Lo scafandro e la farfalla (Le scaphandre et le papillon, Francia /USA, 2007) di Julian Schnabel; con .
Se non l’avete visto, o se non l’avete mai sentito, fatevi un regalo e andatevi a vedere Lo scafandro e la farfalla. Che non sarà magari, almeno per la campagna di marketing e per il tipo di cinema che rappresenta, un film per le grandi masse, ma metterei la mano sul fuoco che alla fine potrebbe conquistare un po’ chiunque, anche i più scettici.
Certo, all’inizio può spaventare: si apre con una lunga sequenza in soggettiva. Lo spettatore si trova a guardare ciò che vede il protagonista Jean-Dominique Bauby, direttore di Elle, che si risveglia dopo tre settimane di coma dovuto ad un improvviso ictus. Il primo passo dopo il coma è lungo, e lo spettatore si trova a vedere tutto offuscato, ombre di persone, suoni appena accennati.
E’ l’inizio, meraviglioso, di un meraviglioso film. Che sfida le regole del cinema e riesce a raggiungere lo spettatore fin sotto la pelle e a restarci per molto tempo. E’ un progetto rischioso, che può sembrare anche furbo per chi il cinema lo guarda con la malizia e con l’occhio puramente tecnico. E così facendo, si potrà riscontrare un’assoluta perfezione delle immagini e dei suoni: ma c’è chi potrà pensare che il tutto sia fin troppo calcolato.

Lo scafandro e la farfalla sta ottenendo un grande successo, ed è sotto gli occhi di tutti. Dalla Palma d’oro a Cannes 60 come miglior regia, ci sono stati anche due Golden Globe (miglior film e miglior regia) e le quattro nomination per gli Oscar. In attesa di sapere se le nomination si trasformeranno in statuetta, in Italia potremo vedere il nuovo film di Julian Schnabel questo venerdì 15 febbraio.
Interpretato da Mathieu Almaric, Emmanuelle Seigner, Marie Josée-Croze e Anne Consigny, Lo scafandro e la farfalla racconta la storia vera di Jean-Dominique Bauby, che nel dicembre dell’85 fu colpito da un ictus che lo paralizzò totalmente. Prigioniero del suo corpo (”il suo scafandro”, come lo definisce lui stesso) e con una sola possibilità di comunicare con l’esterno (il battito della palpebra sinistra), l’ex-direttore della rivista Elle capirà quali sono gli sconfinati territori della libertà interiore, da lui chiamati “la farfalla”.
Oggi vi facciamo vedere alcune immagini della pellicola, ma soprattutto una clip in italiano; per vederla dovete solo cliccare sul link precedente. Qui sotto invece trovate le immagini.
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