Il supercut che vi proponiamo oggi è un po’ più irriverente del solito. Un fan che stravede per Tom Selleck (famoso per il suo ruolo televisivo di Magnum P.I., ma visto spesso anche al cinema) ha dato vita a un curioso montaggio dove alle scene cult di tanti film celebri ha aggiunto digitalmente gli altrettanto celebri baffoni del simpatico Tom Selleck.
Ora che mi ricordo tempo fa si è parlato di una versione cinematografica di Magnum P.I., alcuni dicono con George Clooney come protagonista, altri con Matthew McConaughey, ma per ora il progetto giace nel limbo di hollywood…arriveranno novità?
I film di Mr. Crocodile Dundee ci hanno insegnato che qualunque animale selvaggio può essere domato in una manciata di secondi: basta mettere la mano davanti al muso della bestia, sollevando pollice e mignolo come per simulare la cornetta del telefono. E tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo provato questa mossa ipnotizzante su cani, gatti o criceti.
La dura realtà è che fuori dal set la tecnica non funziona. Il rugoso Paul Hogan non possedeva alcun potere magnetico e “Charlie”, il bufalo d’acqua visto nel primo film della serie, fu semplicemente narcotizzato per girare la scena dell’ipnosi. A distanza di venticinque anni l’animale continua comunque ad attirare turisti da tutto il mondo, esposto imbalsamato in un noto pub australiano.
Con Io, Loro e Lara, il grande Carlo Verdone ha appena portato nelle sale un sacerdote realistico e moderno, che non parla con voce flautata sfregandosi continuamente le mani. Negli anni ottanta però era proprio quello il modello di prete preso di mira da Verdone nei suoi film.
Ve lo riproponiamo in una famosa e spassosa scena di Acqua e Sapone, mentre si arrampica sugli specchi per far credere a Florinda Bolkan di essere il vero “Padre Spinetti”. Curiosità: nella gag si accenna anche ad un libro che guarda caso è intitolato “Io, Lui e Dio”.
Una sequenza eliminata e mai vista, non inclusa neppure tra gli extra del DVD che abbiamo acquistato, può essere considerata una scena cult? Si, se parliamo di un finale alternativo che avrebbe cambiato la storia del cinema action.
Mentre aspettiamo di capire quanto c’è di vero nel plot di Rambo 5, diamo uno sguardo al famoso “the end” scartato dal primo film della saga. Un finale tragico, simile a quello del romanzo originale “First Blood”, dove il nostro eroe non esce vivo dalla cittadina di Hope. Secondo voi, che mondo (cinematografico) sarebbe stato senza i sequel di Rambo?
Una gara molto particolare quella che ci viene proposta in chiusura del grande E ora qualcosa di completamente diverso, raccolta per il cinema dei migliori momenti del Flying Circus, programma Tv che la banda di scatenati Monty Python aveva per anni proposto sulla BBC. Uscito nel 1971 e distribuito solo nel 1992 (?) in Italia, il film è un manifesto della comicità dei Monty, tra satira dei costumi e critica alla modernità ottusa. Imprescindibile non solo per la riflessione che propone, ma anche e soprattutto perché diverte in modo intelligente. Come dimostra questa scena cult, in pieno stile Olimpiade per decretare finalmente il podio dei borghesi più imbecilli dell’anno.
Allo stesso tempo una delle scene più insostenibili e più sadicamente divertenti del cinema, l’introduzione al mondo militare del Sergente Hartman in Full Metal Jacket, capolavoro di Stanley Kubrick, non poteva mancare nella nostra rubrica Le scene cult. Non mi dilungherò in ulteriori descrizioni, perché tutti la conoscete a memoria… a meno di non voler commettere enorme eresia!
Steve Buscemi e Peter Stormare ci danno un limpido esempio di come NON comportarsi quando si viene fermati dalla polizia stradale per un controllo di routine. Il film è Fargo, uno dei tanti capolavori di cui è disseminata la filmografia dei terribili fratelli Coen. E questa non è che una delle maldestre azioni che porteranno ad un massacro senza senso e dominato dall’assoluta idiozia. Una scena cult da segnalare senza esitazioni. Nella versione con doppiaggio originale, per una volta.
Un film davvero atipico nella produzione di quel geniaccio di David Lynch, Una storia vera è un racconto classico, lineare e davvero struggente. Un viaggio che ci permette di sintonizzarci di nuovo con i ritmi veri della vita, e far pace con la natura e la sua bellezza (e la colonna sonora stupenda aiuta moltissimo). Non mancano peraltro alcuni momenti in cui il sorriso si fa largo, come nella scena che ho scelto per la rubrica Le Scene Cult: nel suo lento cammino che lo porterà a ricongiungersi con il fratello, l’anziano Alvin incrocia una donna che ha appena investito un cervo…
Questa mattina vi diamo il buongiorno con una scena cult all’Italiana. Quella di Fantozzi (1975) che per arrivare a timbrare il cartellino alle 8.30 precise mette a punto una tecnica mostruosa che gli consente di dormire il più possibile. Chi di voi si rivede in questa drammatica gag?