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Robert Pattinson è Salvador Dalì: le prime foto di Little Ashes

pubblicato da Carla Cigognini

Robert Pattinson è Salvador Dalì: le prime foto di Little Ashes

Alla fine il ruolo di Salvador Dalì è andato al giovane Robert Pattinson. Dopo essere stato ucciso in Harry Potter e il calice di fuoco (era Cedric, vi ricordate?) e dopo essere stato vampirizzato in Twilight, eccolo nel ruolo del pittore nel film Little Ashes diretto da Paul Morrison.

La pellicola racconta la giovinezza dell’artista senza tralasciare i rapporti con Luis Buñuel (Matthew McNulty) e Federico García Lorca (Javier Beltran).

Via: EmpireMovieNews

Robert Pattinson è Salvador Dalì: le prime foto di Little Ashes
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Il boudoir del cinefilo 1. Indovina le attrici delle sequenze più hard della storia del cinema "normale"

pubblicato da Fabio della Sala

Lya Lys

La prima puntata del Boudoir del cinefilo lo dedichiamo alle attrici protagoniste delle sequenze più hard della storia del cinema. Naturalmente si sta parlando di cinema “normale” e non di quello pornografico. In questo post dovrete indovinare sia le quattro attrici (dopo il saltino le foto) sia i quattro film che contengono le sequenze bollenti.

Il boudoir del cinefilo vuole essere una sorta di quiz a tema: in questo caso, i quattro film da indovinare contengono a tutti gli effetti una sequenza da film hard girata realmente dalle attrici protagoniste, che non avevano un passato da pornoattrici. Molti sono i film con sequenze audaci ma sicuramente questi quattro film hanno varcato un pò il limite. Un pò come farà Paris Hilton… ma quel filmino hard, a differenza di questi, non è mai stato proiettato su grande schermo!

Nell’immagine di apertura la leggendaria Lya Lys ne L’age d’or (1930) di Bunuel impegnata a fare amicizia con una statua… Anche ne Il vecchio e il nuovo (1929) di Eisenstein c’è una sequenza in cui l’erotismo viene simboleggiato. Altra sequenza particolarmente audace è quella de Il sepolcro indiano (1959) di Fritz Lang, nel quale La danza appassionata di Debra Paget fa “irrigidire” un serpente in primissimo piano…

Ma solo dagli anni sessanta settanta l’erotismo diviene più esplicito: si pensi, per esempio, a L’impero dei sensi di Oshima, ai film di Borowczyk o ai film di John Waters, Andy Warhol e Paul Morrissey. Un trend che ha portato a risultati come Romance di C. Breillat o l’Età inquieta di Bruni Dumont in cui i rapporti sessuali non sono più mimati.

Nella pagina seguente le attrici da riconoscere (e non dimenticate di citare il film con la sequenza hard da loro interpretato) e una brevissima sequenza di I racconti Immorali di Borowczyk.

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Salvador Dalì e Federico Garcia Lorca amanti? Esce il film Little Ashes

pubblicato da Carla Cigognini

Egizia di QueerBlog ha scritto un’interessante notizia su un prossimo film in uscita e che riguarda un argomento decisamente hot: la presunta storia d’ammmore tra il pittore Salvador Dalì e il poeta Federico Garcia Lorca.

Il film dovrebbe intitolarsi ‘Little Ashes’ (ovvero Piccole Ceneri, come un quadro di Dalì, questo) e sarà incentrato sul periodo in cui i due studiarono all’università Residencia de Estudiantes.

Vediamo il cast: nella parte di Dalì ci sarà Robert Pattinson (il Cedric Diggory di Harry Potter), Javier Beltran invece sarà Garcia Lorca, Matthew McNulty sarà il regista Luis Bunuel di cui i due divennero amici; dirige Paul Morrison.

Omosessualità vera o no? Relazioni vere o meno? Ad ogni modo il film, che uscirà nel 2009, farà discutere.

Fonte foto (i due ragazzacci insieme a Cadaques nell’estate del1927): BBCNews

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Chi li ha visti? Cinema off-limits

pubblicato da Fabio della Sala

La lista che oggi mi sembrava interessante proporre era quella di film che escono nettamente (volutamente ed esageratamente) dai canoni della narrazione classica, per addentrarsi invece in territori che paiono simili a campi minati e che rendono anche la visione un esercizio diverso da quello che siamo abituati a fare nelle sale.

Ma la forza che accomuna questi cinque film così diversi è quella di sottrarci dalla serialità che accomuna l’atto del nostro guardare, perché la prima vera massificazione non sta nelle cose che ci stanno di fronte, ma nel non considerarle in modo diverso. La grandezza di questi film è quella di farci chiedere costantemente: 1) perché sono stati girati? 2) è stato un uomo a girare questi film?
Sono oggetti non identificati anche difficili da reperire. Voi li avete visti?

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Cine/Vision: La caduta della casa degli Usher

pubblicato da Carla Cigognini

Oggi per Cine/Vision vi proponiamo un vero piccolo gioiellino: La chute de la maison Usher ossia La caduta della Casa degli Usher tratto dal racconto omonimo di quel stramaledetto genio di Edgar Allan Poe. La chute de la maison Usher è diretto da Jean Epstein scritto con Luis Bunuel.

Qui trovate il link con il film (ma trovate l’intera pellicola su continua)…

Ecco la recensione di Matteo di PellicolaScaduta:

Il signor Usher dipinge continuamente il ritratto della bella moglie Madeleine. Quando però la donna muore, il marito decide di non seppellirla, lasciandola quindi nella bara, chiusa solo da un sottile e leggero velo. Durante una notte di tempesta pero’, la bara viene rovesciata da una forte folata di vento. Per uno scherzo (o punizione) del destino cadono anche i candelabri che illuminavano fiocamente la stanza. L’edificio prende fuoco e la sua rovina e’ inevitabile. Intanto dal dipinto e’ scomparsa misteriosamente la figura della donna.

Il regista (ma soprattutto teorico del cinema) Jean Epstein con questo “La caduta della casa Usher”, fonde alcuni dei racconti più famosi di Edgar Allan Poe. Tra questi possiamo riconoscere innanzitutto “La caduta della casa Usher” da cui il film prende il titolo e sulle cui vicende si snoda la sceneggiatura; a questo titolo seguono anche quelli de “Il ritratto ovale” e “Ligeia”. Sebbene la trama sia ricca di spunti narrativi (letterari e cinematografici) Epstein decide di non puntare prevalentemente sulla narrazione di una storia, quanto di trasmettere inquietudini e stati d’animo attraverso tecniche di ripresa e montaggio. In questo modo Epstein non solo riesce ad essere fedele alla storia di Poe, ma riesce ad andare oltre, trasmettendo all’ oggetto-immagine la stessa forza evocativa che Poe aveva trasmesso all’oggetto-parola.

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