quale sarà la decisione giusta da prendere per Rafael?
Amigo è un film che racconta una pagina poco nota della storia delle Filippine, capace di spiegare al mondo i motivi profondi per cui oggi esistano ancora dei conflitti apparentemente inspiegabili in questo angolo di mondo.

Il cartellone di Venezia 66 si amplia ancora. Sono stati annunciati oggi infatti due dei tre film sorpresa (esattamente quelli del Fuori concorso e di Orizzonti), più due altri film eventi di Orizzonti, ovvero i nuovi lavori di Peter Greenaway e Angela Ismailos. Fuori concorso si vedrà il nuovo lavoro di Hana Makhmalbaf, mentre il film sorpresa di Orizzonti è un “vecchio omaggio” del Giurato Joe Dante in un’inedita versione estesa. Diamo spazio al comunicato ufficiale.
“Possono già essere svelati i titoli di due Film Sorpresa della 66. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (2-12 settembre 2009), che erano stati indicati per le sezioni Fuori concorso e Orizzonti. Per il Fuori concorso, si tratta di Green Days, il nuovissimo film in prima mondiale di Hana Makhmalbaf - la più giovane componente (21 anni) della celebre famiglia iraniana di registi – che nel 2003 debuttò giovanissima (15 anni) alla Mostra di Venezia col suo primo film Lezate Divanegi (Joy of Madness).
Green Days alterna parti documentarie (documenti “a caldo” sullo sviluppo del movimento di piazza), a parti di fiction sulla condizione femminile in Iran. Una pellicola “sociologica” in cui “la cinepresa lavora come uno specchio per mostrarvi la società iraniana mentre passa attraverso una rivoluzione, con tutte le sue speranze e dubbi” (Hana Makhmalbaf).