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Dal 14 gennaio al cinema: Un giorno della vita, Kill Me Please, L'orso Yoghi, Skyline, La versione di Barney, Vi presento i Nostri

pubblicato da Gabriele C.

guida in sala

Paura della morte o paura della vita? In Kill Me Please, il film vincitore dell’ultimo Festival di Roma, un dottore ha una clinica particolare specializzata nella morte assistita. Ne La versione di Barney c’è il modo per rielaborare la propria vita, mentre la vecchiaia avanza e i ricordi svaniscono. In Skyline si torna ad un topos delle fobie dell’uomo occidentale, quello dell’invasione dello straniero. E addirittura ne L’orso Yoghi c’è la paura di venire sradicati dal proprio luogo di origine. Non c’è pace da nessuna parte: ma il cinema può aiutare a rielaborare le nostre paure. Chi non ne ha voglia, forse può andarsi a vedere Vi presento i Nostri: peccato che la critica sia stata pesantissima. E allora su, premiamo Kill Me Please, il nostro film della settimana.

Di seguito trovate le trame di tutti i film, i trailer italiani e le nostre recensioni.

Un giorno della vita: Basilicata, 1964. Salvatore ha 12 anni e ogni giorno, per andare al cinema, va in bicicletta con gli amici Alessio e Caterina, nella saletta di terza visione del paesino vicino. Il padre, contadino comunista, disprezza questa sua passione. Il ragazzino vuole fondare un piccolo cinema ma non ha soldi e decide di rubare dalle casse della sezione locale del Partito comunista. Film drammatico scritto e diretto da Giuseppe Papasso; con Maria Grazia Cucinotta, Alessandro Haber, Pascal Zullino ed Ernesto Mahieux. Qui il trailer italiano.

Kill Me Please: il dottor Kruger ha una clinica specializzata nella morte assistita. Ogni paziente spiega i motivi che lo spingono a suicidarsi ed hanno anche l’occasione di esprimere un ultimo desiderio. Il dottore non si aspetta un tale successo, ma quando arriva un gruppo di stravaganti aspiranti suicidi… Arriva finalmente in sala la commedia del belga Olias Barco; con Aurélien Recoing, Virgile Bramly, Daniel Cohen, Virginie Efira e Bouli Lanners. Vincitore del Premio Marc’Aurelio della Giuria al miglior film al Festival di Roma 2010. Qui la nostra recensione e qui il trailer italiano.

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Kill Me Please: Recensione in Anteprima

pubblicato da dr. apocalypse

Kill Me Please: Recensione in AnteprimaKill Me Please (Belgio, Francia, 2010) di Olias Barco; con Aurélien Recoing, Virgile Bramly, Daniel Cohen, Virginie Efira, Bouli Lanners, Benoît Poelvoorde, Saul Rubinek, Zazie de Paris, Muriel Bersy, Nicolas Buysse, Ingrid Heiderscheidt, Jerome Colin

Poche minuti dopo averlo visto al Festival di Roma la sensazione del sottoscritto è stata immediata: abbiamo trovato un vincitore. Eletto a furor di popolo trionfatore della V° Edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, vincendo il Marc’Aurelio d’Oro e il Premio della Critica On Line, ovvero il Mouse d’Oro, Kill Me Please arriva finalmente nei cinema italiani grazie alla Archibald Film, dopo aver clamorosamente deluso al botteghino belga. Appena 55,466 gli euro incassati dalla pellicola in patria, sinceramente meritevole di tutt’altra fortuna.

Con un pugno di banconote a disposizione, e con una troupe composta per la precisione da 5 persone 5, compreso l’attrezzista, Olias Barco è riuscito nell’impresa di partorire un’opera seconda stupefacente. ‘Costretto’ al bianco e nero per far passare agli occhi del pubblico del semplice ‘nesquik’ per sangue, purtroppo per lui troppo costoso rispetto al budget a disposizione, Barco ha dato vita ad un film maledettamente divertente, scorretto, grottesco, nero, nerissimo come la fotografia che l’accompagna, cinico e coraggioso, nel trattare con rispetto e al tempo stesso irriverenza un tema delicato come quello della morte… assistita.

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Kill Me Please: foto e curiosità della commedia nera di Olias Barco

pubblicato da Carla Cigognini

Kill Me Please: foto e curiosità della commedia nera di Olias Barco

Kill Me Please ha conquistato il Festival di Roma 2010 portandosi a casa il primo premio e finalmente arriva anche da noi, il 14 gennaio 2011. La commedia grottesca arriva dal Belgio, è diretta da Olias Barco e interpretata da Saul Rubinek, Benoît Poelvoorde, Virginie Efira, Aurélien Recoing, Bouli Lanners, Virgile Bramly, Daniel Cohen, Zazie De Paris.

Ecco la trama: il dottor Kruger (Aurelien Recoing) ha una clinica specializzata nella morte assistita. Ogni paziente spiega i motivi che lo spingono a suicidarsi ed hanno anche l’occasione di esprimere un ultimo desiderio. Il dottore non si aspetta un tale successo ma quando arriva un gruppo di stravaganti aspiranti suicidi…

Una curiosità: il film doveva intitolarsi Dignitas, il vero nome dell’associazione svizzera per l’eutanasia assistita. Dopo il salto trovate un’intervista al regista e il resto delle foto. Qui potete vedere il trailer italiano.

Kill Me Please: foto e curiosità della commedia nera di Olias BarcoKill Me Please: foto e curiosità della commedia nera di Olias BarcoKill Me Please: foto e curiosità della commedia nera di Olias BarcoKill Me Please: foto e curiosità della commedia nera di Olias BarcoKill Me Please: foto e curiosità della commedia nera di Olias Barco

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Kill Me Please: il trailer italiano del film vincitore del Festival di Roma 2010

pubblicato da Gabriele C.

All’ultimo Festival di Roma ha raccolto unanimi consensi da tutte le parti, stampa, critica on line e pubblico. E si è portato a casa il primo premio, ovvero il Premio Marc’Aurelio della Giuria al miglior film. Parliamo dell’atteso Kill Me Please, una commedia “nerissima”, opera seconda del belga Olias Barco, che affronta il tema della morte e dell’eutanasia con coraggio e personalità. Il film è interpretato da Aurélien Recoing, Benoît Poelvoorde, Muriel Bersy, Nicolas Buysse ed Ingrid Heiderscheidt.

Il Dottor Kruger è a capo di una clinica praticamente segreta, rintracciabile solo attraverso Internet, sperduta in mezzo alle innevate montagne belghe e odiata dai cittadini del paese vicino ma incredibilmente sovvenzionata dal Governo. Perché il suicidio allo Stato costa. Quanto? Secondo uno studio canadese 850,000 dollari, da moltiplicare per un milione di suicidi l’anno, in tutto il mondo. Da qui l’idea di fondare un centro che offra assistenza a chi ha deciso di farla finita una volta per tutte. Perché un giorno sulla Costituzione, come ricorda sognante il Dottor Kruger, anche il diritto alla morte sarà presente. La sua clinica non dona pace eterna, ma studia gli impulsi che spingono all’autodistruzione, per poi provare a dominarli, lasciandosi un’ultima strada in caso di sconfitta, ovvero una morte assistita, con dignità…

Kill Me Please sarà distribuito nelle sale italiane a partire dal 14 gennaio 2011 dalla Archibald. In attesa di poterlo vedere, oggi vi regaliamo il trailer italiano. Qui intanto trovate il nostro commento a caldo.

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Kill Me Please, trionfatore al Festival Internazionale del Film di Roma, in arrivo nei cinema a gennaio 2011

pubblicato da dr. apocalypse

Kill Me Please, trionfatore al Festival Internazionale del Film di Roma, in arrivo nei cinema a gennaio 2011Trionfatore all’unanimità all’ultimo Festival Internazionale del Film di Roma, il delizioso Kill Me Please ha finalmente trovato un distributore. Sarà la Archibald Enterprise Film, ormai abitata a ‘pescare’ a piene mani dai Festival di mezzo mondo, a portarlo nei nostri cinema, il 14 gennaio del 2011. Diretto da Olias Barco, e con protagonisti Aurélien Recoing, Benoît Poelvoorde, Muriel Bersy, Nicolas Buysse ed Ingrid Heiderscheidt, Kill Me Please ha conquistato la platea di giornalisti capitolini, vincendo anche il Mouse d’Oro, grazie al suo irresistibile tocco caustico e grottesco, pur affrontando un tema assai delicato come quello della eutanasia e della Morte.

Aiutato da un fantastico bianco e nero, con una fotografia sporca, sgranata e sfocata, Barco smonta letteralmente il tabù della morte, raccontando l’incredibile storia del ‘particolare’ Dottor Kruger, a capo di una clinica praticamente ’segreta’, rintracciabile solo attraverso internet, sperduta in mezzo alle innevate montagne belghe e odiata dai cittadini del paese vicino ma incredibilmente sovvenzionata dal Governo. Perché il suicidio allo Stato costa. Quanto? Secondo uno studio canadese 850,000 dollari, da moltiplicare per un milione di suicidi l’anno, in tutto il mondo. Da qui l’idea di fondare un centro che offra assistenza a chi ha deciso di farla finita una volta per tutte. Perché un giorno sulla Costituzione, come ricorda sognante il Dottor Kruger, anche il diritto alla morte sarà presente. La sua clinica non dona pace eterna, ma studia gli impulsi che spingono all’autodistruzione, per poi provare a dominarli, lasciandosi un’ultima strada in caso di sconfitta, ovvero una morte assistita, con dignità…

Qui le nostre prime impressioni dal Festival, per un titolo che fortunatamente sbarcherà anche nei cinema italiani, grazie alla Archibald Enterprise Film. Aspettando il trailer italiano, cliccate pure su continua per gustarvi quello in lingua originale.

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Roma 2010: numeri e considerazioni finali

pubblicato da dr. apocalypse

Roma 2010: loghi

118.000 biglietti venduti in 9 giorni, contro i 103,000 della scorsa edizione, per un totale di 460.000 euro d’incasso lordo; il 92% delle sale occupate; il 78% dei votanti per il premio del pubblico; 190 scuole coinvolte con 10.816 alunni tra gli 8 e i 17 anni; 8.598 accreditati, contro i 7.720 dell’edizione passata; 2686 giornalisti, dei quali 2234 italiani e 452 stranieri; 2770 pezzi pubblicati sulla stampa nazionale e 851 in quella internazionale, contro i 2709 e gli 867 dell’anno scorso; 906 servizi tv e radio solo in Italia; 230 addetti ai lavori, per un V° Festival Internazionale del Film di Roma che macina numeri da record, considerando la sua breve storia, mostrando soprattutto ai detrattori cosa realmente funziona, ovvero l’Idea di un Festival cinematografico romano, e soprattutto la struttura che da sempre lo accoglie, ovvero l’Auditorium di Renzo Piano, cuore artistico pulsante di una città intera.

L’evento capitolino, nato come Festa per il pubblico, per volere di Rondi negli anni si è trasformato in Festival, senza però perdere quelle lontane origini, mai del tutto dimenticate. Perché il Festival del Cinema spalanca le porte proprio a quel pubblico che da anni non può andare in Laguna, a Venezia, con il Festival dei Festival che non può e non deve vedere l’amico romano come un possibile ‘rivale’, perché qui c’è altro. Se in 5 anni un’identità non è stata ancora del tutto trovata, Roma vince proprio perché lontanissima dall’esclusività del Leone veneziano, dalla Palma francese, o anche solo dall’Orso berlinese. Grazie ad una struttura straordinaria, come l’Auditorium Parco della Musica, tutto questo è possibile. Unire cinema e mondanità, con un pizzico di glamour, e darlo in pasto ai cittadini, alla gente ‘normale’, che non scrive su riviste o quotidiani, che non vive di questo, che non ha accrediti o inviti per divertirsi in rinomate feste vip, ma che vuole partecipare. E qui può farlo, conoscendo attori e registi, chiamati a sfilare sul red carpet ma presenti anche in sala, tra quello stesso pubblico che ha ormai fatto suo il Festival, accorrendo in massa anche dinanzi a titoli tutt’altro che eccelsi.

Se il Concorso continua a regalare scelte a volte imbarazzanti, vedi scarti raccattati da altri Festival, come proprio Venezia, le altre sezioni si son fatte più furbe, portando a Roma titoli già usciti in altri parti del mondo, o semplicemente già passati in altri Festival cittadini, come Animal Kingdom al Sundance, aggiungendo però l’unicità dell’ospite, legato proprio a quel film, da poter conoscere, vedere, intervistare. E’ una voglia di cinema a 360° che si fonde con il pubblico, trasformando il tutto in una vera e propria Festa, che va oltre la semplice qualità filmica, raccogliendo una città intera, che ha ormai fatto suo l’evento. Se tutto questo funziona, la V° edizione del Festival Internazionale del Film di Roma ha anche regalato delle perle di inefficienza e di instabilità organizzativa di non poco conto, confermando così alcune perplessità degli anni passati.

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Roma 2010: trionfa il belga Kill Me Please

pubblicato da dr. apocalypse

Roma 2010: trionfa il belga Kill Me PleaseUn trionfo. Kill Me Please, gioiellino belga vincitore ieri sera del Mouse d’Oro, Premio della critica on line, fa sua la V° Edizione del Festival Internazionale del Film di Roma. Al film di Olias Barco è infatti andato il Premio Marc’Aurelio della Giuria al miglior film, lo scorso anno assegnato al danese Brotherhood. Una scelta più che condivisibile, dal sottoscritto sperata e pronosticata, ed ora ufficializzata.

Battuta così Susanne Bier a cui sono comunque andati due premi per il suo In A Better World, ovvero il Gran Premio della Giuria Marc’Aurelio e il Premio Marc’Aurelio del Pubblico al miglior film – BNL. Inatteso e sorprendente il Premio Speciale della Giuria Marc’Aurelio assegnato al tedesco Poll, scenograficamente sontuoso ma alquanto discutibile nel suo insieme, con il nostro Toni Servillo giustamente premiato con l’annunciato Premio Marc’Aurelio della Giuria al miglior attore.

Niente Kidman e niente Watson per il Premio Marc’Aurelio della Giuria alla migliore attrice, andato a tutto il cast femminile di Las buenas hierbas, con l’iraniano Dog Sweat a cui è andato la Targa Speciale del Presidente della Repubblica Italiana al film che meglio mette in rilievo i valori umani e sociali, e l’esordio di Valeria Marini in cabina di produzione, con I Want to Be a Soldier, premiato per la Sezione Alice sotto i 12 anni. Si chiude così la V° Edizione del Festival Internazionale del Film di Roma 2010, dopo i Premi collaterali assegnati in mattinata, con tutta la sfilza di riconoscimenti che vi attendono dopo il saltino. Kill Me Please doveva vincere, Kill Me Please ha vinto, anche perché qui non c’era nessun Quentin Tarantino a dettare folli decisioni…

A domani per un commento più approfondito sull’intera edizione.

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Roma 2010: ecco i premi collaterali

pubblicato da dr. apocalypse

2Roma 2010: loghi

Ieri il Mouse d’Oro, questa mattina i Premi Collaterali, aspettando i Premi maggiori, che verranno ufficializzati questa sera, poco dopo le ore 18. Da domani si potranno tirare le somme della V° Edizione del Festival Internazionale di Roma, tra chi la considera ormai una ‘Festa’ perfettamente inglobata all’interno della città e chi continua a vederla come un inutile ‘doppione’ veneziano (e non si sa per quale motivo, ad esempio, non di Torino). Aspettando un commento finale, legato soprattutto al ‘comportamento’ festivaliero di certa stampa nazionale, e i “veri” premi di stasera, con tanto di miei pronostici, ecco a voi quelli più legati ai vari ’sponsor’, che in qualche modo da 5 anni tengono in vita l’intera baracca capitolina.

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Roma 2010: Kill Me Please vince il Mouse d'Oro

pubblicato da dr. apocalypse

Roma 2010: Kill Me Please vince il Mouse d'Oro

Primo premio ‘non ufficiale’ in arrivo dal Festival Internazionale del Film di Roma 2010. Ad aggiudicarselo, per la gioia del sottoscritto che l’aveva da subito ‘incoronato’, il belga Kill Me Please (qui da noi ‘recensito’), con un voto medio di 7.57 e questa motivazione:

“Commedia irresistibile in bianco e… “nerissimo”. Olias Barco, al suo secondo lungometraggio, riesce a donare un tocco caustico e grottesco, pur affrontando il delicato tema della eutanasia e della Morte. Chapeu”.

Battuto e staccato In a Better World di Susanne Beir, fermatosi a quota 6.97, con Rabbit Hole a chiudere il podio. Molto più scontato invece il Mouse d’Argento, da assegnare all’opera presentata al di fuori della sezione competitiva, andato quest’anno a The Social Network di David Fincher, riuscito a strappare uno straordinario 7.92, con questa motivazione:

“Divertente, brioso, dialoghi brillanti, una sceneggiatura impeccabile e una regia al suo servizio. Grande intrattenimento, ma dietro alla storia di Mark Zuckerberg e la nascita di Facebook si nasconde tutta l’inquietudine e la impreparazione di una società (s)connessa”.

Dietro al capolavoro di Fincher Waiting for Superman, secondo una media voto pari a 7.55, e Animal Kingdom terzo ed arrivato ad un voto medio di 7.43. Il Mouse d’Oro, lo ricordiamo per chi non lo sapesse, è il premio della critica online attribuito da quasi 100 giurati, collaboratori di 43 tra le migliori webzine italiane, tra le quali c’è anche ovviamente Cineblog. Lo scorso anno a vincere furono Up in The Air e Il Concerto. Quest’anno, aspettando i premi ufficiali di domani, è invece toccato al delizioso e grottesco titolo belga. Dopo il saltino troverete tutti gli altri film classificati:

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Roma 2010: chi vince?

pubblicato da dr. apocalypse

Roma 2010: loghi

E arrivò anche il tempo dei pronostici. Il V° Festival Internazionale del Film di Roma si avvia alla conclusione, dopo 10 giorni di proiezioni, più o meno apprezzate, in un Auditorium che anche quest’anno ha comunque superato la prova d’esame, resistendo a vari disastri organizzativi che hanno visto proiezioni doppiate (The Social Network), e clamorosamente saltate e solo dopo recuperate (Carlos). Ma chi riuscirà a far suo il Marc’Aurelio d’Oro, lo scorso anno finito tra le mani del danese Brotherhood? Il Concorso, e questo è innegabile, ha regalato pochi titoli davvero apprezzabili. Se le altre sezioni hanno proiettato film che hanno conquistato applausi e consensi, basti pensare a The Social Network, Animal Kingdom, Let Me In, Gasland e Waiting for Superman, le 16 pellicole in Concorso hanno suscitato pochi apprezzamenti, tranne rare eccezioni.

A correre per il titolo più ambito sarebbero rimasti in quattro: Heaven (In a Better World) di Susanne Bier, candidato danese all’Oscar 2011 e in sala stampa considerato da molti come favorito numero uno, il drammatico Rabbit Hole di John Cameron Mitchell, il convincente Oranges and Sunshine e la sorpresa belga, Kill Me Please, per il sottoscritto autentico vincitore di un Festival che ha osato poco, se non con quest’ultimo titolo, low budget, girato in poco più di due settimane, grottesco e divertente, con una morte in bianco e nero da deridere e rappresentare. Possibile sorpresa, tra i 4 in volata, l’australiano Little Sparrows di Yu-Hsiu Camille Chen, da molti amato e al tempo stesso odiato, dividendo la critica. Difficile pensare ad una vittoria ‘italiana’, con Una Vita Tranquilla a cui probabilmente andrà il Premio per il Migliore Attore, a Toni Servillo, che sarebbe meritatissimo.

Più complessa la corsa al riconoscimento per la Miglior Attrice, con Nicola Bartlett di Little Sparrows e Nicole Kidman di Rabbit Hole in lotta con la straordinaria Emily Watson di Oranges and Sunshine, mia personalissima vincitrice. In base a chi farà suo il Marc’Aurelio d’Oro, avremo di conseguenza il Gran Premio della Giuria, che potrebbe andare a premiare uno dei quattro delusi rimasti a bocca asciutta. Ma sarà davvero così? Dopo il saltino, aspettando la cerimonia di premiazione di domani pomeriggio, i miei pronostici per i premi maggiori:

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