Dopo averlo visto tatuato e a petto nudo, ecco che Orlando Bloom ci regala le primissime immagini da ‘rocker’ in Sympathy For Delicious. Primo film da regista di Mark Ruffalo, che si è ovviamente ritagliato anche una parte davanti la macchina da presa, e con Laura Linney, Juliette Lewis e Christopher Thornton al fianco dell’ex Legolas, il film non ha ancora una data d’uscita ufficiale.
Bloom, che è entrato nel film in sostituzione di James Franco, andrà a vestire i panni del leader di una rock band che sfrutterà economicamente le abilità terapeutiche di un dj disabile, capace di ‘guarire’ gli altri ma non se stesso…
Aspettando il primo trailer, commentiamo pure Bloom in versione rocker! Voi che dite… è credibile?
Fonte:DailyMail
Saranno contente le numerose fan di Orlando Bloom. Il 32enne inglese è stato paparazzato ieri durante una pausa sul set Losangelino di Sympathy for Delicious, dramma indipendente che vede Mark Ruffalo per la prima volta dietro la macchina da presa oltre che protagonista sullo schermo. Del cast del film fanno parte anche Laura Linney e Christopher Thornton (anche autore della sceneggiatura).
Bloom è stato chiamato a vestire i panni del leader di una rock band (in sostituzione di James Franco) e, come tutti i rocker che si rispettino, mostra un’invidiabile quantità di tattoos su tutti il corpo. Sicuramente finti, certo, ma niente affatto male. Che ne dite?
Nuove foto dal set di Sympathy for Delicious. Il
Fonte: JustJared
Orlando Bloom è stato paparazzato, con una discutibile parrucca in testa, sul set di Sympathy for Delicious, dramma indipendente che segna il debutto alla regia di Mark Ruffalo. La storia vede protagonista Dean O’Dwyer, un dj paralizzato e costretto su una sedia a rotelle, che cerca di sopravvivere nelle strade di Los Angeles convivendo con la propria infermità. L’uomo, acquisisce l’abilità di curare le malattie degli altri ma è incapace di guarire se stesso.
Ne abbiamo parlato pochi giorni fa. Bloom è stato chiamato a vestire i panni del leader di una rock band che troverà il modo di sfruttare a proprio beneficio il dono del dj; ruolo che avrebbe dovuto essere interpretato da James Franco. Nel cast anche Laura Linney, Christopher Thornton (anche autore della sceneggiatura) e Mark Ruffalo.
Clliccate su continua per vedere tutte le foto. Cosa ne pensatedel nuovo look grunge di Orlando?
Orlando Bloom sul set di Sympathy for Delicious
Fonte: JustJared.com
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Le riprese di Sympathy for Delicious, debutto alla regia di Mark Ruffalo, avrebbero dovuto partire lo scorso autunno. Purtroppo la lavorazione del film ha subito una brusca battuta d’arresto a causa dell’omicidio di Scott Ruffalo, fratello di Mark. Uscito finalmente dal limbo in cui era stato relegato, il progetto è nuovamente pronto a partire, con qualche piccolo cambio all’interno del cast: sarà Orlando Bloom a vestire i panni del rocker; ruolo che avrebbe dovuto essere interpretato da James Franco. Nel cast anche Laura Linney, Christopher Thornton (anche autore della sceneggiatura) e Mark Ruffalo.
La storia vede protagonista Dean O’Dwyer, un dj paralizzato e costretto su una sedia a rotelle (Thornton), che cerca di sopravvivere nelle strade di Los Angeles convivendo con la propria infermità. L’uomo, acquisisce l’abilità di curare le malattie degli altri ma è incapace di guarire se stesso. Ruffalo sarà un prete gesuita che aiuterà Dean a comprendere ed accettare i limiti del suo dono, Bloom avrà il ruolo di una rock star, la cui band troverà il modo di sfruttare l’abilità terapeutica del dj per fare soldi; mentre la Linney vestirà i panni dell’abile manager della band.
Fonte: Hollywood Reporter

Le attrici seguenti sono state inserite per aver vinto un premio o aver ricevuto una nomination ad almeno uno dei seguenti premi: Oscar (O), Golden Globe (GG), European Film Awards (EFA), Screen actors guild awards (SAGA), British academy film awards (BAFTA) British Independent Film Awards, Australian Film Institute (AFI), Satellite Awards, Cesar, Efebo d’oro, Nastri d’argento, Saturn Awards. Ecco l’elenco delle nomination di Cineblog, ovvero le attrici che parteciperanno al gioco-sfida:
Donatella Finocchiaro (Galantuomini) Marc’Aurelio d’oro, Anne Hathaway (Rachel sta per sposarsi) GG, Angelina Jolie (Changeling) GG, Meryl Streep (Mamma mia!) GG, Sally Hawkins (La felicità porta fortuna) migliore attrice a Berlino, Julie Christie (away from her) O, Laura Linney (La famiglia Savage) O, Ellen Page (Juno) O, Arta Dobroshi (Il matrimonio di Lorna) EFA, Hiam Abbas (Il giardino di limoni) EFA, Belen Rueda (The orphanage) EFA, Helena Bonham Carter (Sweeney Todd) GG,Isabella Ragonese (Tutta la vita davanti) Nastro d’argento,Tang Wei (Lussuria) Indipendent Spirit Awards, Frances McDormand (Burn after reading) GG ; Catherine Deneuve (Racconto di Natale) Satellite Awards.
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Uscirà il giorno di Natale The Other Man, dramma scritto e diretto da Richard Eyre, regista di Iris e Diario di uno Scandalo. Molto interessante il cast, composto da Antonio Banderas, Laura Linney e Liam Neeson, per un film che quest’oggi ci regala un promo trailer di un minuto, aspettando il trailer definitivo.
Visto che siamo a 10 giorni dall’uscita americana, il fatto che non sia ancora stato partorito un trailer ufficiale, ed una locandina statunitense, la dice lunga su quanto chi distribuieca la pellicola crede in un suo eventuale successo. La trama virerà tra il drama ed il thriller, con un uomo che, sospettoso che la moglie lo tradisca, farà di tutto per scoprire chi è il terzo incomodo…
Ma ora cliccate pure su continua per vedere il teaser trailer di The Other Man, film peggio lanciato dell’anno!
The Life of David Gale (id., Drammatico/Thriller, U.S.A. 2003) Regia di Alan Parker, con Kevin Spacey, Kate Winslet, Laura Linney, Rhona Mitra, Gabriel Mann.
Questa sera su Rete 4 ore 23:20
La giovane ed ambiziosa giornalista Bitsey Bloom, viene chiamata ad intervistare David Gale, giudicato colpevole di omicidio e prossimo all’esecuzione capitale nello stato del Texas. La donna si presenta al primo incontro piena di pregiudizi e sicura della colpevolezza di Gale. Scoprirà invece un uomo di saldi principi che, da padre devoto, amato professore e stimato oppositore della pena capitale, è finito nel braccio della morte con l’accusa di aver brutalmente assassinato Constance Harraway, un’attivista sua collega. Giorno dopo giorno, Bitsey comincia a dubitare della colpevolezza dell’uomo e inizia ad indagare su cosa sia realmente accaduto la notte dell’omicidio, lanciandosi in una disperata corsa contro il tempo per sottrarre un potenziale innocente all’iniezione letale.
Forte di una sceneggiatura ricca di suspence e colpi di scena (e di un finale assolutamente spiazzante!), il film è costruito su un doppio livello temporale: da una parte ci sono i flashback che raccontano il passato di Gale e le ragioni che lo hanno condotto ad essere condannato a morte; dall’altra le ricerche che la giornalista svolge con l’aiuto del collega Zack. Grazie alla sapiente ed originale regia di Alan Parker, che punta ad incrinare tutte le certezze e ad instillare sempre nuovi dubbi, ribaltando più di una volta le carte in tavola, la pellicola cattura l’attenzione e costringe lo spettatore a lambiccarsi il cervello in cerca di una soluzione che, quando arriva, prende tutti alla sprovvista.
Continua a leggere: Cineblog consiglia: The life of David Gale

Si sta girando sul Lago di Como il film The Other Man diretto da Richard Eyre con Antonio Banderas e Laura Linney. Ecco le foto. Il film è scritto da Richard Eyre e Charles Wood, tratto da un libro di Bernhard Schlink; racconta la storia di un marito che sospetta della moglie. Lo tradisce? Chi è l’altro uomo? Nel cast anche Liam Neeson.
La famiglia Savage (The Savages, USA, 2007) di Tamara Jenkins; con Laura Linney, Philip Seymour Hoffman, Philip Bosco, Peter Friedman, Gbenga Akinnagbe.
Genitori e figli. A guardare queste prime pellicole del nuovo anno, sembra ci sia una sottile linea di congiunzione fra alcuni titoli importanti usciti da poco nelle sale: dall’assassino con una famiglia marcia e desolante alle spalle (Halloween - The beginning) alla famiglia enorme di Cous cous, passando per quello splendore che è Into the Wild (a tal proposito il finale è magnifico: correte a vederlo).
Il titolo che però decide di dedicare “tutto se stesso” all’argomento è proprio La famiglia Savage, che vede fratello e sorella, ormai maturi, tornare dal padre, che non vedono da tempo (era violento ed egoista), che soffre di demenza e a cui non resta molto da vivere.
Tamara Jenkins centra il colpo con il suo secondo lungometraggio, confermando una sensibilità sincera e non banale. Ma soprattutto centra un bersaglio fondamentale, riuscendo a fondere commedia e dramma in modo che i due generi non si scontrino, non facciano saltare in modo irritante l’atmosfera della pellicola, ma si compenetrino.
Il diario di una tata (The Nanny Diaries, USA, 2007) di Shari Springer Berman e Robert Pulcini; con Scarlett Johansson, Laura Linney, Paul Giamatti, Chris Evans.
E’ un gran peccato che la coppia Robert Pulcini e Shari Springer Berman non abbia proseguito per la strada intrapresa con il loro bellissimo film d’esordio, American Splendor. A dir la verità le loro capacità in ambito tecnico si vedono, basti solo citare la sequenza d’apertura, ma della bellezza della precedente pellicola, tratta da un fumetto underground e da noi ancora inedito, e delle sue atmosfere c’è solo l’ombra. Forse neanche quella.
Il diario di una tata è purtroppo solo una semplice commedia americana, tra l’altro abbastanza all’acqua di rose. La storia dell’antropologa Annie, che decide di andare via di casa e viene assunta come tata da una donna borghese e ricchissima quanto fiscale con orari e ogni cosa che riguardi il suo bambino, è risaputa, e per trovare somiglianze nella trama con celebri commedie -anche modaiole- basta andare non troppo tempo nel passato, si veda Il diavolo veste Prada con l’impagabile Miranda Priestly/Meryl Streep.
E’ proprio il caso di dirlo: la forma interessante, piena di trovate visive gradevoli e citazioniste, non riesce dunque a trovare un valido contenuto. Certo, era difficile ritrovare ancora una volta la stessa ironia e la stessa malinconia di American Splendor: ma qualche graffio in più e anche un po’ di ritmo in più non avrebbero certo fatto danni.
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