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Tutti gli articoli con tag la grande guerra

Mario Monicelli: L'Achille del Ciak

pubblicato da Italo Moscati

Mario_monicelliMario Monicelli si è suicidato ma non è morto. Aveva 95 anni e, davanti alla notizia, non vogliamo credere. Ci ha abituato, non ci “aveva”abituato, a considerarlo immortale. Senza alcun tallone traditore. Mario era l’Achille del ciak, mai morto come si dice quando si parla di un campione che non si rassegna e non si piega al destino che porta via le persone quando vuole.

Coraggioso, abile, scaltro. Mario, il grande regista, la lingua e gli occhi più acuti e spiritosi del cinema italiano, ha deciso di decidere lui, di farla finita, ma non ci riuscirà. Per noi che lo abbiamo conosciuto prima nella pellicola in cui si è incamminato, lasciando perle indimenticabili e che lo abbiamo frequentato quando aveva compiuto gran parte del suo cammino, sarà sempre Mario la freccia della satira e del cuore.

Nei suoi film, nelle interviste e in tutte le sue apparizioni, in tv, sui palcoscenici, nelle arene estive, nelle piazze non sbagliava un colpo. Ascoltava quasi con fastidio gli elogi a cascata. Prendeva con cipiglio cortese ma severo i tanti premi che lo coprivano di diffidenza più che di gloria. Diffidenza per il gioco semiserio della vita: troppo lunga per essere sopportata; troppo felice e quindi sempre sul filo della precarietà della falce che sibila e che si avvicina. Diffidenza per lo splendido gioco del cinema, un gioco fatto di finzione e di verità, verità come finzione, e finzione come prova di verità.

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E' morto Dino De Laurentis

pubblicato da carloprevosti

Si è spendo all’età di 91 anni il produttore Dino De Laurentiis, un nome che ha contribuito a realizzare alcuni tra i film più grandi del cinema italiano. De Laurentis era nato nel 1919 a Torre Annunziata ed è morto nella città dove risiedeva, Los Angeles.

Tra i capolavori da lui prodotti ricordiamo Riso Amaro di Giuseppe De Santis, Miseria e nobiltà con Totò, e grazie a La grande guerra di Mario Monicelli, con Alberto Sordi e Vittorio Gassman, vinse il Leone d’Oro a Venezia. Con Steno realizzò anche Totò a colori, primo film italiano a colori, e la collaborazione con Federico Fellini gli fruttò ben due Oscar come Miglior Film Straniero, con La strada e Le notti di Cabiria.

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I 5 film da vedere di Mario Monicelli

pubblicato da Carla Cigognini

I 5 film da vedere di Mario Monicelli

Cineblog oggi bacia 95 volte Mario Monicelli, mostro sacro del cinema italiano, regista e sceneggiatore nato il 15 maggio 1915 a Viareggio. Scegliere i titoli per il gioco 5 film da vedere di è particolarmente dura oggi:

- I soliti ignoti (1958)
- La grande guerra (1959)
- L’armata Brancaleone (1966)
- Amici miei (1975)
- Un borghese piccolo piccolo (1977)

Ora sfidiamo voi: tra la vastissima filmografia di Mario, quali 5 film avreste scelto?

I 5 film da vedere di Mario Monicelli
I 5 film da vedere di Mario MonicelliI 5 film da vedere di Mario MonicelliI 5 film da vedere di Mario MonicelliI 5 film da vedere di Mario MonicelliI 5 film da vedere di Mario Monicelli

Venezia 66: ecco cosa dovete sapere prima del programma ufficiale di domani...

pubblicato da Gabriele C.

venezia 66 posterCi siamo: domani alle 11.30 a Roma si terrà la conferenza stampa che ci annuncerà finalmente il programma definitivo della 66. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Soprattutto negli ultimi giorni rumors, smentite e conferme sui film presenti o meno nel cartellone si sono accavallati, facendo arrivare a poche conclusioni. Prima di aggiornarvi sui titoli papabili (sempre un gioco è: restano ormai poche ore per sapere i titoli concreti, è ovvio), facciamo il punto della situazione di questa Venezia 66.

Film d’apertura, di chiusura e Leone d’Oro alla carriera Dopo vent’anni apre il 2 settembre un film italiano, l’atteso Baaria di Giuseppe Tornatore; la pre-apertura è affidata ad un capolavoro italiano restaurato, ovvero La Grande Guerra, col quale cinquan’tanni fa Monicelli vinceva il Leone d’Oro. Chiude il festival il 12 settembre Chengdu, I love you, diretto a quattro mani da Fruit Chan e Cui Jian. Il Leone d’Oro alla carriera è stato assegnato a John Lasseter e alla Pixar, e per l’occasione saranno mostrate le versioni 3D dei due Toy Story; nella retrospettiva dedicata alla Pixar ci sarà anche la prima italiana di Up.

Le sezioni Le sezioni ufficiali (Concorso, Fuori concorso, Orizzonti, Corto Cortissimo) saranno affiancate dalla seconda parte della speciale retrospettiva sul cinema italiano, ovvero Questi fantasmi 2: Cinema italiano ritrovato, e dal ripristinato Controcampo Italiano. I programmi delle due sezioni collaterali, la 24. Settimana della critica e la 6. edizione delle Giornate degli Autori - Venice Days, sono stati già svelati: leggeteveli perché ne vale la pena.

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Venezia 66: preapertura con la versione restaurata de La Grande Guerra

pubblicato da Gabriele C.

Venezia 66: preapertura con la versione restaurata de La Grande Guerra

Prima di Baaria ci sarà La Grande Guerra. Incomincia così a scaldare i motori la Mostra di Venezia numero 66, che presenterà in anteprima la versione restaurata del capolavoro di Mario Monicelli. Per la serata di preapertura infatti è prevista la proiezione del film Leone d’Oro nel 1959, esattamente 50′anni fa, restaurato con la supervisione del direttore della fotografia Giuseppe Rotunno.

Un’occasione per poter vedere soprattutto il gran lavoro fatto appunto sulla fotografia e sull’uso della luce. Ma un’occasione anche per poter tornare a ridere, piangere e pensare con i soldati Busacca e Jacovacci. Uno milanese, l’altro romano. Due magnifici attori quali Vittorio Gassman e Alberto Sordi per un film tecnicamente perfetto, tra uso del cinemascope e profondità di campo.

La preapertura così diventa a suo modo un “augurio” per Giuseppe Tornatore, a cui spetta il difficile compito di aprire non solo le danze del concorso, ma quelle di aprire ufficialmente l’intero festival. Che il suo Baaria possa tornare a farci ridere, piangere e pensare almeno come la metà de La Grande Guerra e dei grandi capolavori della nostra cinematografia. E’ quello che chiedono un po’ tutti ormai, insistentemente.

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