La papessa (Die Päpstin) Regia di Sönke Wortmann con Johanna Wokalek, John Goodman, Iain Glen e David Wenham.
Agli inizi del IX secolo dopo cristo, in un paese sperduto dell’Inghilterra rurale nasce la piccola Johanna, figlia del pastore della comunità. Fin da giovane la ragazza sembra portata a riflettere sulla religione e su Dio, ma una donna all’epoca non è degna della vita monastica e sebbene sogni la vita di religiosa, Johanna sembra condannata alla vita prevista per le donne, dedicata alla famiglia e ai figli. La fede di Johanna la spinge però verso qualcosa di diverso, nonostante l’opposizione strenua del padre e contro le regole della Chiesa, riesce ad entrare in una scuola religiosa da cui inizia una brillante carriera ecclesiastica, sebbene mascherata da uomo con il nome di Johannes Anglicus.
Mentre Johanna frequenta la scuola nella cattedrale di Dorstadt incontra il Conte Gerold di cui si innamora. Una guerra porterà il nobile lontano da Dorstad e Johanna si concentra sulla sua carriera scalando velocemente gli scalini della gerarchia della Chiesa. Grazie alle sue conoscenze mediche, Johanna riesce a ingraziarsi niente meno che l’attuale Papa. Alla sua morte, quasi senza volerlo, Johanna si troverà a fare l’ultimo, importantissimo passo verso i vertici della Chiesa di Roma.
Tra realtà e leggenda, la storia della papessa Johanna che avrebbe regnato sulla Chiesa dall’853 all’855, rappresenta ovviamente un momento di difficile valutazione storica. Tanto incredibile da sembrare frutto di fantasia, la vicenda di una donna che contro ogni aspettativa raggiunge i vertici delle istituzioni religiose romane è certamente un neo che, qualora fosse realmente accaduto, qualcuno è provvidenzialmente intervenuto a cancellare dai libri di storia (operazione ben più semplice di quanto si possa credere oggi, visto che il sapere era tramandato prevalentemente in ambito ecclesiastico attraverso il lavoro di monaci amanuensi).
Peter Jackson potrebbe lavorare di più solo se avesse il dono dell’ubiquità. Dopo aver realizzato Il Signore degli Anelli dirigendo set diversi da una cabina di regia distante decine di chilometri, ora è al lavoro su Amabili resti, il ultimo lavoro che dovrebbe uscire nelle sale americani l’11 di dicembre.
Allo stesso tempo è concentrato sul progetto di Tintin, in compagnia di Steven Spielberg oltre alla pre-produzione di The Hobbit e, secondo il sito Aintitcool.com, ora si sarebbe buttato in un ennesimo progetto dedicato al già chiacchierato remake di Dambusters, di Michael Anderson.
Durante una serata di beneficenza infatti l’attore e sceneggiatore Stephen Fry ha confermato che il progetto è partito, e che attualmente lo script è in fase si stesura. Addirittura sarebbero già iniziate le ricostruzioni dei bombardieri Lancaster per le riprese in Nuova Zelanda.
Il film originale, datato1955, è ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale e racconta la vicenda di uno scienziato inglese che, nel tentativo di trovare un modo per abbreviare la durata della guerra, inventa un’arma capace di distruggere le basi industriali tedesche in un modo molto particolare.
Sarà l’Inglorious Basterds di Jackson?