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La bella addormentata: nonostante le polemiche Bellocchio ha iniziato le riprese del film su Eluana Englaro

pubblicato da Gabriele C.

La bella addormentata: nonostante le polemiche Bellocchio ha iniziato le riprese del film su Eluana Englaro

Il 9 febbraio 2009 alla casa di riposo La Quiete di Udine viene interrotta la nutrizione forzata di Eluana Englaro, in stato vegetativo per 17 anni dopo un incidente stradale. La vicenda ha fatto discutere ed alzato un polverone politico, e sta scatenando polemiche anche La bella addormentata, il film che Marco Bellocchio ha voluto dedicare alla vicenda. Con una caratteristica però da non prendere sotto gamba: non sarà un film soltanto su quella vicenda.

Perché lì dove Vincere non era un film incentrato su Mussolini, La bella addormentata non sarà un film su Eluana. Eluana e Beppino Englaro, ovvero l’”eroe laico” (parole del regista), infatti non ci sono. C’è però l’ultima settimana di una ragazza in stato vegetativo, e il film sarà una cronaca della vita delle persone che le girano attorno, per un motivo o per l’altro, e che avranno i volti di Alba Rohrwacher, Toni Servillo, Michele Riondino e Piergiorgio Bellocchio. Ci saranno però anche immagini di repertorio sul caso a fare da cornice alle storie di finzione scritte dal regista assieme a Sandro Rulli e Veronica Raimo.

E ora, le polemiche. La prima. La Quiete non ha permesso al regista di fare le riprese al suo interno. La seconda. Si diceva che la Friuli Venezia-Giulia Film Commission avesse, su proposta dell’Udc, negato il finanziamento, scatenando la rabbia del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani: “già in passato [Bellocchio] ha saputo affrontare temi difficili e controversi con esiti estetici ed etici ampiamente apprezzati”. Ma il presidente Federico Poillucci ha dichiarato che la Cattleya non avrebbe fatto richiesta: in questo caso, la proposta dell’Udc sarebbe seriamente preventiva.

Fatto sta che la questione dei fondi - un po’ oscura - non è stata ancora risolta, ma il regista ha iniziato a girare lunedì a Cividale del Friuli: il film si fa. Leone d’Oro alla carriera all’ultima Mostra di Venezia, dove si è vista la nuova versione del notevole Nel nome del padre, Bellocchio è un maestro indiscutibile nel raccontare la Storia e trattare con lucidità tematiche scottanti: ha saputo plasmare le immagini, di cronaca e repertorio, per ridare una sua visione del mondo. Se non ci si fida di lui, che è uno dei migliori registi italiani sulla piazza…

Foto: TM News

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Venezia 2011 - Cartoline dal Festival: consegnato il Leone d'Oro alla Carriera a Marco Bellocchio

pubblicato da Simona

Venezia 2011 - Cartoline dal Festival: consegnato il Leone d'Oro alla Carriera a Marco Bellocchio

Una giornata povera di star quella di oggi qui al Lido, ma arricchita dalla presenza di tre grandi registi come Michael Mann (al Festival con la Figlia Ami Canaan Mann per Texas Killing Fields), Johnnie To e l’italianissimo Marco Bellocchio, onorato nel pomeriggio con il Leone d’Oro alla Carriera.

Scialla! di Francesco Bruni si porta a casa il titolo di miglior film nella sezione Controcampo Italiano. I premi per il miglior cortometraggio e il miglior documentario sono andati, rispettivamente, a A Chjàna di Jonas Carpignano ed a Pugni chiusi di Fiorella Infascelli. Una Menzione Speciale è stata assegnata al documentario Black Block di Carlo Augusto Bachschmidt ed a Francesco Di Giacomo per la fotografia di Pugni Chiusi.

Wilde Salome di Al Pacino ha conquistato il Queer Lion e Nicole Grimaudo ha ricevuto il premio L’Oréal Paris per il cinema; mentre nel pomeriggio sono stati assegnati il Leoncino d’Oro Agiscuola ed il premio Unicef. Il primo è andato a Carnage di Roman Polanski; il secondo a Terraferma di Emanuele Crialese. Come di consueto vi invitiamo a proseguire nella lettura e a cliccare sul link qui di seguito per poter sfogliare per intero l’album fotografico riassuntivo di questo penultimo giorno al Festival di Venezia.

Venezia 2011 - Cartoline dal Festival: consegnato il Leone d’Oro alla Carriera a Marco Bellocchio

Venezia 2011 - Cartoline dal Festival: consegnato il Leone d'Oro alla Carriera a Marco BellocchioVenezia 2011 - Cartoline dal Festival: consegnato il Leone d'Oro alla Carriera a Marco BellocchioVenezia 2011 - Cartoline dal Festival: consegnato il Leone d'Oro alla Carriera a Marco BellocchioVenezia 2011 - Cartoline dal Festival: consegnato il Leone d'Oro alla Carriera a Marco BellocchioVenezia 2011 - Cartoline dal Festival: consegnato il Leone d'Oro alla Carriera a Marco BellocchioVenezia 2011 - Cartoline dal Festival: consegnato il Leone d'Oro alla Carriera a Marco BellocchioVenezia 2011 - Cartoline dal Festival: consegnato il Leone d'Oro alla Carriera a Marco BellocchioVenezia 2011 - Cartoline dal Festival: consegnato il Leone d'Oro alla Carriera a Marco BellocchioVenezia 2011 - Cartoline dal Festival: consegnato il Leone d'Oro alla Carriera a Marco BellocchioVenezia 2011 - Cartoline dal Festival: consegnato il Leone d'Oro alla Carriera a Marco Bellocchio

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Mostra del Cinema di Venezia 2011: Leone d'Oro alla carriera per Marco Bellocchio

pubblicato da dr. apocalypse

Mostra del Cinema di Venezia 2011: Leone d'Oro alla carriera per Marco Bellocchio Una recente Palma d’oro che consegna un Leone d’oro. Entrambi alla carriera. La Mostra del Cinema di Venezia 2011 ha celebrato il genio e il coraggio cinematografico di Marco Bellocchio. A premiare il regista, che ha annunciato tra le altre cose il titolo del suo prossimo film, Bella Addormentata, sulla vita e la morte di Eluana Englaro, Bernardo Bertolucci, fresca Palma al Festival di Cannes.

Accolto da una vera e propria standing ovation, un commosso Bellocchio si è poi lasciato andare ad un lungo discorso, che vi riportiamo integralmente, ricordandovi l’omaggio serale di Rai 3, che alle ore 21:05 di questa sera trasmetterà in prima tv il suo ultimo splendido film, Vincere.

Ringrazio il Festival, la Biennale, il suo Presidente, il Direttore e amico Marco Mueller, e naturalmente Bernardo Bertolucci che ha accettato di consegnarmi questo Leone alla Carriera. La mia carriera sono i film che finora ho fatto. Film diversi a seconda delle esperienze umane molto diverse che ho vissuto in 50 anni appunto di carriera.

Ricorrente è la domanda del giornalista: “Ma la tua rabbia (quella dei Pugni in tasca, dei mitici anni Sessanta…) dove è finita?”

L’intenzione è – sempre – di fissarmi, pietrificarmi in quel passato.

Ho risposto una volta di sentirmi un ribelle (o un rivoluzionario?) moderato, definizione che piacque e conquistò il titolo. Il significato di quel rivoluzionario – o ribelle – moderato, al di là della contraddizione palese che appunto un rivoluzionario non può essere moderato, è forse di un ribelle che ha rinunciato alla violenza…

Da allora, i mitici anni ’60, le mie immagini sono cambiate, perché la mia vita è cambiata. Non sono più l’assassino o il suicida, i protagonisti delle mie storie. Né il pazzo il portatore della verità. Sono indubbiamente cambiato (la possibilità di cambiare, di trasformarsi, per certa cultura è inconcepibile e quindi affermarlo è già una provocazione): le immagini stanno lì a dimostrarlo.

Ciò che non è cambiato è una naturale inclinazione a stare dalla parte di chi è oppresso, di chi è vittima di qualsiasi violenza, a qualunque classe appartenga, la violenza dei padri – come delle madri – e la loro complicità, ma non di chi accetta passivamente la propria sconfitta e predica la rassegnazione (“così va il mondo e andrà sempre così…”).

Credo che la libertà sia la cosa più preziosa per un artista, non parlo delle libertà civili che sono garantite in questo paese, dalle leggi che vanno rispettate, ma quella libertà di immaginazione che mi obbliga a rifiutare il “devo” (o il “non posso”), lo scrupolo morale che è mortale per l’artista, paralizza la fantasia, il devo o non devo per non tradire l’idea (“i compagni”, si diceva una volta), per non essere giudicato come un reazionario, un venduto, o un pazzo… è necessaria a un artista questa libertà, per esempio, di immaginare Aldo Moro che passeggia libero all’alba in una via di Roma… massimo falso storico che la sinistra più che la destra mi ha puntualmente rimproverato…

Si può lavorare oggi con poco, ed è una gran fortuna, ma senza quella libertà i giovani imiteranno sempre le grandi commedie, o i drammi – o le farse – dei padri…

Perciò questo premio alla carriera non è una celebrazione, o un risarcimento per non so che cosa, né una riconciliazione istituzionale, ma semplicemente il riconoscimento di una coerenza che in tutti questi anni ho cercato sempre di difendere, di una libertà che va sempre riconquistata.

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Venezia 2011: Il cinema del Lido si è assestato o almeno così sembra

pubblicato da Italo Moscati

Marco_BELLOCCHIO

Andiamo. La stampa (la tv dorme) dedica alla 68esima Mostra cinematografica di Venezia un’attenzione come sempre molto assidua. Sono giorni che escono notizie, interviste, indiscrezioni, polemiche (suggerite o addirittura invocate). La stampa non può fare a meno del Lido e lo difende anche quando l’attacca. Due tendenze, leggendo, mi sono parse quelle che sono state indicate, come cornice, prima dell’inaugurazione.

1) La Mostra “toccante”, cioè commoventi, tenera, nostalgica dei tempi che furono.
2) La Mostra che cerca tra gossip e brividi di sesso, e di orrore.

La prima tendenza mi è parsa chiara in un paio di occasioni. Nella notizia del Leone d’oro alla carriera dedicato a Marco Bellocchio, Leone che verrà consegnato da Bernardo Bertolucci. Mi sono dovuto frenare. Qualche goccia di lacrime si è affacciata al mio ciglio. Da anni sono amico ed estimatore di entrambi - pur non rinunciando alla libertà di giudizio sui loro film. Anzi, penso che sia giusto dire l’indicibile: voglio loro molto bene.

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Oscar 2012: ecco la giuria che deciderà il titolo che rappresenterà l'Italia

pubblicato da dr. apocalypse

Oscar 2012: ecco la giuria che deciderà il titolo che rappresenterà l'Italia

Marco Bellocchio, Luca Guadagnino, il giornalista di “Variety” Nick Vivarelli, la presidente degli esportatori cinematografici italiani Paola Corvino, i produttori Francesca Cima, Tilde Corsi e Martha Capello, il distributore Valerio De Paolis e il Direttore Generale per il Cinema del MiBAC Nicola Borrelli. Sono questi i nove membri della Commissione di selezione istituita dall’ANICA, su incarico dell’Academy of Motion Pictures Arts and Sciences, che entro il prossimo 3 ottobre dovranno scegliere il titolo italiano candidato alla corsa all’Oscar per il miglior film straniero 2011.

La selezione sarà effettuata tra i film, usciti nelle sale italiane tra il primo ottobre 2010 e il 30 settembre 2011, che presenteranno la loro candidatura all’ANICA entro il prossimo 16 settembre. A concorrere per gli Oscar 2012 potremo quindi ritrovarci titoli come Habemus Papam e Vallanzasca - Gli angeli del male, senza dimenticare Ruggine e Terraferma, in uscita a settembre, e Quando la notte della Comencini, ancora in cerca di una data certa. Chi scegliere come rappresentante del cinema tricolore per i prossimi Oscar? Sarà davvero così facile per Nanni Moretti, favorito numero uno, riuscire nell’impresa? A voi i primi pronostici…

Fonte: CinecittàNews

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Venezia 2011: Vincere! Ma... Vinceremo?

pubblicato da Italo Moscati

Vincere_POSTER1Il bel film di Marco Bellocchio, Vincere, non ha vinto molto ma è andato a festival e nelle sale raccogliendo simpatie e incassi. “Vincere!”, con il punto esclamativo era il grido stridulo e potente che usciva da sotto l’elmetto del duce Benito Mussolini negli anni della seconda mondiale, e poi si trasformò in un terribile singulto di morte a Piazzale Loreto, a Milano.

Adesso l’Imperativo Categorico si alza di nuovo e parte dalla Mostra del cinema di Venezia, o meglio dal ministro Galan, veneto, che vuol far dimenticare il suo predecessore Bondi che dai festival non ha portata a casa niente e si è messo da parte per scrivere le sue poesie su Berlusca son amour.

Galan, reduce da Cannes, dove gli italiani si sono limitati a versare lacrime - Nanni Moretti per l’accoglienza del pubblico per il suo Habemus Papam, Paolo Sorrentino e n’è andato in doloroso silenzio- vuole festeggiare la sua nuova cadrega con un Leone o almeno con un Leoncino. Naturalmente la cosa si è risaputa e un critico di valore come Michele Anselmi ha sentito il bisogno di scrivere sul grido di dolore- “Vincere !!!!” ad ogni costo- un articolo informativo sul “Riformista”.

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Festival di Venezia 2011: confermato il Leone d'Oro alla carriera a Marco Bellocchio

pubblicato da Gabriele C.

Venezia 2011: confermato il Leone d'Oro alla carriera a Marco Bellocchio

Dopo la “smentita” sulla notizia del Presidente di Giuria del concorso (non sarà Bertolucci ma Aronosky), ecco invece arrivare la conferma del Leone d’Oro alla carriera della 68. Mostra del cinema di Venezia: sarà infatti assegnato a Marco Bellocchio, che l’anno scorso aveva portato fuori concorso il suo ultimo Sorelle mai. Questa è la scelta di Marco Müller per il suo ultimo mandato come direttore artistico del festival, che ha così commentato la scelta:

Seguire il cinema di Marco Bellocchio ti porta, in ogni suo nuovo film, sempre verso altre destinazioni da quelle che ci sembrava di aver raggiunto e scoperto. Camminatore instancabile, traghettatore di idee, esploratore del confine instabile tra se stesso, il cinema e la storia, ha utilizzato come mappa, per orientarsi, il mondo che comincia oltre i confini della realtà visibile (e nell’inconscio). E ha così trovato i modi di espressione più vitali e “giusti” - per raccontare l’urgenza di saperi, individuali e collettivi, indeboliti, o svaniti.

Dopo la cerimonia di consegna del premio verrà proiettato Nel nome del padre, film di Bellocchio del 1971. Ma non nella sua versione “originale”, ma in una nuova “director’s cut” che invece di aggiungere materiale… ne toglie. Dai 105 minuti della versione cinematografica si è arrivati infatti a 90: è la quarta volta che il film passa per la sala di montaggio, perché il suo autore è sempre stato convinto che il film non avesse ancora trovato la sua forma definitiva. Oggi ce l’ha, e la vedremo al Lido.

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Venezia 2011: Bernardo Bertolucci presidente di giuria e Marco Bellocchio Leone d'oro alla carriera?

pubblicato da dr. apocalypse

Venezia 2011: Bernardo Bertolucci presidente di giuria e Marco Bellocchio Leone d'oro alla carriera?

Una doppia scelta più che inattaccabile. Marco Muller vorrebbe per la sua ‘ultima’ (o forse no?) Mostra del Cinema di Venezia due pezzi da 90 come Bernardo Bertolucci e Marco Bellocchio. Il primo Presidente di Giuria, il secondo Leone d’Oro alla Carriera. A lanciare la notizia è Michele Anselmi de Il Riformista, con il Mistero della Cultura, da settimane ormai vuoto visto il totale e vergognoso disinteresse di Sandro Bondi, e ormai in procinto di cambiare ‘proprietario’, passando all’ex Ministro dell’Agricoltura Giancarlo Galan, a guardare con interesse.

Le presunte volontà di Muller potrebbero infatti apparire eccessivamente ‘di sinistra’, da parte di un Governo che negli ultimi anni ha voluto mettere più volte bocca sulla Mostra del Cinema. Paolo Baratta, Presidente della Biennale arrivato a fine mandato, avrebbe infatti preferito non inserire l’argomento nell’ordine del giorno dell’ultimo cda, rinviando tutto ad aprile. Per non far indispettire Sandro Bondi? Probabilmente sì, anche se con l’ormai imminente Galan la musica cambierebbe, con annesso possibile terzo mandato in Laguna per Muller, fino a pochi giorni fa dato per certo alla guida del Festival di Roma 2012. Beautiful? No, la Mostra del Cinema di Venezia. Aspettando notizie ufficiali, voi che ne dite… Bertolucci Presidente di Giuria e Bellocchio Leone d’Oro, vi piacciono come ipotetiche scelte?

Fonte: Dagospia

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Sorelle Mai: qualche curiosità raccontata da Marco Bellocchio

pubblicato da Carla Cigognini

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Il 18 marzo uscirà nei nostri cinema il film drammatico di Marco Bellocchio, Sorelle Mai (qui potete vedere il trailer e leggere la trama). Nel cast: Alba Rohrwacher, Donatella Finocchiaro, Elena Bellocchio, Maria Luisa Bellocchio, Letizia Bellocchio. Oggi lasciamo la parola direttamente al regista che ci racconta:

Ho accettato l’idea di tenere il laboratorio di regia Fare Cinema, a Bobbio, mettendo dentro all’esperienza qualcosa di personale che mi consentisse un atteggiamento non teorico ma di partecipazione e personale divertimento. Si vede infatti nel film una bambina, mia figlia, crescere dai quattro ai quattordici anni. E l’altro figlio, di vent’anni più grande, in continui travestimenti, come se fosse inseguito da vari fantasmi… Nella mia storia giovanile c’è stata la ribellione e anche il coraggio del distacco, che non ha lasciato in me rimpianti o sensi di colpa, se non l’inevitabile confronto tra il mio destino e quello delle mie sorelle che invece sono rimaste in paese.

Mai (“Sorelle Mai”) è un cognome di fantasia, ma anche allude a quella trappola che per le due sorelle è stata la famiglia. Senza aver avuto la possibilità di una vita autonoma (nel senso che sono sempre state scoraggiate ad averla), sono rimaste sempre in casa come certe signorine dell’Ottocento, in un mondo gozzaniano o pascoliano, o cecoviano. Io che sono più giovane non ho responsabilità oggettive di questa loro “prigionia”, ma sento ugualmente una certa tristezza per la loro vita di confortevoli rinunce. E tanto affetto. Sorelle Mai è dedicato a loro.

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Sorelle Mai: trailer e locandina del film di Marco Bellocchio

pubblicato da Carla Cigognini

Marco Bellocchio torna al cinema con il film drammatico Sorelle Mai interpretato da Alba Rohrwacher, Donatella Finocchiaro, Elena Bellocchio, Maria Luisa Bellocchio, Letizia Bellocchio; dal 16 marzo 2011 al cinema. Ecco la trama ufficiale:

Sara Mai (Donatella Finocchiaro) è un’attrice e vive a Milano, cercando di affermarsi, mentre sua figlia, la piccola Elena (Elena Bellocchio), passa gran parte del tempo nella casa di famiglia a Bobbio, dove è accudita dalle due anziane zie (le sorelle Letizia e Maria Luisa Bellocchio). A Bobbio torna spesso anche il fratello di Sara, Giorgio (Pier Giorgio Bellocchio), sempre più inquieto e incerto sul proprio futuro. Giorgio e le due zie sono ormai la famiglia di Elena, finché un giorno, dopo aver ottenuto una parte importante, Sara decide di portare la figlia con sé a Milano, e trasferirsi in una casa più grande.

Qui sopra trovate un trailer, cliccando sulla miniatura qui sotto potete vedere la bellissima locandina in alta risoluzione.

Sorelle Mai - Marco Bellocchio - POSTER

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