
Il post su Kathryn Bigelow e il film vincitore di un bel mazzetto di Oscar 2010, The Hurt Locker, dal titolo La Bigelow gira come un uomo(?), ha spinto molti amici a intervenire nel nostro blog. Tante le osservazioni interessanti, invito a rileggerle o ad andare a leggerle. Tanti anche i giudizi diversi sulla qualità del film e sull’opportunità di assegnargli tante statuette. Non mi sono sognato,e non mi sogno, di trarre conclusioni.
Il bello di CineBlog è la sua densa liquidità, nel senso che l’offerta pluralista dispensa dal fare bilanci che, nel cinema, e nel gioco delle opinioni, rischiano sempre di essere opinabili. Tuttavia, una cosa mi sento di dover dire. Riguarda le accuse ideologiche alla regista, addirittura bollata con la parola “fascista”. Io ho visto alla Mostra di Venezia il film- che mi piace moderatamente- e non ho avuto il bisogno di affibbiare questa etichetta.
Conosco, credo abbastanza bene, il cinema americano che racconta le guerre e penso che ci sia una profonda coerenza in esso che risulta dalle opere dei suoi registi più bravi. Ad esempio, sulla guerra in Vietnam si possono ricordare Francis Ford Coppola (“Apocalipse Now”), Stanley Kubrick (“Full Metal Jacket”), Oliver Stone (“Nato il 4 luglio”), Michael Cimino (“ Il cacciatore”), nomi a cui si possono aggiungerne tanti altri. Voglio anche ricordare, ad un altro livello, “Rambo” con Sylvester Stallone. Anch’esso, con tutto quando si può dire sul suo sfoggio di violenza, rientra in un atteggiamento generale di coerenza del cinema americano sulla guerra.
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Anche Cineblog rende omaggio alle Olimpiadi di Pechino con un post che ha come tema proprio la maggiore manifestazione sportiva mondiale. Le olimpiadi sono un evento mediatico incredibile, ed è grazie al cinema e al film Olympia di Leni Riefenstahl che si sono, in certo senso, decodificate alcune modalità di ripresa degli eventi sportivi.
Le olimpiadi (anche quelle invernali) diventano, inoltre, lo scenario ideale di ambientazione di film di vario tipo: documentari drammatici, thriller politici, commedie farsesche, film di animazione e film di avventura disneyani. Altro punto d’interesse cinefilo è stata la cerimonia di Zhang Yimou… secondo voi è stata bella o brutta sotto un profilo (se è possibile) cinematografico? E Spielberg ha fatto bene ad andarsene?
Ma il personaggio che meglio rappresenta la contiguità tra due mondi apparentemente così distanti è Johnny Weismuller (vero nome Janos Weissmuller, nato in Romania) l’attore più noto che impersonò Tarzan e che riuscì a divenire anche un mito cinematografico oltre ad essere stato un grande nuotatore (5 ori olimpici). Nella pagina seguente la gallery e un elenco di film olimpici.