9 anni dopo esser uscito al cinema, aver vinto un Oscar e incassato 867,893,978 dollari in tutto il mondo, Alla ricerca di Nemo tornerà nei cinema d’America il prossimo 14 settembre grazie alla terza dimensione. Dopo La Bella e la Bestia e Il Re Leone, in casa Pixar proseguono la strada della riconversione dei ‘classici’ animati, puntando forte sull’indimenticato pesciolino. Oggi, a sorpresa, ecco arrivare il teaser trailer in italiano del film, riuscito nel 2003 ad incassare ben 21.886.000 euro sul suolo tricolore e dal prossimo 26 ottobre nei cinema nostrani.
In questa meravigliosa avventura subacquea, ricca di personaggi indimenticabili, umorismo e grandi emozioni, “Alla ricerca di Nemo” racconta l’importantissimo viaggio e la divertente avventura di Marlin (con la voce di Luca Zingaretti), un pesce pagliaccio particolarmente protettivo, e di suo figlio Nemo, separati quando Nemo viene inaspettatamente portato via dalla Grande barriera corallina per essere messo in un acquario nello studio di un dentista. Incoraggiato dalla compagna di viaggio Dory (con la voce di Carla Signoris) un gentile pesce chirurgo blu del Pacifico dalla memoria corta, Marlin intraprende un lungo e pericoloso viaggio durante il quale si trova a essere l’improbabile eroe di un’epica impresa di salvataggio di suo figlio, il quale nel frattempo sta tentando per conto proprio di tornare a casa sano e salvo.
L’esordio italiano più atteso del Festival Internazionale del Film di Roma, con tanto di affollatissima anteprima stampa. La Kryptonite nella Borsa, debutto alla regia di Ivan Cotroneo, ha finalmente innalzato il livello qualitativo tricolore di questa sesta edizione, fino ad oggi particolarmente avara.
Diplomato in sceneggiatura presso il Centro Sperimentale di Cinematografia, e ‘padre’ degli script di Mine Vaganti, Io sono l’Amore e della fortunata serie televisiva Tutti pazzi per amore, Ivan Cotroneo ha così fatto il grande passo, finendo dietro quella macchina da presa fino ad oggi tenuta a debita distanza. Per riuscire nell’impresa Cotroneo si è affidato ad uno dei suoi quattro romanzi pubblicati, adattandolo per il grande schermo.
In arrivo nei cinema italiani il 4 novembre, con distribuzione Lucky Red, il film ha innegabilmente confermato le qualità del debuttante regista, purtroppo incapace di convincere del tutto. Perché La Kryptonite nella Borsa effettivamente vola, come il più classico dei supereroi dei fumetti, toccando vette particolarmente elevate, per poi precipitare pericolosamente. Con o senza Kryptonite…
Continua a leggere: Roma 2011 - La Kryptonite nella Borsa: Recensione in Anteprima
Vi abbiamo già mostrato il trailer di La Kryptonite nella Borsa di Ivan Cotroneo. Oggi vi mostriamo la locandina del film ed il il videoclip di These Boots Are Made for Walkin’ dei Planet Funk, diretto sempre da Cotroneo e realizzato appositamente per accompagnare i titoli di coda del film.
Il videoclip vede protagonisti, oltre ai Planet Funk, alcuni ballerini d’eccezione: Valeria Golino, Cristiana Capotondi, Luca Zingaretti, Libero De Rienzo, Luigi Catani, Monica Nappo, Lucia Ragni, Gennaro Cuomo e Vincenzo Nemolato…i protagonisti del film. La Kryptonite nella Borsa sarà in concorso al Festival Internazionale del Film di Roma, e uscirà nelle sale venerdì 4 novembre distribuito da Lucky Red.
Questa la sinossi del film: Napoli. 1973. Peppino Sansone ha 9 anni, una famiglia affollata e piuttosto scombinata ed un cugino più grande, Gennaro, che si crede Superman. Le giornate di Peppino si dividono tra il mondo folle e colorato dei due giovani zii Titina e Salvatore fatto di balli di piazza, feste negli scantinati e collettivi femminili e la sua casa dove la mamma si è chiusa in un silenzio incomprensibile ed il padre cerca di distrarlo regalandogli pulcini da trattare come animali da compagnia. Quando però Gennaro muore, la fantasia di Peppino riscrive la realtà e lo riporta in vita, come se il cugino fosse effettivamente il supereroe che diceva di essere. Ed è grazie a questo amico immaginario, a questo superman napoletano dai poteri traballanti, che Peppino riesce ad affrontare le vicissitudini della sua famiglia e ad accostarsi al mondo degli adulti.
In Concorso al Festival Internazionale del Film di Roma 2011, La Kryptonite nella borsa di Ivan Cotroneo si mostra quest’oggi attraverso il primo trailer, da vedere e commentare in nostra compagnia. Interpretato da Valeria Golino, Cristiana Capotondi, Luca Zingaretti, Libero De Rienzo, Fabrizio Gifuni e - per la prima volta sullo schermo - il giovanissimo Luigi Catani, il film uscirà nei cinema venerdì 4 novembre distribuito da Lucky Red.
Questa la sinossi ufficiale: Napoli. 1973. Peppino Sansone ha 9 anni, una famiglia affollata e piuttosto scombinata ed un cugino più grande, Gennaro, che si crede Superman. Le giornate di Peppino si dividono tra il mondo folle e colorato dei due giovani zii Titina e Salvatore fatto di balli di piazza, feste negli scantinati e collettivi femminili e la sua casa dove la mamma si è chiusa in un silenzio incomprensibile ed il padre cerca di distrarlo regalandogli pulcini da trattare come animali da compagnia. Quando però Gennaro muore, la fantasia di Peppino riscrive la realtà e lo riporta in vita, come se il cugino fosse effettivamente il supereroe che diceva di essere. Ed è grazie a questo amico immaginario, a questo superman napoletano dai poteri traballanti, che Peppino riesce ad affrontare le vicissitudini della sua famiglia e ad accostarsi al mondo degli adulti.

Due anni dopo il deludente Cosa voglio di più Silvio Soldini è pronto a tornare in sala con Il comandante e la cicogna. Le riprese del film sono infatti iniziate da qualche giorno, a Torino. Dureranno 10 settimane. Protagonisti della pellicola, Valerio Mastandrea, l’immancabile Alba Rohrwacher, Giuseppe Battiston, Claudia Gerini e Luca Zingaretti. Sceneggiato dallo stesso Soldini, Doriana Leondeff e Marco Pettenello, Il comandante e la cicogna uscirà nel 2012 con distribuzione Warner.
La trama? Questa: Sparse nelle piazze e nei giardini, le statue osservano ogni mattina la città che si risveglia. Se ci si avvicina abbastanza, arrampicandosi fino a loro, si può sentirle pensare o addirittura parlare. Giuseppe Garibaldi ad esempio, seduto sul suo destriero al centro di una grande piazza, non si da pace alla vista della sua Italia, sempre più degradata e volgare, mentre in mezzo al traffico e alla gente sotto di lui, passano Leo, un idraulico con due figli da crescere, e Diana, una giovane artista piena di idee e senza una lira. Si incontreranno nello studio dell’avvocato Barbaglioni, potente e truffaldino, dove lei per pochi soldi affresca una parete della sala d’aspetto e lui è venuto in cerca di aiuto per la figlia, che senza saperlo è diventata protagonista di un filmato erotico su internet. Ai loro destini si intrecciano quelli di un coro di personaggi: Elia, un ragazzino che va male a scuola e che in segreto ha allevato una cicogna, Amanzio, che ha mollato il lavoro per vivere come una specie di eremita metropolitano, Teresa, la moglie defunta di Leo che gli fa visita ogni notte per fare quattro chiacchiere, e poi un cinese chiamato Fiorenzo, un fabbricante di pantofole, un misterioso investigatore privato. Mentre Diana e Leo, da perfetti estranei, diventeranno una coppia di innamorati.

“All’inizio ero in difficoltà per il mio ruolo nel Commissario Montalbano, non sapevo a chi ispirarmi. Interpreto un’assassina. Allora ho visto dei thriller, in particolare ho cercato di copiare Nicole Kidman in The Others“.
A parlare è Belen Rodriguez (Fonte: Chi) che ha partecipato ad una puntata de Il Commissario Montalbano (Il campo del vasaio, foto e riassunto) accanto a Luca Zingaretti. Nicole Kidman? Rabbrividisco come i due bimbi del film di Alejandro Amenábar…
Non c’è alcun dubbio, piaccia o meno, che Noi credevamo sia uno dei film più importanti dell’anno. A Venezia 2010, dov’era in concorso, ha fatto molto parlare di sé, e per qualcuno si tratta di uno dei pochi capolavori italiani degli ultimi anni. Si può essere d’accordo o meno, ma diamo a Mario Martone quel che è di Martone: un grande coraggio tutto da ammirare.
Con Noi credevamo, dopo il discutibile L’odore del sangue, il regista napoletano tocca il tema del Risorgimento e lo fa in maniera intellettualmente stimolante. Gettando un ponte tra la nascita d’Italia e quello che l’Italia è oggi, Martone segue la storia di Domenico, Angelo e Salvatore, che da giovani entrano a far parte della Giovine Italia e partecipano attivamente anche alle “trasferte” parigine, tra le quali c’è quella destinata ad uccidere Napoleone III. Noi credevamo è il racconto del periodo che va dal 1830 al 1860 circa, ripercorrendo la nascita della nostra nazione e narrando le storie dei tre ragazzi.
Interpretato da un grande e convincente cast, in cui appaiono Luigi Lo Cascio, Francesca Inaudi, Toni Servillo nel ruolo di Mazzini, Luca Zingaretti nel ruolo di Crispi e molti altri, Noi credevamo arriva al cinema nella versione-fiume vista al Lido il 12 novembre, per poi passare in tv a puntate. In attesa di poterlo vedere, e ridiscuterlo, dopo il salto potete vedere il trailer. Qui trovate la nostra recensione.
Continua a leggere: Noi credevamo: il trailer del nuovo film di Mario Martone sul Risorgimento
Noi Credevamo, film drammatico di Mario Martone, sarà alla 67esima Mostra del Cinema di Venezia.
Trama ufficiale: Tre ragazzi del sud Italia, in seguito alla feroce repressione borbonica dei moti che nel 1828 vedono coinvolte le loro famiglie, maturano la decisione di affiliarsi alla Giovine Italia di Giuseppe Mazzini. Attraverso quattro episodi che corrispondono ad altrettante pagine oscure del processo risorgimentale per l’unità d’Italia, le vite di Domenico, Angelo e Salvatore verranno segnate tragicamente dalla loro missione di cospiratori e rivoluzionari, sospese come saranno tra rigore morale e pulsione omicida, spirito di sacrificio e paura, carcere e clandestinità, slanci ideali e disillusioni politiche.
Nel cast Valerio Binasco, Toni Servillo, Luca Zingaretti, Luigi Lo Cascio, Francesca Inaudi, Guido Caprino, Renato Carpentieri, Ivan Franek, Andrea Bosca, Edoardo Natoli, Luigi Pisani, Stefano Cassetti, Michele Riondino, Franco Ravera, Andrea Renzi, Edoardo Winspeare, Anna Bonaiuto, Luca Barbareschi, Fiona Shaw, Romuald Andrzej Klos, Pino Calabrese, Enzo Salomone, Francis Pardeilhan, Leslie Csuth.
Di seguito due clip tratte dal film e nella galleria le foto. Nelle sale dal novembre 2010.
Continua a leggere: Venezia 2010 - Noi Credevamo: foto e due clip del film di Mario Martone
Lo sketch Padre Padrona non è nuovo ma ve lo riproponiamo dopo aver visto lo spot dell’Arcietero (lo trovate su Queerblog) a cui si è “leggermente” ispirato. Nel video i fantastici Paola Cortellesi e Luca Zingaretti nei panni dei genitori.

5 premi ciascuno e tutti a casa. Paolo Virzì (La prima cosa bella) è il miglior regista dell’anno, Mine vaganti di Ferzan Ozpetek la migliore commedia mentre per La nostra vita di Daniele Luchetti sono premiati Elio Germano e Isabella Ragonese, e a L’uomo che verrà di Giorgio Diritti va il Nastro per la produzione. Questo e molto altro hanno detto i Nastri d’Argento 2010, Premio di interesse culturale promosso dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, oltre che il più antico e prestigioso riconoscimento per il mondo del cinema italiano, la cui premiazione verrà celebrata questa sera sul palco del Teatro antico di Taormina.
La vera sorpresa dei Nastri d’Argento 2010 è stata negli ex aequo: ben cinque, tre per gli attori, uno per l’opera prima ed un altro per il sonoro (un caso accaduto soltanto qualche anno fa per la categoria attore protagonista). In questa 64.ma edizione gli ex aequo sono infatti stati: attore protagonista (Christian De Sica ed Elio Germano), attore non protagonista (Ennio Fantastichini e Luca Zingaretti) e attrice non protagonista (Isabella Ragonese e le “cognate” Lunetta Savino ed Elena Sofia Ricci). Parità di verdetto anche per l’opera prima, che conferma il successo di Valerio Mieli con Dieci inverni e premia, insieme a lui, anche l’outsider Rocco Papaleo (Basilicata coast to coast) con un piccolo film caso che guadagna anche il Nastro d’Argento per la migliore colonna musicale (Rita Marcotulli). Ulteriore ex aequo, per il sonoro in presa diretta: Carlo Missidenti (L’uomo che verrà) e il compianto Bruno Pupparo (La nostra vita).
La grande sfida quest’anno è stata tra Daniele Luchetti, Ferzan Ozpetek e Paolo Virzì. Proprio La nostra vita, vincitore a Cannes con il premio a Elio Germano, Mine vaganti e La prima cosa bella sono stati, infatti, i tre film con il massimo delle candidature, una decina, nelle “cinquine” dei candidati votate dai giornalisti iscritti al Sngci. In cinquina con loro si sono sfidati per conquistare il Nastro destinato al regista del Miglior film anche Giorgio Diritti con L’uomo che verrà, vincitore del David di Donatello (7 candidature) e Francesca Comencini con Lo spazio bianco (4 candidature). Oltre trenta, comunque, i film considerati quest’anno nelle candidature e nei premi speciali scelti su un’ottantina di titoli (per l’esattezza 31 su 79) usciti a partire dalla fine di maggio 2009 e fino al 28 Maggio 2010. I Nastri hanno sottolineato, comunque, il valore del grande cinema (Baarìa Nastro dell’anno) e quello di un film indipendente di qualità come Le quattro volte premiato con un Nastro speciale a Roma in occasione della serata per le “cinquine” (tra le opere prime una menzione è andata anche a Non è ancora domani- La Pivellina). Quale film tra questi mandare agli Oscar 2010? Aspettando i titoli di Venezia si possono iniziare a fare i primi nomi. Dove vedere tutti i premiati? Ovviamente dopo il saltino.
Continua a leggere: Nastri d'Argento 2010: vincono Mine vaganti e La prima cosa Bella