Gaia, un’interprete di cinese, viene chiamata per una traduzione urgentissima e segretissima. Si troverà di fronte Curti, un agente privo di scrupoli, che deve interrogare un fantomatico signor Wang. Ma per la segretezza l’interrogatorio viene fatto al buio e Gaia non riesce a tradurre bene… Quando la luce viene accesa, Gaia scoprirà perché l’identità del signor Wang veniva tenuta segreta…
Un paio di banalità, per iniziare “bene” una recensione più complessa di quel che potrebbe apparire. Punto primo: i Manetti Bros. sono simpatici. Nel senso che sono tra i pochissimi paladini del cinema di genere che ci sono rimasti nel panorama cinematografico nostrano. Punto secondo: L’arrivo di Wang è un film a basso budget, e come tale dovrebbe essere “letto”.
Ma giustamente gli stessi registi su questo punto si sono stancati, tanto da non voler nemmeno dichiarare il budget effettivo della pellicola. Che resta comunque bassissimo, ça va sans dire. Fanno forse bene a non dirlo più, ma dovrebbe essere una cosa solo momentanea, per valutare il film innanzitutto per quello che è, per quello che si vede. Ma il discorso produttivo è importante e “culturalmente” utile.
Continua a leggere: Science+Fiction 2011: la recensione de L'arrivo di Wang dei Manetti Bros.

Con la consueta travolgente “romanità” che li contraddistingue, Marco e Antonio Manetti, meglio conosciuti come i Manetti Bros., sono sbarcati a Trieste per presentare al Science+Fiction il loro ultimo lavoro, ovvero L’arrivo di Wang. Passato in anteprima alla Mostra del cinema di Venezia nella sezione Controcampo italiano, il film si è svelato anche al pubblico triestino prima che esca prossimamente nelle sale. La stampa ha incontrato i due registi per parlare proprio di questo nuovo lavoro…
Ne L’arrivo di Wang abbiamo un alieno che parla il cinese, visto che ha l’informazione che è la lingua più parlata del mondo. Ma presto capisce che la cosa non funziona, visto che la parlano solo in Cina. Possiamo dire che quindi è un film sulla comunicazione?
Marco: assolutamente sì. Ma rispetto alla comunicazione narrata dai Bergman, Antonioni e Pirandello, questa è un’opera meno psicanalitica e il discorso è più culturale: è un film sulla difficoltà di comunicare oggi nella vita sociale. La difficoltà di comunicare la troviamo nella figura dell’alieno che parla solo cinese, ma anche tra i due protagonisti, Gaia, la traduttrice simultanea, e Curti che conduce l’interrogatorio. Tra le cose che volevamo raccontare c’è l’idea della difficoltà di comunicare tra persone che hanno idee diverse. Si vedano i politici che hanno o torto o ragione, e che in realtà non si parlano! Il film tratta della mancata comunicazione tra idee diverse, piuttosto dell’incomunicabilità.
C’è una parte del film al buio, la prima: com’è stata gestita? A suo modo è un azzardo…
Marco: il film parla dei servizi segreti italiani che trovano un alieno nascosto in una casa e che parla solo cinese, e per questo devono chiamare un’interprete simultanea. L’interrogatorio però è all’inizio segretissimo, quindi inizia al buio perché la ragazza non deve sapere che l’interlocutore è un alieno. Solo che lei non riesce a tradurre bene perché certe frasi che dice l’alieno non le capisce bene e non le contestualizza; ha bisogno di sapere chi ha davanti per poter fare bene il suo lavoro. Questa situazione va avanti per una ventina di minuti. Il buio ha quindi una funzione non estetica ma narrativa, visto anche che la traduttrice è un po’ il nostro sguardo, e con lei scopriamo che chi c’è di fronte è un alieno.
Prima di mettere definitivamente la parola fine alla 19a edizione del Courmayeur Noir in Festival, che si è conclusa ieri sera, vi regaliamo una carrellata di immagii e ritratti di tutti (o quasi) gli ospiti passati di qui durante questa settimana ricchissima di impegni ed appuntamenti.
Lo scrittore James Sallis, Jorge Guerricaechevarria, sceneggiatore di molti dei film di Pedro almodovar, Melanie Lynskey, Samuele Bersani e Donatella Finocchiaro nella doppia veste di giurata e di interprete di Niente di Personale, episodio della serie televisiva Crimini, sceneggiato da Carlo Lucarelli e diretto da Ivano de Matteo.
E ancora: i simpaticissimi Scott Sanders e Michael Jai White, mente ed anima di Black Dynamite; Marit Nissen e Ennio Fantastichini, protagonisti della mini serie Il Mostro di Firenze di Antonello Grimaldi; Andrea Papini e Luigi Iacuzio, regista e protagonista di La Misura del Confine, di cui sono state presentate alcune sequenze in anteprima; Federico Zampaglione, Andrea Osvart, Lavinia Longhi, Christian Carion, Pal Oie, i Manetti Bros, Patxi Amèzcua, Daniel Barber, Gabriele Salvatores, lo scrittore cubano Leonardo Padura Fuentes e la splendida Diablo Cody a cui abbiamo già dedicato una ricca fotogallery.
Appuntamento al prossimo anno, per festeggiare il ventennale.
Courmayeur Noir in Festival: tutti i protagonisti del Noir - fotogallery
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E’ attualmente in fase di montaggio l’horror italiano Cavie diretto dai fratelli Marco e Antonio Manetti (i Manetti Brothers, insomma).
Ecco la trama: sei persone si risvegliano incatenati sul retro di un camion. Vengono buttati in un bosco con delle armi e un libro dal titolo Vincere in guerra di Brian Hill. Non hanno cibo, devono difendersi da una presenza che dà loro la caccia… sono semplicemente Cavie.
Nel cast Alexandra Antonioli, Janet De Nardis, Fabio Ferrante, Alessia Forcinelli, Elena Lyshchik, Marco Valerio Mancini, Claudia Federica Petrella, Paco Rizzo, Barbara Saba, Marco Santinelli, Giuseppe Tafuri, Patrick Tasgian. Dopo il salto trovate il trailer, che ne pensate?
Continua a leggere: Cavie: locandina e trailer dell'horror dei Manetti Brothers
Esce domani 15 maggio il film noir Il solitario diretto da Francesco Campanini e che vede nel cast Luca Magri, Francesco Siciliano, Francesco Barilli, Massimo Vanni, Giancarla Malusardi, Adriano Guareschi, Ottaviano Dell’Acqua, Massimo Pittarello, Paolo Rossini, Sara Alzetta.
Il film racconta la storia di una rapina finita male. Sangue, morti, un solo superstite: Leo Piazza. Ora è ricercato dai gangster che rivogliono la valigia piena di soldi.
Il film è stato presentato dai Manetti Bros a Roma, Marco ha dichiarato:
“Questo è un film di genere senza compromessi. Una cosa rara in un periodo in cui tutti, invece, i compromessi li vanno a cercare: c’è un eroe “buono ma sporco” che ti costringe a stare dalla sua parte, e l’azione non costituisce qui un elemento secondario ma diventa elemento narrativo. L’autoproduzione fuori dal sistema romano è una strada da percorrere. Se fosse stato girato qui, sarebbe costato tre volte tanto: abbiamo schemi produttivi troppo vecchi. Invece, con un budget di appena 200 mila euro e finanziandolo pezzo per pezzo, Campanini è riuscito a fare un film vero”.
Prende il via oggi il Riff, il festival del cinema indipendente della capitale, giunto alla sua 8° edizione che fino al 27 Marzo porterà a Roma lungometraggi, documentari e cortometraggi di produzione indipendente fra cui molte opere prime del cinema italiano ed internazionale non ancora distribuite in sala.
La Giuria Internazionale del Riff, quest’anno è composta dalle attrici Valentina Cervi e Sabrina Impacciatore, dai registi Manetti Bros, da Paul Zonderland, Direttore Generale di Walt Disney Studio Motion Pictures Italia, dal produttore Umberto Massa, dal giornalista Ahmad Rafat, dal regista Rachid Ben Hadj e dalla giornalista e documentarista Milena Kaneva.
Sul sito ufficiale è disponibile il programma completo delle proiezioni e l’elenco delle opere in presentate tra cui spicca Hunger di Steve McQueen (omonimo e non parente del più noto attore) e Valzer di Salvatore Maira che chiuderà l’ultima serata del Festival. La sede del festival è il Nuovo Cinema Aquila di Via Aquila, 66/74 a Roma.