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Tutti gli articoli con tag mario monicelli

Un anno senza Mario Monicelli: dieci film per ricordarlo

pubblicato da Gabriele Ferraresi

monicelli un anno dopo

Esattamente un anno fa Mario Monicelli si toglieva la vita, aveva 95 anni e un cancro alla prostata cui non voleva dare soddisfazione: si buttò dal quinto piano dell’ospedale San Giovanni. E quanto ci manca Monicelli. Quanto ci sarebbe bisogno di una lucidità come la sua oggi, l’hanno già detto tutti. Ed è vero, che di un gigante come lui avremmo un gran bisogno: “Solo gli stronzi muoiono”, diceva nel 2006 a Radio Due. Dagli torto.

Estremamente critico sulla situazione del Paese Italia, da morto Monicelli per molti è diventato un maître à penser simile a un precursore degli indignados - movimento germogliato a pochi mesi dalla sua dipartita, a maggio 2011 in Spagna - più che altro per quell’intervista trasmessa a Rai per una Notte, il 25 marzo 2010 (la trovate su Youtube e anche dopo il salto) in cui spiegava quanto poco gli piacesse il Brutto Paese che era diventata l’Italia.

Ma noi vogliamo ricordarlo con dieci film che non potete non aver visto, scelti nella sua sterminata filmografia. È complicato scegliere, ma…

    Guardie e ladri (1951)

    I soliti ignoti (1958)

    La grande guerra (1959)

    L’armata Brancaleone (1966)

    La ragazza con la pistola (1968)

    Amici miei (1975)

    Un borghese piccolo piccolo (1977)

    Il marchese del Grillo (1981)

    Parenti serpenti (1992)

    Cari fottutissimi amici (1994)

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Amici miei - Come tutto ebbe inizio: le recensioni della carta stampata

pubblicato da Carla Cigognini

Amici-miei-come-tutto-ebbe-inizioNoi non abbiamo visto Amici Miei Come tutto ebbe inizio ma siamo decisamente curiosi di sapere cosa ne pensano i critici cinematografici. Ecco alcuni stralci. Decisamente positiva è la recensione di Rondi de Il Tempo. Che ne pensate voi che avete visto il film?

Alessandra De Luca - Avvenire: (…) Convince davvero poco l’operazione revival di Neri Parenti che in “Amici miei… come tutto ebbe inizio” (costato - secondo il regista – “oltre 15 milioni di euro”) mette in scena gli antenati dei protagonisti del film di Monicelli (…)

Gian Luigi Rondi - Il Tempo: Aurelio De Laurentiis ancora una volta fa centro. Con il sostegno sempre più felice di Neri Parenti regista e sceneggiatore che, volendo rendere omaggio al mitico “Amici miei” del caro e compianto Mario Monicelli, ha ritenuto giusto non dargli un seguito, anche perché non era semplice sostituire in quelle parti quei magnifici interpreti di allora, e così, chiamato nuovamente in campo Piero De Bernardi, aggiungendovi Fausto Brizzi e Marco Martani, ha preferito anticipare le zingarate dei cinque burloni addirittura nella Firenze del Quattrocento, regnante Lorenzo il Magnifico. […]

Valerio Caprara - Il Mattino: Neri Parenti, punching ball dei cinéfili in servizio permanente effettivo, ritorna nella sua Firenze (dove il padre fu rettore) con una certa accuratezza e il fermo principio di non prendersi troppo sul serio. È ovvio, dunque, che girando il prequel di «Amici miei» non ha commesso sacrilegio e non merita anatema; anche perché il culto delle zingarate - cioè gli scherzacci intrapresi da goliardi fuori età - venne spesso fustigato al tempo dell’uscita come espressione dell’edonismo maschilista che stava seppellendo il ’68 («il mestiere infame di Germi, Risi e altri Monicelli» scrivevano i papà degli odierni integralisti). […]

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Speciale Unità d'Italia: i film italiani preferiti da Cineblog

pubblicato da Carla Cigognini

Speciale Unità d'Italia: i film italiani preferiti da Cineblog

Per festeggiare i 150 anni dell’unità di Italia, qualche giorno fa, ho chiesto ai ragazzi della redazione di Cineblog di dirmi il loro film Italiano preferito con una breve motivazione. Uno solo. E’ stato difficile (uno solo?) ma ecco il risultato:

Cleaned ha scelto: I Soliti Ignoti (1958) di Mario Monicelli
Un classico con cui i “soliti idioti” attuali non possono competere. L’irresistibile film di Monicelli diverte senza usare volgarità, sfruttando la stessa “semplicità” che si respirava nel paese a quei tempi.

Gabriele ha scelto: Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975) di Pier Paolo Pasolini
Dopo la “trilogia della vita”, la mazzata più grande che un intellettuale del calibro di Pasolini potesse offrirci: il film sulla morte, in ogni senso. Testamento lucidissimo e terrificante di un’Italia che era e che sarebbe stata.

Apocalypse ha scelto: Roma città aperta (1945) di Roberto Rossellini
Perché autentico manifesto del genere che ha reso il cinema italiano per anni il più apprezzato, applaudito e premiato in giro per il mondo. Perché figlio di una terribile guerra da poco finita. Perché interpretato da due inimitabili leggende come Anna Magnani e Aldo Fabrizi. Perché ancora oggi, dopo 65 anni, straordinariamente amato, anche dalle nuove generazioni.

Rosario ha scelto: Amici Miei (1975) di Mario Monicelli
L’unico, l’originale. Simbolo di una Commedia all’italiana (quella con la C maiuscola) ormai purtroppo dimenticata e rimpiazzata da cinepanettoni e poco altro. Nel giorno dedicato ai nostri 150 anni è impossibile non ricordare il capolavoro di Monicelli datato 1975, in barba a qualsiasi remake.

Antonio ha scelto: Ladri di Biciclette (1948) di Vittorio De Sica
Un solo film per un solo popolo… che ardua impresa! Non so se Ladri di Biciclette possa o debba considerarsi “rappresentativo” del nostro cinema - ammesso che un solo film basti. Tuttavia a me piace pensare che lo spaccato riportato in questa pellicola tracci, allora come adesso, alcune delle parecchie sfaccettature essenziali di chi risiede nella nostra Penisola. Da quando lo vidi per la prima volta, non riesco a fare a meno di pensare a noi italiani anche come “ladri di biciclette”, per l’appunto.

Carlo ha scelto: Il Gattopardo (1963) di Luchino Visconti
Un affresco senza tempo che attraverso il racconto dei fatti che 150 anni fa hanno contribuito all’unità d’Italia, fornisce una fotografia attualissima delle contraddizioni che sono connaturate all’essere più intimo della nostra nazione. Un crescendo maestoso che culmina nella scena di ballo, tra le sequenze più belle mai viste al cinema.

Carla ha scelto: Il Buono Il Brutto Il Cattivo (1966) di Sergio Leone
Perché Leone ha creato i spaghetti western all’Italiana quando l’Italia era ancora nel pieno boom cinematografico. Perché la sua regia è ancora oggi copiatissima ma inimitabile. Perché il trio Clint Eastwood - Lee Van Cleef - Eli Wallach è assolutamente perfetto. Vogliamo anche metterci che Clint qui era un figo pazzesco? Mettiamocelo. Dite niente…

Le scelte sono state fatte senza essersi messi d’accordo, ognuno ha scelto senza sapere i film degli altri. Avete notato che non ci sono film recenti? A parte questa “disgressione” (molto amara) ci dite il vostro film italiano preferito? Uno solo! E non diteci che il cinema italiano fa schifo perché non è (sempre) vero!

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Amici miei - Come tutto ebbe inizio: dopo le polemiche dei fans ora parla il cast del film

pubblicato da Carla Cigognini

/amicimieicometuttoebbeinizio_locandinaForse avete letto la nostra intervista a Franco Bagnasco, fondatore del gruppo Facebook Giù le mani da Amici Miei. Oggi il cast del prequel Amici Miei Come tutto ebbe inizio (da domani 16 marzo nelle sale) risponde alle polemiche. Il regista Neri Parenti ha dichiarato:

“E’ un’operazione affrontata con tantissimo amore, ci siamo avvicinati con rispetto al primo Amici Miei: questo è un altro film, ma ne mantiene lo spirito. E la distanza temporale ci ha concesso di proporre burle che forse ora non si potrebbero più fare, con vittime più innocenti rispetto a quelle di oggi. (…) So bene che i fiorentini ‘prendono foco’, sono integralisti sulle loro cose (…) Loro come me partono dal sentimento d’amore verso questo film, solo che io ho voluto farne il sogno della mia vita e l’omaggio ad una città, loro invece ritengono un oltraggio anche solo toccarlo”.

Christian De Sica invece ha spiegato:

“Quando faccio la farsa mi dicono che copio Sordi, ma questo è un film che commuove pure e mi sono ispirato a mio padre”.

Paolo Hendel ha parlato di Mario Monicelli:

“Gli parlai del progetto tempo fa e mi disse: ‘La vedo bene, basta che la storia funzioni e che faccia ridere’.”

Conferma anche Michele Placido:

“Mentre lavoravo al film sono stato a cena da lui una decina di volte e non mi ha mai detto nulla: non era un maligno, sapeva quanto lavoro c’era dietro a un film”.

(Le dichiarazioni qui sopra sono prese da DNews di oggi 15 febbraio, di seguito parte dell’intervista a Christian De Sica riportata da MetroNews di oggi)

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E' morta Annie Girardot

pubblicato da carloprevosti

Si è spenta all’età di 79 anni l’attrice francese Annie Girardot, volto amatissimo del cinema d’oltralpe che all’Italia deve molto della sua fortuna. La Girardot, da anni sofferente di Alzheimer, ha lavorato per oltre un centinaio di film e in Italia ha lavorato con Luchino Visconti per il suo splendido Rocco e i suoi fratelli. Proprio sul set di Visconti conobbe Renato Salvatori è poi diventato suo marito, con il quale ha avuto una figlia.

In Italia la Giradot ha lavorato con Mario Monicelli ne I Compagni del 1963 e con Marco Ferreri ne La donna scimmia del 1964. I suoi film recenti più noti sono quelli firmati da Michael Haneke, La pianista (2001) e Niente da nascondere (2005). Se ne va una grande attrice e una grande donna, Cineblog la saluta con una clip proprio da Rocco e i suoi fratelli.

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Amici miei - Come tutto ebbe inizio: parla lo sceneggiatore Fausto Brizzi e prime foto del film

pubblicato da Carla Cigognini

Amici miei - Come tutto ebbe inizio: prime foto del film

Avete letto la trama di Amici miei - Come tutto ebbe inizio? Oggi leggiamo insieme la dichiarazione di Fausto Brizzi che ha parlato ai microfoni di RadioRock:

“Insieme a Marco Martani e Neri Parenti ho scritto la sceneggiatura del prequel di ‘Amici Miei’, cercando di rispettare i toni dell’originale. (…) Magari qualcuno si aspetta di vedere un cinepanettone, invece è un’opera complessa. Credo che gli appassionati di ‘Amici miei’ saranno soddisfatti, troveranno il sadismo e la malinconia che c’era nell’originale”.

Non ho ancora visto il trailer del film quindi non posso giudicare ma ricordate cosa aveva detto Mario Monicelli (Rip) quando aveva saputo del progetto? Ve lo riporto:

“Non voglio interferire con il lavoro degli altri colleghi, non voglio giudicare, ma mi dispiace che ci sia la tendenza, da parte di imprenditori come De Laurentiis, a ripetere film già fatti, trasportandoli in contesti che non c’entrano per niente con quelli in cui è nato il film. (…) Neri Parenti, Christian De Sica, sono dei cineasti che fanno film di grande successo mirati ad un certo pubblico e ad una certa fascia, ma suggerisco loro di avere idee originali, nuove, senza prendere quelle degli altri. Questi registi, ripeto, conoscono molto bene il mestiere, però si facciano venire delle idee per conto loro senza riprendere quelle degli altri.”

Ragazzi, vedremo. Però se avessero raccontato la storia di un gruppo di amici nella Firenze della fine del ‘400 senza mettere nel titolo Amici Miei… forse sarebbe stato meglio. E il gruppo di Facebook Giù le mani da Amici Miei: Fermiamo De Sica e il suo annunciato prequel (con, ora che scrivo, 53.555 membri) non sarebbe mai nato.

Vi ricordo che nel cast di Amici Miei Come tutto ebbe inizio ci sono: Christian De Sica, Michele Placido, Massimo Ghini, Massimo Ceccherini, Giorgio Panariello, Pamela Villoresi, Chiara Francini, Paolo Hendel, Alessandro Benvenuti. Regia di Neri Parenti.

Fonte dichiarazione Brizzi via NotizieVirgilio, foto da Zapster

Amici miei - Come tutto ebbe inizio: prime foto del film
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Vallanzasca - Gli angeli del male: Cineblog intervista Nicola Acunzo: "Da che mondo e mondo si fanno gangster movie e non capisco tutte 'ste polemiche"

pubblicato da Carla Cigognini

Vallanzasca - Gli angeli del male: Cineblog intervista Nicola Acunzo

Vallanzasca - Gli angeli del male sarà nelle nostre sale dal 21 gennaio. Per l’occasione abbiamo intervistato uno dei protagonisti, Nicola Acunzo che interpreta Rosario, l’unico napoletano della banda. Per questa interpretazione ha vinto il Premio Speciale Penisola Sorrentina. Nicola ha recitato anche ne Il Grande sogno, sempre di Michele Placido e tra gli altri in Le rose del deserto, l’ultimo lavoro di Mario Monicelli.

Ciao Nicola, partiamo subito dalle polemiche che hanno toccato il film…
Sono polemiche sterili, un po’ bigotte. Da che mondo e mondo si fanno gangster movie e non capisco perché su Vallanzasca si sia sollevato tutto ’sto polverone.

Ma dici perché è un film di Placido, un personaggio po’ scomodo?
Magari lui dice le cose a muso duro a differenza di altri, altri lo fanno in maniera artistica, lui lo fa anche nelle conferenze stampa e può essere una cosa un po’ antipatica per alcuni ma lui, grazie a Dio, è un artista libero e se lo può permettere.

Come è stato lavorare con Placido?
E’ stato familiare, nel senso che è il terzo film con lui. Ho iniziato con lui con Le rose del deserto dove lavoravamo sotto la guida del maestro Monicelli ed ho avuto la possibilità di instaurare un rapporto personale, poi ho lavorato ne Il grande sogno dove facevo Rocco Il Calabrese, il Contestatore, ruolo abbastanza difficile pure quello… e poi con Vallanzasca sono andato leggero leggero, liscio liscio…

Vallanzasca - Gli angeli del male: Cineblog intervista Nicola Acunzo
Vallanzasca - Gli angeli del male: Cineblog intervista Nicola AcunzoVallanzasca - Gli angeli del male: Cineblog intervista Nicola AcunzoVallanzasca - Gli angeli del male: Cineblog intervista Nicola AcunzoVallanzasca - Gli angeli del male: Cineblog intervista Nicola Acunzo

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Mario Monicelli e il video-testamento a Ciprì e Maresco

pubblicato da carloprevosti

Durante la trasmissione I migliori nani della nostra vita (ai tempi dell’uscita di Le rose del deserto, ultimo film del maestro) il grande Mario Monicelli parla con Franco Maresco e Daniele Ciprì (che ormai non fanno più coppia) e il critico (s)cult Gregorio Napoli.

Tra battute folgoranti come “Io non vedo l’ora che muoia Manoel de Olivera, così sono in secondo piano”, Monicelli parla a lungo della sua morte e scrutando tra le righe (ma nemmeno troppo) è possibile leggere un vero e proprio testamento morale.

Monicelli è stato talmente grande che un ulteriore omaggio non glielo si può negare. Mica come la teodem (termine che detesto) Paola Binetti che è addirittura uscita in parlamento con discorso anti-eutanasia accusando la famiglia del regista di averlo lasciato solo. Certa gente dovrebbe pensare prima di parlare. O meglio stare zitta a prescindere.

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Mario Monicelli: L'Achille del Ciak

pubblicato da Italo Moscati

Mario_monicelliMario Monicelli si è suicidato ma non è morto. Aveva 95 anni e, davanti alla notizia, non vogliamo credere. Ci ha abituato, non ci “aveva”abituato, a considerarlo immortale. Senza alcun tallone traditore. Mario era l’Achille del ciak, mai morto come si dice quando si parla di un campione che non si rassegna e non si piega al destino che porta via le persone quando vuole.

Coraggioso, abile, scaltro. Mario, il grande regista, la lingua e gli occhi più acuti e spiritosi del cinema italiano, ha deciso di decidere lui, di farla finita, ma non ci riuscirà. Per noi che lo abbiamo conosciuto prima nella pellicola in cui si è incamminato, lasciando perle indimenticabili e che lo abbiamo frequentato quando aveva compiuto gran parte del suo cammino, sarà sempre Mario la freccia della satira e del cuore.

Nei suoi film, nelle interviste e in tutte le sue apparizioni, in tv, sui palcoscenici, nelle arene estive, nelle piazze non sbagliava un colpo. Ascoltava quasi con fastidio gli elogi a cascata. Prendeva con cipiglio cortese ma severo i tanti premi che lo coprivano di diffidenza più che di gloria. Diffidenza per il gioco semiserio della vita: troppo lunga per essere sopportata; troppo felice e quindi sempre sul filo della precarietà della falce che sibila e che si avvicina. Diffidenza per lo splendido gioco del cinema, un gioco fatto di finzione e di verità, verità come finzione, e finzione come prova di verità.

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Mario Monicelli si è suicidato

pubblicato da Blogoman

mario monicelli si è suicidato

Mario Monicelli si è ucciso. La notizia, inaspettata, è giunta poco fa dalle fonti sanitarie dell’ospedale San Giovanni di Roma. Il noto e amato regista si è ucciso, lanciandosi dal quarto (o quinto) piano del reparto di urologia, nel quale era ricoverato.

La sua ultima opera cinematografica risale al 2006 con Le rose del deserto.

Carlo Verdone ha commentato la terribile notizia senza nascondere il suo sgomento e ricordando anche il regista:

“Sono attonito, una notizia che mi intristisce molto. Era probabilmente una persona stanca di vivere, che non sosteneva più la vecchiaia. L’ho apprezzato molto come grande osservatore e narratore anche se a volte non condividevo il suo cinismo. Era gentile, cordiale, ma di poche parole. Un anno fa mi capitò di fargli gli auguri a Natale. Rimase sorpreso: ‘Gli auguri - mi disse - non li fa più nessuno”

Ciao Mario, Cineblog ti saluta con tanto affetto.

30 novembre 2010: Italo Moscati lo ricorda così.